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03-08 dicembre 2018

La Parola > Parola della settimana

RIFLESSIONI SULLA PAROLA
03 – 08 dicembre 2018

Lunedì 03 dicembre

Santi del giorno: san Francesco Saverio.

Dal libro del profeta Isaìa
Messaggio che Isaìa, figlio di Amoz, ricevette in visione su Giuda e su Gerusalemme.
Alla fine dei giorni,
il monte del tempio del Signore
sarà saldo sulla cima dei monti
e s’innalzerà sopra i colli
e ad esso affluiranno tutte le genti.
Verranno molti popoli e diranno:
«Venite, saliamo sul monte del Signore,
al tempio del Dio di Giacobbe,
perché ci insegni le sue vie
e possiamo camminare per i suoi sentieri».
Poiché da Sion uscirà la legge
e da Gerusalemme la Parola del Signore.
Egli sarà giudice fra le genti
e arbitro fra molti popoli.
Spezzeranno le loro spade e ne faranno aratri,
delle loro lance faranno falci;
una nazione non alzerà più la spada
contro un’altra nazione,
non impareranno più l’arte della guerra.
Casa di Giacobbe, venite,
camminiamo nella luce del Signore.

Il profeta Isaia ci accompagnerà in questo santo tempo dell’Avvento e la Parola che oggi ci dona, mosso dallo Spirito, è che il Signore ci invita a salire il suo monte ad andare nel suo tempio. Andare verso il Signore è la dinamica di questo tempo di Avvento, non andiamo verso il nulla o l’illusione, ma stiamo camminando verso una presenza, una potenza, una tenerezza e verso una misericordia. Andiamo al Signore diventando battistrada,  aprifila di questa dinamica di pellegrinaggio verso il Signore. Quanta gente, oggi, non sa dove andare, non sa chi è, non sa che cosa sarà, ecco, invece, i testimoni di Gesù diventano pellegrini verso l’amore del Signore, verso la casa del Signore che è il cuore di ogni uomo. Che pellegrinaggio esaltante e bellissimo ci aspetta in questo Avvento: la polvere della strada la fatica del cammino, ma l’incontro con il mistero e la gloria di Dio.

Pensiero del giorno: Signore, se molte volte non voglio camminare perché accampo di avere i piedi gonfi e stanchi, dammi tu la forza delle cerve per correre, anzi per volare, verso di Te.  


Martedì 04 dicembre
Santi del giorno: san Giovanni Damasceno, santa Barbara, san Giovanni Calabria.

Dal libro del profeta Isaìa
In quel giorno,
un germoglio spunterà dal tronco di Iesse,
un virgulto germoglierà dalle sue radici.
Su di lui si poserà lo spirito del Signore,
spirito di sapienza e d’intelligenza,
spirito di consiglio e di fortezza,
spirito di conoscenza e di timore del Signore.
Si compiacerà del timore del Signore.
Non giudicherà secondo le apparenze
e non prenderà decisioni per sentito dire;
ma giudicherà con giustizia i miseri
e prenderà decisioni eque per gli umili della terra.
Percuoterà il violento con la verga della sua bocca,
con il soffio delle sue labbra ucciderà l’empio.
La giustizia sarà fascia dei suoi lombi
e la fedeltà cintura dei suoi fianchi.
Il lupo dimorerà insieme con l’agnello;
il leopardo si sdraierà accanto al capretto;
il vitello e il leoncello pascoleranno insieme
e un piccolo fanciullo li guiderà.
La mucca e l’orsa pascoleranno insieme;
i loro piccoli si sdraieranno insieme.
Il leone si ciberà di paglia, come il bue.
Il lattante si trastullerà sulla buca della vipera;
il bambino metterà la mano nel covo del serpente velenoso.
Non agiranno più iniquamente né saccheggeranno
in tutto il mio santo monte,
perché la conoscenza del Signore riempirà la terra
come le acque ricoprono il mare.
In quel giorno avverrà
che la radice di Iesse sarà un vessillo per i popoli.
Le nazioni la cercheranno con ansia.
La sua dimora sarà gloriosa.

Il profeta Isaia ci dice che dal tronco di Iesse spunterà un virgulto che è il Messia, Gesù il Signore, che sarà pieno dello Spirito del Signore, sarà la presenza di Dio che non guarderà l’apparenza, non deciderà per sentito dire, ma che leggerà e prenderà possesso dei cuori. Lo stile del futuro Messia di Isaia dovrebbe essere lo stile di ogni discepolo della Parola: non giudicare secondo le apparenze e non decidere per sentito dire, ma essere uomini di profondità, uomini di verità, uomini che sanno percorrere la via del cuore di altri uomini, per portare il soffio di Dio, la gioia di Dio, la grazia di Dio. Quante volte siamo legati all’apparenza e al sentito dire! Quante volte uccidiamo il cuore degli altri perché non abbiamo la profondità e lo stile del Messia, perché non siamo familiari di Dio, perché non entriamo in questa familiarità d’amore, di adorazione, di ascolto di Dio e pretendiamo di capire i fratelli e le sorelle con il nostro sguardo superficiale, frettoloso e molte volte non profondo. In questo santo tempo d’Avvento la familiarità di Dio ci doni la grazia di una profondità, di una verità che può guarire il cuore dei figli di Dio.

Pensiero del giorno: Signore, al chiacchiericcio abbondante e devastante delle nostre comunità opponi la potenza e l’umiltà della tua Parola.     


Mercoledì 05 dicembre
Santi del giorno: santa Saba.

Dal libro del profeta Isaìa
In quel giorno,
preparerà il Signore degli eserciti
per tutti i popoli, su questo monte,
un banchetto di grasse vivande,
un banchetto di vini eccellenti,
di cibi succulenti, di vini raffinati.
Egli strapperà su questo monte
il velo che copriva la faccia di tutti i popoli
e la coltre distesa su tutte le nazioni.
Eliminerà la morte per sempre.
Il Signore Dio asciugherà le lacrime su ogni volto,
l’ignominia del suo popolo
farà scomparire da tutta la terra,
poiché il Signore ha parlato.
E si dirà in quel giorno: «Ecco il nostro Dio;
in lui abbiamo sperato perché ci salvasse.
Questi è il Signore in cui abbiamo sperato;
rallegriamoci, esultiamo per la sua salvezza,
poiché la mano del Signore si poserà su questo monte».
Isaia ci parla di un Dio che prepara un banchetto, che ci invita sul monte, alla festa, di un Dio che strapperà il velo che copriva la faccia dei popoli, di un Dio che asciugherà le lacrime. Ecco la tenerezza di Dio, cantata, lodata ed esaltata da Isaia con la sua raffinatezza di narratore del mistero. Veramente Dio strappa il velo della non significanza della vita, strappa il velo dagli occhi del cuore di chi lo sta cercando, ma non lo trova perché stanco di risposte usurate e stanco di mediazioni fallite. Vogliamo essere i collaboratori di questa tenerezza di Dio, di questa azione di Dio che è trasparenza, è luce, non è velo che opprime e nasconde. Vogliamo essere gli umili annunciatori della consolazione di Dio, asciugando le lacrime del cuore, quelle lacrime profonde che molte volte non vediamo, ma che portano solitudine, arroganza e, molte volte, tristezza.
Ecco l’invito: essere missionari della sua tenerezza perché siamo stati precedentemente e teneramente amati.

Pensiero del giorno: Signore, alle lacrime degli uomini fa’ che non porga lo scottex cartaceo, ma fa’ che porga il mio cuore illuminato dalla tua grazia.  


Giovedì 06 dicembre
Santi del giorno: san Nicola, sant’Asella, sant’Obizio.

Dal libro del profeta Isaìa
In quel giorno si canterà questo canto nella terra di Giuda:
«Abbiamo una città forte;
mura e bastioni egli ha posto a salvezza.
Aprite le porte:
entri una nazione giusta,
che si mantiene fedele.
La sua volontà è salda;
tu le assicurerai la pace,
pace perché in te confida.
Confidate nel Signore sempre,
perché il Signore è una roccia eterna,
perché egli ha abbattuto
coloro che abitavano in alto,
ha rovesciato la città eccelsa,
l’ha rovesciata fino a terra,
l’ha rasa al suolo.
I piedi la calpestano:
sono i piedi degli oppressi,
i passi dei poveri».

Il profeta Isaia ci invita a cantare, ci invita ad aprire le porte a confidare nel Signore, roccia eterna. Cantare, aprire le porte del cuore e confidare, ecco i tre atteggiamenti di questo Avvento dove non si canta più perché la tristezza prevale sulla gioia, dove si ha paura di aprire le porte perché vediamo in ogni uomo o in ogni evento un nemico, perché non confidiamo in Dio, roccia eterna, ma confidiamo nelle nostre arroganze mentali e nelle nostre soluzioni umane. Le soluzioni umane e le arroganze mentali producono deserto, la confidenza nella roccia dell’amore di Dio produce grazia, fecondità e forma figli nuovi alla chiesa. Il confidare è l’atteggiamento fondamentale che Gesù esige: lì c’è tutto, lì si può tutto, lì si riceve tutto.   

Pensiero del giorno: Signore, fa’ che confidare in te sia veramente la mia decisione forte, per non ricevere più delusioni dagli uomini.


Venerdì 07 dicembre
Santi del giorno: sant’Ambrogio, sant’Urbano

Dal libro del profeta Isaìa
Così dice il Signore Dio:
«Certo, ancora un po’
e il Libano si cambierà in un frutteto
e il frutteto sarà considerato una selva.
Udranno in quel giorno i sordi le parole del libro;
liberati dall’oscurità e dalle tenebre,
gli occhi dei ciechi vedranno.
Gli umili si rallegreranno di nuovo nel Signore,
i più poveri gioiranno nel Santo d’Israele.
Perché il tiranno non sarà più, sparirà l’arrogante,
saranno eliminati quanti tramano iniquità,
quanti con la Parola rendono colpevoli gli altri,
quanti alla porta tendono tranelli al giudice
e rovinano il giusto per un nulla.
Pertanto, dice alla casa di Giacobbe il Signore,
che riscattò Abramo:
“D’ora in poi Giacobbe non dovrà più arrossire,
il suo viso non impallidirà più,
poiché vedendo i suoi figli l’opera delle mie mani tra loro,
santificheranno il mio nome,
santificheranno il Santo di Giacobbe
e temeranno il Dio d’Israele.
Gli spiriti traviati apprenderanno la sapienza,
quelli che mormorano impareranno la lezione”».

Isaia ci ricorda che il Libano si cambierà in un frutteto e il frutteto in una selva: il Signore cambia molte volte le situazioni e fa fruttificare dove non si pensa e fa insterilire dove si era certi. Isaia ci ricorda che il passaggio del Signore sarà fecondità, sarà Parola potente che sarà udita anche da coloro che sono sordi, sarà luce potente, perché la vedranno anche gli occhi dei ciechi, ma solamente gli umili, i suoi poveri si rallegreranno del Suo passaggio. Noi che siamo illuminati dalla sua luce, noi che siamo toccati dalla sua Parola, formiamo il popolo dei poveri del Signore, dei suoi umili, un popolo forte, che è capace di contrapporsi al tiranno che vuole con arroganza far prevalere la sua parola sulla Parola di Dio. In un’Europa e in un mondo che pretendono e hanno deciso che Dio non c’è, dove la parola umana per arroganza diventa parola prima, unica ed ultima, il popolo degli umili porterà questa forza del Signore, apparentemente debole, che farà tacere l’arroganza delle parole senza il suo Spirito che sono parole destinate alla morte.

Pensiero del giorno: Signore, rendimi veramente umile, cioè tua terra, tua sabbia, tuo tappeto su cui tu passi e imprimi l’orma del tuo amore. Questa è la vera umiltà: lasciarci calpestare dal tuo amore che non schiaccia, ma dà la vita.       


Sabato 08 dicembre
Santi del giorno: Immacolata Concezione B.V. Maria


 
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