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08-13 novembre 2021

La Parola > Parola della settimana

RIFLESSIONI SULLA PAROLA
08-13 novembre 2021


Lunedì 08 novembre

Santi del giorno: san Goffredo

Dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «È inevitabile che vengano scandali, ma guai a colui a causa del quale vengono. È meglio per lui che gli venga messa al collo una macina da mulino e sia gettato nel mare, piuttosto che scandalizzare uno di questi piccoli. State attenti a voi stessi!Se il tuo fratello commetterà una colpa, rimproveralo; ma se si pentirà, perdonagli. E se commetterà una colpa sette volte al giorno contro di te e sette volte ritornerà a te dicendo: “Sono pentito”, tu gli perdonerai».Gli apostoli dissero al Signore: «Accresci in noi la fede!». Il Signore rispose: «Se aveste fede quanto un granello di senape, potreste dire a questo gelso: “Sràdicati e vai a piantarti nel mare”, ed esso vi obbedirebbe».

Oggi, nel vangelo di Luca, Gesù ci parla dello scandalo e le sue parole sono veramente forti perché egli non usa le mezze misure e dice che coloro che operano scandali sarebbe meglio che si mettessero una macina da mulino al collo. Gesù è veramente severo con lo scandalo perché rovina la fede dei semplici ed impedisce agli umili di scoprire il passaggio dell’amore di Dio. Nello stesso vangelo, Gesù, dopo questa severità, ci ricorda che il perdono al fratello che si pente deve essere infinitamente grande, generoso e senza calcolo. Per essere capaci di questo perdono, che è una pura grazia, bisogna avere una fede grande quanto un granellino di senape, perché questa fede ci darà la forza di essere uomini e donne segni vivi del perdono e della tenerezza di Dio.

Pensiero del giorno: Signore, fa’ che io perdoni con tutto il cuore e non mi attacchi ai lobi delle orecchie gli orecchini del ricordo che non perdona.  


Martedì 09 novembre
Santi del giorno: dedicazione della Basilica Lateranense, beata Elisabetta della Trinità.


Dal Vangelo secondo Giovanni

Si avvicinava la Pasqua dei Giudei e Gesù salì a Gerusalemme. Trovò nel tempio gente che vendeva buoi, pecore e colombe e, là seduti, i cambiamonete. Allora fece una frusta di cordicelle e scacciò tutti fuori del tempio, con le pecore e i buoi; gettò a terra il denaro dei cambiamonete e ne rovesciò i banchi, e ai venditori di colombe disse: «Portate via di qui queste cose e non fate della casa del Padre mio un mercato!». I suoi discepoli si ricordarono che sta scritto: «Lo zelo per la tua casa mi divorerà».  Allora i Giudei presero la Parola e gli dissero: «Quale segno ci mostri per fare queste cose?». Rispose loro Gesù: «Distruggete questo tempio e in tre giorni lo farò risorgere». Gli dissero allora i Giudei: «Questo tempio è stato costruito in quarantasei anni e tu in tre giorni lo farai risorgere?». Ma egli parlava del tempio del suo corpo. Quando poi fu risuscitato dai morti, i suoi discepoli si ricordarono che aveva detto questo, e credettero alla Scrittura e alla Parola detta da Gesù.

Il vangelo di Giovanni ci presenta Gesù che allontana i mercanti del tempio, sgridandoli con veemenza: “Portate via di qui queste cose e non fate della casa del Padre mio un mercato!”. Gesù difende la santità del tempio, difende la santità del tempio interiore di ciascuno di noi dove c’è un mercanteggiamento di interessi, di non verità, dove l’uomo viene venduto, svenduto in nome della menzogna. Che bello questo Gesù con in mano la frusta di cordicelle, un Gesù veramente intollerante della menzogna e del profitto a danno del tempio interiore dell’uomo.
Anche oggi Gesù si sdegna per la profanazione del tempio interiore dell’uomo, in cui tutto è volto ad un piacere, ad un interesse, ad un risultato, ad un vantaggio. L’uomo sta morendo perché dentro di lui hanno rubato lo Spirito santo, egli non è più tempio e custode del mistero di Dio, ma è diventato semplicemente un’entità biologica da dissetare con il piacere e con il potere. Gesù non è d’accordo e con la sua Parola, che sa fustigare la menzogna, vuole far partecipe ciascuno di noi alla salvezza dell’uomo. L’uomo si sta perdendo perché si sta sradicando dalle radici di Dio. È ora di intervenire con radicalità, con forza e senza complessi di inferiorità.
Pensiero del giorno: Signore Gesù, fa’ che io non beva la tisana del buonismo e della tolleranza, ma dammi la frusta dell’amore perché l’uomo deve essere salvato ad ogni costo e la salvezza non può conoscere compromessi.      


Mercoledì 10 novembre

Santi del giorno: san Leone Magno, sant’Oreste

Dal Vangelo secondo Luca

Lungo il cammino verso Gerusalemme, Gesù attraversava la Samarìa e la Galilea.
Entrando in un villaggio, gli vennero incontro dieci lebbrosi, che si fermarono a distanza e dissero ad alta voce: «Gesù, maestro, abbi pietà di noi!». Appena li vide, Gesù disse loro: «Andate a presentarvi ai sacerdoti». E mentre essi andavano, furono purificati. Uno di loro, vedendosi guarito, tornò indietro lodando Dio a gran voce, e si prostrò davanti a Gesù, ai suoi piedi, per ringraziarlo. Era un Samaritano. Ma Gesù osservò: «Non ne sono stati purificati dieci? E gli altri nove dove sono? Non si è trovato nessuno che tornasse indietro a rendere gloria a Dio, all’infuori di questo straniero?». E gli disse: «Àlzati e va’; la tua fede ti ha salvato!».

Il vangelo di oggi ci parla di dieci lebbrosi che vanno incontro a Gesù per essere guariti e gridano a gran voce: “Gesù, maestro, abbi pietà di noi!”. Questo titolo che i lebbrosi danno a Gesù, rabbunì, maestro, è stupendo: è proprio la magisterialità di Gesù che guarisce la lebbra della nostra vita, la quale è continuamente aggravata da tanti falsi maestri che propinano non la verità sull’uomo e sulla vita, ma ci donano menzogne rivestite di novità e di intelligenza.
Riconoscere Gesù maestro è ricevere la guarigione interiore del nostro cuore perché noi costruiamo la nostra vita su questa scuola sicura di Gesù, figlio di Dio. Lui solo è il vero maestro della vita.

Pensiero del giorno: Signore, se anche sono ripetente, trattienimi sempre presso la tua scuola d’amore.


Giovedì 11 novembre

Santi del giorno: san Martino di Tours, san Teodoro Studita, santa Marina

Dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo, i farisei domandarono a Gesù: «Quando verrà il regno di Dio?». Egli rispose loro: «Il regno di Dio non viene in modo da attirare l’attenzione, e nessuno dirà: “Eccolo qui”, oppure: “Eccolo là”. Perché, ecco, il regno di Dio è in mezzo a voi!». Disse poi ai discepoli: «Verranno giorni in cui desidererete vedere anche uno solo dei giorni del Figlio dell’uomo, ma non lo vedrete. Vi diranno: “Eccolo là”, oppure: “Eccolo qui”; non andateci, non seguiteli. Perché come la folgore, guizzando, brilla da un capo all’altro del cielo, così sarà il Figlio dell’uomo nel suo giorno. Ma prima è necessario che egli soffra molto e venga rifiutato da questa generazione».

Ai farisei che gli chiedevano quando verrà il regno di Dio Gesù risponde che il regno non viene con effetti speciali e non sarà un avvenimento populistico né esteriore, ma il regno di Dio sarà invece nella dinamica umile e grande dell’amore del Signore. Ecco perché il regno di Dio non sarà un evento che attirerà o che sorprenderà alla maniera umana, ma sarà simile ad una folgore che guizzerà nel cielo e ci ricorderà che il Signore è arrivato ed è in mezzo a noi.

Pensiero del giorno: Signore, fa’ che destrutturi la mia idea sulla fine del mondo, fa’ che sia sempre pronto ad incontrarti quando finirà il mio mondo e la mia storia per un dono più grande d’amore.  


Venerdì 12 novembre

Santi del giorno: san Giosafat, un grande santo dell’ecumenismo, nacque a Vilna in Lituania nel 1580, da genitori ortodossi. Si aggregò alla chiesa rutena che si unì a Roma e divenne monaco nel 1604. Nel 1617 fu fatto arcivescovo di Polotzk ed operò infaticabilmente per l’unione con la sede romana. Gran parte della nobiltà gli era contraria, tanto da farlo uccidere il 12 novembre 1623. Beatificato nel 1643, fu canonizzato nel 1867.  


Dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Come avvenne nei giorni di Noè, così sarà nei giorni del Figlio dell’uomo: mangiavano, bevevano, prendevano moglie, prendevano marito, fino al giorno in cui Noè entrò nell’arca e venne il diluvio e li fece morire tutti. Come avvenne anche nei giorni di Lot: mangiavano, bevevano, compravano, vendevano, piantavano, costruivano; ma, nel giorno in cui Lot uscì da Sòdoma, piovve fuoco e zolfo dal cielo e li fece morire tutti. Così accadrà nel giorno in cui il Figlio dell’uomo si manifesterà.
In quel giorno, chi si troverà sulla terrazza e avrà lasciato le sue cose in casa, non scenda a prenderle; così, chi si troverà nel campo, non torni indietro. Ricordatevi della moglie di Lot.
Chi cercherà di salvare la propria vita, la perderà; ma chi la perderà, la manterrà viva.
Io vi dico: in quella notte, due si troveranno nello stesso letto: l’uno verrà portato via e l’altro lasciato; due donne staranno a macinare nello stesso luogo: l’una verrà portata via e l’altra la
sciata».
Allora gli chiesero: «Dove, Signore?». Ed egli disse loro: «Dove sarà il cadavere, lì si raduneranno insieme anche gli avvoltoi».

Il vangelo di Luca di oggi ci presenta Gesù che ci ricorda che il regno di Dio e il ritorno del figlio dell’uomo avverranno nella superficialità e nella disattenzione di tanti. Egli cita i giorni di Noè, quando gli uomini non si accorgevano dell’incombente catastrofe oppure come nei giorni di Lot, in cui tutti mangiavano, bevevano, compravano, vendevano, piantavano, costruivano e non si accorgevano che, invece, il Signore bussava alla porta della storia. Anche nel nostro tempo abbiamo tanta gente che non legge i segni di Dio, che vive la vita come un bene di consumo, che vive in una insipienza spirituale dove tutto sembra in mano all’umanità e alla scienza, invece Gesù ci avvisa chiaramente: Egli verrà, e verrà nel mistero di un passaggio che non si può preparare e non si può controllare, perché il ritorno del Signore sarà veramente un fuoco rosso d’amore, un fiume grande d’amore che dove passerà sceglierà, prenderà e lascerà, ma tutto sarà determinato dall’apertura e dalla disponibilità del nostro cuore.

Pensiero del giorno: Signore, fa’ che al tuo ritorno io sia pronto ad accoglierti e non aspetti una mail che mi preavvisi della tua venuta.  
   

Sabato 13 novembre

Santi del giorno: sant’ Imerio, sant’Agostina L. Pietrantoni.


Dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo, Gesù diceva ai suoi discepoli una parabola sulla necessità di pregare sempre, senza stancarsi mai: «In una città viveva un giudice, che non temeva Dio né aveva riguardo per alcuno. In quella città c’era anche una vedova, che andava da lui e gli diceva: “Fammi giustizia contro il mio avversario”.
Per un po’ di tempo egli non volle; ma poi disse tra sé: “Anche se non temo Dio e non ho riguardo per alcuno, dato che questa vedova mi dà tanto fastidio, le farò giustizia perché non venga continuamente a importunarmi”».  E il Signore soggiunse: «Ascoltate ciò che dice il giudice disonesto. E Dio non farà forse giustizia ai suoi eletti, che gridano giorno e notte verso di lui? Li farà forse aspettare a lungo? Io vi dico che farà loro giustizia prontamente. Ma il Figlio dell’uomo, quando verrà, troverà la fede sulla terra?».

Il vangelo di Luca ci parla della vedova importuna che va dal giudice ingiusto per avere giustizia. La caparbietà della vedova non deve essere vista solamente come una cocciutaggine umana, ma come una disposizione spirituale della nostra anima verso la preghiera. La preghiera deve essere tenace, con la tenacia dell’amore, deve essere continua, nella fedeltà dell’amore, deve essere fiduciosa, certa della risposta dell’amore. Senza la fiducia nella preghiera e senza la caparbietà spirituale nella preghiera, riduciamo la nostra vita ad un insipido tentativo di bene e di buono, ma senza la preghiera, manca il respiro profondo dello Spirito e tutto diventa mediocre e senza sapore.

Pensiero del giorno: Signore, fa’ che non parli di preghiera, ma che preghi veramente, perché la preghiera si impara solo facendola.    
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