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09-14 novembre 2020

La Parola > Parola della settimana

RIFLESSIONI SULLA PAROLA
09 – 14 novembre 2020


Lunedì 09 novembre

Santi del giorno: sant’Elisabetta della Trinità, Dedicazione Basilica Lateranense

Dal Vangelo secondo Giovanni
Si avvicinava la Pasqua dei Giudei e Gesù salì a Gerusalemme. Trovò nel tempio gente che vendeva buoi, pecore e colombe e, là seduti, i cambiamonete. Allora fece una frusta di cordicelle e scacciò tutti fuori del tempio, con le pecore e i buoi; gettò a terra il denaro dei cambiamonete e ne rovesciò i banchi, e ai venditori di colombe disse: «Portate via di qui queste cose e non fate della casa del Padre mio un mercato!». I suoi discepoli si ricordarono che sta scritto: «Lo zelo per la tua casa mi divorerà».  Allora i Giudei presero la Parola e gli dissero: «Quale segno ci mostri per fare queste cose?». Rispose loro Gesù: «Distruggete questo tempio e in tre giorni lo farò risorgere». Gli dissero allora i Giudei: «Questo tempio è stato costruito in quarantasei anni e tu in tre giorni lo farai risorgere?». Ma egli parlava del tempio del suo corpo. Quando poi fu risuscitato dai morti, i suoi discepoli si ricordarono che aveva detto questo, e credettero alla Scrittura e alla Parola detta da Gesù.

Il vangelo di Giovanni ci presenta Gesù che allontana i mercanti del tempio, sgridandoli con veemenza: “Portate via di qui queste cose e non fate della casa del Padre mio un mercato!”. Gesù difende la santità del tempio, difende la santità del tempio interiore di ciascuno di noi dove c’è un mercanteggiamento di interessi, di non verità, dove l’uomo viene venduto, svenduto in nome della menzogna. Che bello questo Gesù con in mano la frusta di cordicelle, un Gesù veramente intollerante della menzogna e del profitto a danno del tempio interiore dell’uomo.
Anche oggi Gesù si sdegna per la profanazione del tempio interiore dell’uomo, in cui tutto è volto ad un piacere, ad un interesse, ad un risultato, ad un vantaggio. L’uomo sta morendo perché dentro di lui hanno rubato lo Spirito santo, egli non è più tempio e custode del mistero di Dio, ma è diventato semplicemente un’entità biologica da dissetare con il piacere e con il potere. Gesù non è d’accordo e con la sua Parola, che sa fustigare la menzogna, vuole far partecipe ciascuno di noi alla salvezza dell’uomo. L’uomo si sta perdendo perché si sta sradicando dalle radici di Dio. È ora di intervenire con radicalità, con forza e senza complessi di inferiorità.

Pensiero del giorno: Signore Gesù, fa’ che io non beva la tisana del buonismo e della tolleranza, ma dammi la frusta dell’amore perché l’uomo deve essere salvato ad ogni costo e la salvezza non può conoscere compromessi.      


Martedì 10 novembre
Santi del giorno: san Leone Magno, sant’Oreste, sant’Andrea Avellino.
 
Dalla lettera di san Paolo apostolo a Tito
Carissimo, insegna quello che è conforme alla sana dottrina. Gli uomini anziani siano sobri, dignitosi, saggi, saldi nella fede, nella carità e nella pazienza. Anche le donne anziane abbiano un comportamento santo: non siano maldicenti né schiave del vino; sappiano piuttosto insegnare il bene, per formare le giovani all’amore del marito e dei figli, a essere prudenti, caste, dedite alla famiglia, buone, sottomesse ai propri mariti, perché la Parola di Dio non venga screditata. Esorta ancora i più giovani a essere prudenti, offrendo te stesso come esempio di opere buone: integrità nella dottrina, dignità, linguaggio sano e irreprensibile, perché il nostro avversario resti svergognato, non avendo nulla di male da dire contro di noi. È apparsa infatti la grazia di Dio, che porta salvezza a tutti gli uomini e ci insegna a rinnegare l’empietà e i desideri mondani e a vivere in questo mondo con sobrietà, con giustizia e con pietà, nell’attesa della beata speranza e della manifestazione della gloria del nostro grande Dio e salvatore Gesù Cristo. Egli ha dato se stesso per noi, per riscattarci da ogni iniquità e formare per sé un popolo puro che gli appartenga, pieno di zelo per le opere buone.

Paolo dà a Tito delle coordinate di comportamento per gli uomini e le donne anziane e per i giovani che facevano parte della comunità. Agli uomini anziani l’apostolo raccomanda che siano sobri, dignitosi, saggi, alle donne anziane che abbiano un comportamento santo: non siano maldicenti, ai giovani che siano prudenti. Che bello questo apostolo che raccomanda ad un suo collaboratore vescovo di essere insegnamento, orientamento e punto di riferimento per le varie categorie della chiesa di Dio! Che bella questa chiesa dove ciascuno si sente amato, seguito, educato, corretto, questa chiesa che celebra la grazia di Dio, che è apparsa a tutti gli uomini in Gesù, questa chiesa che si fa tutta a tutti perché tutti possano entrare in questa grazia, in questo mistero, in questo amore di Gesù che per la chiesa è sempre stupore e contemplazione di  luce.  

Pensiero del giorno: Signore, donami la grazia di contemplare il tuo mistero, perché se non lo faccio, divento un semplice operatore di bene.



Mercoledì 11 novembre
Santi del giorno: san Teodoro Studita, santa Marina, san Martino di Tours. Martino (Pannonia c. 316 – Candes, Francia, 397), rivelò, ancora soldato e catecumeno, la sua carità evangelica dando metà del mantello a un povero assiderato dal freddo. Dopo il Battesimo si mise sotto la guida di sant’Ilario (339) e fondò a Ligugè, presso Poitiers, un monastero (360), il primo in Occidente. Ordinato sacerdote e vescovo di Tours (372), si fece apostolo delle popolazioni rurali con l’aiuto dei monaci del grande monastero di Marmoutiers (Tours). Unì alla comunicazione del Vangelo un’incessante opera di elevazione sociale dei contadini e dei pastori. La sua figura ha fondamentale rilievo nella storia della Chiesa in Gallia, sotto l’aspetto pastorale, liturgico e monastico. Santo molto popolare, è il primo confessore non martire ad essere venerato con rito liturgico. La sua «deposizione» l’11 novembre è ricordata dal martirologio geronimiano (sec. VI).

Dalla lettera di san Paolo apostolo a Tito
Carissimo, ricorda [a tutti] di essere sottomessi alle autorità che governano, di obbedire, di essere pronti per ogni opera buona; di non parlare male di nessuno, di evitare le liti, di essere mansueti, mostrando ogni mitezza verso tutti gli uomini.
Anche noi un tempo eravamo insensati, disobbedienti, corrotti, schiavi di ogni sorta di passioni e di piaceri, vivendo nella malvagità e nell’invidia, odiosi e odiandoci a vicenda.
Ma quando apparvero la bontà di Dio, salvatore nostro,
e il suo amore per gli uomini,
egli ci ha salvati,
non per opere giuste da noi compiute,
ma per la sua misericordia,
con un’acqua che rigenera e rinnova nello Spirito Santo,
che Dio ha effuso su di noi in abbondanza
per mezzo di Gesù Cristo, salvatore nostro,
affinché, giustificati per la sua grazia,
diventassimo, nella speranza, eredi della vita eterna.

Paolo raccomanda a Tito di aiutare tutti i cristiani ad essere sottomessi alle autorità, ad essere uomini di carità, di comunione e di pace perché la bontà di Dio, Salvatore nostro, è apparsa in Gesù. Paolo parla di un prima della grazia di Cristo che produceva insensati, disobbedienti, corrotti, schiavi delle passioni e parla, poi, di un presente della carità di Cristo che trasforma un popolo in un popolo della lode, in un popolo che sa compiere opere giuste attraverso il rinnovamento inesauribile dello Spirito che si effonde sui credenti. È lo Spirito che rende una comunità cristiana fresca, interessante, testimoniante, che la rende luce, segno, faro. È lo Spirito santo che non ci fa sedere sulle certezze di sempre o sulle stanchezze abitudinarie, ma ci invita, sotto la sua grande effusione d’amore, ad essere sempre creativi e pieni della sua grazia particolare per annunciare Gesù.
    
Pensiero del giorno: Signore, se non mi lascio effondere dal tuo Spirito santo, in breve tempo divento un uomo opaco, senza interesse e stanco di me stesso.


Giovedì 12 novembre
Santi del giorno: san Macario, san Diego, San Giosafat. Giosafat, nato a Wolodymyr in Volynia (Ucraina) nel 1580 c. da genitori ortodossi, aderì alla Chiesa Rutena unita a Roma. Accolto nell’Ordine monastico Basiliano (1604), fu poi arcivescovo di Polozk (1617). Nella sua missione operò incessantemente per la promozione religiosa e sociale dei popoli e per l’unità dei cristiani incontrando l’ostilità dei potente. Per questo morì martire (Vitebsk, Bielorussia, 12 novembre 1623).

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Filèmone
Fratello, la tua carità è stata per me motivo di grande gioia e consolazione, perché per opera tua i santi sono stati profondamente confortati.Per questo, pur avendo in Cristo piena libertà di ordinarti ciò che è opportuno, in nome della carità piuttosto ti esorto, io, Paolo, così come sono, vecchio, e ora anche prigioniero di Cristo Gesù. Ti prego per Onèsimo, figlio mio, che ho generato nelle catene, lui, che un giorno ti fu inutile, ma che ora è utile a te e a me. Te lo rimando, lui che mi sta tanto a cuore. Avrei voluto tenerlo con me perché mi assistesse al posto tuo, ora che sono in catene per il Vangelo. Ma non ho voluto fare nulla senza il tuo parere, perché il bene che fai non sia forzato, ma volontario. Per questo forse è stato separato da te per un momento: perché tu lo riavessi per sempre; non più però come schiavo, ma molto più che schiavo, come fratello carissimo, in primo luogo per me, ma ancora più per te, sia come uomo sia come fratello nel Signore. Se dunque tu mi consideri amico, accoglilo come me stesso. E se in qualche cosa ti ha offeso o ti è debitore, metti tutto sul mio conto. Io, Paolo, lo scrivo di mio pugno: pagherò io. Per non dirti che anche tu mi sei debitore, e proprio di te stesso! Sì, fratello! Che io possa ottenere questo favore nel Signore; da’ questo sollievo al mio cuore, in Cristo!

Paolo intercede per lo schiavo Onesimo e lo rimanda a Filemone perché lo accolga come amico e fratello in Cristo. Un credente in Gesù è un uomo che sa combattere ogni forma di schiavitù, ogni forma di prepotenza e di condizionamento verso gli altri. La forma di schiavitù fondamentale che ogni credente deve combattere è il dominio del peccato, è l’abituarsi alla logica di morte del peccato perché ci rende schiavi della sua logica di oscurità e di ribellione verso Dio. Occorre essere operatori di libertà e non semplicemente di una libertà sociologica-politica, perché questa non basta al cuore dell’uomo, ma la vera libertà è cooperare alla grazia di Dio, liberare la persona dal peccato e dalle strutture del peccato perché solamente in questa libertà c’è la libertà vera di Dio dove la persona diventa segno vivo di una libertà interiore presente nel suo cuore.

Pensiero del giorno: Signore, non rendermi pacifista e libertario, rendimi operatore di pace e veramente libero nella tua grazia e nella tua verità.  


Venerdì 13 novembre  
Santi del giorno: sant’Imerio, sant’Omobono.

Dalla seconda lettera di san Giovanni apostolo
Io, il Presbìtero, alla Signora eletta da Dio e ai suoi figli, che amo nella verità: grazia, misericordia e pace saranno con noi da parte di Dio Padre e da parte di Gesù Cristo, Figlio del Padre, nella verità e nell’amore. Mi sono molto rallegrato di aver trovato alcuni tuoi figli che camminano nella verità, secondo il comandamento che abbiamo ricevuto dal Padre. E ora prego te, o Signora, non per darti un comandamento nuovo, ma quello che abbiamo avuto da principio: che ci amiamo gli uni gli altri. Questo è l’amore: camminare secondo i suoi comandamenti. Il comandamento che avete appreso da principio è questo: camminate nell’amore. Sono apparsi infatti nel mondo molti seduttori, che non riconoscono Gesù venuto nella carne. Ecco il seduttore e l’anticristo! Fate attenzione a voi stessi per non rovinare quello che abbiamo costruito e per ricevere una ricompensa piena. Chi va oltre e non rimane nella dottrina del Cristo, non possiede Dio. Chi invece rimane nella dottrina, possiede il Padre e il Figlio.

L’apostolo Giovanni si rivolge ad una comunità chiamandola “Signora eletta da Dio” e annuncia l’esigenza del comandamento di amarsi nello stile, nella forza e nella grazia di Gesù. Questo amore di Gesù, in Gesù, con Gesù e per Gesù genera comunità di amore che contrastano il seduttore e l’anticristo che vorrebbe togliere dal cuore dell’uomo la verità e la libertà di Cristo in nome di una religione umanitaria, antropologica e della salvezza immediata. Invece Cristo ci annuncia una fede che ci porta la vera libertà, la vera dignità e la vera luce.  

Pensiero del giorno: Signore, aiutami a radicarmi fermamente nella tua Parola, solo così potrò essere di ostacolo all’anticristo, che vorrebbe rubarmi la tua Parola dal cuore.


Sabato 14 novembre
Santi del giorno: san Rufo, san Teodoto.

Dalla terza lettera di san Giovanni apostolo
Carissimo [Gaio], tu ti comporti fedelmente in tutto ciò che fai in favore dei fratelli, benché stranieri.
Essi hanno dato testimonianza della tua carità davanti alla Chiesa; tu farai bene a provvedere loro il necessario per il viaggio in modo degno di Dio. Per il suo nome, infatti, essi sono partiti senza accettare nulla dai pagani. Noi perciò dobbiamo accogliere tali persone per diventare collaboratori della verità.

Giovanni si rivolge a Gaio e lo loda per la sua testimonianza di comportamento. Inoltre ricorda che i fratelli, benché stranieri, hanno dato testimonianza della sua carità effettiva ed affettiva. Inoltre san Giovanni ricorda questi primi missionari che partivano per amore del nome di Gesù ed andavano di comunità in comunità per espandere la vera testimonianza. Allora occorre essere missionari del nome, partire per il nome di Gesù, essere portatori della sua Parola e della sua grazia. La missione è valida anche oggi, perché il mondo non sta aspettando ideologie, in cui sta soffocando, ma sta aspettando missionari che annuncino la potenza di un nome, la potenza del Messia, Gesù; solamente lui sa che cosa c’è nel cuore dell’uomo e solamente lui sa come può liberare l’uomo dai condizionamenti e dalla stanchezza di tutto ciò che non nasce dal suo cuore.    

Pensiero del giorno: Signore, fa’ che parta per la missione nel mio ambiente, con i miei amici, con i miei colleghi. Qual è questa missione che mi affidi? Essere diverso per il tuo nome, per la tua gloria e per la tua Parola. Oggi la diversità è la vera missione davanti ad una folla clonata nelle ideologie e nella stanchezza dell’esistere.
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