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12-17 ottobre 2020

La Parola > Parola della settimana

RIFLESSIONI SULLA PAROLA
12 - 17 ottobre 2020


Lunedì 12 ottobre
Santi del giorno: san Rodobaldo.


Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Gàlati
Fratelli, sta scritto che Abramo ebbe due figli, uno dalla schiava e uno dalla donna libera. Ma il figlio della schiava è nato secondo la carne; il figlio della donna libera, in virtù della promessa.
Ora, queste cose sono dette per allegoria: le due donne infatti rappresentano le due alleanze. Una, quella del monte Sinai, che genera nella schiavitù, è rappresentata da Agar. Invece la Gerusalemme di lassù è libera ed è la madre di tutti noi. Sta scritto infatti:
«Rallégrati, sterile, tu che non partorisci,
grida di gioia, tu che non conosci i dolori del parto,
perché molti sono i figli dell’abbandonata,
più di quelli della donna che ha marito».
Così, fratelli, noi non siamo figli di una schiava, ma della donna libera.
Cristo ci ha liberati per la libertà! State dunque saldi e non lasciatevi imporre di nuovo il giogo della schiavitù.
L’apostolo Paolo presenta ai Galati l’allegoria di Abramo che ebbe due figli, uno dalla schiava e uno dalla donna libera. In questa allegoria esemplifica le due alleanze: quella del Sinai e quella di Gesù. La Parola ci ricorda che noi non siamo figli di una schiava, ma di una donna libera. Siamo figli di una libertà, la libertà di Gesù. Che cos’è la libertà di Gesù? È la supremazia della sua Parola, della sua grazia e della sua luce sulla nostra auto comprensione di noi stessi, di Dio e della vita. La vera libertà è volare nel respiro ampio dello Spirito, la vera libertà è essere liberi da noi stessi, dal nostro io arrogante e dalle nostre voglie esasperate. La vera libertà nasce nella grazia, si sviluppa nella preghiera e si testimonia nell’amore. Dove c’è una persona che vive la libertà di Dio, rinasce la vita e la speranza. La vera libertà che Dio ci dona per grazia è veramente il dono fondamentale del nostro cammino spirituale: ci liberiamo da tutto ciò che produciamo con la nostra testa e ci tuffiamo liberi nel mare infinito della sua vera libertà, che è amore.    
Pensiero del giorno: Signore, quando tento di codificare e di normare tutto dal mio punto di vista, liberami dalla sindrome di vigile urbano e dammi il virus dell’uomo libero.


Martedì 13 ottobre

Santi del giorno: san Romolo, san Chelidonia, san Venanzio.

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Gàlati
Fratelli, Cristo ci ha liberati per la libertà! State dunque saldi e non lasciatevi imporre di nuovo il giogo della schiavitù.
Ecco, io, Paolo, vi dico: se vi fate circoncidere, Cristo non vi gioverà a nulla. E dichiaro ancora una volta a chiunque si fa circoncidere che egli è obbligato ad osservare tutta quanta la Legge. Non avete più nulla a che fare con Cristo voi che cercate la giustificazione nella Legge; siete decaduti dalla grazia.
Quanto a noi, per lo Spirito, in forza della fede, attendiamo fermamente la giustizia sperata. Perché in Cristo Gesù  non è la circoncisione che vale o la non circoncisione, ma la fede che si rende operosa per mezzo della carità.
Ai Galati Paolo parla ancora della libertà dataci da Gesù: Egli ci ha liberati per la libertà.  Chi ha trovato Cristo è libero anche dal segno della circoncisione. Però se non vogliamo rimanere in Gesù,  decadiamo da una grazia. Lo Spirito santo, che porta in dono la forza della fede, ci colloca in questa supremazia della grazia: diventiamo figli di una grazia, in cui tutto viene colto e visto come grazia. La grazia di Dio supera ogni normativa, ogni modo di vedere, ogni legislazione, perché la grazia che viene da Dio percorre la strada misteriosa del cuore umano e rende affascinante la persona che si apre alla sua forza e al suo fascino.   
Pensiero del giorno: Signore, fa’ che sia veramente figlio della tua grazia e non figlio del soffocamento delle mie leggi e delle mie parole.


Mercoledì 14 ottobre

Santi del giorno: san Callisto I

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Gàlati
Fratelli, se vi lasciate guidare dallo Spirito, non siete sotto la Legge. Del resto sono ben note le opere della carne: fornicazione, impurità, dissolutezza, idolatria, stregonerie, inimicizie, discordia, gelosia, dissensi, divisioni, fazioni, invidie, ubriachezze, orge e cose del genere. Riguardo a queste cose vi preavviso, come già ho detto: chi le compie non erediterà il regno di Dio. Il frutto dello Spirito invece è amore, gioia, pace, magnanimità, benevolenza, bontà, fedeltà, mitezza, dominio di sé; contro queste cose non c’è Legge. Quelli che sono di Cristo Gesù  hanno crocifisso la carne con le sue passioni e i suoi desideri. Perciò se viviamo dello Spirito, camminiamo anche secondo lo Spirito.

Paolo parla della necessità di lasciarci guidare dallo Spirito per essere liberi dalla legge. I frutti dello Spirito sono: amore, gioia, pace, magnanimità, benevolenza, bontà, fedeltà, mitezza, dominio di sé, mentre il frutto dell’assenza dello Spirito sono tutte quelle opere che Paolo elenca: fornicazione, impurità, dissolutezza, idolatria, stregonerie, inimicizie, discordia, gelosia, dissensi, divisioni, fazioni, invidie, ubriachezze, orge e cose del genere. Lo Spirito santo evidenzia due possibilità di appartenere alla sua dinamica d’amore e alla sua grazia. Quando apparteniamo al suo amore e alla sua grazia, abbiamo fatto morire le opere della carne.
È necessario scegliere, dobbiamo incamminarci per la via giusta, che è la via dello Spirito. Paolo afferma che, se viviamo dello Spirito santo di Dio, dobbiamo anche camminare secondo lo Spirito, cioè ritrovare quell’itinerario dell’esodo della libertà che ogni anima non deve più fare dall’Egitto, ma dalle proprie opere morte della carne, per arrivare al frutto gustoso dello Spirito.
Nell’appartenenza allo Spirito si chiarisce il cuore, vengono svelati i pensieri di molti cuori e nell’appartenenza allo Spirito e alla sua sovranità viene tutelata per noi una vera libertà che si radica nel nostro cuore con la forza del suo amore.

Pensiero del giorno: Signore, non voglio restare neutrale, come la Svizzera, voglio essere un uomo, una donna che sa scegliere un’appartenenza, una parte. Aiutami, Signore, a far parte sempre del cammino dell’appartenenza allo Spirito.


Giovedì 15 ottobre

Santi del giorno: santa Teresa d’Avila, san Barsen, santa Tecla.
Teresa di Avila, dottore della Chiesa. Nacque ad Avila nel 1515, collaborò con san Giovanni della Croce per riformare l’Ordine Carmelitano. È una santa che ha vibrato d’amore per Gesù. I suoi scritti sono ancora oggi una fonte preziosa di luce per la chiesa.

Dalla lettera di san Paolo apostolo agli Efesìni
Paolo, apostolo di Cristo Gesù  per volontà di Dio, ai santi che sono a Èfeso credenti in Cristo Gesù : grazia a voi e pace da Dio, Padre nostro, e dal Signore Gesù  Cristo.
Benedetto Dio, Padre del Signore nostro Gesù  Cristo,
che ci ha benedetti con ogni benedizione spirituale nei cieli in Cristo.
In lui ci ha scelti prima della creazione del mondo
per essere santi e immacolati di fronte a lui nella carità,
predestinandoci a essere per lui figli adottivi
mediante Gesù  Cristo,
secondo il disegno d’amore della sua volontà,
a lode dello splendore della sua grazia,
di cui ci ha gratificati nel Figlio amato.
In lui, mediante il suo sangue,
abbiamo la redenzione, il perdono delle colpe,
secondo la ricchezza della sua grazia.
Egli l’ha riversata in abbondanza su di noi
con ogni sapienza e intelligenza,
facendoci conoscere il mistero della sua volontà,
secondo la benevolenza che in lui si era proposto
per il governo della pienezza dei tempi:
ricondurre al Cristo, unico capo, tutte le cose,
quelle nei cieli e quelle sulla terra.

Oggi cominciamo la lettura della Lettera di Paolo agli Efesini. L’apostolo, dopo un grande inno di benedizione a Dio Padre, ci ricorda che la ricchezza della grazia è stata riversata in abbondanza su di noi, perché vogliamo, in forza della grazia, poter essere condotti a Cristo, unico capo di tutte le cose. La misura della grazia è infinita, il tempo della grazia è continuo, la rugiada della grazia è efficace. Dovremmo scoprire di più nella nostra vita interiore la forza della grazia che ci toglie l’illusione di ogni protagonismo e di ogni fai da te. La grazia e la sua dinamica, misteriosa ed affascinante, generano uomini e donne fragili nella loro carne, ma forti nel loro cuore. Gli uomini e le donne che appartengono alla grazia sono quelli che Dio sceglie come alleati del suo immenso amore e della sua infinita misericordia per l’umanità.  


Venerdì 16 ottobre

Santi del giorno: sant’ Edvige, santa Margherita M. Alacoque

Dalla lettera di san Paolo apostolo agli Efesìni
Fratelli,
in Cristo siamo stati fatti anche eredi,
predestinati – secondo il progetto di colui
che tutto opera secondo la sua volontà –
a essere lode della sua gloria,
noi, che già prima abbiamo sperato nel Cristo.
In lui anche voi,
dopo avere ascoltato la Parola della verità,
il Vangelo della vostra salvezza,
e avere in esso creduto,
avete ricevuto il sigillo dello Spirito Santo che era stato promesso,
il quale è caparra della nostra eredità,
in attesa della completa redenzione
di coloro che Dio si è acquistato a lode della sua gloria.

Paolo ricorda ancora agli Efesini che noi siamo stati fatti eredi per essere lode della gloria di Cristo, noi che per primi abbiamo sperato in Lui. Infatti Paolo evidenzia che l’ascolto del vangelo della salvezza e l’aver ricevuto il sigillo dello Spirito santo hanno reso quella comunità e quei credenti veramente appartenenti a Dio, dentro il suo progetto. È proprio l’accoglienza e l’ascolto del vangelo di Gesù  la strada per essere collocati ancora nel progetto di salvezza che Dio, in Cristo, vuole operare in ciascun uomo.
Dobbiamo essere segni vivi di un’appartenenza ad un progetto d’amore per aiutare il mondo di oggi, che è un grande cantiere che ha perso il progetto fondamentale di una costruzione armonica della vita, del presente e del futuro, e portare a tanti cuori senza appartenenza e senza progetto la gioia del suo amore e del suo progetto d’amore.
  
Pensiero del giorno: Signore, nel cantiere della vita, aiutami a costruire secondo il tuo progetto e non secondo il mio fai da te che sarebbe disastroso.


Sabato 17 ottobre

Santi del giorno: sant’Ignazio di Antiochia

Dal Vangelo secondo Luca
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Io vi dico: chiunque mi riconoscerà davanti agli uomini, anche il Figlio dell’uomo lo riconoscerà davanti agli angeli di Dio; ma chi mi rinnegherà davanti agli uomini, sarà rinnegato davanti agli angeli di Dio. Chiunque parlerà contro il Figlio dell’uomo, gli sarà perdonato; ma a chi bestemmierà lo Spirito Santo, non sarà perdonato. Quando vi porteranno davanti alle sinagoghe, ai magistrati e alle autorità, non preoccupatevi di come o di che cosa discolparvi, o di che cosa dire, perché lo Spirito Santo vi insegnerà in quel momento ciò che bisogna dire».

Gesù oggi ci dice che è necessario riconoscerlo davanti agli uomini per essere riconosciuti da Lui davanti al Padre. Gesù esige da noi non una testimonianza innocua e diplomatica, ma una testimonianza forte in cui noi sappiamo perdere la faccia per la sua gloria per il suo nome. I veri testimoni sono coloro che non mascherano un’appartenenza, non silenziano una speranza, ma sono forti ed audaci e diventano una visibilità diversa nel mondo odierno che vuole solo clonare insignificanza e comodità.

Pensiero del giorno: Signore, rendimi un discepolo che non ha paura dello scontro frontale per te, rendimi un discepolo che sa rischiare la faccia e la vita per Te. Liberami Gesù dall’essere un testimone da salotto che trova l’alibi della non testimonianza nell’intelligente discussione su di Te.
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