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10-15 dicembre 2018

La Parola > Parola della settimana

RIFLESSIONI SULLA PAROLA
10 – 15 dicembre 2018

Lunedì 10 dicembre

Santi del giorno: Beata Vergine Maria di Loreto, sant’Eulalia, san Mauro.

Dal libro del profeta Isaìa
Si rallegrino il deserto e la terra arida,
esulti e fiorisca la steppa.
Come fiore di narciso fiorisca;
sì, canti con gioia e con giubilo.
Le è data la gloria del Libano,
lo splendore del Carmelo e di Saron.
Essi vedranno la gloria del Signore,
la magnificenza del nostro Dio.
Irrobustite le mani fiacche,
rendete salde le ginocchia vacillanti.
Dite agli smarriti di cuore:
«Coraggio, non temete!
Ecco il vostro Dio,
giunge la vendetta,
la ricompensa divina.
Egli viene a salvarvi».
Allora si apriranno gli occhi dei ciechi
e si schiuderanno gli orecchi dei sordi.
Allora lo zoppo salterà come un cervo,
griderà di gioia la lingua del muto,
perché scaturiranno acque nel deserto,
scorreranno torrenti nella steppa.
La terra bruciata diventerà una palude,
il suolo riarso sorgenti d’acqua.
I luoghi dove si sdraiavano gli sciacalli
diventeranno canneti e giuncaie.
Ci sarà un sentiero e una strada
e la chiameranno via santa;
nessun impuro la percorrerà.
Sarà una via che il suo popolo potrà percorrere
e gli ignoranti non si smarriranno.
Non ci sarà più il leone,
nessuna bestia feroce la percorrerà o vi sosterà.
Vi cammineranno i redenti.
Su di essa ritorneranno i riscattati dal Signore
e verranno in Sion con giubilo;
felicità perenne splenderà sul loro capo;
gioia e felicità li seguiranno
e fuggiranno tristezza e pianto.

La nostra fragilità, la nostra debolezza è come il fiore del campo quando appassisce, come l’erba del campo quando secca. È veramente la Parola del Signore che dà vita ed eternità alla nostra precarietà, è il Signore che, come un pastore, fa pascolare con dolcezza ciascuno di noi, misurando la misura del suo passo con il nostro passo, alle volte affaticato ed indeciso. Questo è l’amore di Dio.
Pensiero del giorno: Signore fa’ che mi ricordi più spesso che sono fiore del campo rinsecchito ed erba appassita perché non diventi narciso, protagonista della mia gloria ed estraneo al tuo amore.


Martedì 11 dicembre
Santi del giorno: san Damaso, san Daniele Stilita, san Sabino.

Dal libro del profeta Isaìa
«Consolate, consolate il mio popolo
– dice il vostro Dio.
Parlate al cuore di Gerusalemme
e gridatele che la sua tribolazione è compiuta,
la sua colpa è scontata,
perché ha ricevuto dalla mano del Signore
il doppio per tutti i suoi peccati».
Una voce grida:
«Nel deserto preparate la via al Signore,
spianate nella steppa la strada per il nostro Dio.
Ogni valle sia innalzata,
ogni monte e ogni colle siano abbassati;
il terreno accidentato si trasformi in piano
e quello scosceso in vallata.
Allora si rivelerà la gloria del Signore
e tutti gli uomini insieme la vedranno,
perché la bocca del Signore ha parlato».
Una voce dice: «Grida»,
e io rispondo: «Che cosa dovrò gridare?».
Ogni uomo è come l’erba
e tutta la sua grazia è come un fiore del campo.
Secca l’erba, il fiore appassisce
quando soffia su di essi il vento del Signore.
Veramente il popolo è come l’erba.
Secca l’erba, appassisce il fiore,
ma la Parola del nostro Dio dura per sempre.
Sali su un alto monte,
tu che annunci liete notizie a Sion!
Alza la tua voce con forza,
tu che annunci liete notizie a Gerusalemme.
Alza la voce, non temere;
annuncia alle città di Giuda: «Ecco il vostro Dio!
Ecco, il Signore Dio viene con potenza,
il suo braccio esercita il dominio.
Ecco, egli ha con sé il premio
e la sua ricompensa lo precede.
Come un pastore egli fa pascolare il gregge
e con il suo braccio lo raduna;
porta gli agnellini sul petto
e conduce dolcemente le pecore madri».

Isaia ci invita a consolare il popolo di Dio. Come consolare il popolo del nostro tempo, che è così toccato e vinto dalla disperazione dalla rassegnazione? Il ministero della consolazione è veramente una grazia urgente per oggi, per un uomo che si sente sempre più solo e sconsolato nella vita. Consolare non è essere buonisti dolciastri, ma è ricordare all’uomo la sua identità, cioè che la sua colpa è stata scontata e la sua tribolazione è compiuta. Isaia ci ricorda che consolare è parlare al cuore, non più a quello di Gerusalemme, ma al cuore di ogni figlio di Dio e per parlare al cuore è necessaria l’alfabetizzazione che nasce dalla Parola. È la Parola che ci fa parlare al cuore profondo della persona e questa è la più grande consolazione, perché consolare è interpretare nell’alfabeto misterioso di Dio i sussulti e i gemiti di ogni cuore.

Pensiero del giorno: Signore, veramente la tua cardiologia della Parola è ottima e terapeutica, rendimi operatore e collaboratore di questa cardiologia.  


Mercoledì 12 dicembre
Santi del giorno: beata Vergine Maria di Guadalupe.

Dal libro del profeta Isaìa
«A chi potreste paragonarmi,
quasi che io gli sia pari?» dice il Santo.
Levate in alto i vostri occhi e guardate:
chi ha creato tali cose?
Egli fa uscire in numero preciso il loro esercito
e le chiama tutte per nome;
per la sua onnipotenza e il vigore della sua forza
non ne manca alcuna.
Perché dici, Giacobbe,
e tu, Israele, ripeti:
«La mia via è nascosta al Signore
e il mio diritto è trascurato dal mio Dio»?
Non lo sai forse?
Non l’hai udito?
Dio eterno è il Signore,
che ha creato i confini della terra.
Egli non si affatica né si stanca,
la sua intelligenza è inscrutabile.
Egli dà forza allo stanco
e moltiplica il vigore allo spossato.
Anche i giovani faticano e si stancano,
gli adulti inciampano e cadono;
ma quanti sperano nel Signore riacquistano forza,
mettono ali come aquile,
corrono senza affannarsi,
camminano senza stancarsi.

Il profeta ci invita a levare in alto gli occhi, a cercare Dio, Dio eterno, Dio che dà forza allo stanco e vigore allo spossato, questo Dio che sa che anche i giovani faticano e si stancano e gli adulti inciampano e cadono. In questo Avvento dovremmo cogliere la stanchezza di tanti cuori, l’arrendevolezza di tanti cuori che si sono seduti nel cammino della vita e sono lì che attendono qualcosa o qualcuno. In questo tempo di Avvento dovremmo essere i missionari della forza e della tenerezza di Dio, i missionari della Parola che con il Signore fanno riacquistare la forza, che con il Signore rimettono le ali a colui al quale sono state tagliate dalle prove della vita e dalla mediocrità spirituale del nostro tempo. Diventare testimoni e grembi che custodiscono la Parola di Dio è compiere la corsa della Parola che non affanna, è percorrere il cammino della Parola che non stanca. Allora chiediamo al Signore di essere questo fruscio d’amore e questa carezza d’amore di Dio.

Pensiero del giorno: Signore, la tua carezza sui nostri cuori vale più di mille argomenti su di Te.  


Giovedì 13 dicembre
Santi del giorno: Santa Lucia, dal nome evocatore di luce, martirizzata probabilmente a Siracusa sotto Diocleziano (c. 304), fa parte delle sette donne menzionate nel Canone Romano. Il suo culto universalmente diffuso è già testimoniato dal sec. V. Un’antifona tratta dal racconto della sua passione la saluta come «sponsa Christi». La sua «deposizione» a Siracusa il 14 dicembre è ricordata dal martirologio geronimiano (sec. VI).

Dal libro del profeta Isaìa
Io sono il Signore, tuo Dio,
che ti tengo per la destra
e ti dico: «Non temere, io ti vengo in aiuto».
Non temere, vermiciattolo di Giacobbe,
larva d’Israele;
io vengo in tuo aiuto – oràcolo del Signore –,
tuo redentore è il Santo d’Israele.
Ecco, ti rendo come una trebbia acuminata, nuova,
munita di molte punte;
tu trebbierai i monti e li stritolerai,
ridurrai i colli in pula.
Li vaglierai e il vento li porterà via,
il turbine li disperderà.
Tu, invece, gioirai nel Signore,
ti vanterai del Santo d’Israele.
I miseri e i poveri cercano acqua ma non c’è;
la loro lingua è riarsa per la sete.
Io, il Signore, risponderò loro,
io, Dio d’Israele, non li abbandonerò.
Farò scaturire fiumi su brulle colline,
fontane in mezzo alle valli;
cambierò il deserto in un lago d’acqua,
la terra arida in zona di sorgenti.
Nel deserto pianterò cedri,
acacie, mirti e ulivi;
nella steppa porrò cipressi,
olmi e abeti;
perché vedano e sappiano,
considerino e comprendano a un tempo
che questo ha fatto la mano del Signore,
lo ha creato il Santo d’Israele.
Isaia ci ricorda che Dio ci tiene per mano e che non dobbiamo temere perché egli sarà il Dio che ci farà gioire: in Lui troveremo l’acqua per la nostra sete, il fiume per il nostro deserto ed il lago d’acqua per la nostra aridità. Che bello questo Dio che trasforma il deserto in giardino, anzi, che pianta nel deserto del cuore i cedri, le acacie, i mirti, e gli olivi, gli olmi, gli abeti e i cipressi, questo Dio che mette nel nostro cuore la diversità e la creatività del suo amore. Ogni albero di Dio è un albero bello perché piantato da Lui. Che bello in questo santo tempo di Avvento diventare persone che piantano gli alberi di Dio nel deserto del cuore umano. Ogni persona è un albero a sé, ma è sempre un albero che Dio pianta perché svetti in alto e cerchi il sole e il calore della sua grazia.
Pensiero del giorno: Signore, rendimi operatore della vera ecologia: piantare piante e alberi spirituali al deserto dei cuori.


Venerdì 14 dicembre
Santi del giorno: san Giovanni della croce

Dal libro del profeta Isaia
Così dice il Signore tuo redentore, il Santo di Israele:
“Io sono il Signore tuo Dio
che ti insegno per il tuo bene,
che ti guido per la strada su cui devi andare.
Se avessi prestato attenzione ai miei comandi,
il tuo benessere sarebbe come un fiume,
la tua giustizia come le onde del mare.
La tua discendenza sarebbe come la sabbia
e i nati dalle tue viscere come i granelli d’arena;
non sarebbe mai radiato né cancellato
il suo nome davanti a me”.

Il profeta Isaia ci ricorda che dobbiamo ascoltare, seguire e accogliere ciò che Dio ci dice. Isaia rivolge al popolo d’Israele un’affermazione forte: “Se avessi prestato attenzione ai miei comandi, il tuo benessere sarebbe come un fiume”. Essere attenti alla Parola, essere orecchie aperte al fruscio e alla gioia della sua Parola, diventare ascoltatori della Parola, diventare fedeli custodi della Parola è creare il benessere per la storia e per l’uomo del nostro tempo.
Essere ascoltatori della Parola è avere in mano la chiave interpretativa dei veri bisogni del cuore degli altri, dove Dio, attraverso la nostra umile collaborazione con la sua grazia, può portare tesori d’amore, può portare il vero benessere. Dall’ascolto nasce sempre la vita di Dio: il vero benessere che stiamo attendendo.      
Pensiero del giorno: Signore, non farmi frequentare centri benessere, ma portami nella tua Parola, vero centro benessere della mia anima.


Sabato 15 dicembre
Santi del giorno: san Valeriano, beato Carlo Steeb

Dal libro del Siràcide
In quei giorni, sorse Elìa profeta, come un fuoco;
la sua Parola bruciava come fiaccola.
Egli fece venire su di loro la carestia
e con zelo li ridusse a pochi.
Per la Parola del Signore chiuse il cielo
e così fece scendere per tre volte il fuoco.
Come ti rendesti glorioso, Elìa, con i tuoi prodigi!
E chi può vantarsi di esserti uguale?
Tu sei stato assunto in un turbine di fuoco,
su un carro di cavalli di fuoco;
tu sei stato designato a rimproverare i tempi futuri,
per placare l’ira prima che divampi,
per ricondurre il cuore del padre verso il figlio
e ristabilire le tribù di Giacobbe.
Beati coloro che ti hanno visto
e si sono addormentati nell’amore.

Oggi leggiamo un brano tratto dal libro del Siracide che parla di Elia, profeta dalla Parola bruciante, rapito nel turbine di fuoco dell’amore di Dio. Che grande servo di Dio, Elia, modello di ogni profetismo, egli ha preceduto l’avvento del glorioso messia d’amore, Gesù. Elia si è ripresentato nell’austerità di Giovanni Battista, Elia l’uomo della schiettezza, della radicalità, della non paura, l’uomo del fuoco, l’uomo della montagna di Dio, l’uomo della battaglia, della sfida per Dio e per il suo amore, Elia divorato dallo zelo per il Signore. Anche oggi gli uomini di fuoco incendieranno la chiesa e l’umanità del fuoco di Dio, sono uomini che Dio genera nel mistero della sua grazia, uomini che non possono essere manipolati, perché di Dio, ma sono i veri fari di luce anche per il nostro tempo. Signore, fa’ che la stirpe di Elia non finisca.  
Pensiero del giorno: Signore, non ti chiedo di rendermi come Elia, forse chiedo troppo, ma ti chiedo di essere uomo di fuoco del tuo amore, uomo che sa incendiare il cuore con il fuoco di grazia del tuo Spirito.  
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