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13-18 luglio 2020

La Parola > Parola della settimana

RIFLESSIONI SULLA PAROLA
13 -18 luglio 2020


Lunedì 13 luglio
Santi del giorno: sant’Enrico, santa Clelia Barbieri, sant’Esdra.

Dal libro del profeta Isaìa
Ascoltate la parola del Signore,
capi di Sòdoma;
prestate orecchio all’insegnamento del nostro Dio,
popolo di Gomorra!
«Perché mi offrite i vostri sacrifici senza numero?
– dice il Signore.
Sono sazio degli olocausti di montoni
e del grasso di pingui vitelli.
Il sangue di tori e di agnelli e di capri
io non lo gradisco.
Quando venite a presentarvi a me,
chi richiede a voi questo:
che veniate a calpestare i miei atri?
Smettete di presentare offerte inutili;
l’incenso per me è un abominio,
i noviluni, i sabati e le assemblee sacre:
non posso sopportare delitto e solennità.
Io detesto i vostri noviluni e le vostre feste;
per me sono un peso,
sono stanco di sopportarli.
Quando stendete le mani,
io distolgo gli occhi da voi.
Anche se moltiplicaste le preghiere,
io non ascolterei:
le vostre mani grondano sangue.
Lavatevi, purificatevi,
allontanate dai miei occhi il male delle vostre azioni.
Cessate di fare il male,
imparate a fare il bene,
cercate la giustizia,
soccorrete l’oppresso,
rendete giustizia all’orfano,
difendete la causa della vedova».

Il profeta Isaia dice che il Signore si sdegna delle offerte, dei sacrifici, dell’incenso dei noviluni e delle preghiere liturgiche rituali che il popolo fa perché non sono segno di verità e di amore. Dio si tura le orecchie in quanto non regge una preghiera falsa, perché le mani grondano sangue e non c’è in atto una sincera conversione a Lui. La conversione è la prima autentica celebrazione della gloria di Dio, l’umiltà è il vero incenso della sua lode, il prostrarsi è la vera forza di un credente.

Signore, guariscimi nel mio celebrarti, guariscimi nel mio cuore, perché non voglio più essere tappezzeria falsa di un’assenza che nel mio cuore brucia e mi rende sempre più vuoto e non credibile.
Pensiero del giorno: Signore, conquistami con il tuo amore, altrimenti mi illuderò di essere tuo.    


Martedì 14 luglio
Santi del giorno: san Camillo de Lellis, santa Toscana.

Dal libro del profeta Isaìa
Nei giorni di Acaz, figlio di Iotam, figlio di Ozìa, re di Giuda, Resin, re di Aram, e Pekach, figlio di Romelìa, re d’Israele, salirono contro Gerusalemme per muoverle guerra, ma non riuscirono a espugnarla. Fu dunque annunciato alla casa di Davide: «Gli Aramei si sono accampati in Èfraim». Allora il suo cuore e il cuore del suo popolo si agitarono, come si agitano gli alberi della foresta per il vento.
Il Signore disse a Isaìa: «Va’ incontro ad Acaz, tu e tuo figlio Seariasùb, fino al termine del canale della piscina superiore, sulla strada del campo del lavandaio. Tu gli dirai: “Fa’ attenzione e sta’ tranquillo, non temere e il tuo cuore non si abbatta per quei due avanzi di tizzoni fumanti, per la collera di Resin, degli Aramei, e del figlio di Romelìa. Poiché gli Aramei, Èfraim e il figlio di Romelìa hanno tramato il male contro di te, dicendo: Saliamo contro Giuda, devastiamolo e occupiamolo, e vi metteremo come re il figlio di Tabeèl.
Così dice il Signore Dio: Ciò non avverrà e non sarà!Perché capitale di Aram è Damasco e capo di Damasco è Resin. Capitale di Èfraim è Samarìa e capo di Samarìa il figlio di Romelìa. Ancora sessantacinque anni ed Èfraim cesserà di essere un popolo. Ma se non crederete, non resterete saldi”».

Il profeta Isaia ci presenta Acaz, figlio di Iotam, figlio di Ozìa, re di Giuda, che viene assalito dalla paura degli Aramei e cerca alleanze umane con altri re, ma non ascolta la parola di Isaia. Il profeta lo ha esortato a non aver paura, ma ha anche proclamato: “Ma se non crederete, non resterete saldi”. È la fede, l’affidarsi, l’antidoto alle paure della vita. Radicarci in una fede forte, vera e profonda è veramente affrontare la vita senza paura, pur nelle difficoltà di ogni giorno. Ma per credere bisogna accogliere la Parola profetica e, per accogliere la Parola profetica, bisogna farle spazio nel cuore buttando fuori tutte quelle autosuggestioni che ci rendono ancora di più pieni di paura, perché tutto ciò che non viene da Dio non può né salvare né liberare.

Pensiero del giorno: Signore, quando ho paura ricordami che sono figlio del tuo amore e della tua vittoria.  

 
Mercoledì 15 luglio
Santi del giorno: San Vladimiro di Kiev, san Bonaventura (Bagnoregio, Viterbo, 1218 – Lione, Francia, 15 luglio 1274), mistico e pensatore medievale, dottore allo studio di Parigi, diede forma di sintesi sapienziale alla teologia scolastica sulle orme di Agostino. L’espressione più matura di questo umanesimo teologico è nell’«Itinerario della mente a Dio». Discepolo di san Francesco guidò con superiore saggezza il suo ordine (1257-1273), tanto da essere chiamato «secondo fondatore e padre». Vescovo e cardinale di Albano, partecipò al secondo Concilio di Lione e si adoperò per l’unità della Chiesa.

Dal libro del profeta Isaìa
Così dice il Signore:
Oh! Assiria, verga del mio furore,
bastone del mio sdegno!
Contro una nazione empia io la mando
e la dirigo contro un popolo con cui sono in collera,
perché lo saccheggi, lo depredi
e lo calpesti come fango di strada.
Essa però non pensa così
e così non giudica il suo cuore,
ma vuole distruggere
e annientare non poche nazioni.
Poiché ha detto:
«Con la forza della mia mano ho agito
e con la mia sapienza, perché sono intelligente;
ho rimosso i confini dei popoli
e ho saccheggiato i loro tesori,
ho abbattuto come un eroe
coloro che sedevano sul trono.
La mia mano ha scovato, come in un nido,
la ricchezza dei popoli.
Come si raccolgono le uova abbandonate,
così ho raccolto tutta la terra.
Non vi fu battito d’ala,
e neppure becco aperto o pigolìo».
Può forse vantarsi la scure contro chi se ne serve per tagliare
o la sega insuperbirsi contro chi la maneggia?
Come se un bastone volesse brandire chi lo impugna
e una verga sollevare ciò che non è di legno!
Perciò il Signore, Dio degli eserciti,
manderà una peste contro le sue più valide milizie;
sotto ciò che è sua gloria arderà un incendio
come incendio di fuoco.

Così dice il Signore: “Oh! Assiria, verga del mio furore,bastone del mio sdegno!”, il profeta legge le prove che colpiscono Israele e vede in esse la mano di Dio che passa tra il suo popolo per purificarlo e per convertirlo. Quando non c’è conversione, quando non c’è apertura al primato della Parola di Dio e della sua grazia, tutto diventa preda di altri e deserto dell’amore. Isaia legge il suo momento e vede Dio che passa con un bastone per percuotere la stoltezza dei superficiali e per esortare i cuori a ritornare a Lui.

Pensiero del giorno: Signore, donami la conversione e non farmi riposare nella mediocrità autosufficiente del mio nulla.


Giovedì 16 luglio
Santi del giorno: beata Vergine Maria del Carmelo. Le origini della devozione della Madonna del Carmelo sono legate all’Ordine carmelitano, il cui primo nucleo si insediò sul monte Carmelo in Terrasanta. Il 16 luglio 1251 la Vergine, circondata da angeli e con il Bambino in braccio, apparve al primo padre generale dell’ordine, beato Simone Stock, al quale diede lo scapolare.

Dal libro del profeta Isaìa
Il sentiero del giusto è diritto,
il cammino del giusto tu rendi piano.
Sì, sul sentiero dei tuoi giudizi,
Signore, noi speriamo in te;
al tuo nome e al tuo ricordo
si volge tutto il nostro desiderio.
Di notte anela a te l’anima mia,
al mattino dentro di me il mio spirito ti cerca,
perché quando eserciti i tuoi giudizi sulla terra,
imparano la giustizia gli abitanti del mondo.
Signore, ci concederai la pace,
perché tutte le nostre imprese tu compi per noi.
Signore, nella tribolazione ti hanno cercato;
a te hanno gridato nella prova, che è la tua correzione per loro.
Come una donna incinta che sta per partorire
si contorce e grida nei dolori,
così siamo stati noi di fronte a te, Signore.
Abbiamo concepito,
abbiamo sentito i dolori
quasi dovessimo partorire:
era solo vento;
non abbiamo portato salvezza alla terra
e non sono nati abitanti nel mondo.
Ma di nuovo vivranno i tuoi morti.
I miei cadaveri risorgeranno!
Svegliatevi ed esultate
voi che giacete nella polvere.
Sì, la tua rugiada è rugiada luminosa,
la terra darà alla luce le ombre.

Il profeta Isaia presenta Dio che conduce, che guida. È un Dio che viene desiderato, anelato, cercato dall’anima. Quando Dio viene cercato, concede la pace e, quando viene cercato nella tribolazione, si capisce che la correzione è stata medicina e grazia. Isaia parla di un popolo che sente i dolori del parto ma partorisce il nulla, perché quando non si ha Dio nel cuore si partorisce il vento della propria instabilità e della propria immaturità. Aprirsi a Dio e desiderarlo è diventare gravidi di cielo, di eterno e di amore. È ritrovare nel proprio cuore la Sua presenza.

Pensiero del giorno: Signore, di fronte alle mie gravidanze isteriche di superbia e di autosufficienza dammi la grazia di partorire me stesso nella verità del tuo amore.  


Venerdì 17 luglio
Santi del giorno: santa Marcellina, san Leone IV, san Giacinto

Dal libro del profeta Isaìa
In quei giorni Ezechìa si ammalò mortalmente. Il profeta Isaìa, figlio di Amoz, si recò da lui e gli disse: «Così dice il Signore: “Da’ disposizioni per la tua casa, perché tu morirai e non vivrai”». Ezechìa allora voltò la faccia verso la parete e pregò il Signore dicendo: «Signore, ricòrdati che ho camminato davanti a te con fedeltà e con cuore integro e ho compiuto ciò che è buono ai tuoi occhi». Ed Ezechìa fece un gran pianto.
Allora la parola del Signore fu rivolta a Isaìa dicendo: «Va’ e riferisci a Ezechìa: “Così dice il Signore, Dio di Davide, tuo padre: Ho udito la tua preghiera e ho visto le tue lacrime; ecco, io aggiungerò ai tuoi giorni quindici anni. Libererò te e questa città dalla mano del re d’Assiria; proteggerò questa città”».
Isaìa disse: «Si vada a prendere un impiastro di fichi e si applichi sulla ferita, così guarirà». Ezechìa disse: «Qual è il segno che salirò al tempio del Signore?». «Da parte del Signore questo ti sia come segno che il Signore manterrà questa promessa che ti ha fatto. Ecco, io faccio tornare indietro di dieci gradi l’ombra sulla meridiana, che è già scesa con il sole sull’orologio di Acaz». E il sole retrocesse di dieci gradi sulla scala che aveva disceso. 

Isaia va da Ezechia e gli annuncia la morte. Il re non accetta questa parola del Signore e piange; il Signore si commuove, gli rimanda ancora Isaia per dirgli che lo guarisce e gli ridà la vita. Che grande potenza ha la preghiera! Può veramente cambiare il corso della storia e della vita. La preghiera più bella è quella delle lacrime, perché è la più interiore, quella del cuore, quella che non è affogata nel verbalismo. Queste lacrime, questa preghiera fanno molto presso il cuore di Dio.

Pensiero del giorno: Signore, fammi piangere d’amore, altrimenti il mio sorriso ebete sarà la certezza del mio vuoto interiore.    


Sabato 18 luglio
Santi del giorno: san Federico, sant’Arnolfo.

Dal libro del profeta Michèa
Guai a coloro che meditano l’iniquità
e tramano il male sui loro giacigli;
alla luce dell’alba lo compiono,
perché in mano loro è il potere.
Sono avidi di campi e li usurpano,
di case e se le prendono.
Così opprimono l’uomo e la sua casa,
il proprietario e la sua eredità.
Perciò così dice il Signore:
«Ecco, io medito contro questa genìa
una sciagura da cui non potranno sottrarre il collo
e non andranno più a testa alta,
perché sarà un tempo di calamità.
In quel tempo
si intonerà su di voi una canzone,
si leverà un lamento e si dirà:
“Siamo del tutto rovinati;
ad altri egli passa l’eredità del mio popolo,
non si avvicinerà più a me,
per restituirmi i campi che sta spartendo!”.
Perciò non ci sarà nessuno
che tiri a sorte per te,
quando si farà la distribuzione
durante l’assemblea del Signore». 

Cominciamo a leggere il libro di Michea. Il profeta condanna coloro che meditano iniquità, che tramano il male e si rivolge contro la genia di ribelli che si oppone a Dio. Egli profetizza un tempo di calamità e un lamento. I profeti, per amore, dicono la verità senza peli sulla lingua e senza mediazioni eleganti di comunione, ma è questa verità portata dal profeta che diventa la salvezza della nostra vita, della nostra storia. La prima carità è la verità, senza la verità la carità non è carità, ma compromesso, inganno, ideologia che sfianca l’uomo e il suo cuore, perché solo la verità di Dio annunciata dai suoi profeti libera la nostra vita da noi stessi e dalle nostre parole.

Pensiero del giorno: Signore, fammi ricordare che la verità non è approvazione di popolo né approvazione di un voto, ma viene da Te nella sua bellezza e nella sua luminosità ed è la tua verità che salva il mio cuore e la mia vita.    
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