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12-17 aprile 2021

La Parola > Parola della settimana

RIFLESSIONI SULLA PAROLA
12 – 17 aprile 2021


Lunedì 12 aprile

Santi del giorno: san Zeno, san Giuseppe Moscati, san Giulio I.

Dagli Atti degli Apostoli
In quei giorni, rimessi in libertà, Pietro e Giovanni andarono dai loro fratelli e riferirono quanto avevano detto loro i capi dei sacerdoti e gli anziani. Quando udirono questo, tutti insieme innalzarono la loro voce a Dio dicendo: «Signore, tu che hai creato il cielo, la terra, il mare e tutte le cose che in essi si trovano, tu che, per mezzo dello Spirito Santo, dicesti per bocca del nostro padre, il tuo servo Davide: “Perché le nazioni si agitarono e i popoli tramarono cose vane? Si sollevarono i re della terra e i prìncipi si allearono insieme contro il Signore e contro il suo Cristo”; davvero in questa città Erode e Ponzio Pilato, con le nazioni e i popoli d’Israele, si sono alleati contro il tuo santo servo Gesù, che tu hai consacrato, per compiere ciò che la tua mano e la tua volontà avevano deciso che avvenisse. E ora, Signore, volgi lo sguardo alle loro minacce e concedi ai tuoi servi di proclamare con tutta franchezza la tua parola, stendendo la tua mano affinché si compiano guarigioni, segni e prodigi nel nome del tuo santo servo Gesù».Quand’ebbero terminato la preghiera, il luogo in cui erano radunati tremò e tutti furono colmati di Spirito Santo e proclamavano la parola di Dio con franchezza.

Continuiamo a leggere negli Atti degli Apostoli l’avventura della chiesa primitiva di Gerusalemme. Oggi vediamo come Pietro e Giovanni si distinguono soprattutto nel proclamare con tutta franchezza la Parola di Dio e questa Parola è accompagnata da guarigioni, segni e prodigi. La preghiera a Gesù della chiesa primitiva li accompagna nella loro testimonianza. Proclamare la Parola con tutta franchezza è la grazia da chieder oggi in un mondo che deve essere salvato con la verità e la radicalità di una Parola che non può essere compromessa dalla misura umana perché perderebbe subito quella potenza di grazia e di salvezza per l’umanità. Mai come oggi la vita è senza franchezza, senza radicalità, senza audacia: ci siamo tutti seduti in un compromesso, in una stanchezza, in un adeguamento allo spirito della mondanità, come spesso il Papa richiama. Il dono della franchezza è la fecondità della nuova evangelizzazione e questo non viene da un marketing pastorale, ma è una grazia dello Spirito.

Pensiero del giorno: Signore, donami ogni mattina la grazia di avere una lingua senza peli e senza paura.   


Martedì 13 aprile
Santi del giorno: san Marino I, Sant’Ermenegildo, beata Ida.

Dagli Atti degli Apostoli
La moltitudine di coloro che erano diventati credenti aveva un cuore solo e un’anima sola e nessuno considerava sua proprietà quello che gli apparteneva, ma fra loro tutto era comune.
Con grande forza gli apostoli davano testimonianza della risurrezione del Signore Gesù e tutti godevano di grande favore. Nessuno infatti tra loro era bisognoso, perché quanti possedevano campi o case li vendevano, portavano il ricavato di ciò che era stato venduto e lo deponevano ai piedi degli apostoli; poi veniva distribuito a ciascuno secondo il suo bisogno. Così Giuseppe, soprannominato dagli apostoli Bàrnaba, che significa “figlio dell’esortazione”, un levìta originario di Cipro, padrone di un campo, lo vendette e ne consegnò il ricavato deponendolo ai piedi degli apostoli.

Vediamo oggi come gli Apostoli rendevano testimonianza con forza della risurrezione di Gesù e come donavano alla comunità campi o case come potevano. Vengono citati Giuseppe, soprannominato Barnaba, e un levita originario di Cipro che vendono e consegnano agli Apostoli il corrispondente valore dei loro beni perché la comunità di Cristo invita al distacco dalle cose e vive del dono materiale e spirituale di ciascuno. La spiritualità del dono ricalca ciò che Paolo cita e riferisce a Gesù: “C’è più gioia nel dare che nel ricevere”, ma per essere dono e per portare doni significativi alla comunità e alla chiesa bisogna essere familiari del Donatore perché è il Donatore, lo Spirito, attraverso la potente intercessione di Gesù Risorto che rende la nostra vita una capacità di dono. I veri doni di cui la chiesa oggi ha bisogno sono essenzialmente tre: la santità, l’innamoramento per Gesù e l’audacia nell’annuncio.    

Pensiero del giorno: Signore, non voglio fare regali, voglio donare i tuoi doni quando vieni nel mio cuore. Tu sei il donatore di tutto.


Mercoledì 14 aprile
Santi del giorno: san Lamberto, santi Tiburzio, Valeriano e Massimo.

Dagli Atti degli Apostoli
In quei giorni, si levò il sommo sacerdote con tutti quelli della sua parte, cioè la setta dei sadducèi, pieni di gelosia, e, presi gli apostoli, li gettarono nella prigione pubblica. Ma, durante la notte, un angelo del Signore aprì le porte del carcere, li condusse fuori e disse: «Andate e proclamate al popolo, nel tempio, tutte queste parole di vita». Udito questo, entrarono nel tempio sul far del giorno e si misero a insegnare. Quando arrivò il sommo sacerdote con quelli della sua parte, convocarono il sinedrio, cioè tutto il senato dei figli d’Israele; mandarono quindi a prelevare gli apostoli nella prigione. Ma gli inservienti, giunti sul posto, non li trovarono nel carcere e tornarono a riferire: «Abbiamo trovato la prigione scrupolosamente sbarrata e le guardie che stavano davanti alle porte, ma, quando abbiamo aperto, non vi abbiamo trovato nessuno». Udite queste parole, il comandante delle guardie del tempio e i capi dei sacerdoti si domandavano perplessi a loro riguardo che cosa fosse successo. In quel momento arrivò un tale a riferire loro: «Ecco, gli uomini che avete messo in carcere si trovano nel tempio a insegnare al popolo». Allora il comandante uscì con gli inservienti e li condusse via, ma senza violenza, per timore di essere lapidati dal popolo.

Il sommo sacerdote cominciò la persecuzione e gettò in prigione gli Apostoli perché continuavano ad annunciare Gesù, ma questa persecuzione non fa loro paura, infatti continuano ad annunciare senza timore e con forza nello Spirito. Oggi manca molto ai cristiani e alla chiesa del nostro tempo questa audacia missionaria, questo annunciare opportunamente e inopportunamente. La paura dell’annuncio riduce la Parola ad una opinione, ad una filosofia che chiede ospitalità nel grande salotto del mondo. Invece la Parola annunciata opportunamente e inopportunamente nella forza di Dio genera salvezza, infatti la Parola salva perché viene dall’alto e non è frutto dell’opinionismo e del chiacchiericcio umano.  

Pensiero del giorno: Signore, rendimi fondamentalista per amore della tua Parola, perché essere fondamentalisti per amore è servire l’uomo nel suo bisogno vero, invece essere opinionista è aumentare il numero di utenti al salotto del mondo che è inconcludente.  


Giovedì 15 aprile


Santi del giorno: san Marone, san Damiano de Veuster.

Dagli Atti degli Apostoli
In quei giorni, [il comandante e gli inservienti] condussero gli apostoli e li presentarono nel sinedrio; il sommo sacerdote li interrogò dicendo: «Non vi avevamo espressamente proibito di insegnare in questo nome? Ed ecco, avete riempito Gerusalemme del vostro insegnamento e volete far ricadere su di noi il sangue di quest’uomo».
Rispose allora Pietro insieme agli apostoli: «Bisogna obbedire a Dio invece che agli uomini. Il Dio dei nostri padri ha risuscitato Gesù, che voi avete ucciso appendendolo a una croce. Dio lo ha innalzato alla sua destra come capo e salvatore, per dare a Israele conversione e perdono dei peccati. E di questi fatti siamo testimoni noi e lo Spirito Santo, che Dio ha dato a quelli che gli obbediscono». All’udire queste cose essi si infuriarono e volevano metterli a morte.

Il comandante e gli inservienti minacciano gli Apostoli perché non vogliono più che annuncino nel nome di Gesù la loro fede a Gerusalemme, ma gli Apostoli non temono e continuano ad essere testimoni con lo Spirito santo. Che bella questa icona di una comunità, di una chiesa che non ha paura dei potenti, che non ha paura di accendere continuamente il fuoco dell’amore nel nome di Gesù e con la potenza dello Spirito. È una chiesa che non ha paura dei suoi avversari, ha solo paura di essere tiepida e vile nell’annuncio. Oggi è facile non annunciare mettendo come scusa il rispetto e la libertà degli altri, ma si dimentica così ciò che diceva la beata Madre Teresa: “Quando io non annuncio il vangelo di Gesù agli uomini del mio tempo, li lascio doppiamente poveri”.

Pensiero del giorno: Signore, vogliamo essere le tue schiere scelte nell’annuncio dell’amore, in prima linea per amore, senza paura per tuo amore.   


Venerdì 16 aprile
Santi del giorno: santa Bernardetta Soubirous, san Benedetto Labre.

Dagli Atti degli Apostoli
In quei giorni, si alzò nel sinedrio un fariseo, di nome Gamalièle, dottore della Legge, stimato da tutto il popolo. Diede ordine di far uscire [gli apostoli] per un momento e disse: «Uomini di Israele, badate bene a ciò che state per fare a questi uomini. Tempo fa sorse Tèuda, infatti, che pretendeva di essere qualcuno, e a lui si aggregarono circa quattrocento uomini. Ma fu ucciso, e quelli che si erano lasciati persuadére da lui furono dissolti e finirono nel nulla. Dopo di lui sorse Giuda il Galileo, al tempo del censimento, e indusse gente a seguirlo, ma anche lui finì male, e quelli che si erano lasciati persuadére da lui si dispersero. Ora perciò io vi dico: non occupatevi di questi uomini e lasciateli andare. Se infatti questo piano o quest’opera fosse di origine umana, verrebbe distrutta; ma, se viene da Dio, non riuscirete a distruggerli. Non vi accada di trovarvi addirittura a combattere contro Dio!». Seguirono il suo parere e, richiamati gli apostoli, li fecero flagellare e ordinarono loro di non parlare nel nome di Gesù. Quindi li rimisero in libertà. Essi allora se ne andarono via dal sinedrio, lieti di essere stati giudicati degni di subire oltraggi per il nome di Gesù. E ogni giorno, nel tempio e nelle case, non cessavano di insegnare e di annunciare che Gesù è il Cristo.

Leggiamo oggi l’episodio di Gamaliele che, con la sapienza data dall’alto, comincia a far ragionare i componenti del sinedrio che perseguitavano gli apostoli. Egli evidenzia che, se questa cosa è di origine umana, si dissolverà da se stessa, ma se viene da Dio continuerà. Gamaliele è un uomo aperto, che supera la legge e l’abitudine della tranquillità di ciò che si conosce, un uomo che si apre al soffio dello Spirito e che intravvede in quegli uomini e in quell’annuncio la mano di Dio e la forza di Dio. Oggi molti Gamaliele stanno cercando con onestà una verità più grande, più totale, più luminosa, una verità che libera. Dobbiamo invocare lo Spirito per non deludere coloro che stanno cercando in noi un annuncio di verità totale e non un compromesso o un abbassamento di tono per gratificare la mondanità del mondo.    

Pensiero del giorno: Signore, rendici innamorati, mondani mai.  


Sabato 17 aprile
Santi del giorno: san Simeone Bar, sant’Acacio.

Dagli Atti degli Apostoli

In quei giorni, aumentando il numero dei discepoli, quelli di lingua greca mormorarono contro quelli di lingua ebraica perché, nell’assistenza quotidiana, venivano trascurate le loro vedove.
Allora i Dodici convocarono il gruppo dei discepoli e dissero: «Non è giusto che noi lasciamo da parte la parola di Dio per servire alle mense. Dunque, fratelli, cercate fra voi sette uomini di buona reputazione, pieni di Spirito e di sapienza, ai quali affideremo questo incarico. Noi, invece, ci dedicheremo alla preghiera e al servizio della Parola». Piacque questa proposta a tutto il gruppo e scelsero Stefano, uomo pieno di fede e di Spirito Santo, Filippo, Pròcoro, Nicànore, Timone, Parmenàs e Nicola, un prosèlito di Antiòchia. Li presentarono agli apostoli e, dopo aver pregato, imposero loro le mani.
E la parola di Dio si diffondeva e il numero dei discepoli a Gerusalemme si moltiplicava grandemente; anche una grande moltitudine di sacerdoti aderiva alla fede.

La Parola racconta che il numero dei credenti continuava ad aumentare e ci presenta l’istituzione dei primi sette diaconi che vengono mandati a servire i poveri perché gli apostoli hanno come priorità l’annuncio della Parola, il servizio alla parola e la vita di preghiera. Che bella questa chiesa che ha chiarezza della propria priorità, che belli questi apostoli che non vogliono farsi sottrarre tempo, entusiasmo, amore ed audacia al ministero loro affidato in modo specifico, che è l’annuncio della Parola! I poveri e il loro servizio non possono essere alibi perché si attenui  quest’urgenza di annunciare il fuoco di Dio, il fuoco dello Spirito. Lo Spirito anche oggi richiama i ministri della Parola, i presbiteri, perché siano totalmente afferrati da questo ministero. Una chiesa che nasce da un forte annuncio diventerà un grembo di servizio e di amore, ma non sarà una O.N.G., sarà la carezza di Gesù per le povertà umane.   

Pensiero del giorno: Signore, fa’ che il vero servizio ai poveri venga partorito dal grembo della fede e della Parola.  
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