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16-21 maggio 2022

La Parola > Parola della settimana

RIFLESSIONI SULLA PAROLA
16 -21 maggio 2022


Lunedì 16 maggio

Santi del giorno: sant’Ubaldo, san Luigi Orione, beato Simone Stock.

Dagli Atti degli Apostoli

In quei giorni, a Icònio ci fu un tentativo dei pagani e dei Giudei con i loro capi di aggredire e lapidare Paolo e Bàrnaba; essi lo vennero a sapere e fuggirono nelle città della Licaònia, Listra e Derbe, e nei dintorni, e là andavano evangelizzando. C’era a Listra un uomo paralizzato alle gambe, storpio sin dalla nascita, che non aveva mai camminato. Egli ascoltava Paolo mentre parlava e questi, fissandolo con lo sguardo e vedendo che aveva fede di essere salvato, disse a gran voce: «Àlzati, ritto in piedi!». Egli balzò in piedi e si mise a camminare. La gente allora, al vedere ciò che Paolo aveva fatto, si mise a gridare, dicendo, in dialetto licaònio: «Gli dèi sono scesi tra noi in figura umana!». E chiamavano Bàrnaba «Zeus» e Paolo «Hermes», perché era lui a parlare. Intanto il sacerdote di Zeus, il cui tempio era all’ingresso della città, recando alle porte tori e corone, voleva offrire un sacrificio insieme alla folla. Sentendo ciò, gli apostoli Bàrnaba e Paolo si strapparono le vesti e si precipitarono tra la folla, gridando: «Uomini, perché fate questo? Anche noi siamo esseri umani, mortali come voi, e vi annunciamo che dovete convertirvi da queste vanità al Dio vivente, che ha fatto il cielo, la terra, il mare e tutte le cose che in essi si trovano. Egli, nelle generazioni passate, ha lasciato che tutte le genti seguissero la loro strada; ma non ha cessato di dar prova di sé beneficando, concedendovi dal cielo piogge per stagioni ricche di frutti e dandovi cibo in abbondanza per la letizia dei vostri cuori». E così dicendo, riuscirono a fatica a far desistere la folla dall’offrire loro un sacrificio.

Oggi gli Atti raccontano che Paolo e Barnaba, fuggendo da Antiochia, arrivano a Licaonia, Listra e Derbe dove continuano la loro evangelizzazione. A Listra guariscono un uomo paralizzato alle gambe: Paolo, con la potenza della sua fede e nella potenza del nome di Gesù, lo fa balzare ritto in piedi. La gente non capisce questo miracolo e pensa che siano Zeus ed Hermes, ma essi si precipitano tra la folla per stroncare all’inizio questo malinteso. I veri discepoli operano nel nome di Gesù, con la potenza del suo nome. Anche oggi si compiono segni, prodigi e miracoli, ma i veri discepoli del Signore aborriscono il protagonismo, l’essere al centro di qualcosa che potrebbe essere interpretata come proprietà e potenza loro. Paolo e Barnaba ci insegnano veramente a proclamare la signoria di Gesù, la potenza di Gesù, rimanendo umili servitori della sua potenza, ma anche audaci nel chiedere nel suo nome segni, prodigi e miracoli, anche nel nostro tempo, che ritiene che queste cose non avvengano più.

Pensiero del giorno: Signore Gesù, fammi riscoprire la potenza del tuo nome e fammi usare questo nome nella tua grazia e nella tua potenza, perché non mi riduca a parlare di argomenti su di te senza l’entusiasmo e il calore della vita.


Martedì 17 maggio
Santi del giorno: san Pasquale Baylon, santa Giulia Salzano.

Dagli Atti degli Apostoli

In quei giorni, giunsero [a Listra] da Antiòchia e da Icònio alcuni Giudei, i quali persuasero la folla. Essi lapidarono Paolo e lo trascinarono fuori della città, credendolo morto. Allora gli si fecero attorno i discepoli ed egli si alzò ed entrò in città. Il giorno dopo partì con Bàrnaba alla volta di Derbe.
Dopo aver annunciato il Vangelo a quella città e aver fatto un numero considerevole di discepoli, ritornarono a Listra, Icònio e Antiòchia, confermando i discepoli ed esortandoli a restare saldi nella fede «perché – dicevano – dobbiamo entrare nel regno di Dio attraverso molte tribolazioni». Designarono quindi per loro in ogni Chiesa alcuni anziani e, dopo avere pregato e digiunato, li affidarono al Signore, nel quale avevano creduto. Attraversata poi la Pisìdia, raggiunsero la Panfìlia e, dopo avere proclamato la Parola a Perge, scesero ad Attàlia; di qui fecero vela per Antiòchia, là dove erano stati affidati alla grazia di Dio per l’opera che avevano compiuto. Appena arrivati, riunirono la Chiesa e riferirono tutto quello che Dio aveva fatto per mezzo loro e come avesse aperto ai pagani la porta della fede. E si fermarono per non poco tempo insieme ai discepoli.

In quei giorni, giunsero a Listra da Antiòchia e da Icònio alcuni Giudei che volevano persuadere la folla a lapidare Paolo. L’apostolo subisce la lapidazione e, creduto morto, viene portato fuori dalla città, ma quando i discepoli lo raggiunsero, egli si alzò e vi rientrò. Il giorno dopo si recò a Derbe. Neppure le pietre hanno fiaccato l’entusiasmo, il coraggio, la gioia di Paolo nell’evangelizzare. È molto bello vedere in Paolo questa itineranza che lo porta ad andare di città in città per annunciare Gesù. La forza dell’apostolo era Gesù, la fecondità di Paolo era nella grazia di Gesù ed egli, nonostante le pietre e le prove, continua il suo itinerario di missionario del vangelo.

Pensiero del giorno: Signore, fa’ che non mi fermi davanti alle pietre, sapendo che quando verrò lapidato dalle pietre dell’insulto e dell’incomprensione sarò un tuo vero discepolo che ha ricevuto la gioia di soffrire per Te e con Te.


Mercoledì 18 maggio
Santi del giorno: san Giovanni I.

Dagli Atti degli Apostoli

In quei giorni, alcuni, venuti [ad Antiòchia] dalla Giudea, insegnavano ai fratelli: «Se non vi fate circoncidere secondo l’usanza di Mosè, non potete essere salvati».
Poiché Paolo e Bàrnaba dissentivano e discutevano animatamente contro costoro, fu stabilito che Paolo e Bàrnaba e alcuni altri di loro salissero a Gerusalemme dagli apostoli e dagli anziani per tale questione. Essi dunque, provveduti del necessario dalla Chiesa, attraversarono la Fenìcia e la Samarìa, raccontando la conversione dei pagani e suscitando grande gioia in tutti i fratelli.
Giunti poi a Gerusalemme, furono ricevuti dalla Chiesa, dagli apostoli e dagli anziani, e riferirono quali grandi cose Dio aveva compiuto per mezzo loro. Ma si alzarono alcuni della setta dei farisei, che erano diventati credenti, affermando: «È necessario circonciderli e ordinare loro di osservare la legge di Mosè». Allora si riunirono gli apostoli e gli anziani per esaminare questo problema.

In quei giorni alcuni venuti ad Antiochia insegnavano ai fratelli che la circoncisione era indispensabile per la salvezza, ma Paolo e Barnaba discutevano animatamente e si opposero alla presa di posizione di questi Giudei che volevano fare del cristianesimo un prolungamento dell’ebraismo. Paolo e Barnaba non hanno paura dei confronti, e degli scontri per la verità. Essi vogliono conservare la libertà di Gesù e non vogliono appesantirla con la normativa mosaica ed ebraica. Paolo ci insegna che non bisogna avere paura della rottura in nome della verità, che la verità di Gesù non va mai commercializzata, non si scende mai a patti con la verità e per la verità bisogna avere anche il coraggio di rompere, di proclamare e di decidere.
Questo atteggiamento oggi è molto raro nella chiesa dove, per un falso ecumenismo e per un quieto vivere, si è molto sfumati nell’affermare e nel chiarire ciò che è bene e ciò che è male, ciò che viene da Dio e ciò che non viene da Dio, cadendo in una falsa pace che non costruisce nulla, anzi che danneggia la causa del vangelo, perché il vangelo è verità che divide per la salvezza.      

Pensiero del giorno: Signore, piuttosto di vivere di compromesso, rendimi silenzioso sulla tua Parola. Signore, piuttosto che commercializzare e svendere la tua Parola, rendimi capace di rottura e di inimicizia, ma conservami la fedeltà totale a Te.


Giovedì 19 maggio
Santi del giorno: san Pietro Celestino, san Crispino da Viterbo, sant’Ivo.

Dagli Atti degli Apostoli

In quei giorni, poiché era sorta una grande discussione, Pietro si alzò e disse loro: «Fratelli, voi sapete che, già da molto tempo, Dio in mezzo a voi ha scelto che per bocca mia le nazioni ascoltino la parola del Vangelo e vengano alla fede. E Dio, che conosce i cuori, ha dato testimonianza in loro favore, concedendo anche a loro lo Spirito Santo, come a noi; e non ha fatto alcuna discriminazione tra noi e loro, purificando i loro cuori con la fede. Ora dunque, perché tentate Dio, imponendo sul collo dei discepoli un giogo che né i nostri padri né noi siamo stati in grado di portare? Noi invece crediamo che per la grazia del Signore Gesù siamo salvati, così come loro».Tutta l’assemblea tacque e stettero ad ascoltare Bàrnaba e Paolo che riferivano quali grandi segni e prodigi Dio aveva compiuto tra le nazioni per mezzo loro. Quando essi ebbero finito di parlare, Giacomo prese la parola e disse: «Fratelli, ascoltatemi. Simone ha riferito come fin da principio Dio ha voluto scegliere dalle genti un popolo per il suo nome. Con questo si accordano le parole dei profeti, come sta scritto: “Dopo queste cose ritornerò e riedificherò la tenda di Davide, che era caduta; ne riedificherò le rovine e la rialzerò, perché cerchino il Signore anche gli altri uomini e tutte le genti sulle quali è stato invocato il mio nome, dice il Signore, che fa queste cose, note da sempre”. Per questo io ritengo che non si debbano importunare quelli che dalle nazioni si convertono a Dio, ma solo che si ordini loro di astenersi dalla contaminazione con gli idoli, dalle unioni illegittime, dagli animali soffocati e dal sangue. Fin dai tempi antichi, infatti, Mosè ha chi lo predica in ogni città, poiché viene letto ogni sabato nelle sinagoghe».

Pietro, alzandosi, parla ai fratelli e proclama con forza che l’azione dello Spirito santo non fa nessuna discriminazione tra i pagani e i credenti, anzi egli contempla l’opera dello Spirito che non ha paura dei nostri steccati e dei nostri muri, eretti molte volte dalle nostre precomprensioni asfittiche. Perciò Pietro decide di non imporre a coloro che sarebbero entrati nella chiesa pesi e gioghi che i loro padri e neppure loro erano stati capaci di portare. Nella chiesa ci dovrebbe essere l’attenzione e il dono della leggerezza, della dinamica dell’amore e non dell’appesantimento di tante normatività e di tanti gioghi. Anche oggi molti gioghi pesano sul collo dei credenti e  tante volte li costruiamo noi con le nostre arroganze mentali, con i nostri progetti pastorali, con le nostre intolleranze verso altre modalità di vivere il vangelo. Lo spirito non porta pesi, porta libertà, pace, scioltezza, bellezza, gioia. La chiesa primitiva, con il grande gesto di non importunare coloro che entravano con le usanze ebraiche, è un’icona di una grande intelligenza misericordiosa e materna che ne fa un grembo dove tutti i figli di Dio possono respirare la libertà.
     
Pensiero del giorno: Signore, non rendermi una persona pesante e che appesantisce, ma rendimi sempre lieto e lieve nella tua grazia


Venerdì 20 maggio

Santi del giorno: san Bernardino da Siena, santa Lidia

Dagli Atti degli Apostoli

In quei giorni, agli apostoli e agli anziani, con tutta la Chiesa, parve bene di scegliere alcuni di loro e di inviarli ad Antiòchia insieme a Paolo e Bàrnaba: Giuda, chiamato Barsabba, e Sila, uomini di grande autorità tra i fratelli. E inviarono tramite loro questo scritto: «Gli apostoli e gli anziani, vostri fratelli, ai fratelli di Antiòchia, di Siria e di Cilìcia, che provengono dai pagani, salute! Abbiamo saputo che alcuni di noi, ai quali non avevamo dato nessun incarico, sono venuti a turbarvi con discorsi che hanno sconvolto i vostri animi. Ci è parso bene perciò, tutti d’accordo, di scegliere alcune persone e inviarle a voi insieme ai nostri carissimi Bàrnaba e Paolo, uomini che hanno rischiato la loro vita per il nome del nostro Signore Gesù Cristo. Abbiamo dunque mandato Giuda e Sila, che vi riferiranno anch’essi, a voce, queste stesse cose. È parso bene, infatti, allo Spirito Santo e a noi, di non imporvi altro obbligo al di fuori di queste cose necessarie: astenersi dalle carni offerte agli idoli, dal sangue, dagli animali soffocati e dalle unioni illegittime. Farete cosa buona a stare lontani da queste cose. State bene!». Quelli allora si congedarono e scesero ad Antiòchia; riunita l’assemblea, consegnarono la lettera. Quando l’ebbero letta, si rallegrarono per l’incoraggiamento che infondeva.

Paolo e Barnaba vengono inviati ad Antiochia da quella comunità per annunciare le decisioni prese insieme secondo cui non c’era nessun obbligo di circoncisione o di altro, ma solo l’obbligo di astenersi dalle carni offerte agli idoli, perché idolatria, dal sangue degli animali soffocati e dalle unioni illegittime. La chiesa comincia a discernere ciò che ha fatto il suo tempo e ciò che è ancora importante. In questo discernimento anche oggi la chiesa dovrebbe trovare l’essenzialità di ciò che basta per essere testimoni, discepoli innamorati di Gesù. L’appesantimento di norme e di modalità impedisce molte volte la circolazione della freschezza e dell’energia di grazia dello Spirito. Molte volte in una comunità appesantita da tante sovrastrutture che si è creata, lo Spirito trova resistenza nei cuori, ma dove c’è la libertà e l’essenzialità lo Spirito opera grandi cose e rende la chiesa madre interessante e libera di nuovi figli.    

Pensiero del giorno: Signore, rendimi capace di annunciare la tua libertà, la tua pace e la tua gioia.


Sabato 21 maggio
Santi del giorno: san Cristoforo Magallanes e compagni; Cristoforo fu missionario tra gli indigeni Huichole e suscitò numerose vocazioni sacerdotali. Fu ucciso insieme a 24 compagni martiri nel 1927.

Dagli Atti degli Apostoli

In quei giorni, Paolo si recò a Derbe e a Listra. Vi era qui un discepolo chiamato Timòteo, figlio di una donna giudea credente e di padre greco: era assai stimato dai fratelli di Listra e di Icònio. Paolo volle che partisse con lui, lo prese e lo fece circoncidere a motivo dei Giudei che si trovavano in quelle regioni: tutti infatti sapevano che suo padre era greco. Percorrendo le città, trasmettevano loro le decisioni prese dagli apostoli e dagli anziani di Gerusalemme, perché le osservassero. Le Chiese intanto andavano fortificandosi nella fede e crescevano di numero ogni giorno. Attraversarono quindi la Frìgia e la regione della Galàzia, poiché lo Spirito Santo aveva impedito loro di proclamare la Parola nella provincia di Asia. Giunti verso la Mìsia, cercavano di passare in Bitìnia, ma lo Spirito di Gesù non lo permise loro; così, lasciata da parte la Mìsia, scesero a Tròade. Durante la notte apparve a Paolo una visione: era un Macèdone che lo supplicava: «Vieni in Macedònia e aiutaci!». Dopo che ebbe questa visione, subito cercammo di partire per la Macedònia, ritenendo che Dio ci avesse chiamati ad annunciare loro il Vangelo.

Paolo si reca a Derbe e a Listra e trova un discepolo, Timoteo, figlio di una donna giudea credente e di padre greco. Paolo vuole che parta con lui, perciò lo fa circoncidere a motivo  dei Giudei che si trovavano in quelle regioni e ne fa il suo collaboratore. L’apostolo, nella sua itineranza evangelizzante, passa nelle comunità fortificandole nella fede e  accrescendole di numero ogni giorno. È sempre lo Spirito santo che accompagna l’itineranza di Paolo ed è lo Spirito che guida i suoi passi anche verso terre e regioni che non sarebbero state visitate da una sapienza umana, infatti la Parola ci narra che a Paolo apparve in visione un macedone che lo supplicava di andare in Macedonia ad aiutarli.  Dopo questa visione, dono dello spirito, Paolo arriva anche lì per portare Gesù. La vera progettualità è dello Spirito santo, il vero segreto dell’evangelizzazione è nella forza dello Spirito santo che impedisce che noi annunciamo cose nostre e ci fa avanzare nella missione dell’annuncio attraverso la sua forza, la sua sapienza e la sua luce. È lo Spirito il grande regista di tutto, se fossimo noi tutto il nostro sforzo sarebbe vanificato perché sarebbe azione umana senza la forza di Dio.  

Pensiero del giorno: Signore, fa’ che mi ricordi più spesso che devo lasciarmi precedere dallo Spirito. Fa’ che sia docile allo Spirito perché esso mi renderà evangelizzatore pieno di fecondità perché libererà me stesso da me stesso, allora sarò libero nel soffio del tuo amore.  
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