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04-09 maggio 2020

La Parola > Parola della settimana

RIFLESSIONI SULLA PAROLA  
04- 09 maggio 2020


Lunedì 04 maggio

Santi del giorno: sant’Antonina, san Floriano.

Dagli Atti degli Apostoli
In quei giorni, gli apostoli e i fratelli che stavano in Giudea vennero a sapere che anche i pagani avevano accolto la Parola di Dio. E, quando Pietro salì a Gerusalemme, i fedeli circoncisi lo rimproveravano dicendo: «Sei entrato in casa di uomini non circoncisi e hai mangiato insieme con loro!». Allora Pietro cominciò a raccontare loro, con ordine, dicendo: «Mi trovavo in preghiera nella città di Giaffa e in estasi ebbi una visione: un oggetto che scendeva dal cielo, simile a una grande tovaglia, calata per i quattro capi, e che giunse fino a me. Fissandola con attenzione, osservai e vidi in essa quadrupedi della terra, fiere, rettili e uccelli del cielo. Sentii anche una voce che mi diceva: “Coraggio, Pietro, uccidi e mangia!”. Io dissi: “Non sia mai, Signore, perché nulla di profano o di impuro è mai entrato nella mia bocca”. Nuovamente la voce dal cielo riprese: “Ciò che Dio ha purificato, tu non chiamarlo profano”. Questo accadde per tre volte e poi tutto fu tirato su di nuovo nel cielo. Ed ecco, in quell’istante, tre uomini si presentarono alla casa dove eravamo, mandati da Cesarèa a cercarmi. Lo Spirito mi disse di andare con loro senza esitare. Vennero con me anche questi sei fratelli ed entrammo in casa di quell’uomo. Egli ci raccontò come avesse visto l’angelo presentarsi in casa sua e dirgli: “Manda qualcuno a Giaffa e fa’ venire Simone, detto Pietro; egli ti dirà cose per le quali sarai salvato tu con tutta la tua famiglia”. Avevo appena cominciato a parlare quando lo Spirito Santo discese su di loro, come in principio era disceso su di noi. Mi ricordai allora di quella Parola del Signore che diceva: “Giovanni battezzò con acqua, voi invece sarete battezzati in Spirito Santo”. Se dunque Dio ha dato a loro lo stesso dono che ha dato a noi, per aver creduto nel Signore Gesù Cristo, chi ero io per porre impedimento a Dio?».All’udire questo si calmarono e cominciarono a glorificare Dio dicendo: «Dunque anche ai pagani Dio ha concesso che si convertano perché abbiano la vita!».

Oggi la Parola ci presenta Pietro che viene rimproverato dai fratelli perché è entrato nella casa di Cornelio il centurione; l’apostolo, raccontando tutto l’evento di grazia che il Signore aveva preparato per questo pagano, porta la comunità a capire che Dio è più grande di qualunque confine e precettistica umana. Lo Spirito, quando afferra una persona, la rende libera della sua libertà, cioè la rende una persona audace nell’amore, nell’annuncio, nella presenza, nella testimonianza. Chi è dello Spirito non è più inguaiato in tante prevenzioni cultuali, ma ha la libertà del Consolatore che lo rende capace di portare avanti una priorità, quella di annunciare Gesù, di portare Gesù, di donare Gesù anche a persone che, umanamente parlando, penseremmo lontane o ostili.
Questo racconto degli Atti vuole aprire il nostro cuore ad una dimensione di evangelizzazione e di testimonianza molto audace compiuta nell’audacia dello Spirito. Lo Spirito santo è veramente la libertà di Dio che opera anche nel nostro tempo perché lo Spirito, come dice Pietro, ha un solo progetto e una sola finalità: che i figli di Dio si convertano perché abbiano la vita.

Pensiero del giorno: Signore, non farmi prendere paura dei tabù di sempre, ma rendimi trasgressivo nel tuo amore.  


Martedì 05 maggio
Santi del giorno: san Gottardo.

Dagli Atti degli Apostoli
In quei giorni, quelli che si erano dispersi a causa della persecuzione scoppiata a motivo di Stefano erano arrivati fino alla Fenicia, a Cipro e ad Antiòchia e non proclamavano la Parola a nessuno fuorché ai Giudei. Ma alcuni di loro, gente di Cipro e di Cirène, giunti ad Antiòchia, cominciarono a parlare anche ai Greci, annunciando che Gesù è il Signore. E la mano del Signore era con loro e così un grande numero credette e si convertì al Signore. Questa notizia giunse agli orecchi della Chiesa di Gerusalemme, e mandarono Bàrnaba ad Antiòchia. Quando questi giunse e vide la grazia di Dio, si rallegrò ed esortava tutti a restare, con cuore risoluto, fedeli al Signore, da uomo virtuoso qual era e pieno di Spirito Santo e di fede. E una folla considerevole fu aggiunta al Signore. Bàrnaba poi partì alla volta di Tarso per cercare Sàulo: lo trovò e lo condusse ad Antiòchia. Rimasero insieme un anno intero in quella Chiesa e istruirono molta gente. Ad Antiòchia per la prima volta i discepoli furono chiamati cristiani.

Il brano di oggi ci mostra una persecuzione scoppiata a causa della morte di Stefano che fa disperdere i primi testimoni di Gesù e i primi cristiani verso la Fenicia, Cipro ed Antiochia. Essi proclamano la Parola ai Giudei, ma poi l’annuncio viene fatto anche ai Greci. La forza di un annuncio è nell’energia spirituale del Paraclito, e nasce anche dalle prove, dalle persecuzioni nei momenti difficili di una comunità e di una chiesa perché lo Spirito, anche nel mistero della prova e dell’oscurità, sparge la sua chiesa perché possa veramente annunciare la Parola a tutti. L’annuncio è veramente secondo la spiritualità del libro degli Atti degli Apostoli, è la priorità assoluta della chiesa primitiva e in questa chiesa, che si sta espandendo in terre pagane, la chiesa di Gerusalemme manda Barnaba per vedere e cogliere il passaggio di Dio in mezzo al suo popolo. Barnaba, uomo virtuoso e pieno di Spirito santo, coglie questo passaggio.
Quanto è importante oggi per la chiesa avere uomini e donne che sanno cogliere il passaggio autentico dello Spirito, uomini e donne che non soffochino lo Spirito, uomini e donne che, mossi dallo Spirito, ne sanno cogliere il momento, la fecondità e la grazia.

Pensiero del giorno: Signore, fa’ che come Barnaba sappia vedere sempre il bene il bello e il buono in ogni cuore e in ogni anima.


Mercoledì 06 maggio

Santi del giorno:san Pietro Nolasco, san Domenico Savio.

Dagli Atti degli Apostoli
In quei giorni, la parola di Dio cresceva e si diffondeva. Bàrnaba e Sàulo poi, compiuto il loro servizio a Gerusalemme, tornarono prendendo con sé Giovanni, detto Marco. C’erano nella Chiesa di Antiòchia profeti e maestri: Bàrnaba, Simeone detto Niger, Lucio di Cirène, Manaèn, compagno d’infanzia di Erode il tetràrca, e Sàulo. Mentre essi stavano celebrando il culto del Signore e digiunando, lo Spirito Santo disse: «Riservate per me Bàrnaba e Sàulo per l’opera alla quale li ho chiamati». Allora, dopo aver digiunato e pregato, imposero loro le mani e li congedarono.Essi dunque, inviati dallo Spirito Santo, scesero a Selèucia e di qui salparono per Cipro. Giunti a Salamina, cominciarono ad annunciare la parola di Dio nelle sinagoghe dei Giudei.

In questo tempo di Pasqua, seguendo la storia della chiesa primitiva, vediamo come la Parola di Dio cresceva e si diffondeva ed era sempre portata da uomini innamorati, Barnaba e Saulo, che erano itineranti  della forza della Parola. Oggi Luca ci spiega la tipologia della chiesa di Antiochia dove c’erano profeti, maestri e persone innamorate di Gesù, che avevano aderito alla sua verità. Quello che è bello è che questa comunità celebrava il culto del Signore e digiunava, celebrava un culto incandescente, carismatico dove lo Spirito parlava durante l’azione cultuale, infatti lo Spirito dice: “Riservate per me Barnaba e Saulo”. Che bella strategia vocazionale aveva la chiesa di Antiochia! Non formava equipe vocazionali, non faceva stampati vocazionali o campi scuola simpatici, ma ascoltava lo Spirito santo che sceglieva i suoi durante un culto incandescente d’amore. È lo Spirito santo il motore della chiesa primitiva, è Lui che invia Saulo e Barnaba a Seleucia, a Cipro e a Salamina. Lo spirito santo è il grande regista della chiesa, è il grande fuoco della chiesa. Una chiesa senza lo Spirito santo diventa subito un’agenzia grigia di opere buone.

Pensiero del giorno: Signore, fa’ che ascolti sempre lo Spirito santo, anche quando diventa fiamma ardente e incandescente e ti prego, Gesù, portami via l’estintore.     


Giovedì 07 maggio
Santi del giorno: santa Domitilla.

Dagli Atti degli Apostoli
Salpàti da Pafo, Paolo e i suoi compagni giunsero a Perge, in Panfìlia. Ma Giovanni si separò da loro e ritornò a Gerusalemme. Essi invece, proseguendo da Perge, arrivarono ad Antiòchia in Pisìdia, e, entrati nella sinagòga nel giorno di sabato, sedettero. Dopo la lettura della Legge e dei Profeti, i capi della sinagòga mandarono a dire loro: «Fratelli, se avete qualche Parola di esortazione per il popolo, parlate!».
Si alzò Paolo e, fatto cenno con la mano, disse: «Uomini d’Israele e voi timorati di Dio, ascoltate. Il Dio di questo popolo d’Israele scelse i nostri padri e rialzò il popolo durante il suo esilio in terra d’Egitto, e con braccio potente li condusse via di là. Quindi sopportò la loro condotta per circa quarant’anni nel deserto, distrusse sette nazioni nella terra di Canaan e concesse loro in eredità quella terra per circa quattrocentocinquanta anni. Dopo questo diede loro dei giudici, fino al profeta Samuèle. Poi essi chiesero un re e Dio diede loro Sàul, figlio di Chis, della tribù di Beniamino, per quarant’anni. E, dopo averlo rimosso, suscitò per loro Davide come re, al quale rese questa testimonianza: “Ho trovato Davide, figlio di Iesse, uomo secondo il mio cuore; egli adempirà tutti i miei voleri”. Dalla discendenza di lui, secondo la promessa, Dio inviò, come salvatore per Israele, Gesù. Giovanni aveva preparato la sua venuta predicando un battesimo di conversione a tutto il popolo d’Israele. Diceva Giovanni sul finire della sua missione: “Io non sono quello che voi pensate! Ma ecco, viene dopo di me uno, al quale io non sono degno di slacciare i sandali”».

Il brano di oggi ci parla del viaggio di Paolo che salpa da Pafo e giunge a Perge, in Panfilia, ma Giovanni si separa e torna a Gerusalemme. Paolo, proseguendo, da Perge arriva ad Antiochia di Pisidia ed entra di sabato nella sinagoga e anche nel cuore del giudaismo e annuncia con forza Gesù Cristo, la sua Parola, il suo Vangelo. Paolo è veramente l’icona dell’audacia nell’evangelizzazione, infatti non si è fermato, non ha preso paura della fede ebraica del suo popolo, ma ha annunciato con forza che questa fede aveva raggiunto la pienezza nel Messia umiliato e crocifisso di Nazaret. Paolo non ha paura di uditori difficili, di piazze difficili, egli va con la forza dello Spirito e annuncia Gesù, sapendo che in ogni annuncio dello Spirito la fecondità non proviene dalla nostra operosità, ma dalla sua grazia.

Pensiero del giorno: Signore, per chi crede in te non esistono ostacoli insormontabili, non esistono uditori difficili  o piazze impossibili.


Venerdì 08 maggio
Santi del giorno: Beata Vergine Maria di Pompei, san Vittore il Moro, san Bonifacio IV.

Dagli Atti degli Apostoli
In quei giorni, [Paolo, giunto ad Antiòchia di Pisìdia, diceva nella sinagoga:]
«Fratelli, figli della stirpe di Abramo, e quanti fra voi siete timorati di Dio, a noi è stata mandata la Parola di questa salvezza. Gli abitanti di Gerusalemme infatti e i loro capi non hanno riconosciuto Gesù e, condannandolo, hanno portato a compimento le voci dei Profeti che si leggono ogni sabato; pur non avendo trovato alcun motivo di condanna a morte, chiesero a Pilato che egli fosse ucciso.
Dopo aver adempiuto tutto quanto era stato scritto di lui, lo deposero dalla croce e lo misero nel sepolcro. Ma Dio lo ha risuscitato dai morti ed egli è apparso per molti giorni a quelli che erano saliti con lui dalla Galilea a Gerusalemme, e questi ora sono testimoni di lui davanti al popolo. E noi vi annunciamo che la promessa fatta ai padri si è realizzata, perché Dio l’ha compiuta per noi, loro figli, risuscitando Gesù, come anche sta scritto nel salmo secondo: “Mio figlio sei tu, io oggi ti ho generato”».

Paolo prosegue il suo discorso nella sinagoga di Antiochia e parla della morte di Gesù condannato da Pilato, della risurrezione di Gesù, di questo evento che ha riempito il Messia di Nazaret della forza di Dio e della dignità di Messia e di figlio di Dio. Paolo parla del Gesù che ha incontrato, del Gesù che l’ha cambiato dentro. L’evangelizzazione non è qualcosa di scolastico, il vero annuncio non è qualcosa di scientifico, ma è raccontare quella storia d’amore, quella seduzione che si sta vivendo con Gesù. L’evangelizzatore è colui che racconta una storia viva, un incontro che ha cambiato la sua vita. Paolo è icona di questo.
Oggi molti cristiani non annunciano più Gesù perché non l’hanno forse mai incontrato o l’hanno soffocato nella razionalità di un sapere.

Pensiero del giorno: Signore, fa’ che come paolo sappia raccontarti. Il mio raccontare te sarà segno di un grande amore per te. Quando sarai nel mio cuore sarai nella mia bocca e la mia proclamazione di fede toccherà il cuore di chi mi ascolta.   


Sabato 09 maggio

Santi del giorno: san Pacomio, sant’Isaia profeta.

Dagli Atti degli Apostoli
Il sabato seguente quasi tutta la città [di Antiòchia] si radunò per ascoltare la Parola del Signore. Quando videro quella moltitudine, i Giudei furono ricolmi di gelosia e con parole ingiuriose contrastavano le affermazioni di Paolo. Allora Paolo e Bàrnaba con franchezza dichiararono: «Era necessario che fosse proclamata prima di tutto a voi la Parola di Dio, ma poiché la respingete e non vi giudicate degni della vita eterna, ecco: noi ci rivolgiamo ai pagani. Così infatti ci ha ordinato il Signore: “Io ti ho posto per essere luce delle genti, perché tu porti la salvezza sino all’estremità della terra”». Nell’udire ciò, i pagani si rallegravano e glorificavano la Parola del Signore, e tutti quelli che erano destinati alla vita eterna credettero.
La Parola del Signore si diffondeva per tutta la regione. Ma i Giudei sobillarono le pie donne della nobiltà e i notabili della città e suscitarono una persecuzione contro Paolo e Bàrnaba e li cacciarono dal loro territorio. Allora essi, scossa contro di loro la polvere dei piedi, andarono a Icònio. I discepoli erano pieni di gioia e di Spirito Santo.

Ad Antiochia, Paolo, dopo aver annunciato Gesù, viene insultato dai Giudei con parole ingiuriose così, insieme a Barnaba, con la franchezza propria di uomini di Dio, si allontana da quella città. Dopo aver annunciato la forza del vangelo, vedendo che viene respinto, si rivolge ai pagani: preferisce andare via piuttosto che un compromesso con la Parola.
Di fronte ad un uditorio che oltraggia la Parola, la ostacola e non la vuole, è meglio essere chiari, non possiamo scendere a compromessi con la bellezza totalizzante della Parola, così, come Paolo di fronte ad un rifiuto e ad una chiusura, scuotiamo la polvere dai nostri calzari e ci dirigiamo verso altri cuori, altri orizzonti che Dio prepara sempre, perché il vero evangelizzatore non si ferma davanti ad un fallimento o ad una difficoltà, ma in queste prove trova ancora più forza e più fecondità per continuare la sua missione.

Pensiero del giorno: Signore, di fronte agli oltraggi e alle bestemmie contro di te fa’ che la mia risposta non sia un compromesso ma sia una testimonianza ancora più chiara della tua signoria e della tua potenza.
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