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05-10 ottobre 2020

La Parola > Parola della settimana

RIFLESSIONI SULLA PAROLA
05 - 10 ottobre 2020


Lunedì 05 ottobre

Santi del giorno: santa Pelagia, san Felice di Como, san Giovanni Calabria.

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Gàlati
Fratelli, mi meraviglio che, così in fretta, da colui che vi ha chiamati con la grazia di Cristo voi passiate a un altro vangelo. Però non ce n’è un altro, se non che vi sono alcuni che vi turbano e vogliono sovvertire il vangelo di Cristo. Ma se anche noi stessi, oppure un angelo dal cielo vi annunciasse un vangelo diverso da quello che vi abbiamo annunciato, sia anàtema! L’abbiamo già detto e ora lo ripeto: se qualcuno vi annuncia un vangelo diverso da quello che avete ricevuto, sia anàtema! Infatti, è forse il consenso degli uomini che cerco, oppure quello di Dio? O cerco di piacere agli uomini? Se cercassi ancora di piacere agli uomini, non sarei servitore di Cristo!Vi dichiaro, fratelli, che il Vangelo da me annunciato non segue un modello umano; infatti io non l’ho ricevuto né l’ho imparato da uomini, ma per rivelazione di Gesù Cristo.
Paolo rimprovera i Galati perché erano passati dal dono di grazia e di libertà di Gesù alla schiavitù giudaica della circoncisione e della Torah. Paolo prova verso questa comunità un forte sentimento di sdegno e di rimprovero perché, quando si ama in Gesù, non si può reprimere lo sdegno e il  rimprovero. L’apostolo ricorda ai Galati che solamente in Gesù c’è la libertà del vangelo di Dio, perciò è necessario restare saldi nel vangelo, restare saldamenti radicati in Gesù. La solidità è quello che manca al nostro tempo evanescente e superficiale in cui si ha paura di radicarci seriamente nell’appartenenza della fede e dell’amore per Gesù e si è convinti che il rimanere sradicati , vivendo di esperienze fatue transitorie, siamo liberi e maturi, invece senza la solidità di una radice non portiamo frutto e non portiamo vita. Paolo ci insegna la schiettezza per l’annuncio di Gesù. Gli uomini di Dio non hanno nessun senso di inferiorità verso le lobby culturali del nostro tempo che non dà né appartenenza né amore né speranza, ma solamente superbia orgogliosa di un nulla. Essere testimoni di Gesù è creare divisione, lacerazione, è creare prese di posizione perché Gesù non può compromettere l’amore e la verità. Il compromesso dell’amore e della verità porta dentro una schiavitù più grande.  
Pensiero del giorno: Signore, quando sono un credente timido, dammi la forza della schiettezza e della lingua da iniziati. Signore, liberami da un falso pacifismo e da un senso di inferiorità con le potenze di questo mondo, rendimi capace di essere un testimone che non ha paura di proclamare, di diffondere e di difendere la tua verità.


Martedì 09 ottobre
Santi del giorno: san Dionigi e c., san Giovanni Leonardi, sant’Abramo.

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Gàlati
Fratelli, voi avete certamente sentito parlare della mia condotta di un tempo nel giudaismo: perseguitavo ferocemente la Chiesa di Dio e la devastavo, superando nel giudaismo la maggior parte dei miei coetanei e connazionali, accanito com’ero nel sostenere le tradizioni dei padri. Ma quando Dio, che mi scelse fin dal seno di mia madre e mi chiamò con la sua grazia, si compiacque di rivelare in me il Figlio suo perché lo annunciassi in mezzo alle genti, subito, senza chiedere consiglio a nessuno, senza andare a Gerusalemme da coloro che erano apostoli prima di me, mi recai in Arabia e poi ritornai a Damasco. In seguito, tre anni dopo, salii a Gerusalemme per andare a conoscere Cefa e rimasi presso di lui quindici giorni; degli apostoli non vidi nessun altro, se non Giacomo, il fratello del Signore. In ciò che vi scrivo – lo dico davanti a Dio– non mentisco. Poi andai nelle regioni della Siria e della Cilìcia. Ma non ero personalmente conosciuto dalle Chiese della Giudea che sono in Cristo; avevano soltanto sentito dire: «Colui che una volta ci perseguitava, ora va annunciando la fede che un tempo voleva distruggere». E glorificavano Dio per causa mia.
Paolo racconta ai Galati la sua vita prima e dopo l’incontro con Gesù. L’apostolo racconta la sua testimonianza, il suo itinerario, la sua ricerca perché voleva ricordare loro che era stato afferrato da Gesù Cristo, afferrato dalla sua potenza, dalla sua grazia, dalla sua gelosia. La mia storia è una storia sacra perché anche nella mia storia personale è entrata la grazia di Dio e la mano di Gesù. La mia storia diventa storia sacra nella sua storia e nella sua grazia. Solo i testimoni che vivono una storia d’amore con il Signore possono diventare grembi di nuova vita e di nuova fecondità, perché la nostra storia dice chi siamo e dove andiamo, la nostra storia, unita alla sua, diventa quella storia sacra e quella bibbia di carne e di sangue che gli uomini leggono quando ci incontrano nella nostra fedeltà e nella nostra santità per Lui.
Pensiero del giorno: Signore, molte volte la nostra storia sembra la storia di un rotocalco, aiutami a riscoprire nella mia storia e nella mia vita i tuoi passi, i tuoi passaggi e la tua grazia. Fa’ che la mia vita sia una storia d’amore con Te e per Te.


Mercoledì 10 ottobre
Santi del giorno: san Cernobio, san Daniele Comboni.

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Gàlati

Fratelli, quattordici anni dopo [la mia prima visita], andai di nuovo a Gerusalemme in compagnia di Bàrnaba, portando con me anche Tito: vi andai però in seguito a una rivelazione. Esposi loro il Vangelo che io annuncio tra le genti, ma lo esposi privatamente alle persone più autorevoli, per non correre o aver corso invano.
Visto che a me era stato affidato il Vangelo per i non circoncisi, come a Pietro quello per i circoncisi – poiché colui che aveva agito in Pietro per farne un apostolo dei circoncisi aveva agito anche in me per le genti –, e riconoscendo la grazia a me data, Giacomo, Cefa e Giovanni, ritenuti le colonne, diedero a me e a Bàrnaba la destra in segno di comunione, perché noi andassimo tra le genti e loro tra i circoncisi. Ci pregarono soltanto di ricordarci dei poveri, ed è quello che mi sono preoccupato di fare. Ma quando Cefa venne ad Antiòchia, mi opposi a lui a viso aperto perché aveva torto. Infatti, prima che giungessero alcuni da parte di Giacomo, egli prendeva cibo insieme ai pagani; ma, dopo la loro venuta, cominciò a evitarli e a tenersi in disparte, per timore dei circoncisi. E anche gli altri Giudei lo imitarono nella simulazione, tanto che pure Bàrnaba si lasciò attirare nella loro ipocrisia. Ma quando vidi che non si comportavano rettamente secondo la verità del Vangelo, dissi a Cefa in presenza di tutti: «Se tu, che sei Giudeo, vivi come i pagani e non alla maniera dei Giudei, come puoi costringere i pagani a vivere alla maniera dei Giudei?».

Paolo continua a raccontare ai Galati la sua storia e dice che dopo 14 anni andò a Gerusalemme, in compagnia di Barnaba, per esporre il suo ministero e il suo apostolato. Nella chiesa madre di Gerusalemme,  con Pietro decise gli ambiti di annuncio: Pietro avrebbe annunciato il vangelo ai circoncisi, mentre lui ai pagani, non circoncisi. Si riconosceva così che la grazia che Dio aveva dato a Cefa, a Giacomo e Giovanni, le colonne della chiesa, era la stessa che Dio aveva dato a Paolo e a Barnaba. Paolo, uomo radicalmente radicato nell’amore e non portato all’ipocrisia del compromesso, ebbe uno scontro fortissimo con Pietro, vedendo che si comportava in maniera umana e compromissoria con gli ebrei a scapito dei pagani. L’apostolo in questo scontro ardente rimprovera  a Pietro la sua non linearità. Anche nella chiesa delle origini c’erano gli scontri e le frizioni. Oggi vorremmo vivere nelle nostre comunità un pacifismo che risparmi gli scontri, ma questo non è possibile perché quando sei afferrato da Cristo diventi segno di contraddizione e di verità e davanti alla Parola di Cristo ogni compromesso sfigura e scompare.

Pensiero del giorno: Signore, rendimi capace, come Paolo, di non cedere mai a nessun compromesso per la tua Parola e per la tua verità.


Giovedì 11 ottobre
Santi del giorno: san Santino, san Filippo diacono, san Giovanni XXIII.

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Gàlati
O stolti Gàlati, chi vi ha incantati? Proprio voi, agli occhi dei quali fu rappresentato al vivo Gesù Cristo crocifisso!
Questo solo vorrei sapere da voi: è per le opere della Legge che avete ricevuto lo Spirito o per aver ascoltato la parola della fede? Siete così privi d’intelligenza che, dopo aver cominciato nel segno dello Spirito, ora volete finire nel segno della carne? Avete tanto sofferto invano? Se almeno fosse invano!
Colui dunque che vi concede lo Spirito e opera portenti in mezzo a voi, lo fa grazie alle opere della Legge o perché avete ascoltato la parola della fede?
Paolo si rivolge ancora ai Galati, che ebbero una forte esperienza catechistica della passione di Gesù e li rimprovera perché volevano tornare alla legge a scapito del dono dello Spirito e della grazia ricevuta. Paolo ricorda a questa comunità così vacillante che lo Spirito che opera portenti è superiore alle opere della legge. Quante volte anche oggi vorremmo rifugiarci nella rassicurazione religiosa del legalismo e della normatività, ma lo Spirito ci impedisce di farlo perché Egli è il garante di un rapporto maturo, vero e libero con Gesù. Ai Galati, che si erano lasciati irretire da questa tendenza, ricorda la loro stoltezza e la superiorità decisiva di Gesù sulla legge.
Pensiero del giorno: Signore, fa’ che alla scuola di san Paolo non mi accontenti delle mezze misure e non operi silenzi colpevoli a danno della tua splendida verità e della tua superiorità su ogni esperienza religiosa che non sia vangelo.


Venerdì 12 ottobre
Santi del giorno: san Rodobaldo

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Gàlati
Fratelli, riconoscete che figli di Abramo sono quelli che vengono dalla fede. E la Scrittura, prevedendo che Dio avrebbe giustificato i pagani per la fede, preannunciò ad Abramo: «In te saranno benedette tutte le nazioni». Di conseguenza, quelli che vengono dalla fede sono benedetti insieme ad Abramo, che credette.
Quelli invece che si richiamano alle opere della Legge stanno sotto la maledizione, poiché sta scritto: «Maledetto chiunque non rimane fedele a tutte le cose scritte nel libro della Legge per metterle in pratica». E che nessuno sia giustificato davanti a Dio per la Legge risulta dal fatto che il giusto per fede vivrà. Ma la Legge non si basa sulla fede; al contrario dice: «Chi metterà in pratica queste cose, vivrà grazie ad esse».
Cristo ci ha riscattati dalla maledizione della Legge, diventando lui stesso maledizione per noi, poiché sta scritto: «Maledetto chi è appeso al legno», perché in Cristo Gesù la benedizione di Abramo passasse ai pagani e noi, mediante la fede, ricevessimo la promessa dello Spirito.

Paolo evidenzia di Abramo la fede e la disponibilità con Dio e ricorda che nella benedizione di Abramo furono benedette tutte le nazioni. Paolo ricorda anche che le opere della legge non salvano e non rendono giusti davanti a Dio perché la legge ha fatto il suo tempo e ha operato il suo corso, ma la vera salvezza è Cristo crocifisso che ci ha riscattati dalla legge della religiosità e ci ha immessi nel respiro dell’amore e del vangelo. Gesù ci ha riscattati e ha voluto darci la libertà dei figli di Dio data ancora nella benedizione di Abramo, nostro padre nella fede. Anche oggi chi respira Gesù, chi vive di Gesù, chi è immerso in Gesù ha superato le rassicuranti rassicurazioni di una legge senza cuore per appoggiarsi al cuore di Cristo, che è l’unica legge e l’unica parola di Dio per ogni tempo.
Pensiero del giorno: Signore, non rendermi un uomo della legge, rendimi un figlio del tuo amore.


Sabato 13 ottobre
Santi del giorno: san Romolo, san Venanzio
Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Gàlati
Fratelli, la Scrittura ha rinchiuso ogni cosa sotto il peccato, perché la promessa venisse data ai credenti mediante la fede in Gesù Cristo. Ma prima che venisse la fede, noi eravamo custoditi e rinchiusi sotto la Legge, in attesa della fede che doveva essere rivelata. Così la Legge è stata per noi un pedagogo, fino a Cristo, perché fossimo giustificati per la fede. Sopraggiunta la fede, non siamo più sotto un pedagogo.
Tutti voi infatti siete figli di Diomediante la fede in Cristo Gesù, poiché quanti siete stati battezzati in Cristo vi siete rivestiti di Cristo. Non c’è Giudeo né Greco; non c’è schiavo né libero; non c’è maschio e femmina, perché tutti voi siete uno in Cristo Gesù. Se appartenete a Cristo, allora siete discendenza di Abramo, eredi secondo la promessa.
Paolo ricorda ancora ai Galati che nella Scrittura tutto è stato rinchiuso sotto il peccato perché la promessa portata da Gesù venisse donata ai credenti. Prima che venisse la vera fede in Gesù e che Gesù venisse nel mondo, tutti eravamo custoditi e rinchiusi sotto la legge, così Paolo paragona la legge ad un maestro, un pedagogo, che ci ha portati alla fede e alla giustificazione per opera di Gesù. Nella nostra vita tutto può diventare passaggio, avvicinamento, maturazione verso la libertà che è propria dei figli di Dio e dei figli del vangelo ecco perché l’apostolo ricorda che quando siamo in Gesù, quando siamo stati battezzati nella sua potenza, non ci sono più le particolarità nazionali, giudeo o greco, non ci sono più le particolarità sociali, schiavo o libero, non ci sono più le identità sessuali umane, maschio o femmina, perché quando siamo immersi  nel battesimo d’amore di Gesù diventiamo una persona che appartiene a Lui, una persona che non è più collocabile nei parametri dell’uomo, ma è libera nella libertà infinita di Dio. Ogni santo ha vissuto questa libertà ed è stato segno di una libertà e di un’appartenenza che superava ogni vincolo umano.     
Pensiero del giorno: Signore, fa’ che la tua Parola sia la forza della mia maturazione e del mio cambiamento, fa’ che la tua Parola incrementi il mio cammino verso la libertà e non mi faccia sedere nella mia rassegnazione delle rassicurazioni incerte e transitorie.  
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