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06-11 luglio 2020

La Parola > Parola della settimana

RIFLESSIONI SULLA PAROLA

06-11 luglio 2020


Lunedì 06 luglio

Santi del giorno: santa Maria Goretti, santa Maria Teresa Ledochowska.

Dal libro del profeta Osèa
Così dice il Signore:
«Ecco, io la sedurrò,
la condurrò nel deserto
e parlerò al suo cuore.
Là mi risponderà
come nei giorni della sua giovinezza,
come quando uscì dal paese d’Egitto.
E avverrà, in quel giorno
– oracolo del Signore –
mi chiamerai: “Marito mio”,
e non mi chiamerai più: “Baal, mio padrone”.
Ti farò mia sposa per sempre,
ti farò mia sposa
nella giustizia e nel diritto,
nell’amore e nella benevolenza,
ti farò mia sposa nella fedeltà
e tu conoscerai il Signore».

Oggi cominciamo a leggere il profeta Osea, il profeta dell’amore, il profeta tradito nel suo matrimonio che diventa segno del tradimento del popolo verso l’amore di Dio. Osea parla di seduzione e di un condurre nel deserto l’amata per parlare al suo cuore. È il fondamento della vita interiore, della vita spirituale. Dio è bellezza, Dio è seduzione, Dio è passione, Dio ci conduce nel deserto dell’essenzialità perché vuole parlare al nostro cuore. È un Dio che rieduca il nostro linguaggio, la nostra relazione, il nostro ascolto, la nostra vita. Senza questa vita spirituale interiore, anche nella comunità saremo solamente cembali sonori o cembali squillanti perché ci mancherà la linfa dell’amore.

Pensiero del giorno: Signore, seducimi con il tuo amore, perché solo sedotto potrò raccontare chi sei.  


Martedì 07 luglio
Santi del giorno: san Panteno di Alessandria, san Sisoe

Dal libro del profeta Osèa
Così dice il Signore:
«Hanno creato dei re
che io non ho designati;
hanno scelto capi
a mia insaputa.
Con il loro argento e il loro oro
si sono fatti idoli,
ma per loro rovina.
Ripudio il tuo vitello, o Samarìa!
La mia ira divampa contro di loro;
fino a quando non si potranno purificare?
Viene da Israele il vitello di Samarìa,
è opera di artigiano, non è un Dio:
sarà ridotto in frantumi.
E poiché hanno seminato vento,
raccoglieranno tempesta.
Il loro grano sarà senza spiga,
se germoglia non darà farina
e, se ne produce, la divoreranno gli stranieri.
Èfraim ha moltiplicato gli altari,
ma gli altari sono diventati per lui
un’occasione di peccato.
Ho scritto numerose leggi per lui,
ma esse sono considerate come qualcosa di estraneo.
Offrono sacrifici
e ne mangiano le carni,
ma il Signore non li gradisce;
ora ricorda la loro iniquità,
chiede conto dei loro peccati:
dovranno tornare in Egitto».

Il profeta Osea rimprovera nel nome del Signore le scelte del popolo che ha creato dei re senza consultare il Signore, ha scelto dei capi a sua insaputa e ha fatto degli idoli. Sembra quasi che Osea legga il nostro tempo e la nostra società che si crea i vitelli d’oro di Samaria, che si crea gli idoli e gli altari idolatrici, illudendosi di vivere. Il Signore, per bocca di Osea, dice a questo popolo che lo considerano un estraneo; così anche noi, quando ci estraniamo dall’amore di Dio, quando Dio non è più presenza, amore, grazia, torniamo al nostro Egitto, ai nostri lacci, alla nostra prigionia. Il profeta ci ricorda che allora non siamo più liberi, ma catturati nel nostro arrogante pensiero.

Pensiero del giorno:  Signore, non renderti mai estraneo al mio cuore, perché senza di Te io muoio.   


Mercoledì 08 luglio
Santi del giorno: santi Aquila e Priscilla, sant’Adriano III

Dal libro del profeta Osèa
Vite rigogliosa era Israele,
che dava sempre il suo frutto;
ma più abbondante era il suo frutto,
più moltiplicava gli altari;
più ricca era la terra,
più belle faceva le sue stele.
Il loro cuore è falso;
orbene, sconteranno la pena!
Egli stesso demolirà i loro altari,
distruggerà le loro stele.
Allora diranno: «Non abbiamo più re,
perché non rispettiamo il Signore.
Ma anche il re, che cosa potrebbe fare per noi?».
Perirà Samarìa con il suo re,
come un fuscello sull’acqua.
Le alture dell’iniquità, peccato d’Israele,
saranno distrutte,
spine e cardi cresceranno sui loro altari;
diranno ai monti: «Copriteci»
e ai colli: «Cadete su di noi».
Seminate per voi secondo giustizia
e mieterete secondo bontà;
dissodatevi un campo nuovo,
perché è tempo di cercare il Signore,
finché egli venga
e diffonda su di voi la giustizia.

Osea paragona Israele ad una vite rigogliosa che dà frutto, purtroppo questa vite ha deluso il Signore con l’idolatria, con la falsità, con le risoluzioni politiche che non venivano dal Signore, ed ora il popolo sente il bruciore del nulla e l’inconsistenza di quello che hanno raggiunto. Ma Osea ha una parola di luce: è tempo di cercare il Signore. È tempo anche per noi di cercare il Signore: essere ricercatori di Dio per trovare le vere strade e le vere piste nel deserto della vita. Essere ricercatori delle orme silenziose di Dio che aprono il nostro cuore allo stupore del suo amore e della sua misericordia.

Pensiero del giorno: nel nostro tempo, Signore, rendimi umile operatore della tua ricerca perché attraverso la tua grazia possa inquietare almeno un cuore a cercarti e ad amarti.  


Giovedì 09 luglio

Santi del giorno: sant’Agostino Zhao Rong e compagni, santa Veronica Giuliani.

Dal libro del profeta Osèa
Così dice il Signore:
«Quando Israele era fanciullo,
io l’ho amato
e dall’Egitto ho chiamato mio figlio.
Ma più li chiamavo,
più si allontanavano da me;
immolavano vittime ai Baal,
agli idoli bruciavano incensi.
A Èfraim io insegnavo a camminare
tenendolo per mano,
ma essi non compresero
che avevo cura di loro.
Io li traevo con legami di bontà,
con vincoli d’amore,
ero per loro
come chi solleva un bimbo alla sua guancia,
mi chinavo su di lui
per dargli da mangiare.
Il mio cuore si commuove dentro di me,
il mio intimo freme di compassione.
Non darò sfogo all’ardore della mia ira,
non tornerò a distruggere Èfraim,
perché sono Dio e non uomo;
sono il Santo in mezzo a te
e non verrò da te nella mia ira».

Osea ricorda che, quando Israele era fanciullo, Dio lo ha amato e lo ha chiamato figlio. In questo oracolo profetico c’è una delle icone più belle di Dio, di un Dio che ci prende in braccio, che ci bacia, che ci insegna a camminare. Che grande questa parola di Osea! Dovrebbe essere lo specchio e il fondamento della nostra spiritualità: quando ascolto, contemplo, adoro posso esperimentare la maternità di Dio che mi prende in braccio con amore.

Pensiero del giorno: Signore, senza la contemplazione e senza l’ascolto, sono vuoto e una grande tristezza è nel mio cuore.


Venerdì 10 luglio
Santi del giorno: sante Rufina e Seconda, san Canuto.

Dal Vangelo secondo Matteo
In quel tempo, disse Gesù ai suoi apostoli: «Ecco: io vi mando come pecore in mezzo a lupi; siate dunque prudenti come i serpenti e semplici come le colombe. Guardatevi dagli uomini, perché vi consegneranno ai tribunali e vi flagelleranno nelle loro sinagoghe; e sarete condotti davanti a governatori e re per causa mia, per dare testimonianza a loro e ai pagani. Ma, quando vi consegneranno, non preoccupatevi di come o di che cosa direte, perché vi sarà dato in quell’ora ciò che dovrete dire: infatti non siete voi a parlare, ma è lo Spirito del Padre vostro che parla in voi. Il fratello farà morire il fratello e il padre il figlio, e i figli si alzeranno ad accusare i genitori e li uccideranno. Sarete odiati da tutti a causa del mio nome. Ma chi avrà perseverato fino alla fine sarà salvato. Quando sarete perseguitati in una città, fuggite in un’altra; in verità io vi dico: non avrete finito di percorrere le città d’Israele, prima che venga il Figlio dell’uomo».

Gesù ci parla del prezzo da pagare per essere suoi. Ci manda come agnelli in mezzo ai lupi, ci manda nella prudenza di un serpente e nella semplicità di una colomba, ci ricorda di guardarci dagli uomini perché chi annuncia il vangelo non avrà mai un’audience mondana e secolarizzata che lo applaudirà, perché il diavolo, nemico del vangelo di Gesù, ha già i suoi spettacoli, i suoi applausi, i suoi successi. Noi non vogliamo essere comparse di uno spettacolo di varietà del diavolo, non vogliamo essere uomini e donne di comizi diabolici per ricevere applausi di approvazione, vogliamo avere il fascino della minoranza perseguitata per Gesù.
Gesù non ci illude: saremo odiati da tutti. Un discepolo di Gesù troppo approvato dal mondo è sospetto, perché il mondo, che è territorio del diavolo, con le sue astuzie di logica mondana e di fame di mondo, rende i discepoli di Gesù mondanizzati semplicemente ridicoli. Dobbiamo scegliere: o il palcoscenico dell’operetta del diavolo oppure il pulpito della croce di Cristo. La scelta si impone: o l’applauso o l’approvazione del Signore.

Pensiero del giorno: Signore, non rendermi spettatore degli spettacoli organizzati dal diavolo e non rendermi uno che applaude il diavolo e le sue illusioni.   


Sabato 11 luglio
Santi del giorno: san Benedetto, patrono d’Europa. Nato intorno al 470 a Norcia e morto nel 547 a Montecassino, Benedetto è il fondatore del monachesimo occidentale. È stato proclamato da Paolo VI patrono d’Europa perché impresse nella civiltà medioevale, spaurita e confusa dall’invasione dei barbari, un forte anelito spirituale, unendo alla preghiera il lavoro.

Dal libro dei Proverbi
Figlio mio, se tu accoglierai le mie parole
e custodirai in te i miei precetti,
tendendo il tuo orecchio alla sapienza,
inclinando il tuo cuore alla prudenza,
se appunto invocherai l’intelligenza
e rivolgerai la tua voce alla prudenza,
se la ricercherai come l’argento
e per averla scaverai come per i tesori,
allora comprenderai il timore del Signore
e troverai la conoscenza di Dio,
perché il Signore dà la sapienza,
dalla sua bocca escono scienza e prudenza.
Egli riserva ai giusti il successo,
è scudo a coloro che agiscono con rettitudine,
vegliando sui sentieri della giustizia
e proteggendo le vie dei suoi fedeli.
Allora comprenderai l’equità e la giustizia,
la rettitudine e tutte le vie del bene.

Leggiamo in questa messa un brano dei Proverbi che ci insegna ad accogliere le parole del Signore, custodendole, ascoltandole, ricercandole, desiderandole. È la spiritualità monastica di Benedetto, che aveva dato come priorità ai monaci: ausculta, ascolta figlio. Il monaco è colui che ha fatto dell’ascolto il suo respiro di vita. Un cristiano senza un ascolto profondo diventa una tappezzeria del salotto delle ideologie mondane, un cristiano senza l’ascolto profondo diventa un generatore di superficialità, un cristiano senza l’ascolto profondo di Dio crea l’alibi dell’impegno e dell’azione, ma senza l’ascolto non c’è Dio, non c’è amore, non c’è profezia, non c’è vita.

Pensiero del giorno: Signore, rendimi umilmente ascoltatore del tuo sussurro e del tuo silenzio d’amore, allora sarò profeta per me e per gli altri.  
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