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06-08 aprile 2020

La Parola > Parola della settimana

RIFLESSIONI SULLA PAROLA  
06-08 aprile 2020



Lunedì 06 aprile
Santi del giorno: san Pietro di Verona

Dal libro del profeta Isaìa
«Ecco il mio servo che io sostengo,
il mio eletto di cui mi compiaccio.
Ho posto il mio spirito su di lui;
egli porterà il diritto alle nazioni.
Non griderà né alzerà il tono,
non farà udire in piazza la sua voce,
non spezzerà una canna incrinata,
non spegnerà uno stoppino dalla fiamma smorta;
proclamerà il diritto con verità.
Non verrà meno e non si abbatterà,
finché non avrà stabilito il diritto sulla terra,
e le isole attendono il suo insegnamento».
Così dice il Signore Dio,
che crea i cieli e li dispiega,
distende la terra con ciò che vi nasce,
dà il respiro alla gente che la abita
e l’alito a quanti camminano su di essa:
«Io, il Signore, ti ho chiamato per la giustizia
e ti ho preso per mano;
ti ho formato e ti ho stabilito
come alleanza del popolo
e luce delle nazioni,
perché tu apra gli occhi ai ciechi
e faccia uscire dal carcere i prigionieri,
dalla reclusione coloro che abitano nelle tenebre».

All’inizio della Settimana Santa, la madre Chiesa legge il profeta Isaia, in particolare il canto del servo del Signore. Il profeta l’aveva preannunciato, descritto nei minimi particolari con la forza dello Spirito ed ora questa profezia diventa vita, evento, grazia. Gesù è questo servo, che il Padre sostiene, questo eletto in cui il Padre si è compiaciuto, come disse al Giordano, questo servo che ha su di lui la forza dello Spirito. Oggi contempliamo lo stile del servo: non griderà né alzerà il tono, non farà udire in piazza la sua voce, non spezzerà una canna incrinata, non spegnerà uno stoppino dalla fiamma smorta, proclamerà il diritto con verità. Il servo del Signore, Gesù il Salvatore, non è un evento mediatico, non dà spalla a dibattiti televisivi, non vuole audience, approvazione, folle, applausi perché lui contesta la potenza e la superbia del mondo e anche un certo stile ecclesiale che vorrebbe sostituire la Parola con il logorroismo demagogico, che vorrebbe sostituire la signoria di Gesù con un buonismo di infimo grado, che vorrebbe sostituire la salvezza dal peccato con la promozione umana, senza la grazia. Contemplando questo servo che il Signore ha chiamato, ha preso per mano, ha formato, ha stabilito come alleanza, noi vorremmo recuperare in questi primi giorni della settimana santa una grande adorazione, un profondo rispetto, una grande prostrazione davanti a questo mistero di Dio.
In questa settimana santa chiediamo al servo del Signore, Gesù, di farci fare digiuno dalle parole umane, dai dibattiti di piazza e dall’ignoranza umana fatta sovrana e dittatrice di un popolo. Il silenzio del servo e la sobrietà della Parola ci renderanno liberi.

Pensiero del giorno: Signore, in questo lunedì santo fammi parlare con il linguaggio del silenzio, che è il linguaggio dell’amore.


Martedì 07 aprile
Santi del giorno: san Giovanni B. de la Salle.

Dal libro del profeta Isaìa
Ascoltatemi, o isole,
udite attentamente, nazioni lontane;
il Signore dal seno materno mi ha chiamato,
fino dal grembo di mia madre ha pronunciato il mio nome.
Ha reso la mia bocca come spada affilata,
mi ha nascosto all’ombra della sua mano,
mi ha reso freccia appuntita,
mi ha riposto nella sua farètra.
Mi ha detto: «Mio servo tu sei, Israele,
sul quale manifesterò la mia gloria».
Io ho risposto: «Invano ho faticato,
per nulla e invano ho consumato le mie forze.
Ma, certo, il mio diritto è presso il Signore,
la mia ricompensa presso il mio Dio».
Ora ha parlato il Signore,
che mi ha plasmato suo servo dal seno materno
per ricondurre a lui Giacobbe
e a lui riunire Israele
– poiché ero stato onorato dal Signore
e Dio era stato la mia forza –,
e ha detto: «È troppo poco che tu sia mio servo
per restaurare le tribù di Giacobbe
e ricondurre i superstiti d’Israele.
Io ti renderò luce delle nazioni,
perché porti la mia salvezza
fino all’estremità della terra».

Il servo ha la bocca come spada affilata, il servo è una freccia appuntita di Dio, il servo è un chiamato da sempre, il servo di Dio è colui che sa che non ha faticato per nulla invano, ma sa che la sua fatica diventerà grazia e forza nella potenza di Dio. Questo servo è chiamato a restaurare la gente del nostro tempo,deturpata dalla menzogna delle ideologie, questo servo deve ricondurre al grembo di Dio, che è la chiesa, coloro che sono stati sradicati dalle radici della vita. Questo servo è luce, oltre che spada e freccia, perché l’annuncio di Dio è una guerra d’amore, l’annuncio di Dio è una rottura con la menzogna di tutto ciò che la menzogna ha prodotto. Questo santo servo anche oggi ci invita al silenzio adorante e umile.

Pensiero del giorno: Signore, ridammi la spada della tua Parola, ridammi la freccia della tua battaglia, perché non venga sconfitto dalle potenze del male.   


Mercoledì 08 aprile

Santi del giorno:sant’Amanzio, santa Giulia Billiart.

Dal libro del profeta Isaìa
Il Signore Dio mi ha dato una lingua da discepolo,
perché io sappia indirizzare
una Parola allo sfiduciato.
Ogni mattina fa attento il mio orecchio
perché io ascolti come i discepoli.
Il Signore Dio mi ha aperto l’orecchio
e io non ho opposto resistenza,
non mi sono tirato indietro.
Ho presentato il mio dorso ai flagellatori,
le mie guance a coloro che mi strappavano la barba;
non ho sottratto la faccia
agli insulti e agli sputi.
Il Signore Dio mi assiste,
per questo non resto svergognato,
per questo rendo la mia faccia dura come pietra,
sapendo di non restare confuso.
È vicino chi mi rende giustizia:
chi oserà venire a contesa con me? Affrontiamoci.
Chi mi accusa? Si avvicini a me.
Ecco, il Signore Dio mi assiste:
chi mi dichiarerà colpevole?

Nel terzo giorno della settimana santa contempliamo la parte più cruenta del servo, egli è stato flagellato, deriso, insultato, preso a sputi e perseguitato, perché la sua Parola, la sua vita, la sua presenza disturbavano la dittatura della menzogna. Il servo ha pagato, non ha delegato nessuno. Questo pagamento d’amore, che è diventato grazia, perdono, remissione, ha riaperto la via a Dio. Ai giorni nostri, tempo di demagogia, di sindacalismo, di giustizialismo, di antropologia senza cuore, in cui nessuno vuole pagare, ma solo ricevere, l’icona dell’amore del servo contesta la nostra cultura e vita vuote, perché non hanno Dio, le nostre parole che sono solo rumori perché non hanno Dio, la nostra vita che non è più un segno, ma una carnevalata, perché non ha Dio.
Anche oggi adoriamo il servo con umiltà, amore ed ardore.

Pensiero del giorno: Signore, fammi capire che il carnevale è finito e che la vita è un grande dono nel tuo sangue e nel tuo amore.
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