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02-07 marzo 2020

La Parola > Parola della settimana

RIFLESSIONI SULLA PAROLA  
02 -07 marzo 2020


Lunedì 02 marzo

Santi del giorno: san Troadio, sant’Angela della croce.

Dal libro del Levìtico

Il Signore parlò a Mosè e disse: «Parla a tutta la comunità degli Israeliti dicendo loro: “Siate santi, perché io, il Signore, vostro Dio, sono santo. Non ruberete né userete inganno o menzogna a danno del prossimo. Non giurerete il falso servendovi del mio nome: profaneresti il nome del tuo Dio. Io sono il Signore. Non opprimerai il tuo prossimo, né lo spoglierai di ciò che è suo; non tratterrai il salario del bracciante al tuo servizio fino al mattino dopo. Non maledirai il sordo, né metterai inciampo davanti al cieco, ma temerai il tuo Dio. Io sono il Signore. Non commetterete ingiustizia in giudizio; non tratterai con parzialità il povero né userai preferenze verso il potente: giudicherai il tuo prossimo con giustizia. Non andrai in giro a spargere calunnie fra il tuo popolo né coopererai alla morte del tuo prossimo. Io sono il Signore. Non coverai nel tuo cuore o Dio contro il tuo fratello; rimprovera apertamente il tuo prossimo, così non ti caricherai d’un peccato per lui. Non ti vendicherai e non serberai rancore contro i figli del tuo popolo, ma amerai il tuo prossimo come te stesso. Io sono il Signore”».

Il brano di oggi è tratto dal libro del Levitico e riporta un’esortazione di Mosè verso l’amore del prossimo, specificando come realizzare questo amore. Oggi, quando si parla di amore dell’altro, si parla molte volte di un amore ateo, di un amore che non viene irrorato dalla grazia e dalla presenza di Dio. Oggi la nostre relazioni sono orizzontali, di cortesia, di amicizia e di goliardia, ma l’amore del prossimo, con il quale la Parola ci esorta ad essere ministri e testimoni, è un’altra cosa. Posso amare l’altro, il mio fratello e la mia sorella, veramente in pienezza se vedo in loro un’icona viva della presenza di Dio, se vedo in loro le loro fragilità e le colloco in una lettura di grazia, di intelligenza spirituale e di misericordia. Amare il prossimo non è per tutti, non è da tutti, perché l’amore del prossimo al quale la Parola ci vincola non è né antropologia, nemmeno sociologia, nemmeno demagogia. Si può amare il prossimo se si è, prima di tutto, un uomo o una donna di Dio, innamorati del suo mistero, altrimenti l’amore sarà pura filantropia, riduttiva ed asfissiante, che non raggiunge il mistero di ognuno di noi, che è l’anima, dimora di Dio.

Pensiero del giorno: Signore, fa’ che non mi illuda di amare il mio prossimo se prima non amo infinitamente Te e se prima non amo il mio prossimo attraverso le ginocchia piegate dell’intercessione e della preghiera.


Martedì 03 marzo
Santi del giorno: santi Marino e Asterio, santa Cunegonda.

Dal libro del profeta Isaìa

Così dice il Signore: «Come la pioggia e la neve scendono dal cielo e non vi ritornano senza avere irrigato la terra, senza averla fecondata e fatta germogliare, perché dia il seme a chi semina e il pane a chi mangia, così sarà della mia Parola uscita dalla mia bocca: non ritornerà a me senza effetto,senza aver operato ciò che desidero e senza aver compiuto ciò per cui l’ho mandata».

Oggi il profeta Isaia ci parla della potenza, dell’efficacia della Parola ed usa due simbologie meteorologiche naturali: la pioggia e la neve. La Parola è proprio quella pioggia benefica e ristoratrice, quella neve candida che ricopre la nostra terra e che porta alla terra che la riceve, cioè al cuore che la accoglie, la vitalità, la fecondità, la tenerezza, la bontà di Dio. La dinamica della Parola non dipende da noi, perché essa non ha bisogno di supporti, la Parola non ha bisogno di aiuti, ha una energia spirituale, una grazia spirituale insita in se stessa, precede sempre la nostra buona volontà, il nostro apostolato, la nostra testimonianza, perché essa agisce in virtù propria. Non si rende più simpatica la Parola riducendola a delle letture demagogiche, politiche collocate magari in ideologie che vanno alla moda e che rendono simpatico e disinibito chi le segue, la Parola è bellissima nella sua nudità sfolgorante, la Parola è potente nella sua libertà di grazia, perché essa ha una forza in se stessa che tocca e cambia il cuore.

Pensiero del giorno: Signore, liberami da letture ideologiche e umane della tua Parola che vogliono ridurla ad un’opinione di giornale e non ad un fremito di eternità.
  

Mercoledì 04 marzo
Santi del giorno: san Casimiro, beato Umberto di Savoia.

Dal libro del profeta Giona

In quel tempo, fu rivolta a Giona questa Parola del Signore: «Àlzati, va’ a Nìnive, la grande città, e annuncia loro quanto ti dico». Giona si alzò e andò a Nìnive secondo la Parola del Signore.
Nìnive era una città molto grande, larga tre giornate di cammino. Giona cominciò a percorrere la città per un giorno di cammino e predicava: «Ancora quaranta giorni e Nìnive sarà distrutta».
I cittadini di Nìnive credettero a Dio e bandirono un digiuno, vestirono il sacco, grandi e piccoli. Giunta la notizia fino al re di Nìnive, egli si alzò dal trono, si tolse il manto, si coprì di sacco e si mise a sedere sulla cenere. Per ordine del re e dei suoi grandi fu poi proclamato a Nìnive questo decreto: «Uomini e animali, armenti e greggi non gustino nulla, non pascolino, non bevano acqua. Uomini e animali si coprano di sacco e Dio sia invocato con tutte le forze; ognuno si converta dalla sua condotta malvagia e dalla violenza che è nelle sue mani. Chi sa che Dio non cambi, si ravveda, deponga il suo ardente sdegno e noi non abbiamo a perire!». Dio vide le loro opere, che cioè si erano convertiti dalla loro condotta malvagia, e Dio si ravvide riguardo al male che aveva minacciato di fare loro e non lo fece.

La Parola di oggi ci presenta l’avventura di Giona che esorta una città, Ninive,  così apparentemente dimentica di Dio, alla conversione. Giona attraversa la città, sebbene di malavoglia e sebbene convinto che la città non sarebbe cambiata. Quante volte lo scoraggiamento e la rassegnazione tarpano le ali di un annuncio, le ali di un’audacia, di una presenza. Dobbiamo riattraversare la Ninive di oggi, che è la misteriosa città del cuore umano, dobbiamo avere il coraggio di essere alternativi, diversi, di dire a chiare lettere e a cuore aperto ciò che non va nella vita. Oggi tutti ci autogiustifichiamo e ci autoconvinciamo che tutto ciò che facciamo è bello e buono, ma non è così, mancano le vere voci profetiche che aiutano una città dell’uomo a ritrovare il gusto della verità, il coraggio della conversione. Giona, quando ha fatto questa predicazione, non ha visto nulla durante l’evento evangelizzante, ma il Signore stava toccando il cuore dei Niniviti. Anche oggi il Signore non ci chiede il risultato e la fecondità, perché sono solamente suoi e della sua grazia, e non frutto di strategie; a noi spetta attraversare ancora la Ninive del nostro tempo.  

Pensiero del giorno: Signore, quando penso di aver perduto la partita con questo mondo secolarizzato che non vuole Te, ricordami che la partita è tuttora in corso ed ho una certezza che la vittoria sarà sempre e solo esclusivamente tua.  
  

Giovedì 05 marzo
Santi del giorno: san Teofilo, san Virgilio.

Dal libro di Ester

In quei giorni, la regina Ester cercò rifugio presso il Signore, presa da un’angoscia mortale. Si prostrò a terra con le sue ancelle da mattina a sera e disse: «Tu sei benedetto, Dio di Abramo, Dio di Isacco, Dio di Giacobbe. Vieni in aiuto a me che sono sola e non ho altro soccorso all’infuori di te, o Signore, perché un grande pericolo mi sovrasta. Io ho sentito dai libri dei miei antenati, Signore, che tu liberi fino all’ultimo tutti coloro che compiono la tua volontà. Ora, Signore, mio Dio, aiuta me che sono sola e non ho nessuno all’infuori di te.
Vieni in soccorso a me, che sono orfana, e poni sulle mie labbra una Parola opportuna davanti al leone, e rendimi gradita a lui. Volgi il suo cuore all’oDio contro chi ci combatte, a rovina sua e di quanti sono d’accordo con lui. Quanto a noi, liberaci dalla mano dei nostri nemici, volgi il nostro lutto in gioia e le nostre sofferenze in salvezza».

Oggi leggiamo la preghiera di intercessione di Ester. Una preghiera attraverso la quale Ester riesce a liberare il suo popolo da un pericolo mortale. Ester diventa l’icona dell’orante che usa la supplica, l’intercessione e il grido, che cerca aiuto presso il Signore. Quanto potente è la preghiera di intercessione quando viene fatta con il cuore aperto dallo Spirito, quando viene formulata con la fede ardente e fervente, quando viene innalzata a Dio con un cuore umile e stupito per la sua grazia e la sua misericordia! La supplica di intercessione è credere fermamente nel Dio dell’impossibile e questo non è ingenuità, miracolismo, favola, è una verità di fede: a Dio nulla è impossibile, il Dio della Parola è il Dio dell’impossibilità che rende possibili le cose impossibili.
La preghiera di intercessione il ponte tra noi e Dio.

Pensiero del giorno: Signore, fa’ che quando mi rivolgo a Te con la preghiera di domanda, non mi senta uno gnomo naif, ma un gigante della fede che ancora una volta investe nell’audacia del chiedere.   


Venerdì 06 marzo
Santi del giorno: san Vittorino, san Marciano.

Dal libro del profeta Ezechièle

Così dice il Signore Dio: «Se il malvagio si allontana da tutti i peccati che ha commesso e osserva tutte le mie leggi e agisce con giustizia e rettitudine, egli vivrà, non morirà. Nessuna delle colpe commesse sarà più ricordata, ma vivrà per la giustizia che ha praticato. Forse che io ho piacere della morte del malvagio – oracolo del Signore – o non piuttosto che desista dalla sua condotta e viva? Ma se il giusto si allontana dalla giustizia e commette il male, imitando tutte le azioni abominevoli che l’empio commette, potrà egli vivere? Tutte le opere giuste da lui fatte saranno dimenticate; a causa della prevaricazione in cui è caduto e del peccato che ha commesso, egli morirà. Voi dite: “Non è retto il modo di agire del Signore”. Ascolta dunque, casa d’Israele: Non è retta la mia condotta o piuttosto non è retta la vostra? Se il giusto si allontana dalla giustizia e commette il male e a causa di questo muore, egli muore appunto per il male che ha commesso. E se il malvagio si converte dalla sua malvagità che ha commesso e compie ciò che è retto e giusto, egli fa vivere se stesso. Ha riflettuto, si è allontanato da tutte le colpe commesse: egli certo vivrà e non morirà».

Ezechiele tratta in questa lettura il problema della colpevolezza personale e della retribuzione del bene e del male. Da una coscienza tribale, comunitaria, di clan che percorre tutto l’Antico Testamento, arriviamo con Ezechiele ad una concezione personale di responsabilità, di coscienza, di merito e di retribuzione. Sicuramente lo Spirito, ispirando Ezechiele, ci ricorda il tesoro che abbiamo nel nostro cuore, che è la coscienza, quella voce che è dentro di noi e che noi non ci siamo dati; oltre alla coscienza, abbiamo la possibilità nel libero arbitrio di scegliere il bene e il male, ma essi non sono indifferenti, come oggi molta cultura vorrebbe far credere, sono possibilità di luce o di tenebra insite nel cuore dell’uomo. Conoscere il bene ed evitare il male è la vera strategia, la vera rivoluzione della libertà dei cuori. Ai credenti spetta questo annuncio profetico: ricordare la differenza tra bene e male, ricordare la diversità di retribuzione del bene e del male. Questo significa responsabilizzare, nella grazia di Dio, il cuore dell’uomo a saper scegliere e a saper rinunciare a ciò che distrugge la pace del cuore, a ciò che rende oscura la vita.

Pensiero del giorno: Signore, parlare di peccato, di bene e di male è subito apparire demodé e non essere all’altezza del nostro tempo. Signore, rendimi capace di annunciare il bene e il male per aiutare i miei fratelli a crescere nella libertà interiore dei figli di Dio e soprattutto dammi la certezza che il bene e il male non passano mai di moda, ma sono eternamente presenti nella nostra vita.   
       

Sabato 07 marzo
Santi del giorno: sante Perpetua e Felicita, san Gaudioso.

Dal libro del Deuteronòmio

Mosè parlò al popolo, e disse: «Oggi il Signore, tuo Dio, ti comanda di mettere in pratica queste leggi e queste norme. Osservale e mettile in pratica con tutto il cuore e con tutta l’anima.
Tu hai sentito oggi il Signore dichiarare che egli sarà Dio per te, ma solo se tu camminerai per le sue vie e osserverai le sue leggi, i suoi comandi, le sue norme e ascolterai la sua voce. Il Signore ti ha fatto dichiarare oggi che tu sarai il suo popolo particolare, come egli ti ha detto, ma solo se osserverai tutti i suoi comandi. Egli ti metterà, per gloria, rinomanza e splendore, sopra tutte le nazioni che ha fatto e tu sarai un popolo consacrato al Signore, tuo Dio, come egli ha promesso».

Oggi leggiamo un discorso di Mosè che esorta il popolo ad ascoltare e a praticare ciò che il Signore comanda. Mosè esorta il popolo a camminare per le vie di Dio, a vivere quell’appartenenza gioiosa di essere popolo del Signore. L’esortazione fa parte dei carismi dello Spirito, la cita Paolo, e oggi quanto bisogno abbiamo di evangelizzazione esortativa, di evangelizzazione kerigmatica, come dice il Papa, di un annuncio chiaro che solo in Gesù c’è la salvezza e la vita. Esortare gli altri a vivere la via di Dio, a vivere la verità di Dio, non è un’opera pia, ma è una necessità di portare a coloro che non si rendono conto dell’asfissia della loro anima, questo grande annuncio: seguire il Signore è sempre regnare, vivere e volare.

Pensiero del giorno: Signore, fa’ che non prenda paura delle opinioni fallaci dei salottieri del nostro tempo che si ritengono intelligenti e disinibiti perché annunciano opinioni fallaci senza radici. Signore, liberami dallo spirito di timidezza e di paura per annunciare con forza la tua Parola, che non è opinione, ma è verità e la verità salva il mondo.  
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