05-10 aprile 2021 - Sito Sultabor

Vai ai contenuti

Menu principale:

05-10 aprile 2021

La Parola > Parola della settimana

RIFLESSIONI SULLA PAROLA
05 – 10 aprile 2021


Lunedì 05 aprile
Santi del giorno: sant’Irene, santa Giuliana

Dagli Atti degli Apostoli
[Nel giorno di Pentecoste,] Pietro con gli Undici si alzò in piedi e a voce alta parlò così:
«Uomini di Giudea, e voi tutti abitanti di Gerusalemme, vi sia noto questo e fate attenzione alle mie parole: Gesù di Nàzaret – uomo accreditato da Dio presso di voi per mezzo di miracoli, prodigi e segni, che Dio stesso fece tra voi per opera sua, come voi sapete bene –, consegnato a voi secondo il prestabilito disegno e la prescienza di Dio, voi, per mano di pagani, l’avete crocifisso e l’avete ucciso. Ora Dio lo ha risuscitato, liberandolo dai dolori della morte, perché non era possibile che questa lo tenesse in suo potere.
Dice infatti Davide a suo riguardo: “Contemplavo sempre il Signore innanzi a me; egli sta alla mia destra, perché io non vacilli. Per questo si rallegrò il mio cuore ed esultò la mia lingua, e anche la mia carne riposerà nella speranza, perché tu non abbandonerai la mia vita negli ínferi né permetterai che il tuo Santo subisca la corruzione. Mi hai fatto conoscere le vie della vita, mi colmerai di gioia con la tua presenza”.
Fratelli, mi sia lecito dirvi francamente, riguardo al patriarca Davide, che egli morì e fu sepolto e il suo sepolcro è ancora oggi fra noi. Ma poiché era profeta e sapeva che Dio gli aveva giurato solennemente di far sedere sul suo trono un suo discendente, previde la risurrezione di Cristo e ne parlò: questi non fu abbandonato negli ínferi, né la sua carne subì la corruzione. Questo Gesù, Dio lo ha risuscitato e noi tutti ne siamo testimoni. Innalzato dunque alla destra di Dio e dopo aver ricevuto dal Padre lo Spirito Santo promesso, lo ha effuso, come voi stessi potete vedere e udire».

Il libro degli Atti ci accompagnerà in questo tempo di Pasqua fino alla Pentecoste.
Nel brano di oggi leggiamo l’audacia di Pietro che, insieme agli Undici, in piedi, a voce alta, si rivolge al popolo e alla piazza di Gerusalemme per raccontare l’evento di Gesù, per proclamare la sua risurrezione, la sua potente e viva presenza d’amore con loro. Veramente una Parola audace non viene da noi, ma dallo Spirito, una Parola che brucia il cuore non viene da noi, ma dallo Spirito. Il ministero della predicazione, dell’annuncio, della catechesi è fondamentale perché la fede nasce dall’ascolto di un annuncio. Pietro e gli Undici sono proprio l’icona di uomini avvinti dal fuoco dello Spirito e perciò annunciatori audaci e coraggiosi della vita di Gesù davanti ad una piazza non facile. L’annuncio di Gesù dovrebbe essere sempre l’annuncio di un Vivente, di un Presente, non una stanca teologia cartacea che non ruba i cuori. Ecco la forza dell’annuncio nello Spirito, ecco la forza che anche oggi la chiesa riceve dallo Spirito: annunciare senza paura che Gesù è vivo.
Pensiero del giorno: Signore, non rendermi un annunciatore soporifero di me stesso, ma rendimi un annunciatore ardente ed audace di te.     


Martedì 06 aprile
Santi del giorno: san Pietro di Verona

Dagli Atti degli Apostoli
[Nel giorno di Pentecoste,] Pietro diceva ai Giudei: «Sappia dunque con certezza tutta la casa di Israele che Dio ha costituito Signore e Cristo quel Gesù che voi avete crocifisso».
All’udire queste cose si sentirono trafiggere il cuore e dissero a Pietro e agli altri apostoli: «Che cosa dobbiamo fare, fratelli?». E Pietro disse loro: «Convertitevi e ciascuno di voi si faccia battezzare nel nome di Gesù Cristo, per il perdono dei vostri peccati, e riceverete il dono dello Spirito Santo. Per voi infatti è la promessa e per i vostri figli e per tutti quelli che sono lontani, quanti ne chiamerà il Signore Dio nostro». Con molte altre parole rendeva testimonianza e li esortava: «Salvatevi da questa generazione perversa!».
Allora coloro che accolsero la sua Parola furono battezzati e quel giorno furono aggiunte circa tremila persone.

Anche oggi leggiamo un episodio che mostra come Pietro porta la folla alla conversione e proclama che ciascuno deve avere la certezza che il Signore Gesù, quello stesso che avevano crocifisso, è risorto e vivo. Questa Parola trafigge il cuore di quella gente. Quando annunciamo la Parola nello Spirito, con la forza dello Spirito, Egli trafigge il cuore degli ascoltatori. Molte volte pensiamo di essere simpatici, intelligenti, all’altezza della situazione, perché usiamo metodiche o strategie di comunicazione che, però, non hanno molto a che fare con l’annuncio della Parola di Dio, che è un evento solo di grazia. Il trafiggere il cuore non fa parte di una capacità comunicativa, ma è grazia data a cuori innamorati di Gesù. Luca nel libro degli Atti ci ricorda che quel giorno molti accolsero la Parola di Pietro e furono battezzati e vennero aggiunte tremila persone. È la trafittura del cuore che fa aumentare il numero di coloro che si legano a Gesù con tutto il cuore.

Pensiero del giorno: Signore, trafiggere il cuore è opera di grazia, è opera tua, perché la tua ultima parola è stato il tuo cuore trafitto sulla croce. Gesù, rendimi collaboratore intelligente, umile, docile della tua grazia di trafittura.   


Mercoledì 07 aprile
Santi del giorno: san Giovanni B. de la Salle.

Dagli Atti degli Apostoli
In quei giorni, Pietro e Giovanni salivano al tempio per la preghiera delle tre del pomeriggio.
Qui di solito veniva portato un uomo, storpio fin dalla nascita; lo ponevano ogni giorno presso la porta del tempio detta Bella, per chiedere l’elemosina a coloro che entravano nel tempio. Costui, vedendo Pietro e Giovanni che stavano per entrare nel tempio, li pregava per avere un’elemosina.
Allora, fissando lo sguardo su di lui, Pietro insieme a Giovanni disse: «Guarda verso di noi». Ed egli si volse a guardarli, sperando di ricevere da loro qualche cosa. Pietro gli disse: «Non possiedo né argento né oro, ma quello che ho te lo do: nel nome di Gesù Cristo, il Nazareno, àlzati e cammina!». Lo prese per la mano destra e lo sollevò. Di colpo i suoi piedi e le caviglie si rinvigorirono e, balzato in piedi, si mise a camminare; ed entrò con loro nel tempio camminando, saltando e lodando Dio. Tutto il popolo lo vide camminare e lodare Dio e riconoscevano che era colui che sedeva a chiedere l’elemosina alla porta Bella del tempio, e furono ricolmi di meraviglia e stupore per quello che gli era accaduto.

Oggi leggiamo il miracolo che Pietro e Giovanni operarono sull’uomo storpio seduto alla porta del tempio a chiedere l’elemosina. Pietro e Giovanni, nel nome di Gesù, cominciano a rivivere e a ripetere gli eventi del Maestro. Oggi abbiamo bisogno di una chiesa che sia una comunità di guarigione, una comunità di liberazione, un’oasi dove i cuori ammalati, paralizzati e senza speranza trovano quell’accoglienza che non è cordialità umana, ma è tocco di una grazia accogliente di un Dio che li ama. Quanto dovremmo riscoprire il ministero della guarigione e della liberazione nelle nostre comunità! Quanto dovremmo lavorare attraverso la potenza dello Spirito perché le nostre comunità ecclesiali diventino comunità terapeutiche per un cuore malato d’indifferenza, di ateismo, di apostasia e di vuoto.
Questa Parola oggi ci ricorda che la potenza del nome di Gesù è la forza per guarire e per liberare.    

Pensiero del giorno: Signore, fa’ riscoprire alla tua chiesa la potenza del tuo nome. È solamente nella potenza del tuo nome che noi attraverseremo le città e le segneremo con il tuo amore. Aiutaci a ricoprire questa potenza, perché le nostre strategie sono tutte perdenti.  


Giovedì 08 aprile
Santi del giorno: sant’Amanzio, santa Giulia Billiart.

Dagli Atti degli Apostoli
In quei giorni, mentre lo storpio guarito tratteneva Pietro e Giovanni, tutto il popolo, fuori di sé per lo stupore, accorse verso di loro al portico detto di Salomone. Vedendo ciò, Pietro disse al popolo: «Uomini d’Israele, perché vi meravigliate di questo e perché continuate a fissarci come se per nostro potere o per la nostra religiosità avessimo fatto camminare quest’uomo? Il Dio di Abramo, il Dio di Isacco, il Dio di Giacobbe, il Dio dei nostri padri ha glorificato il suo servo Gesù, che voi avete consegnato e rinnegato di fronte a Pilato, mentre egli aveva deciso di liberarlo; voi invece avete rinnegato il Santo e il Giusto, e avete chiesto che vi fosse graziato un assassino. Avete ucciso l’autore della vita, ma Dio l’ha risuscitato dai morti: noi ne siamo testimoni. E per la fede riposta in lui, il nome di Gesù ha dato vigore a quest’uomo che voi vedete e conoscete; la fede che viene da lui ha dato a quest’uomo la perfetta guarigione alla presenza di tutti voi. Ora, fratelli, io so che voi avete agito per ignoranza, come pure i vostri capi. Ma Dio ha così compiuto ciò che aveva preannunciato per bocca di tutti i profeti, che cioè il suo Cristo doveva soffrire. Convertitevi dunque e cambiate vita, perché siano cancellati i vostri peccati e così possano giungere i tempi della consolazione da parte del Signore ed egli mandi colui che vi aveva destinato come Cristo, cioè Gesù. Bisogna che il cielo lo accolga fino ai tempi della ricostituzione di tutte le cose, delle quali Dio ha parlato per bocca dei suoi santi profeti fin dall’antichità. Mosè infatti disse: “Il Signore vostro Dio farà sorgere per voi, dai vostri fratelli, un profeta come me; voi lo ascolterete in tutto quello che egli vi dirà. E avverrà: chiunque non ascolterà quel profeta, sarà estirpato di mezzo al popolo”. E tutti i profeti, a cominciare da Samuèle e da quanti parlarono in seguito, annunciarono anch’essi questi giorni. Voi siete i figli dei profeti e dell’alleanza che Dio stabilì con i vostri padri, quando disse ad Abramo: “Nella tua discendenza saranno benedette tutte le nazioni della terra”. Dio, dopo aver risuscitato il suo servo, l’ha mandato prima di tutto a voi per portarvi la benedizione, perché ciascuno di voi si allontani dalle sue iniquità».

Pietro e Giovanni, dopo il miracolo dello storpio, vengono interrogati e rispondono che nel nome di Gesù, messo in croce ed ucciso, hanno operato questo prodigio. Davanti ad una folla e ad un popolo stupiti per il miracolo dello storpio, Pietro e Giovanni continuano a raccontare Gesù, a raccontare la storia di quel profeta galileo rifiutato e crocifisso. Oggi dovremmo essere discepoli innamorati che raccontano Gesù, che proclamano la bellezza dell’incontro con Gesù. Le comunità pentecostali stanno portando via molti fedeli alla chiesa cattolica perché fanno sperimentare la vicinanza, il calore, l’emotività, la presenza di Gesù, perché ciò che cercano l’uomo e la donna delle nostre città secolarizzate e tristi è proprio Gesù vivo. Pietro e Giovanni sono le vedette e i profeti di un racconto della vita di Gesù, della gioia di Gesù, del fuoco di Gesù. Oggi la gente ci domanda Gesù, le altre nostre offerte, anche pastorali, non interessano.

Pensiero del giorno: Signore, rendimi follemente innamorato e ubriacato dal tuo amore, allora comincerò a raccontare alla mia città la tua persona, il tuo nome, il tuo cuore, la tua misericordia.


Venerdì 09 aprile
Santi del giorno: san Demetrio, san Liborio, beato Antonio Pavoni.

Dagli Atti degli Apostoli
In quei giorni, Pietro e Giovanni stavano parlando al popolo, [dopo la guarigione dello storpio,] quando sopraggiunsero i sacerdoti, il comandante delle guardie del tempio e i sadducèi, irritati per il fatto che essi insegnavano al popolo e annunciavano in Gesù la risurrezione dai morti. Li arrestarono e li misero in prigione fino al giorno dopo, dato che ormai era sera. Molti però di quelli che avevano ascoltato la Parola credettero e il numero degli uomini raggiunse circa i cinquemila. Il giorno dopo si riunirono in Gerusalemme i loro capi, gli anziani e gli scribi, il sommo sacerdote Anna, Càifa, Giovanni, Alessandro e quanti appartenevano a famiglie di sommi sacerdoti. Li fecero comparire davanti a loro e si misero a interrogarli: «Con quale potere o in quale nome voi avete fatto questo?». Allora Pietro, colmato di Spirito Santo, disse loro: «Capi del popolo e anziani, visto che oggi veniamo interrogati sul beneficio recato a un uomo infermo, e cioè per mezzo di chi egli sia stato salvato, sia noto a tutti voi e a tutto il popolo d’Israele: nel nome di Gesù Cristo il Nazareno, che voi avete crocifisso e che Dio ha risuscitato dai morti, costui vi sta innanzi risanato. Questo Gesù è la pietra, che è stata scartata da voi, costruttori, e che è diventata la pietra d’angolo. In nessun altro c’è salvezza; non vi è infatti, sotto il cielo, altro nome dato agli uomini, nel quale è stabilito che noi siamo salvati».

Pietro e Giovanni vengono portati dalle guardie del tempio davanti al sinedrio e viene loro chiesto con quale potere possono fare quello. Essi proclamano ancora che il potere è dal nome di Gesù ed è solamente in quel nome che essi hanno potuto compiere quel prodigio che non è loro, ma è di Gesù. Quando sei di Gesù e quando Egli, attraverso di te, comincia ad operare dei segni visibili, vieni subito chiamato dai vari tribunali umani perché devi rendere conto di questa anomalia, di questo straordinario di cui oggi molte dimensioni della chiesa hanno paura e da cui prendono le distanze, dimenticando invece che lo straordinario e il miracolo in Gesù sono l’ordinario della sua vita, della sua potenza e del suo nome. Certamente Gesù compie ancora oggi miracoli veri, tocca ancora molti corpi e, senza cadere nell’importuno miracolismo, dovremmo essere veramente testimoni di un’azione di Gesù, di una sua presenza che tocca e guarisce perché Egli, come dicevano Pietro e Giovanni, è quella pietra scartata che è diventata testata d’angolo e in nessun altro nome c’è salvezza.   

Pensiero del giorno: Signore, di fronte ad un cattolicesimo solo cerebrale, solo intellettuale, donami la grazia di essere profeta di un’esperienza viva di Gesù, del suo cuore, del suo fuoco e della sua potenza.  


Sabato 10 aprile
Santi del giorno: san Palladio, santa Maddalena di Canossa.

Dagli Atti degli Apostoli
In quei giorni, i capi, gli anziani e gli scribi, vedendo la franchezza di Pietro e di Giovanni e rendendosi conto che erano persone semplici e senza istruzione, rimanevano stupiti e li riconoscevano come quelli che erano stati con Gesù. Vedendo poi in piedi, vicino a loro, l’uomo che era stato guarito, non sapevano che cosa replicare.
Li fecero uscire dal sinedrio e si misero a consultarsi fra loro dicendo: «Che cosa dobbiamo fare a questi uomini? Un segno evidente è avvenuto per opera loro; esso è diventato talmente noto a tutti gli abitanti di Gerusalemme che non possiamo negarlo. Ma perché non si divulghi maggiormente tra il popolo, proibiamo loro con minacce di parlare ancora ad alcuno in quel nome». Li richiamarono e ordinarono loro di non parlare in alcun modo né di insegnare nel nome di Gesù. Ma Pietro e Giovanni replicarono: «Se sia giusto dinanzi a Dio obbedire a voi invece che a Dio, giudicatelo voi. Noi non possiamo tacere quello che abbiamo visto e ascoltato». Quelli allora, dopo averli ulteriormente minacciati, non trovando in che modo poterli punire, li lasciarono andare a causa del popolo, perché tutti glorificavano Dio per l’accaduto.

I capi e gli anziani, resisi conto che Pietro e Giovanni erano persone semplici, dei popolani senza istruzione, rimanevano stupiti di quello che facevano. Allora li fecero uscire dal sinedrio per decidere che cosa fare di loro. Quando operi in Gesù, stupisci sempre e, quando hai Gesù nel cuore e usi la potenza del suo nome, inquieti e si deve trovare sempre una spiegazione di quello che sta avvenendo tramite te.
Il sinedrio certamente aveva capito che erano uomini legati ad un grande segno, ad una grande potenza, ma aveva paura. Abbiamo sempre paura degli uomini di Dio, abbiamo sempre paura degli uomini e delle donne carismatiche del nostro tempo, perché li riteniamo esagerati, fuori posto, pastoralmente scorretti, inopportuni, esaltati. Invece la chiesa nasce proprio con questo travolgimento carismatico, segno evidente dell’opera dello Spirito. Gli anziani e il sinedrio, non avendo trovato in loro alcun motivo di condanna, ordinarono che la smettessero di insegnare nel nome di Gesù, ma essi risposero: “Noi non possiamo tacere quello che abbiamo visto”.

Pensiero del giorno: Signore, non posso comprimere l’amore, non lo posso imbottigliare, impacchettare. Anch’io vorrei ripetere con Pietro e Giovanni: “Non posso tacere quello che ho visto” e lo vorrei gridare davanti a coloro che non vedono niente di Te, perché non aprono gli occhi alla tua presenza e al tuo amore.
stampa

 
Torna ai contenuti | Torna al menu