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11-16 novembre 2019

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RIFLESSIONI SULLA PAROLA
11 -16 novembre 2019


Lunedì 11 novembre

Santi del giorno: san Martino di Tours, san Teodoro Studita.
San Martino, figlio di un tribuno romano, nacque in Pannonia (attuale Ungheria) e si arruolò giovanissimo nell’esercito imperiale. Abbandonata la milizia dopo aver ricevuto il battesimo, divenne discepolo di sant’Ilario di Poitiers. Nel 372 divenne vescovo di Tours e indirizzò la maggior parte dei suoi sforzi all’evangelizzazione delle campagne. Morì nel 397 e fu il primo cristiano non martire a ricevere gli onori degli altari.

Dal Vangelo secondo Luca
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «È inevitabile che vengano scandali, ma guai a colui a causa del quale vengono. È meglio per lui che gli venga messa al collo una macina da mulino e sia gettato nel mare, piuttosto che scandalizzare uno di questi piccoli. State attenti a voi stessi!Se il tuo fratello commetterà una colpa, rimproveralo; ma se si pentirà, perdonagli. E se commetterà una colpa sette volte al giorno contro di te e sette volte ritornerà a te dicendo: “Sono pentito”, tu gli perdonerai».Gli apostoli dissero al Signore: «Accresci in noi la fede!». Il Signore rispose: «Se aveste fede quanto un granello di senape, potreste dire a questo gelso: “Sràdicati e vai a piantarti nel mare”, ed esso vi obbedirebbe».

Oggi, nel vangelo di Luca, Gesù ci parla dello scandalo e le sue parole sono veramente forti perché egli non usa le mezze misure e dice che coloro che operano scandali sarebbe meglio che si mettessero una macina da mulino al collo. Gesù è veramente severo con lo scandalo perché rovina la fede dei semplici ed impedisce agli umili di scoprire il passaggio dell’amore di Dio. Nello stesso vangelo, Gesù, dopo questa severità, ci ricorda che il perdono al fratello che si pente deve essere infinitamente grande, generoso e senza calcolo. Per essere capaci di questo perdono, che è una pura grazia, bisogna avere una fede grande quanto un granellino di senape, perché questa fede ci darà la forza di essere uomini e donne segni vivi del perdono e della tenerezza di Dio.

Pensiero del giorno: Signore, fa’ che io perdoni con tutto il cuore e non mi attacchi ai lobi delle orecchie gli orecchini del ricordo che non perdona.  


Martedì 12 novembre
Santi del giorno: san Giosafat, un grande santo dell’ecumenismo, nacque a Vilna in Lituania nel 1580, da genitori ortodossi. Si aggregò alla chiesa rutena che si unì a Roma e divenne monaco nel 1604. Nel 1617 fu fatto arcivescovo di Polotzk ed operò infaticabilmente per l’unione con la sede romana. Gran parte della nobiltà gli era contraria, tanto da farlo uccidere il 12 novembre 1623. Beatificato nel 1643, fu canonizzato nel 1867.  

Dal Vangelo secondo Luca
In quel tempo, Gesù disse: «Chi di voi, se ha un servo ad arare o a pascolare il gregge, gli dirà, quando rientra dal campo: “Vieni subito e mettiti a tavola”? Non gli dirà piuttosto: “Prepara da mangiare, strìngiti le vesti ai fianchi e sérvimi, finché avrò mangiato e bevuto, e dopo mangerai e berrai tu”? Avrà forse gratitudine verso quel servo, perché ha eseguito gli ordini ricevuti? Così anche voi, quando avrete fatto tutto quello che vi è stato ordinato, dite: “Siamo servi inutili. Abbiamo fatto quanto dovevamo fare”».

Il vangelo di Luca ci racconta una parabola. Gesù parla del dovere del servo di servire il padrone. Così, quando noi avremo fatto tutto quello che abbiamo ricevuto come mandato, non dovremo ritenerci delle persone mirabili, grandi ed indispensabili, ma solamente servi, perché è nel servizio il nostro vero grande dono d’amore, è nel servizio la terra buona della nostra umiltà, è nel vero servizio l’antidoto ad ogni protagonismo inopportuno di un servo del vangelo.

Pensiero del giorno: Signore, fa’ che il mio servizio sia umile, concreto e buono; non permettere mai che il mio servizio si svolga su un palcoscenico con luci della ribalta.
 

Mercoledì 13 novembre
Santi del giorno: sant’ Imerio, sant’Agostina L. Pietrantoni.

Dal Vangelo secondo Luca
Lungo il cammino verso Gerusalemme, Gesù attraversava la Samarìa e la Galilea.
Entrando in un villaggio, gli vennero incontro dieci lebbrosi, che si fermarono a distanza e dissero ad alta voce: «Gesù, maestro, abbi pietà di noi!». Appena li vide, Gesù disse loro: «Andate a presentarvi ai sacerdoti». E mentre essi andavano, furono purificati. Uno di loro, vedendosi guarito, tornò indietro lodando Dio a gran voce, e si prostrò davanti a Gesù, ai suoi piedi, per ringraziarlo. Era un Samaritano. Ma Gesù osservò: «Non ne sono stati purificati dieci? E gli altri nove dove sono? Non si è trovato nessuno che tornasse indietro a rendere gloria a Dio, all’infuori di questo straniero?». E gli disse: «Àlzati e va’; la tua fede ti ha salvato!».

Il vangelo di oggi ci parla di dieci lebbrosi che vanno incontro a Gesù per essere guariti e gridano a gran voce: “Gesù, maestro, abbi pietà di noi!”. Questo titolo che i lebbrosi danno a Gesù, rabbunì, maestro, è stupendo: è proprio la magisterialità di Gesù che guarisce la lebbra della nostra vita, la quale è continuamente aggravata da tanti falsi maestri che propinano non la verità sull’uomo e sulla vita, ma ci donano menzogne rivestite di novità e di intelligenza.
Riconoscere Gesù maestro è ricevere la guarigione interiore del nostro cuore perché noi costruiamo la nostra vita su questa scuola sicura di Gesù, figlio di Dio. Lui solo è il vero maestro della vita.

Pensiero del giorno: Signore, se anche sono ripetente, trattienimi sempre presso la tua scuola d’amore.


Giovedì 14 novembre
Santi del giorno: san Rufo, santo Stefano da Cuneo.

Dal Vangelo secondo Luca
In quel tempo, i farisei domandarono a Gesù: «Quando verrà il regno di Dio?». Egli rispose loro: «Il regno di Dio non viene in modo da attirare l’attenzione, e nessuno dirà: “Eccolo qui”, oppure: “Eccolo là”. Perché, ecco, il regno di Dio è in mezzo a voi!». Disse poi ai discepoli: «Verranno giorni in cui desidererete vedere anche uno solo dei giorni del Figlio dell’uomo, ma non lo vedrete. Vi diranno: “Eccolo là”, oppure: “Eccolo qui”; non andateci, non seguiteli. Perché come la folgore, guizzando, brilla da un capo all’altro del cielo, così sarà il Figlio dell’uomo nel suo giorno. Ma prima è necessario che egli soffra molto e venga rifiutato da questa generazione».

Ai farisei che gli chiedevano quando verrà il regno di Dio Gesù risponde che il regno non viene con effetti speciali e non sarà un avvenimento populistico né esteriore, ma il regno di Dio sarà invece nella dinamica umile e grande dell’amore del Signore. Ecco perché il regno di Dio non sarà un evento che attirerà o che sorprenderà alla maniera umana, ma sarà simile ad una folgore che guizzerà nel cielo e ci ricorderà che il Signore è arrivato ed è in mezzo a noi.

Pensiero del giorno: Signore, fa’ che destrutturi la mia idea sulla fine del mondo, fa’ che sia sempre pronto ad incontrarti quando finirà il mio mondo e la mia storia per un dono più grande d’amore.  


Venerdì 15 novembre
Santi del giorno: sant’Alberto Magno, dottore della chiesa, domenicano, nacque in Baviera fu vescovo di Ratisbona per due anni e poi si dedicò esclusivamente agli studi. Fu grande teologo, pastore, scienziato, fu paciere tra molti popoli e principi, tanto che ebbe il titolo di Magno. Morì a Colonia nel 1280 ed è dottore della chiesa.  

Dal Vangelo secondo Luca
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Come avvenne nei giorni di Noè, così sarà nei giorni del Figlio dell’uomo: mangiavano, bevevano, prendevano moglie, prendevano marito, fino al giorno in cui Noè entrò nell’arca e venne il diluvio e li fece morire tutti. Come avvenne anche nei giorni di Lot: mangiavano, bevevano, compravano, vendevano, piantavano, costruivano; ma, nel giorno in cui Lot uscì da Sòdoma, piovve fuoco e zolfo dal cielo e li fece morire tutti. Così accadrà nel giorno in cui il Figlio dell’uomo si manifesterà.
In quel giorno, chi si troverà sulla terrazza e avrà lasciato le sue cose in casa, non scenda a prenderle; così, chi si troverà nel campo, non torni indietro. Ricordatevi della moglie di Lot.
Chi cercherà di salvare la propria vita, la perderà; ma chi la perderà, la manterrà viva.
Io vi dico: in quella notte, due si troveranno nello stesso letto: l’uno verrà portato via e l’altro lasciato; due donne staranno a macinare nello stesso luogo: l’una verrà portata via e l’altra lasciata».
Allora gli chiesero: «Dove, Signore?». Ed egli disse loro: «Dove sarà il cadavere, lì si raduneranno insieme anche gli avvoltoi».

Il vangelo di Luca di oggi ci presenta Gesù che ci ricorda che il regno di Dio e il ritorno del figlio dell’uomo avverranno nella superficialità e nella disattenzione di tanti. Egli cita i giorni di Noè, quando gli uomini non si accorgevano dell’incombente catastrofe oppure come nei giorni di Lot, in cui tutti mangiavano, bevevano, compravano, vendevano, piantavano, costruivano e non si accorgevano che, invece, il Signore bussava alla porta della storia. Anche nel nostro tempo abbiamo tanta gente che non legge i segni di Dio, che vive la vita come un bene di consumo, che vive in una insipienza spirituale dove tutto sembra in mano all’umanità e alla scienza, invece Gesù ci avvisa chiaramente: Egli verrà, e verrà nel mistero di un passaggio che non si può preparare e non si può controllare, perché il ritorno del Signore sarà veramente un fuoco rosso d’amore, un fiume grande d’amore che dove passerà sceglierà, prenderà e lascerà, ma tutto sarà determinato dall’apertura e dalla disponibilità del nostro cuore.

Pensiero del giorno: Signore, fa’ che al tuo ritorno io sia pronto ad accoglierti e non aspetti una mail che mi preavvisi della tua venuta.  
   

Sabato 16 novembre
Santi del giorno: santa Geltrude, monaca cistercense nata nel 1256 in Germania. Fu una grande mistica, che soprattutto contemplò la santa umanità di Gesù. Lasciò scritti edificanti per la vita spirituale.  

Dal Vangelo secondo Luca
In quel tempo, Gesù diceva ai suoi discepoli una parabola sulla necessità di pregare sempre, senza stancarsi mai: «In una città viveva un giudice, che non temeva Dio né aveva riguardo per alcuno. In quella città c’era anche una vedova, che andava da lui e gli diceva: “Fammi giustizia contro il mio avversario”.
Per un po’ di tempo egli non volle; ma poi disse tra sé: “Anche se non temo Dio e non ho riguardo per alcuno, dato che questa vedova mi dà tanto fastidio, le farò giustizia perché non venga continuamente a importunarmi”».  E il Signore soggiunse: «Ascoltate ciò che dice il giudice disonesto. E Dio non farà forse giustizia ai suoi eletti, che gridano giorno e notte verso di lui? Li farà forse aspettare a lungo? Io vi dico che farà loro giustizia prontamente. Ma il Figlio dell’uomo, quando verrà, troverà la fede sulla terra?».

Il vangelo di Luca ci parla della vedova importuna che va dal giudice ingiusto per avere giustizia. La caparbietà della vedova non deve essere vista solamente come una cocciutaggine umana, ma come una disposizione spirituale della nostra anima verso la preghiera. La preghiera deve essere tenace, con la tenacia dell’amore, deve essere continua, nella fedeltà dell’amore, deve essere fiduciosa, certa della risposta dell’amore. Senza la fiducia nella preghiera e senza la caparbietà spirituale nella preghiera, riduciamo la nostra vita ad un insipido tentativo di bene e di buono, ma senza la preghiera, manca il respiro profondo dello Spirito e tutto diventa mediocre e senza sapore.

Pensiero del giorno: Signore, fa’ che non parli di preghiera, ma che preghi veramente, perché la preghiera si impara solo facendola.    
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