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11-16 maggio 2020

La Parola > Parola della settimana

RIFLESSIONI SULLA PAROLA
11-16 maggio  2020



Lunedì 11 maggio

Santi del giorno: sant’Ignazio da Laconi.

Dagli Atti degli Apostoli
In quei giorni, a Icònio ci fu un tentativo dei pagani e dei Giudei con i loro capi di aggredire e lapidare Paolo e Bàrnaba; essi lo vennero a sapere e fuggirono nelle città della Licaònia, Listra e Derbe, e nei dintorni, e là andavano evangelizzando.
C’era a Listra un uomo paralizzato alle gambe, storpio sin dalla nascita, che non aveva mai camminato. Egli ascoltava Paolo mentre parlava e questi, fissandolo con lo sguardo e vedendo che aveva fede di essere salvato, disse a gran voce: «Àlzati, ritto in piedi!». Egli balzò in piedi e si mise a camminare. La gente allora, al vedere ciò che Paolo aveva fatto, si mise a gridare, dicendo, in dialetto licaònio: «Gli dèi sono scesi tra noi in figura umana!». E chiamavano Bàrnaba «Zeus» e Paolo «Hermes», perché era lui a parlare.
Intanto il sacerdote di Zeus, il cui tempio era all’ingresso della città, recando alle porte tori e corone, voleva offrire un sacrificio insieme alla folla. Sentendo ciò, gli apostoli Bàrnaba e Paolo si strapparono le vesti e si precipitarono tra la folla, gridando: «Uomini, perché fate questo? Anche noi siamo esseri umani, mortali come voi, e vi annunciamo che dovete convertirvi da queste vanità al Dio vivente, che ha fatto il cielo, la terra, il mare e tutte le cose che in essi si trovano. Egli, nelle generazioni passate, ha lasciato che tutte le genti seguissero la loro strada; ma non ha cessato di dar prova di sé beneficando, concedendovi dal cielo piogge per stagioni ricche di frutti e dandovi cibo in abbondanza per la letizia dei vostri cuori». E così dicendo, riuscirono a fatica a far desistere la folla dall’offrire loro un sacrificio.

Paolo continua il suo viaggio apostolico con Barnaba. Arrivano a Listra dove Paolo ripete i miracoli di Gesù: guarisce uno storpio. La gente li scambia per dei e vuole offrire loro sacrifici, ma Paolo si scaglia contro la folla ricordando che sono uomini mortali, esseri umani. I veri innamorati di Gesù non sono mai protagonisti, non cercano l’applauso, l’audience, ma sono servi umili della potenza e della forza di Gesù. Che stile ecclesiale ci dà Paolo in questo brano! Oggi, anche nella chiesa, tanti cercano la loro gloria, il loro successo, la loro riuscita. Quando ti metti a servizio di Gesù e della sua Parola, devi restare piccolo, umile, relativo, devi cercare solo la Sua gloria che opera attraverso di noi proprio nella nostra umiltà, nella nostra fragilità, nella nostra relatività. L’assoluto è solo l’amore di Dio, noi siamo tutti umili servi di questo amore.    

Pensiero del giorno: Signore, fa’ che all’applauso umano preferisca sempre cantare inni alla tua gloria.


Martedì 12 maggio
Santi del giorno: san Pancrazio, santi Nereo ed Achilleo, san Leopoldo M.

Dagli Atti degli Apostoli
In quei giorni, giunsero [a Listra] da Antiòchia e da Icònio alcuni Giudei, i quali persuasero la folla. Essi lapidarono Paolo e lo trascinarono fuori della città, credendolo morto. Allora gli si fecero attorno i discepoli ed egli si alzò ed entrò in città. Il giorno dopo partì con Bàrnaba alla volta di Derbe.
Dopo aver annunciato il Vangelo a quella città e aver fatto un numero considerevole di discepoli, ritornarono a Listra, Icònio e Antiòchia, confermando i discepoli ed esortandoli a restare saldi nella fede «perché – dicevano – dobbiamo entrare nel regno di Dio attraverso molte tribolazioni». Designarono quindi per loro in ogni Chiesa alcuni anziani e, dopo avere pregato e digiunato, li affidarono al Signore, nel quale avevano creduto.
Attraversata poi la Pisìdia, raggiunsero la Panfìlia e, dopo avere proclamato la Parola a Perge, scesero ad Attàlia; di qui fecero vela per Antiòchia, là dove erano stati affidati alla grazia di Dio per l’opera che avevano compiuto.
Appena arrivati, riunirono la Chiesa e riferirono tutto quello che Dio aveva fatto per mezzo loro e come avesse aperto ai pagani la porta della fede. E si fermarono per non poco tempo insieme ai discepoli.

I Giudei combattono la predicazione di Paolo ed arrivano addirittura a lapidarlo, poi lo trascinano fuori della città credendolo morto. Il giorno dopo Paolo parte con Barnaba alla volta di Derbe. L’annuncio schietto, vero della Parola di Gesù provoca sempre le pietre ostili dei nemici della Parola, dei nemici della fede che pensano di uccidere con le loro pietre, ma lo Spirito santo, che ha suscitato in qualcuno l’ardore per l’evangelizzazione, lo sostiene e lo manda avanti. Annunciare Gesù molte volte è subire sconfitte, persecuzioni, lapidazioni, molte volte è mettere in gioco la propria vita. Oggi non si viene più lapidati con le pietre, ma con la derisione, l’autosufficienza, l’irrisione, con l’indifferenza e sembra che coloro che annunciano Gesù siano perdenti, patetici sconfitti, ma non è così. In chi contrasta la Parola agisce l’autosufficienza superba di un cuore indurito verso la grazia. In coloro che annunciano Gesù, invece, agisce la potenza dello Spirito e la grazia di Dio. Chi evangelizza non cerca il successo umano, perché il frutto dell’evangelizzazione è nello Spirito santo. Noi siamo solo segno, parola presenza che passa ad annunciare una verità che salva l’uomo. Noi annunciamo, ma la fecondità è di Dio perché non pensiamo che con le nostre mani possiamo operare questo.    

Pensiero del giorno: Signore, solo tu fecondi ciò che il mio cuore cerca si seminare nell’ardore dell’amore. Fa’ che non lo dimentichi mai e non mi scoraggi se alle volte non vedo i frutti della mia semina, sapendo che saranno infallibilmente abbondanti perché lo Spirito darà loro incremento e fecondità.  


Mercoledì 13 maggio
Santi del giorno: B.V. Maria di Fatima, Beata Gemma

Dagli Atti degli Apostoli
In quei giorni, alcuni, venuti [ad Antiòchia] dalla Giudea, insegnavano ai fratelli: «Se non vi fate circoncidere secondo l’usanza di Mosè, non potete essere salvati». Poiché Paolo e Bàrnaba dissentivano e discutevano animatamente contro costoro, fu stabilito che Paolo e Bàrnaba e alcuni altri di loro salissero a Gerusalemme dagli apostoli e dagli anziani per tale questione. Essi dunque, provveduti del necessario dalla Chiesa, attraversarono la Fenìcia e la Samarìa, raccontando la conversione dei pagani e suscitando grande gioia in tutti i fratelli. Giunti poi a Gerusalemme, furono ricevuti dalla Chiesa, dagli apostoli e dagli anziani, e riferirono quali grandi cose Dio aveva compiuto per mezzo loro. Ma si alzarono alcuni della setta dei farisei, che erano diventati credenti, affermando: «È necessario circonciderli e ordinare loro di osservare la legge di Mosè».
Allora si riunirono gli apostoli e gli anziani per esaminare questo problema.

In quei giorni ad Antiochia alcuni fratelli giudeo cristiani insegnavano ai credenti l’obbligo della circoncisione, ma Paolo e Barnaba dissentirono con questa scelta giudaizzante della parte conservatrice della comunità e cominciarono ad annunciare la libertà in Gesù, mettendo al centro unicamente la vera circoncisione che è il battesimo e la fede in Gesù Cristo.
Essi continuarono il loro viaggio ed attraversarono la Fenicia e la Samaria raccontando le grandi opere di Dio e, giunti alla chiesa madre di Gerusalemme, vennero accolti dagli apostoli, ma alcuni della sette dei farisei pretesero che venissero circoncisi. La lettera uccide, lo Spirito dà la vita. L’abitudine apparentemente rassicura ma fa morire la creatività dello Spirito.   

Pensiero del giorno: Signore, solamente la tua grazia è indispensabile e questa grazia non circoncide più la mia carne, ma il mio cuore, perché rimanga aperto e ferito per ricevere il grande amore.  


Giovedì 14 maggio
Santi del giorno: san Mattia apostolo, testimone del ministero apostolico e della risurrezione di Cristo, fu aggregato al collegio apostolico dopo la defezione e la morte di Giuda. Fu ristabilito così, tra l’Ascensione e la Pentecoste, il numero di dodici che simboleggia il nuovo Israele convocato da tutte le genti (At 1, 15-26). Il suo nome si trova nel secondo elenco dei santi del Canone Romano.

Dagli Atti degli Apostoli
In quei giorni Pietro si alzò in mezzo ai fratelli – il numero delle persone radunate era di circa centoventi – e disse: «Fratelli, era necessario che si compisse ciò che nella Scrittura fu predetto dallo Spirito Santo per bocca di Davide riguardo a Giuda, diventato la guida di quelli che arrestarono Gesù. Egli infatti era stato del nostro numero e aveva avuto in sorte lo stesso nostro ministero. Sta scritto infatti nel libro dei Salmi:
“La sua dimora diventi deserta
e nessuno vi abiti”,
e: “Il suo incarico lo prenda un altro”.
Bisogna dunque che, tra coloro che sono stati con noi per tutto il tempo nel quale il Signore Gesù ha vissuto fra noi, cominciando dal battesimo di Giovanni fino al giorno in cui è stato di mezzo a noi assunto in cielo, uno divenga testimone, insieme a noi, della sua risurrezione».
Ne proposero due: Giuseppe, detto Barsabba, soprannominato Giusto, e Mattia. Poi pregarono dicendo: «Tu, Signore, che conosci il cuore di tutti, mostra quale di questi due tu hai scelto per prendere il posto in questo ministero e apostolato, che Giuda ha abbandonato per andarsene al posto che gli spettava». Tirarono a sorte fra loro e la sorte cadde su Mattia, che fu associato agli undici apostoli.

Leggiamo negli Atti l’elezione di Mattia, che prende il posto di Giuda. La scelta avviene per sorteggio perché gli apostoli credevano che Dio parlasse anche attraverso questa pratica. Questa  chiesa sceglie i candidati del Signore attraverso la strada della totale fede e del totale abbandono all’azione di Dio. Questo metodo, in uso presso qualche chiesa orientale, è stato abbandonato dalla nostra chiesa, ma sta a significare la grande libertà, la grande fede ed il grande abbandono della chiesa primitiva apostolica che non era ancora soffocata da un’eccessiva strutturazione. Dio sceglie le più grandi vocazioni nel misterioso sorteggio del suo amore.    

Pensiero del giorno: Signore, la vera tombola vincente non è il gioco degli uomini, ma è la tua grazia sorprendente.  


Venerdì 15 maggio
Santi del giorno: san Severino delle Marche, sant’Isidoro, san Ruperto.

Dagli Atti degli Apostoli
In quei giorni, agli apostoli e agli anziani, con tutta la Chiesa, parve bene di scegliere alcuni di loro e di inviarli ad Antiòchia insieme a Paolo e Bàrnaba: Giuda, chiamato Barsabba, e Sila, uomini di grande autorità tra i fratelli. E inviarono tramite loro questo scritto: «Gli apostoli e gli anziani, vostri fratelli, ai fratelli di Antiòchia, di Siria e di Cilìcia, che provengono dai pagani, salute! Abbiamo saputo che alcuni di noi, ai quali non avevamo dato nessun incarico, sono venuti a turbarvi con discorsi che hanno sconvolto i vostri animi. Ci è parso bene perciò, tutti d’accordo, di scegliere alcune persone e inviarle a voi insieme ai nostri carissimi Bàrnaba e Paolo, uomini che hanno rischiato la loro vita per il nome del nostro Signore Gesù Cristo. Abbiamo dunque mandato Giuda e Sila, che vi riferiranno anch’essi, a voce, queste stesse cose. È parso bene, infatti, allo Spirito Santo e a noi, di non imporvi altro obbligo al di fuori di queste cose necessarie: astenersi dalle carni offerte agli idoli, dal sangue, dagli animali soffocati e dalle unioni illegittime. Farete cosa buona a stare lontani da queste cose. State bene!».Quelli allora si congedarono e scesero ad Antiòchia; riunita l’assemblea, consegnarono la lettera. Quando l’ebbero letta, si rallegrarono per l’incoraggiamento che infondeva.

Gli apostoli e gli anziani con tutta la chiesa inviano ad Antiochia, insieme a Paolo e a  Barnaba, anche Giuda, chiamato Barsabba, e Sila. Gli Apostoli vengono mandati proprio in questa nuova comunità dove Barnaba e Paolo predicano la libertà di Gesù dando pochissime normatività giudaiche per aprirle veramente alla libertà del vangelo e non all’uccisione della lettera. Quando siamo pieni dello Spirito, siamo uomini che ricevono il dono della missione, che non è andare ad organizzare delle strutture, ma ad incendiare i cuori degli uomini con l’amore ardente per Gesù e di Gesù. La missione non è ricadere prigionieri di una struttura, ma respirare la grande libertà propria dello Spirito. Lo Spirito ci segue, ci precede, ci apre porte nuove, ci presenta nuove terre di conquista con l’amore di Gesù. La missione non è semplicemente promozione umana o azione di volontariato, ma è l’ardore di questo fuoco interiore per Gesù che non si spegne perché lo Spirito ne impedisce lo spegnimento.     
 
Pensiero del giorno: L’ardore è la strada di Gesù. Senza ardore non annunciamo Gesù, ma annunciamo la nostra stanchezza e la nostra paura.   


Sabato 16 maggio
Santi del giorno: sant’Ubaldo, san Luigi Orione, beato Simone Stock.

Dagli Atti degli Apostoli
In quei giorni, Paolo si recò a Derbe e a Listra. Vi era qui un discepolo chiamato Timòteo, figlio di una donna giudea credente e di padre greco: era assai stimato dai fratelli di Listra e di Icònio. Paolo volle che partisse con lui, lo prese e lo fece circoncidere a motivo dei Giudei che si trovavano in quelle regioni: tutti infatti sapevano che suo padre era greco. Percorrendo le città, trasmettevano loro le decisioni prese dagli apostoli e dagli anziani di Gerusalemme, perché le osservassero. Le Chiese intanto andavano fortificandosi nella fede e crescevano di numero ogni giorno. Attraversarono quindi la Frìgia e la regione della Galàzia, poiché lo Spirito Santo aveva impedito loro di proclamare la Parola nella provincia di Asia. Giunti verso la Mìsia, cercavano di passare in Bitìnia, ma lo Spirito di Gesù non lo permise loro; così, lasciata da parte la Mìsia, scesero a Tròade. Durante la notte apparve a Paolo una visione: era un Macèdone che lo supplicava: «Vieni in Macedònia e aiutaci!». Dopo che ebbe questa visione, subito cercammo di partire per la Macedònia, ritenendo che Dio ci avesse chiamati ad annunciare loro il Vangelo.

Anche oggi leggiamo di Paolo itinerante che si reca a Derbe e a Listra e lì trova un discepolo, Timoteo, che diventerà un suo grande collaboratore. Essi percorrono la città e annunciano la decisione degli apostoli e degli anziani. Arrivano in Frigia e in Galazia perché lo Spirito santo aveva impedito loro di proclamare la Parola nella provincia di Asia. È lo spirito che organizza l’itineranza missionaria ed è la signoria dello Spirito che rende efficace il pellegrinaggio missionario della Parola. Poi Paolo ha una visione, un macedone lo supplica di passare da loro per annunciare Gesù, così l’apostolo, cogliendo questo messaggio di Dio nel linguaggio biblico e misterioso del sogno, va anche in quella terra perché chi è innamorato di Gesù è instancabile nel cercare nuove terre, nuovi luoghi, nuove vittorie per Gesù.    

Pensiero del giorno: Signore, quando mi parli nel sogno, fa’ che non mi addormenti, ma che colga la parola misteriosa che passa nel mio cuore.
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