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09-14-maggio 2022

La Parola > Parola della settimana

RIFLESSIONI SULLA PAROLA
09 -14 maggio 2022


Lunedì 09 maggio

Santi del giorno: san Pacomio, sant’Isaia profeta.

Dagli Atti degli Apostoli

In quei giorni, gli apostoli e i fratelli che stavano in Giudea vennero a sapere che anche i pagani avevano accolto la parola di Dio. E, quando Pietro salì a Gerusalemme, i fedeli circoncisi lo rimproveravano dicendo: «Sei entrato in casa di uomini non circoncisi e hai mangiato insieme con loro!».
Allora Pietro cominciò a raccontare loro, con ordine, dicendo: «Mi trovavo in preghiera nella città di Giaffa e in estasi ebbi una visione: un oggetto che scendeva dal cielo, simile a una grande tovaglia, calata per i quattro capi, e che giunse fino a me. Fissandola con attenzione, osservai e vidi in essa quadrupedi della terra, fiere, rettili e uccelli del cielo. Sentii anche una voce che mi diceva: “Coraggio, Pietro, uccidi e mangia!”. Io dissi: “Non sia mai, Signore, perché nulla di profano o di impuro è mai entrato nella mia bocca”. Nuovamente la voce dal cielo riprese: “Ciò che Dio ha purificato, tu non chiamarlo profano”. Questo accadde per tre volte e poi tutto fu tirato su di nuovo nel cielo. Ed ecco, in quell’istante, tre uomini si presentarono alla casa dove eravamo, mandati da Cesarèa a cercarmi. Lo Spirito mi disse di andare con loro senza esitare. Vennero con me anche questi sei fratelli ed entrammo in casa di quell’uomo. Egli ci raccontò come avesse visto l’angelo presentarsi in casa sua e dirgli: “Manda qualcuno a Giaffa e fa’ venire Simone, detto Pietro; egli ti dirà cose per le quali sarai salvato tu con tutta la tua famiglia”. Avevo appena cominciato a parlare quando lo Spirito Santo discese su di loro, come in principio era disceso su di noi. Mi ricordai allora di quella parola del Signore che diceva: “Giovanni battezzò con acqua, voi invece sarete battezzati in Spirito Santo”. Se dunque Dio ha dato a loro lo stesso dono che ha dato a noi, per aver creduto nel Signore Gesù Cristo, chi ero io per porre impedimento a Dio?». All’udire questo si calmarono e cominciarono a glorificare Dio dicendo: «Dunque anche ai pagani Dio ha concesso che si convertano perché abbiano la vita!».
Oggi leggiamo il brano riguardante la visione di Pietro: un grande lenzuolo dove c’erano alimenti impuri per i giudei e una voce dice: “Ciò che Dio ha purificato tu non chiamarlo profano”ed il gesto profetico dell’apostolo, che supera tutti gli steccati dei giudei e in forza dello Spirito viene mandato anche ai pagani. A noi oggi questo non dice molto, ma per il tempo di Pietro era una grave infrazione della legge. La Parola ci dice che è lo Spirito che ci manda anche in quei posti in cui noi umanamente penseremmo di non ricavare niente. È la dinamica della grazia che apre la casa dei nuovi Cornelio e dei cuori del nostro tempo. È in forza dello spirito e di questa precedenza di Dio sul nostro operare che si fonda anche oggi il coraggio dell’evangelizzazione. Di fronte ad una società che sembra disinteressata delle cose di Dio, anche oggi lo Spirito ci manda ad approdi e ad obiettivi umanamente impossibili per ricordarci che tutto viene dalla sua grazia e non dalla nostra forza.     
Pensiero del giorno: Signore, fa’ che segua la potenza dello Spirito e non tiri mai il freno a mano della mia paura.


Martedì 10 maggio

Santi del giorno: san Gordiano, san Cataldo, san Giobbe.

Dagli Atti degli Apostoli

In quei giorni, quelli che si erano dispersi a causa della persecuzione scoppiata a motivo di Stefano erano arrivati fino alla Fenicia, a Cipro e ad Antiòchia e non proclamavano la Parola a nessuno fuorché ai Giudei. Ma alcuni di loro, gente di Cipro e di Cirène, giunti ad Antiòchia, cominciarono a parlare anche ai Greci, annunciando che Gesù è il Signore. E la mano del Signore era con loro e così un grande numero credette e si convertì al Signore. Questa notizia giunse agli orecchi della Chiesa di Gerusalemme, e mandarono Bàrnaba ad Antiòchia. Quando questi giunse e vide la grazia di Dio, si rallegrò ed esortava tutti a restare, con cuore risoluto, fedeli al Signore, da uomo virtuoso qual era e pieno di Spirito Santo e di fede. E una folla considerevole fu aggiunta al Signore. Bàrnaba poi partì alla volta di Tarso per cercare Sàulo: lo trovò e lo condusse ad Antiòchia. Rimasero insieme un anno intero in quella Chiesa e istruirono molta gente. Ad Antiòchia per la prima volta i discepoli furono chiamati cristiani.

Anche oggi il brano degli Atti ci presenta dei fratelli dispersi a causa della persecuzione scoppiata a motivo di Stefano ed essi arrivano fino alla Fenicia, a Cipro e ad Antiochia. Qui aprirono l’evangelizzazione anche ai Greci, cioè ai pagani e la loro evangelizzazione portò un frutto grande e sostanzioso: è lo Spirito che dà la fecondità. Quando la notizia giunge alla chiesa di Gerusalemme, viene mandato Barnaba e lui, uomo di Dio e con Dio, vede la grazia del Signore. Quanto bisogno abbiamo anche oggi di nuovi Barnaba che vedano l’azione della grazia in atto per la potenza dello Spirito. Oggi la Parola ci rimprovera perché vogliamo costruire la nostra pastorale sulle nostre forze, sui nostri progetti e visuali, mentre tutto è un evento di grazia. La grazia precede, accompagna e segue. La nostra è una semplice ed umile collaborazione, non un protagonismo vuoto e senza fecondità.  
Pensiero del giorno: Signore, rendimi figlio della grazia, mai figlio della mia bravura.


Mercoledì 11 maggio
Santi del giorno: sant’Ignazio da Laconi.

Dagli Atti degli Apostoli

In quei giorni, la parola di Dio cresceva e si diffondeva. Bàrnaba e Sàulo poi, compiuto il loro servizio a Gerusalemme, tornarono prendendo con sé Giovanni, detto Marco. C’erano nella Chiesa di Antiòchia profeti e maestri: Bàrnaba, Simeone detto Niger, Lucio di Cirène, Manaèn, compagno d’infanzia di Erode il tetràrca, e Sàulo. Mentre essi stavano celebrando il culto del Signore e digiunando, lo Spirito Santo disse: «Riservate per me Bàrnaba e Sàulo per l’opera alla quale li ho chiamati». Allora, dopo aver digiunato e pregato, imposero loro le mani e li congedarono.Essi dunque, inviati dallo Spirito Santo, scesero a Selèucia e di qui salparono per Cipro. Giunti a Salamina, cominciarono ad annunciare la parola di Dio nelle sinagoghe dei Giudei.

In questo tempo di Pasqua, seguendo la storia della chiesa primitiva, vediamo come la Parola di Dio cresceva e si diffondeva ed era sempre portata da uomini innamorati, Barnaba e Saulo, che erano itineranti della forza della Parola. Oggi Luca ci spiega la tipologia della chiesa di Antiochia dove c’erano profeti, maestri e persone innamorate di Gesù, che avevano aderito alla sua verità. Quello che è bello è che questa comunità celebrava il culto del Signore e digiunava, celebrava un culto incandescente, carismatico dove lo Spirito parlava durante l’azione cultuale, infatti lo Spirito dice: “Riservate per me Barnaba e Saulo”. Che bella strategia vocazionale aveva la chiesa di Antiochia! Non formava equipe vocazionali, non faceva stampati vocazionali o campi scuola simpatici, ma ascoltava lo Spirito santo che sceglieva i suoi durante un culto incandescente d’amore. È lo Spirito santo il motore della chiesa primitiva, è Lui che invia Saulo e Barnaba a Seleucia, a Cipro e a Salamina. Lo spirito santo è il grande regista della chiesa, è il grande fuoco della chiesa. Una chiesa senza lo Spirito santo diventa subito un’agenzia grigia di opere buone.

Pensiero del giorno: Signore, fa’ che ascolti sempre lo Spirito santo, anche quando diventa fiamma ardente e incandescente e ti prego, Gesù, portami via l’estintore.     


Giovedì 12 maggio
Santi del giorno: san Pancrazio, santi Nereo ed Achilleo, san Leopoldo M.

Dagli Atti degli Apostoli

Salpàti da Pafo, Paolo e i suoi compagni giunsero a Perge, in Panfìlia. Ma Giovanni si separò da loro e ritornò a Gerusalemme. Essi invece, proseguendo da Perge, arrivarono ad Antiòchia in Pisìdia, e, entrati nella sinagòga nel giorno di sabato, sedettero. Dopo la lettura della Legge e dei Profeti, i capi della sinagòga mandarono a dire loro: «Fratelli, se avete qualche parola di esortazione per il popolo, parlate!».
Si alzò Paolo e, fatto cenno con la mano, disse: «Uomini d’Israele e voi timorati di Dio, ascoltate. Il Dio di questo popolo d’Israele scelse i nostri padri e rialzò il popolo durante il suo esilio in terra d’Egitto, e con braccio potente li condusse via di là. Quindi sopportò la loro condotta per circa quarant’anni nel deserto, distrusse sette nazioni nella terra di Canaan e concesse loro in eredità quella terra per circa quattrocentocinquanta anni. Dopo questo diede loro dei giudici, fino al profeta Samuèle. Poi essi chiesero un re e Dio diede loro Sàul, figlio di Chis, della tribù di Beniamino, per quarant’anni. E, dopo averlo rimosso, suscitò per loro Davide come re, al quale rese questa testimonianza: “Ho trovato Davide, figlio di Iesse, uomo secondo il mio cuore; egli adempirà tutti i miei voleri”. Dalla discendenza di lui, secondo la promessa, Dio inviò, come salvatore per Israele, Gesù. Giovanni aveva preparato la sua venuta predicando un battesimo di conversione a tutto il popolo d’Israele. Diceva Giovanni sul finire della sua missione: “Io non sono quello che voi pensate! Ma ecco, viene dopo di me uno, al quale io non sono degno di slacciare i sandali”».

Paolo salpa da Pafo con i suoi compagni e comincia la dinamica dell’evangelizzazione a Perge, in Panfilia. Ecco l’instancabilità di questo apostolo che copre le strade del tempo con l’ardore e la passione di annunciare Gesù. Dopo aver lasciato Perge, raggiunge Antiochia di Pisidia ed, entrato di sabato nella sinagoga di Antiochia, annuncia ed evangelizza nella potenza del nome di Gesù, presentando agli ascoltatori una sintesi della storia di Dio nella storia di Israele. Egli ha annunciato Gesù senza paura e senza senso di inferiorità, con l’ardore nel cuore e con la luce negli occhi, da vero innamorato, perché l’evangelizzazione è vero capolavoro dell’amore.    
Pensiero del giorno: Signore, dammi occhi limpidi e cuore ardente per evangelizzare, non rendermi funzionario grigio di una Parola stanca, ma fiume ardente di amore per Te.  


Venerdì 13 maggio
Santi del giorno: beata Vergine Maria di Fatima

Dagli Atti degli Apostoli

In quei giorni, [Paolo, giunto ad Antiòchia di Pisìdia, diceva nella sinagoga:]
«Fratelli, figli della stirpe di Abramo, e quanti fra voi siete timorati di Dio, a noi è stata mandata la Parola di questa salvezza. Gli abitanti di Gerusalemme infatti e i loro capi non hanno riconosciuto Gesù e, condannandolo, hanno portato a compimento le voci dei Profeti che si leggono ogni sabato; pur non avendo trovato alcun motivo di condanna a morte, chiesero a Pilato che egli fosse ucciso.
Dopo aver adempiuto tutto quanto era stato scritto di lui, lo deposero dalla croce e lo misero nel sepolcro. Ma Dio lo ha risuscitato dai morti ed egli è apparso per molti giorni a quelli che erano saliti con lui dalla Galilea a Gerusalemme, e questi ora sono testimoni di lui davanti al popolo. E noi vi annunciamo che la promessa fatta ai padri si è realizzata, perché Dio l’ha compiuta per noi, loro figli, risuscitando Gesù, come anche sta scritto nel salmo secondo: “Mio figlio sei tu, io oggi ti ho generato”».

Paolo prosegue il suo discorso nella sinagoga di Antiochia e parla della morte di Gesù condannato da Pilato, della risurrezione di Gesù, di questo evento che ha riempito il Messia di Nazaret della forza di Dio e della dignità di Messia e di figlio di Dio. Paolo parla del Gesù che ha incontrato, del Gesù che l’ha cambiato dentro. L’evangelizzazione non è qualcosa di scolastico, il vero annuncio non è qualcosa di scientifico, ma è raccontare quella storia d’amore, quella seduzione che si sta vivendo con Gesù. L’evangelizzatore è colui che racconta una storia viva, un incontro che ha cambiato la sua vita. Paolo è icona di questo.
Oggi molti cristiani non annunciano più Gesù perché non l’hanno forse mai incontrato o l’hanno soffocato nella razionalità di un sapere.

Pensiero del giorno: Signore, fa’ che come paolo sappia raccontarti. Il mio raccontare te sarà segno di un grande amore per te. Quando sarai nel mio cuore sarai nella mia bocca e la mia proclamazione di fede toccherà il cuore di chi mi ascolta.   


Sabato 14 maggio
Santi del giorno: san Mattia apostolo, testimone del ministero apostolico e della risurrezione di Cristo, fu aggregato al collegio apostolico dopo la defezione e la morte di Giuda. Fu ristabilito così, tra l’Ascensione e la Pentecoste, il numero di dodici che simboleggia il nuovo Israele convocato da tutte le genti (At 1, 15-26). Il suo nome si trova nel secondo elenco dei santi del Canone Romano.

Dagli Atti degli Apostoli

In quei giorni Pietro si alzò in mezzo ai fratelli – il numero delle persone radunate era di circa centoventi – e disse: «Fratelli, era necessario che si compisse ciò che nella Scrittura fu predetto dallo Spirito Santo per bocca di Davide riguardo a Giuda, diventato la guida di quelli che arrestarono Gesù. Egli infatti era stato del nostro numero e aveva avuto in sorte lo stesso nostro ministero. Sta scritto infatti nel libro dei Salmi: “La sua dimora diventi deserta e nessuno vi abiti”, e: “Il suo incarico lo prenda un altro”.
Bisogna dunque che, tra coloro che sono stati con noi per tutto il tempo nel quale il Signore Gesù ha vissuto fra noi, cominciando dal battesimo di Giovanni fino al giorno in cui è stato di mezzo a noi assunto in cielo, uno divenga testimone, insieme a noi, della sua risurrezione». Ne proposero due: Giuseppe, detto Barsabba, soprannominato Giusto, e Mattia. Poi pregarono dicendo: «Tu, Signore, che conosci il cuore di tutti, mostra quale di questi due tu hai scelto per prendere il posto in questo ministero e apostolato, che Giuda ha abbandonato per andarsene al posto che gli spettava». Tirarono a sorte fra loro e la sorte cadde su Mattia, che fu associato agli undici apostoli.

La Parola ci mostra Pietro che proclama davanti ai fratelli tutta la storia riguardante l’evento di Gesù: il tradimento diGiuda e quindi la sostituzione con Mattia, di cui oggi celebriamo la memoria solenne. La storia di Dio con ciascuno di noi è una storia da comprendere, da amare, una storia da accogliere e che non sempre può essere rinchiusa nella comprensione di un’intelligenza, perché Dio è ben più grande. Mattia è l’icona di questa storia di Dio con la nostra vita, egli viene unito al collegio apostolico e continua l’opera iniziata da Giuda e interrotta dal suo tradimento. Lo Spirito di Dio lavora con ogni persona, conosce i valori, i tesori, i doni di ogni persona, è un Dio che chiede la nostra collaborazione, il nostro cuore, il nostro entusiasmo, la nostra umiltà. Come lo Spirito ha agito in Mattia, così agisce in noi, si prende cura di noi, ci vuole rendere testimoni e cooperatori di una grazia che porti al mondo la luce, il fuoco, l’ardore e la forza dello Spirito.    

Pensiero del giorno: Signore, Mattia è stato estratto a sorte dagli apostoli, fa’ che anch’io possa cogliere nella vita tutte quelle occasioni nelle quali mi vuoi dire spiegare qualcosa per essere strumento docile del tuo amore.
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