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10-15 febbraio 2020

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RIFLESSIONI SULLA PAROLA  
10-15 febbraio 2020



Lunedì 10 febbraio

Santi del giorno: santa Scolastica, nata a Norcia nel 480, sorella di san Benedetto, si consacrò giovanissima al Signore con il voto di castità. Più tardi, quando già Benedetto viveva a Montecassino con i suoi monaci, in un altro monastero della zona fece vita comune con un gruppetto di donne consacrate. Morì probabilmente il 10 febbraio 547. San Silvano.

Dal primo libro dei Re
In quei giorni, Salomone convocò presso di sé in assemblea a Gerusalemme gli anziani d’Israele, tutti i capitribù, i prìncipi dei casati degli Israeliti, per fare salire l’arca dell’alleanza del Signore dalla Città di Davide, cioè da Sion. Si radunarono presso il re Salomone tutti gli Israeliti nel mese di Etanìm, cioè il settimo mese, durante la festa. Quando furono giunti tutti gli anziani d’Israele, i sacerdoti sollevarono l’arca e fecero salire l’arca del Signore, con la tenda del convegno e con tutti gli oggetti sacri che erano nella tenda; li facevano salire i sacerdoti e i levìti. Il re Salomone e tutta la comunità d’Israele, convenuta presso di lui, immolavano davanti all’arca pecore e giovenchi, che non si potevano contare né si potevano calcolare per la quantità.
I sacerdoti introdussero l’arca dell’alleanza del Signore al suo posto nel sacrario del tempio, nel Santo dei Santi, sotto le ali dei cherubini. Difatti i cherubini stendevano le ali sul luogo dell’arca; i cherubini, cioè, proteggevano l’arca e le sue stanghe dall’alto. Nell’arca non c’era nulla se non le due tavole di pietra, che vi aveva deposto Mosè sull’Oreb, dove il Signore aveva concluso l’alleanza con gli Israeliti quando uscirono dalla terra d’Egitto. Appena i sacerdoti furono usciti dal santuario, la nube riempì il tempio del Signore, e i sacerdoti non poterono rimanervi per compiere il servizio a causa della nube, perché la gloria del Signore riempiva il tempio del Signore. Allora Salomone disse: «Il Signore ha deciso di abitare nella nube oscura.
Ho voluto costruirti una casa eccelsa,un luogo per la tua dimora in eterno».

Nel brano odierno vediamo Salomone, figlio di Davide, che vuole dedicare al Signore una casa, un tempio, e l’arca dell’alleanza viene portata processionalmente nel sacrario del tempio tra esultanza e sacrifici. Quando l’arca viene deposta, la nube, segno della presenza di Dio, riempie il tempio, e Salomone dice che il Signore aveva deciso di abitare nella nube oscura e nella casa eccelsa che gli era stata consacrata. La presenza di Dio non si racchiude in una struttura, non si può contenere in qualcosa che fa la mano dell’uomo. Salomone certamente porta a compimento un sogno che già era stato di Davide, quello, cioè, di edificare un grande tempio al Signore, ma Dio abita un altro tempio: il cuore dell’uomo. Sentire la presenza del Signore dentro di noi, nel nostro cuore, che è la vera arca dell’alleanza, è cominciare una vita affettiva e di effettiva comunione con Lui. La presenza del Signore, che è spirituale, efficace, dolce e misericordiosa, riscoprire Dio nel mistero del proprio cuore è sentirsi veramente abitati non più da una nube oscura, ma da una luce fulgida, che è la sua grazia e la sua misericordia.

Pensiero del giorno: Signore, non rendermi imprenditore edile di case per te, ma rendimi umile servo e costruttore di cuori che possano accogliere la tua presenza.    


Martedì 11 febbraio

Santi del giorno: B.V. Maria di Lourdes, santa Sotera, san Pasquale I.

Dal primo libro dei Re
In quei giorni, Salomone si pose davanti all’altare del Signore, di fronte a tutta l’assemblea d’Israele e, stese le mani verso il cielo, disse: «Signore, Dio d’Israele, non c’è un Dio come te, né lassù nei cieli né quaggiù sulla terra! Tu mantieni l’alleanza e la fedeltà verso i tuoi servi che camminano davanti a te con tutto il loro cuore. Ma è proprio vero che Dio abita sulla terra? Ecco, i cieli e i cieli dei cieli non possono contenerti, tanto meno questa casa che io ho costruito! Volgiti alla preghiera del tuo servo e alla sua supplica, Signore, mio Dio, per ascoltare il grido e la preghiera che il tuo servo oggi innalza davanti a te! Siano aperti i tuoi occhi notte e giorno verso questa casa, verso il luogo di cui hai detto: “Lì porrò il mio nome!”. Ascolta la preghiera che il tuo servo innalza in questo luogo. Ascolta la supplica del tuo servo e del tuo popolo Israele, quando pregheranno in questo luogo. Ascoltali nel luogo della tua dimora, in cielo; ascolta e perdona!».

Oggi, continuando la lettura tratta dal Primo Libro dei Re, vediamo Salomone che, davanti all’altare con le mani stese, prega e dedica questa casa al Signore. C’è quasi un Salomone sacerdotale, intercessore tra il popolo e Dio, e in questa preghiera, che è una delle perle dell’Antico Testamento, il re supplica Dio di ascoltare la preghiera che si alzerà da quel luogo, tenendo gli occhi aperti notte e giorno, cosicché coloro che pregheranno in quel luogo siano ascoltati. È la grande certezza di un Dio relazione con noi, di un Dio che parla, che ascolta, è attento a ciò che chiediamo: ecco la dinamica della preghiera, che è una dinamica spirituale, una dinamica dialogica umile, rispettosa ed adorante. Troviamo il Signore nella casa spirituale del nostro cuore, facendo del nostro cuore quel tempio spirituale dove possiamo intrattenerci con Lui e raccontargli le nostre attese, i nostri desideri e le nostre speranze.
Questa preghiera, con la quale Salomone dedica il tempio al Signore, è un programma di vita per ciascuno di noi, noi siamo stati dedicati al Signore solennemente nel giorno del nostro Battesimo e quando noi alziamo le nostre mani al Signore, esercitando il nostro ufficio sacerdotale battesimale, ritroviamo veramente la fedeltà di Dio, che non lascia cadere a vuoto nessuna delle nostre parole, lasciando a noi la prova di attendere la risposta che dà pienezza alla richiesta.
  
Pensiero del giorno: Signore, fa’ che creda nella mia preghiera, quando è mossa dalla potenza dello Spirito e diventa perciò a Te gradita. Signore, fa’ che la preghiera sia il respiro quotidiano della mia vita e non un’evasione una tantum nella mia storia.


Mercoledì 12 febbraio
Santi del giorno: santi Martiri di Abitene, san Benedetto d’Aniane.

Dal primo libro dei Re
In quei giorni, la regina di Saba, sentita la fama di Salomone, dovuta al nome del Signore, venne per metterlo alla prova con enigmi. Arrivò a Gerusalemme con un corteo molto numeroso, con cammelli carichi di aromi, d’oro in grande quantità e di pietre preziose. Si presentò a Salomone e gli parlò di tutto quello che aveva nel suo cuore. Salomone le chiarì tutto quanto ella gli diceva; non ci fu Parola tanto nascosta al re che egli non potesse spiegarle. La regina di Saba, quando vide tutta la sapienza di Salomone, la reggia che egli aveva costruito, i cibi della sua tavola, il modo ordinato di sedere dei suoi servi, il servizio dei suoi domestici e le loro vesti, i suoi coppieri e gli olocausti che egli offriva nel tempio del Signore, rimase senza respiro. Quindi disse al re: «Era vero, dunque, quanto avevo sentito nel mio paese sul tuo conto e sulla tua sapienza! Io non credevo a quanto si diceva, finché non sono giunta qui e i miei occhi non hanno visto; ebbene non me n’era stata riferita neppure una metà! Quanto alla sapienza e alla prosperità, superi la fama che io ne ho udita. Beati i tuoi uomini e beati questi tuoi servi, che stanno sempre alla tua presenza e ascoltano la tua sapienza! Sia benedetto il Signore, tuo Dio, che si è compiaciuto di te così da collocarti sul trono d’Israele, perché il Signore ama Israele in eterno e ti ha stabilito re per esercitare il diritto e la giustizia».
Ella diede al re centoventi talenti d’oro, aromi in gran quantità e pietre preziose. Non arrivarono più tanti aromi quanti ne aveva dati la regina di Saba al re Salomone.

Salomone accoglie la regina di Saba che era andata a visitarlo, colpita dalla fama della sua sapienza. Questa regina, nel vedere l’eleganza, la sapienza, la potenza e tutta la reggia con i suoi arredi, rimase attonita e stupita. Aveva trovato non solo quello che si aspettava, ma molto di più. La regina di Saba dovrebbe rappresentare ciascuno di noi che siamo alla ricerca di un Salomone più grande, “Ben più di Salomone c’è qui”direbbe Gesù di se stesso, questa ricerca muove anche il nostro tempo, in cui molta gente sta cercando insistentemente non più una potenza, una reggia ed un fulgore, ma sta cercando risposte profonde per poter vivere, amare e continuare a sperare. Il vero Salomone è Gesù Cristo, la vera reggia di Salomone è la sua chiesa. La sapienza dello Spirito guida questa ricerca inconsapevole e la conduce alla fonte della risposta che è la Parola di Dio, la Parola viva di Gesù.

Pensiero del giorno: Signore, quando mi arrendo nella mia ricerca, non rendermi abitudinario e opaco, ma dammi ancora la gioia, la forza e l’entusiasmo di mettermi in cammino per ricercare sempre più il tuo volto.   


Giovedì 13 febbraio
Santi del giorno: san Martiniano, san Benigno.

Dal primo libro dei Re
Quando Salomone fu vecchio, le sue donne gli fecero deviare il cuore per seguire altri dèi e il suo cuore non restò integro con il Signore, suo Dio, come il cuore di Davide, suo padre. Salomone seguì Astarte, dea di quelli di Sidòne, e Milcom, obbrobrio degli Ammoniti. Salomone commise il male agli occhi del Signore e non seguì pienamente il Signore come Davide, suo padre. Salomone costruì un’altura per Camos, obbrobrio dei Moabiti, sul monte che è di fronte a Gerusalemme, e anche per Moloc, obbrobrio degli Ammoniti. Allo stesso modo fece per tutte le sue donne straniere, che offrivano incenso e sacrifici ai loro dèi.
Il Signore, perciò, si sdegnò con Salomone, perché aveva deviato il suo cuore dal Signore, Dio d’Israele, che gli era apparso due volte e gli aveva comandato di non seguire altri dèi, ma Salomone non osservò quanto gli aveva comandato il Signore. Allora disse a Salomone: «Poiché ti sei comportato così e non hai osservato la mia alleanza né le leggi che ti avevo dato, ti strapperò via il regno e lo consegnerò a un tuo servo. Tuttavia non lo farò durante la tua vita, per amore di Davide, tuo padre; lo strapperò dalla mano di tuo figlio. Ma non gli strapperò tutto il regno; una tribù la darò a tuo figlio, per amore di Davide, mio servo, e per amore di Gerusalemme, che ho scelto».

Salomone è ormai vecchio e viene deviato dalle donne straniere che lo inducono a rendere culto agli dei. Quant’è fragile il nostro cuore! Quanto sono precarie ed effimere alle volte le nostre decisioni e basta un nulla perché possiamo essere deviati dalla fede, dalla verità e dalla sequela del Signore. Sapendo che il nostro cuore è fragile e debole e sapendo che come Salomone le occasioni per essere sviati dal cammino con Dio non mancano, dobbiamo investire tutta la nostra vita e tutta la nostra tensione in quella grazia che il Signore dà al momento opportuno nella maniera giusta. Il Signore si è sdegnato con Salomone perché ha visto che non ha più percorso il cammino della fede e dell’adesione a Lui. Anche con noi il Signore è preoccupato, perché vuole che la nostra fede e la nostra adesione a Lui crescano giorno per giorno e non vengano perdute negli idoli muti e sordi che non possono salvare.

Pensiero del giorno: Signore, fa’ che ricordi sempre la fragilità del mio cuore, la debolezza delle mie decisioni e la precarietà della mia vita. Questo mi spinga a chiederti sempre più ardentemente una grazia più grande, una luce infinita e una presenza fedele.    


Venerdì 14 febbraio
Santi del giorno:santi Cirillo e Metodio, nativi di Tessalonica, all’inizio dell’IX secolo furono inviati in missione presso i popoli della Pannonia e della Moravia. Crearono l’alfabeto slavo e tradussero in questa lingua la scrittura e anche testi della liturgia latina, per aprire a questi popoli i tesori della Parola di Dio e dei Sacramenti. Giovanni Paolo II ha proclamato Cirillo e Metodio copatroni dell’Europa, insieme a san Benedetto, per l’influsso che hanno avuto nella cultura cristiana della parte slava dell’Europa. San Valentino, san Vitale.

Dagli Atti degli Apostoli
In quei giorni, [ad Antiòchia di Pisìdia] Paolo e Bàrnaba con franchezza dichiararono [ai Giudei]: «Era necessario che fosse proclamata prima di tutto a voi la Parola di Dio, ma poiché la respingete e non vi giudicate degni della vita eterna, ecco: noi ci rivolgiamo ai pagani. Così infatti ci ha ordinato il Signore:
“Io ti ho posto per essere luce delle genti, perché tu porti la salvezza sino all’estremità della terra”».
Nell’udire ciò, i pagani si rallegravano e glorificavano la Parola del Signore, e tutti quelli che erano destinati alla vita eterna credettero. La Parola del Signore si diffondeva per tutta la regione.

Nella memoria propria, ci viene presentata la prima lettura tratta dagli Atti degli Apostoli dove Paolo e Barnaba, annunciando la Parola ad Antiochia di Pisidia e trovando rifiuto e chiusura, lasciano quella città e dichiarano ai Giudei che era necessario che questa Parola fosse proclamata prima di tutto a loro, ma loro non l’hanno accolta, mentre i pagani sì. Non possiamo sapere dove va la Parola, dove vince e che cosa ottiene, questa è la dinamica misteriosa della Parola, che non è legata agli evangelizzatori e nemmeno a coloro che la proclamano e la annunciano. La Parola ha una forza straordinaria di fecondità, di mistero, di grazia e raggiunge anche obiettivi che noi non pensiamo, perché la Parola di Dio può essere respinta, ma con ciò non si arrende e non si ferma, la Parola di Dio può essere perseguitata, ma non si ferma e non si arrende.
La corsa della Parola è iniziata con il primordio dell’umanità e continuerà e terminerà la sua corsa nella pienezza di vita dell’eternità. La Parola domanda servi umili che sappiano accompagnarla nella sua corsa, rispettandone la libertà e il mistero di grazia.


Pensiero del giorno: Signore, fa’ che non cerchiamo il consenso a tutti i costi annunciando la tua Parola, ma siamo anche capaci di accogliere il rifiuto, la derisione e la persecuzione: questo non ci fa che ricordare che ciò che annunciamo è potente ed ha un valore, ma la logica fragile del mondo non la può accogliere, perciò la respinge.


Sabato 15 febbraio

Santi del giorno:santi Faustino e Giovita, patroni di Brescia, san Claudio La Colombiere, padre spirituale di santa Margherita Maria Alacoque.

Dal primo libro dei Re
In quei giorni, Geroboàmo, [re d’Israele], pensò: «In questa situazione il regno potrà tornare alla casa di Davide. Se questo popolo continuerà a salire a Gerusalemme per compiervi sacrifici nel tempio del Signore, il cuore di questo popolo si rivolgerà verso il suo Signore, verso Roboàmo, re di Giuda; mi uccideranno e ritorneranno da Roboàmo, re di Giuda». Consigliatosi, il re preparò due vitelli d’oro e disse al popolo: «Siete già saliti troppe volte a Gerusalemme! Ecco, Israele, i tuoi dèi che ti hanno fatto salire dalla terra d’Egitto». Ne collocò uno a Betel e l’altro lo mise a Dan. Questo fatto portò al peccato; il popolo, infatti, andava sino a Dan per prostrarsi davanti a uno di quelli. Egli edificò templi sulle alture e costituì sacerdoti, presi da tutto il popolo, i quali non erano discendenti di Levi. Geroboàmo istituì una festa nell’ottavo mese, il quindici del mese, simile alla festa che si celebrava in Giuda. Egli stesso salì all’altare; così fece a Betel per sacrificare ai vitelli che aveva eretto, e a Betel stabilì sacerdoti dei templi da lui eretti sulle alture.
Geroboàmo non abbandonò la sua via cattiva. Egli continuò a prendere da tutto il popolo i sacerdoti delle alture e a chiunque lo desiderava conferiva l’incarico e quegli diveniva sacerdote delle alture. Tale condotta costituì, per la casa di Geroboàmo, il peccato che ne provocò la distruzione e lo sterminio dalla faccia della terra.

Oggi il primo libro dei Re ci parla di Geroboamo, re di Israele, che impedisce il culto al Signore, anzi si volge ancora ai vitelli d’oro e ai culti idolatrici, edifica templi sulle alture e istituisce sacerdoti presi da tutto il popolo; lui stesso offre sacrifici di vitelli agli idoli. Geroboamo non rimane fedele al Signore e, sebbene sia un unto del Signore, tradisce la fede in Dio e si volge agli idoli in un’apostasia pubblica violenta. Oggi, invece, c’è un’apostasia silenziosa, non meno dannosa, in cui tanti lasciano il Signore con l’alibi della non trasparenza della chiesa, dei pastori o dei cristiani. L’idolatria di oggi non è più rappresentata dagli idoli o dai pali sacri delle alture di Israele, ma dall’egocentrismo assoluto, aggressivo, eretto a dio. Dando gloria al proprio io, si gratifica anche la superbia arrogante del nemico, ma quando la vera fede viene abbandonata e ne prende il posto l’idolatria, un popolo e una storia soffrono e ne pagheranno le conseguenze, perché seguire e servire Dio è regnare e vivere nella gioia, abbandonare Dio, direbbe Paolo, è seguire favole artificiosamente inventate. Ben sapendo che anche in questo nostro tempo, che si ritiene maturo, adulto, disinibito, in cui tutti hanno diritto di parola, in cui la democrazia e la libertà sono erette a divinità assolute, in questa società che si ritiene tollerante e liberista, c’è un’unica alzata di scudi verso la Parola di Dio e verso la sua Chiesa. Tutto è possibile dire e fare meno che annunciare la sovranità e la priorità di una Parola che non si lascia sconfiggere dalle mode e dagli atteggiamenti culturali. Nella battaglia tra la Parola e le favole la vittoria è della Parola. Una cosa fa male: le favole inventate, a cui molti uomini prestano attenzione, impoveriscono il cuore dell’uomo che viene tradito nella sua ricerca di verità.      

Pensiero del giorno: Signore, rendimi testimone fedele e verace della sovranità e della verità della tua Parola e aiutami a distanziarmi dalle parole false, transitorie e arroganti degli uomini che ingaggiano la battaglia contro la Parola per vivere di opinioni insipienti e transitorie.
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