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07-12 gennaio 2019

La Parola > Parola della settimana

RIFLESSIONI SULLA PAROLA
07-12 gennaio 2019


lunedì 07 gennaio

Santi del giorno: san Raimondo da Penafort, san Crispino, san Canuto.

Dalla prima lettera di san Giovanni apostolo
Carissimi, qualunque cosa chiediamo, la riceviamo da Dio, perché osserviamo i suoi comandamenti e facciamo quello che gli è gradito. Questo è il suo comandamento: che crediamo nel nome del Figlio suo Gesù Cristo e ci amiamo gli uni gli altri, secondo il precetto che ci ha dato. Chi osserva i suoi comandamenti rimane in Dio e Dio in lui. In questo conosciamo che egli rimane in noi: dallo Spirito che ci ha dato.
Carissimi, non prestate fede ad ogni spirito, ma mettete alla prova gli spiriti, per saggiare se provengono veramente da Dio, perché molti falsi profeti sono venuti nel mondo. In questo potete riconoscere lo Spirito di Dio: ogni spirito che riconosce Gesù Cristo venuto nella carne, è da Dio; ogni spirito che non riconosce Gesù, non è da Dio. Questo è lo spirito dell’anticristo che, come avete udito, viene, anzi è già nel mondo.
Voi siete da Dio, figlioli, e avete vinto costoro, perché colui che è in voi è più grande di colui che è nel mondo. Essi sono del mondo, perciò insegnano cose del mondo e il mondo li ascolta. Noi siamo da Dio: chi conosce Dio ascolta noi; chi non è da Dio non ci ascolta. Da questo noi distinguiamo lo spirito della verità e lo spirito dell’errore.

San Giovanni ci ricorda che, qualunque cosa chiediamo, la riceviamo da Dio e che l’azione dello Spirito che è in noi ci aiuta a discernere gli spiriti per provare se tutte le ispirazioni, le sensazioni che vengono dal nostro cuore sono da Dio. Il discernimento dello Spirito santo ci libera dai falsi profeti che sono figli dell’arroganza, non della Parola, dai falsi profeti che non riconoscono l’incarnazione di Gesù, l’entrata di Gesù nella storia, dai falsi profeti di oggi che ci annunciano un divino senza Gesù. Il discernimento è dono dello Spirito per distinguere lo spirito della verità e lo spirito dell’errore, ma questo discernimento è generato dal grembo dell’ascolto.  

Pensiero del giorno: Signore, rendimi un uomo capace di discernere verità ed errore e non un qualunquista borghese che appesantisce la storia.


Martedì 08 gennaio  
Santi del giorno: san Severino del Norico, san Lorenzo Giustiniani.

Dalla prima lettera di san Giovanni apostolo
Carissimi, amiamoci gli uni gli altri, perché l’amore è da Dio: chiunque ama è stato generato da Dio e conosce Dio. Chi non ama non ha conosciuto Dio, perché Dio è amore. In questo si è manifestato l’amore di Dio in noi: Dio ha mandato nel mondo il suo Figlio unigenito, perché noi avessimo la vita per mezzo di lui. In questo sta l’amore: non siamo stati noi ad amare Dio, ma è lui che ha amato noi e ha mandato il suo Figlio come vittima di espiazione per i nostri peccati.
San Giovanni è ancora nostro maestro e ci ricorda che amare gli altri è amare veramente da Dio. Quando siamo generati da Dio, siamo nell’amore e restare nell’amore è restare nell’evento dell’amore di Dio, che è suo figlio. Rimanere nell’amore è restare nell’ombra del sangue innocente della vittima di espiazione dei nostri peccati. Il più grande amore che Dio ci ha donato è Gesù e il più grande amore di Gesù è l’espiazione, la sofferenza di carne per noi peccatori. Abbiamo banalizzato il male, abbiamo annullato il peccato e pensiamo di essere noi risposta autosufficiente ai nostri mali, la Parola, invece, ci ricorda che c’è un’espiazione di Gesù per noi che continua, sebbene noi siamo distratti, superficiali e lontani da Lui. È questo il capolavoro del suo amore: la sua continua liturgia di espiazione, anche quando dinanzi a questa liturgia non ci sono fedeli, non ci sono anime, ma l’espiazione continua anche in mezzo alla nostra freddezza.     
Pensiero del giorno: Gesù espiatore, sei la fonte dell’amore, del calore, tocca il mio cuore così freddo e così insensibile all’amore.


Mercoledì 09 gennaio
Santi del giorno: san Marcellino, sant’Adriano, san Fillano.

Dalla prima lettera di san Giovanni apostolo
Carissimi, se Dio ci ha amati così, anche noi dobbiamo amarci gli uni gli altri. Nessuno mai ha visto Dio; se ci amiamo gli uni gli altri, Dio rimane in noi e l’amore di lui è perfetto in noi.
In questo si conosce che noi rimaniamo in lui ed egli in noi: egli ci ha donato il suo Spirito. E noi stessi abbiamo veduto e attestiamo che il Padre ha mandato il suo Figlio come salvatore del mondo. Chiunque confessa che Gesù è il Figlio di Dio, Dio rimane in lui ed egli in Dio. E noi abbiamo conosciuto e creduto l’amore che Dio ha in noi. Dio è amore; chi rimane nell’amore rimane in Dio e Dio rimane in lui.
In questo l’amore ha raggiunto tra noi la sua perfezione: che abbiamo fiducia nel giorno del giudizio, perché come è lui, così siamo anche noi, in questo mondo. Nell’amore non c’è timore, al contrario l’amore perfetto scaccia il timore, perché il timore suppone un castigo e chi teme non è perfetto nell’amore.

San Giovanni ci ricorda che professare che Gesù è il figlio di Dio è rimanere in Gesù e perciò in Dio. Professare la fede oggi in una cultura in cui tutto è privato, opinabile, relativista, significa uscire allo scoperto di fronte ad una civiltà ed a una cultura che chiamano il credente fondamentalista ed intollerante; professare la fede è la profezia, la missionarietà, la testimonianza perché ci si compromette per amore, per Gesù amore. Occorre testimoniare la fede, non trovando l’alibi del buonismo e della disponibilità, ma la fede in Gesù che è spada che divide, che ci rende minoranza di fronte ad una maggioranza autosufficiente ed arrogante, ma è questa fede che salva il mondo.      
Pensiero del giorno: Signore, ti prego, non rendermi buono, rendimi credente.


Giovedì 10 gennaio
Santi del giorno: san Milziade, san Gregorio di Nissa.

Dalla prima lettera di san Giovanni apostolo
Carissimi, noi amiamo Dio perché egli ci ha amati per primo. Se uno dice: «Io amo Dio» e odia suo fratello, è un bugiardo. Chi infatti non ama il proprio fratello che vede, non può amare Dio che non vede. E questo è il comandamento che abbiamo da lui: chi ama Dio, ami anche suo fratello. Chiunque crede che Gesù è il Cristo, è stato generato da Dio; e chi ama colui che ha generato, ama anche chi da lui è stato generato.
In questo conosciamo di amare i figli di Dio: quando amiamo Dio e osserviamo i suoi comandamenti. In questo infatti consiste l’amore di Dio, nell’osservare i suoi comandamenti; e i suoi comandamenti non sono gravosi.
Chiunque è stato generato da Dio vince il mondo; e questa è la vittoria che ha vinto il mondo: la nostra fede.

San Giovanni ci accompagna per mano e ci dice che chi ama Dio e odia suo fratello è bugiardo, amare Dio è amare Dio presente nel prossimo, ma non come filantropia, non come buonismo, non come servizio caritativo, è amare Dio presente nell’altro, che è tabernacolo di Dio. questo fa la differenza perché allora amare il prossimo non è benevolenza benefica, ma è evento sacramentale di grazia e di riconoscimento della sua presenza nella complessità degli altri. Quando non amiamo gli altri come tabernacolo di Dio, tradiamo ancora una volta l’amore e il nostro prossimo perché lo facciamo destinatario di servizi benefici e non del fremito della carezza di Dio, facendo loro riscoprire che sono tabernacolo di mistero e di amore.     

Pensiero del giorno: Signore, non voglio essere un operatore di beneficienza, voglio essere adoratore del tabernacolo misterioso presente nel cuore del mio fratello.  


Venerdì 11 gennaio
Santi del giorno: sant’Igino, san Leucio, san Paolino d’Aquileia, sant’Onorata.

Dalla prima lettera di san Giovanni apostolo
Carissimi, chi è che vince il mondo se non chi crede che Gesù è il Figlio di Dio? Egli è colui che è venuto con acqua e sangue, Gesù Cristo; non con l’acqua soltanto, ma con l’acqua e con il sangue. Ed è lo Spirito che dà testimonianza, perché lo Spirito è la verità. Poiché tre sono quelli che danno testimonianza: lo Spirito, l’acqua e il sangue, e questi tre sono concordi. Se accettiamo la testimonianza degli uomini, la testimonianza di Dio è superiore: e questa è la testimonianza di Dio, che egli ha dato riguardo al proprio Figlio. Chi crede nel Figlio di Dio, ha questa testimonianza in sé. Chi non crede a Dio, fa di lui un bugiardo, perché non crede alla testimonianza che Dio ha dato riguardo al proprio Figlio. E la testimonianza è questa: Dio ci ha donato la vita eterna e questa vita è nel suo Figlio. Chi ha il Figlio, ha la vita; chi non ha il Figlio di Dio, non ha la vita. Questo vi ho scritto perché sappiate che possedete la vita eterna, voi che credete nel nome del Figlio di Dio.
La Parola ci presenta colui che vince il mondo e chi vince il mondo è chi crede che Gesù è il Figlio di Dio. Egli è venuto con l’acqua e con il sangue della croce; l’acqua, il sangue e lo Spirito sono i tre testimoni che testimoniano della divinità di Gesù e sono concordi. Contemplare il mistero adorabile di Gesù attraverso i tre testimoni concordi ci porta dentro all’amore folle di Gesù, che è diventato dono, ostia, santa vittima di espiazione per amore. Perciò contemplare l’acqua, il sangue attraverso lo Spirito è contemplare questa grande sinfonia d’amore, questa grande celebrazione d’amore, questa testimonianza su Dio che ci ha donato la vita eterna e questa vita è nel suo Figlio Gesù.

Pensiero del giorno: O sangue ed acqua che scaturisci dal cuore di Gesù come sorgente di misericordia per me, attraverso lo Spirito che è la verità, io confido in Te.    


Sabato 12 gennaio
Santi del giorno: sant’Arcadio, santa Cesaria
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