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03-08 agosto 2020

La Parola > Parola della settimana

RIFLESSIONI SULLA PAROLA
03-08 agosto 2020


Lunedì 03 agosto

Santi del giorno: sant’Asprenato, san Martino.

Dal libro del profeta Geremìa
In quell’anno, all’inizio del regno di Sedecìa, re di Giuda, nell’anno quarto, nel quinto mese, Ananìa, figlio di Azzur, il profeta di Gàbaon, mi riferì nel tempio del Signore sotto gli occhi dei sacerdoti e di tutto il popolo: «Così dice il Signore degli eserciti, Dio d’Israele: Io romperò il giogo del re di Babilonia! Entro due anni farò ritornare in questo luogo tutti gli arredi del tempio del Signore che Nabucodònosor, re di Babilonia, prese da questo luogo e portò in Babilonia. Farò ritornare in questo luogo – oracolo del Signore – Ieconìa, figlio di Ioiakìm, re di Giuda, con tutti i deportati di Giuda che andarono a Babilonia, poiché romperò il giogo del re di Babilonia». Il profeta Geremìa rispose al profeta Ananìa, sotto gli occhi dei sacerdoti e di tutto il popolo, che stavano nel tempio del Signore. Il profeta Geremìa disse: «Così sia! Così faccia il Signore! Voglia il Signore realizzare le cose che hai profetizzato, facendo ritornare gli arredi nel tempio e da Babilonia tutti i deportati. Tuttavia ascolta ora la parola che sto per dire a te e a tutto il popolo. I profeti che furono prima di me e di te dai tempi antichissimi profetizzarono guerra, fame e peste contro molti paesi e regni potenti. Il profeta invece che profetizza la pace sarà riconosciuto come profeta mandato veramente dal Signore soltanto quando la sua parola si realizzerà».Allora il profeta Ananìa strappò il giogo dal collo del profeta Geremìa, lo ruppe e disse a tutto il popolo: «Così dice il Signore: A questo modo io romperò il giogo di Nabucodònosor, re di Babilonia, entro due anni, sul collo di tutte le nazioni». Il profeta Geremìa se ne andò per la sua strada.
Dopo che il profeta Ananìa ebbe rotto il giogo che il profeta Geremìa portava sul collo, fu rivolta a Geremìa questa parola del Signore: «Va’ e riferisci ad Ananìa: Così dice il Signore: Tu hai rotto un giogo di legno, ma io, al suo posto, ne farò uno di ferro. Infatti, dice il Signore degli eserciti, Dio d’Israele: Pongo un giogo di ferro sul collo di tutte queste nazioni perché siano soggette a Nabucodònosor, re di Babilonia, e lo servano; persino le bestie selvatiche gli consegno». Allora il profeta Geremìa disse al profeta Ananìa: «Ascolta, Ananìa! Il Signore non ti ha mandato e tu induci questo popolo a confidare nella menzogna; perciò dice il Signore: Ecco, ti faccio sparire dalla faccia della terra; quest’anno tu morirai, perché hai predicato la ribellione al Signore». In quello stesso anno, nel settimo mese, il profeta Ananìa morì.

Nel regno di Sedecia Anania, figlio di Azzur, profeta di Gabaon, riferisce che il Signore avrebbe rotto il giogo del re di Babilonia, avrebbe fatto ritornare tutti gli arredi del tempio e avrebbe riportato Israele nella libertà. Geremia risponde al profeta Anania: “Così sia, così faccia il Signore”. I profeti che erano venuti prima di loro, dai tempi antichi, avevano sempre profetizzato fame, peste e guerra, invece il profeta che profetizza la pace sarà riconosciuto come tale solo quando la sua parola si realizzerà. Il profeta Anania, colpito dalle parole di Geremia, strappa il giogo dal collo, lo rompe e dice davanti a tutto il popolo: “A questo modo il Signore romperà il giogo di Nabucodonosor”, ma Geremia nel nome del Signore condanna Anania perché inganna il popolo e lo fa confidare nella menzogna e gli preannuncia la morte. Il tema di questa parola è il falso profetismo che già ai tempi di Geremia era molto fiorente, soprattutto nelle corti dei potenti, ai quali i profeti annunciavano cose gradevoli. Gesù ci ha messo in guardia contro i falsi profeti, cioè verso coloro che annunciano cose piacevoli ad un popolo, ma soprattutto verso coloro che annunciano ad un popolo la non urgenza della conversione e del cambiamento, perché annunciano cose di uomini, parlano in nome dell’umanità, ma non sono profeti del Signore. I veri profeti, dice Geremia, hanno conosciuto la persecuzione ed il rifiuto. Anche oggi nella chiesa ci sono profeti che non sono  ideologizzati né collocati in un contesto politico mondano; i veri profeti del Signore sono impopolari, sono incompresi sono non amati da una maggioranza che desidera ricevere parole di conferma della sua malvagità, ma il vero profetismo non deve fare audience e non deve soddisfare un popolo. Il vero profeta non si attende l’applauso degli uomini, ma l’approvazione di Dio.

Pensiero del giorno:  Signore, in questo tempo di protagonismo, di applauso e di approvazione rendimi vero profeta della tua Parola andando controcorrente nel tuo nome e con il tuo amore. Mi emargineranno, ma solo allora sarò fedele e felice.


Martedì 04 agosto
Santi del giorno: san Giovanni Maria Vianney (Lione, Francia, 1786 – Ars 4 agosto 1859), «curato» di Ars per un quarantennio, attirò moltitudini di persone di ogni estrazione sociale con le sue catechesi e con il ministero della riconciliazione. Uomo di austera penitenza, unì alla profonda vita interiore, incentrata nell’Eucaristia, un generoso impulso caritativo. E’ modello della cura d’anime nella dimensione parrocchiale.

Dal libro del profeta Geremìa
Parola rivolta a Geremìa da parte del Signore:
«Così dice il Signore, Dio d’Israele: Scriviti in un libro tutte le cose che ti ho detto.
Così dice il Signore:
La tua ferita è incurabile,
la tua piaga è molto grave.
Nessuno ti fa giustizia;
per un’ulcera vi sono rimedi,
ma non c’è guarigione per te.
Ti hanno dimenticato tutti i tuoi amanti,
non ti cercano più;
poiché ti ho colpito come colpisce un nemico,
con un castigo spietato,
per la tua grande iniquità,
perché sono cresciuti i tuoi peccati.
Perché gridi per la tua ferita?
Incurabile è la tua piaga.
Ti ho trattato così
per la tua grande iniquità,
perché sono cresciuti i tuoi peccati.
Così dice il Signore:
Ecco, cambierò la sorte delle tende di Giacobbe
e avrò compassione delle sue dimore.
Sulle sue rovine sarà ricostruita la città
e il palazzo sorgerà al suo giusto posto.
Vi risuoneranno inni di lode,
voci di gente in festa.
Li farò crescere e non diminuiranno,
li onorerò e non saranno disprezzati;
i loro figli saranno come un tempo,
la loro assemblea sarà stabile dinanzi a me,
mentre punirò tutti i loro oppressori.
Avranno come capo uno di loro,
un sovrano uscito dal loro popolo;
io lo farò avvicinare a me ed egli si accosterà.
Altrimenti chi rischierebbe la vita
per avvicinarsi a me?
Oracolo del Signore.
Voi sarete il mio popolo
e io sarò il vostro Dio».

Il profeta Geremia scrive le profezie del Signore e dice che Egli cambierà la sorte delle tende di Giacobbe e avrà compassione delle sue dimore. Il Signore guarisce le ferite che il peccato dà ad un popolo infedele. Il vero profeta di Dio è fedele a Dio, ma annuncia anche la sua misericordia: è il Signore che guarisce le piaghe incurabili, è il Signore che guarisce la ferita profonda, è il Signore che potrà cambiare le sorti di un popolo. Il profeta vive tra due poli: la fedeltà alla verità di Dio e la fedeltà alla sua misericordia. Oggi si spaccia per misericordia ciò che non nasce dalla verità, ma la misericordia senza verità è l’ennesima bufala che diamo gli uomini. Il profeta Geremia ci ricorda che le due dimensioni della misericordia e della verità devono incontrarsi e sono garanzia di un vero annuncio profetico e di una vera testimonianza.

Pensiero del giorno:  Signore, quando la misericordia non nasce dalla verità diventa buonismo di infimo grado, liberami dal buonismo e rendimi segno di misericordia.    


Mercoledì 05 agosto

Santi del giorno: Dedicazione Basilica di Santa Maria Maggiore, sant’Emidio, sant’Osvaldo.

Dal Vangelo secondo Matteo
In quel tempo, Gesù si ritirò verso la zona di Tiro e di Sidòne. Ed ecco una donna Cananea, che veniva da quella regione, si mise a gridare: «Pietà di me, Signore, figlio di Davide! Mia figlia è molto tormentata da un demonio». Ma egli non le rivolse neppure una Parola. Allora i suoi discepoli gli si avvicinarono e lo implorarono: «Esaudiscila, perché ci viene dietro gridando!». Egli rispose: «Non sono stato mandato se non alle pecore perdute della casa d’Israele». Ma quella si avvicinò e si prostrò dinanzi a lui, dicendo: «Signore, aiutami!». Ed egli rispose: «Non è bene prendere il pane dei figli e gettarlo ai cagnolini». «È vero, Signore, – disse la donna – eppure i cagnolini mangiano le briciole che cadono dalla tavola dei loro padroni».  Allora Gesù le replicò: «Donna, grande è la tua fede! Avvenga per te come desideri». E da quell’istante sua figlia fu guarita.
Oggi Matteo ci presenta la donna cananea che grida a Gesù per sua figlia tormentata da un demonio ed ella continua a gridare sebbene Gesù non le rivolga nemmeno una parola. Ma Matteo fa entrare in scena i discepoli che diventano intercessori per questo grido. Anche oggi quanta gente grida e il grido di tanta gente non viene raccolto, non viene consacrato, non viene interpretato dall’amore di Gesù, perché mancano intercessori potenti che raccolgano il grido di tanta sofferenza interiore per portarla al cuore di Gesù. Questa donna cananea ci insegna l’audacia di saper rispondere a Gesù con l’audacia dell’amore, accontentandoci anche delle briciole, dei frammenti d’amore, che in Gesù diventano sempre infinito ed oceano sconfinato.

Pensiero del giorno: Signore Gesù, io grido a te, fa’ che la raucedine della mia incredulità non fermi il mio grido di aiuto.


Giovedì 06 agosto
Santi del giorno: Trasfigurazione del Signore.

Dal libro del profeta Danièle
Io continuavo a guardare,
quand’ecco furono collocati troni
e un vegliardo si assise.
La sua veste era candida come la neve
e i capelli del suo capo erano candidi come la lana;
il suo trono era come vampe di fuoco
con le ruote come fuoco ardente.
Un fiume di fuoco scorreva
e usciva dinanzi a lui,
mille migliaia lo servivano
e diecimila miriadi lo assistevano.
La corte sedette e i libri furono aperti.
Guardando ancora nelle visioni notturne,
ecco venire con le nubi del cielo
uno simile a un figlio d’uomo;
giunse fino al vegliardo e fu presentato a lui.
Gli furono dati potere, gloria e regno;
tutti i popoli, nazioni e lingue lo servivano:
il suo potere è un potere eterno,
che non finirà mai,
e il suo regno non sarà mai distrutto.

Leggiamo un brano in cui il profeta Daniele contempla il mistero di Dio attraverso immagini profetiche. Contemplare il mistero di Dio, guardare il volto misterioso di Dio è la trasfigurazione dell’anima che cerca il suo Signore. Anche oggi nel mondo c’è una fame di bellezza, di mistero, di profondo, c’è una fame di altezza spirituale, c’è una fame di intimità con il mistero. In questa festa della Trasfigurazione il profeta Daniele ci ricorda che l’anima può riposare solamente quando contempla il mistero di Dio attraverso le ombre e le immagini incomplete della vita umana. Andare oltre l’immagine, andare oltre il visibile, andare oltre il logico e lo scontato, ecco l’anima che si trasfigura nella contemplazione profonda di una presenza affascinante, di una presenza di bellezza. Solamente il contemplativo sarà un testimone fedele in un mondo che ha sete di profondità, di mistero, di grazia.

Pensiero del giorno:  Signore, non rendermi sguardo stanco di cose visibili ed immediate. Dammi l’occhio profondo sul mistero.         


Venerdì 07 agosto
Santi del giorno: santi Sisto II e compagni, san Gaetano da Thiene, san Donato

Dal libro del profeta Naum
Ecco sui monti i passi d’un messaggero
che annuncia la pace!
Celebra le tue feste, Giuda, sciogli i tuoi voti,
poiché il malvagio non passerà più su di te:
egli è del tutto annientato.
Infatti il Signore restaura il vanto di Giacobbe,
rinnova il vanto d’Israele,
anche se i briganti li hanno depredati
e saccheggiano i loro tralci.
Guai alla città sanguinaria,
piena di menzogne,
colma di rapine,
che non cessa di depredare!
Sìbilo di frusta, fracasso di ruote,
scalpitìo di cavalli, cigolìo di carri,
cavalieri incalzanti, lampeggiare di spade,
scintillare di lance, feriti in quantità,
cumuli di morti, cadaveri senza fine,
s’inciampa nei cadaveri.
«Ti getterò addosso immondizie,
ti svergognerò, ti esporrò al ludibrio.
Allora chiunque ti vedrà, fuggirà da te
e dirà: “Nìnive è distrutta! Chi la compiangerà?
Dove cercherò chi la consoli?”».

Oggi leggiamo un profeta minore, il profeta Naum, che ci parla dei passi di un messaggero che annuncia la pace, che annuncia a Giuda di celebrare le feste e di sciogliere i nodi, di un messaggero che annuncia che il Signore restaura Israele e la casa di Giacobbe. A questa parola di annuncio di pace si contrappone la città sanguinaria piena di menzogne, piena di rumore e di guerra. Il Signore dice a questa città autosufficiente e superba che la svergognerà, che la esporrà al ludibrio. Il Signore che combatte contro Ninive è l’emblema di un potere e di una struttura contro Dio. Occorre essere annunciatori di pace, della pace di Dio, non di un pacifismo della politica e della ideologia, occorre essere uomini e donne che annunciano la pace di Dio, che non produce manifestazioni di piazza, ma genera uomini nuovi, portando pace all’interiore cuore dell’uomo dove combattono le guerre più sanguinarie e più forti.

Pensiero del giorno:  Signore, fammi aborrire ogni pacifismo ideologizzato e rendimi uomo e donna della tua pace.     


Sabato 08 agosto
Santi del giorno: san Domenico di Guzman Domenico di Guzman (Caleruega, Spagna 1170 – Bologna, 6 agosto 1221) è, con Francesco d’Assisi, uno dei patriarchi della santità cristiana suscitati dallo Spirito in un tempo di grandi mutamenti storici. All’insorgere dell’eresia albigese si dedicò con grande zelo alla predicazione evangelica e alla difesa della fede nel sud della Francia. Per continuare ed espandere questo servizio apostolico in tutta la Chiesa, fondò a Tolosa (1215) l’Ordine dei Frati Predicatori (Domenicani). Ebbe una profonda conoscenza sapienziale del mistero di Dio e promosse, insieme all’approfondimento degli studi teologici, la preghiera popolare del rosario.
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