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19-24 ottobre 2020

La Parola > Parola della settimana

RIFLESSIONI SULLA PAROLA
19 - 24 ottobre 2020


Lunedì 19 ottobre

Santi del giorno: santi Giovanni, Isacco e c.

Dalla lettera di san Paolo  apostolo agli Efesìni
Fratelli, voi eravate morti per le vostre colpe e i vostri peccati, nei quali un tempo viveste, alla maniera di questo mondo, seguendo il principe delle Potenze dell’aria, quello spirito che ora opera negli uomini ribelli. Anche tutti noi, come loro, un tempo siamo vissuti nelle nostre passioni carnali seguendo le voglie della carne e dei pensieri cattivi: eravamo per natura meritevoli d’ira, come gli altri. Ma Dio, ricco di misericordia, per il grande amore con il quale ci ha amato, da morti che eravamo per le colpe, ci ha fatto rivivere con Cristo: per grazia siete salvati. Con lui ci ha anche risuscitato e ci ha fatto sedere nei cieli, in Cristo Gesù, per mostrare nei secoli futuri la straordinaria ricchezza della sua grazia mediante la sua bontà verso di noi in Cristo Gesù. Per grazia infatti siete salvati mediante la fede; e ciò non viene da voi, ma è dono di Dio; né viene dalle opere, perché nessuno possa vantarsene. Siamo infatti opera sua, creati in Cristo Gesù per le opere buone, che Dio ha preparato perché in esse camminassimo.

Paolo  si rivolge ancora agli Efesini e ricorda loro la morte per le colpe e per i peccati quando non conoscevano ancora la grazia della misericordia di Gesù, ma Dio, ricco di misericordia, li ha amati, e da morti che erano hanno cominciato a rivivere con Cristo, in forza della grazia. Anche oggi il Signore ci manda a tanti morti viventi che camminano in mezzo a noi, morti inconsapevoli, ma reali, morti nell’anima, morti nella fede, morti nella speranza. Abbiamo un compito: portare la grazia e la vita di Cristo a questi morti, non avendo paura di questo ministero perché, se il Signore ci manda, ci fa precedere da una grazia sufficiente ed abbondante. Un domani il Signore ci domanderà conto delle anime che avremmo potuto illuminare e non abbiamo illuminato, avvicinare e non abbiamo avvicinato per la nostra paura e la nostra pigrizia.
Quando abbiamo dentro il fuoco dello Spirito, non esistono alibi per non andare a portare alle anime morte la vita di Dio.

Pensiero del Giorno: Signore , fa’ che non mi rassegni a vedere anime morte che incrementano le pompe funebri spirituali di satana e delle sue schiere, ma rendimi apostolo capace di riportare a loro la Tua vita, nella grazia della misericordia e del perdono.  

   
Martedì 20 ottobre
Santi del giorno: san Cornelio, sant’Adelina, santa Maria Bertilla Boscardin

Dalla lettera di san Paolo apostolo agli Efesìni
Fratelli, ricordatevi che in quel tempo eravate senza Cristo, esclusi dalla cittadinanza d’Israele, estranei ai patti della promessa, senza speranza e senza Dio nel mondo. Ora invece, in Cristo Gesù, voi che un tempo eravate lontani, siete diventati vicini, grazie al sangue di Cristo.
Egli infatti è la nostra pace,
colui che di due ha fatto una cosa sola,
abbattendo il muro di separazione che li divideva,
cioè l’inimicizia, per mezzo della sua carne.
Così egli ha abolito la Legge, fatta di prescrizioni e di decreti,
per creare in se stesso, dei due, un solo uomo nuovo,
facendo la pace,
e per riconciliare tutti e due con Dio in un solo corpo,
per mezzo della croce,
eliminando in se stesso l’inimicizia.
Egli è venuto ad annunciare pace a voi che eravate lontani,
e pace a coloro che erano vicini.
Per mezzo di lui infatti possiamo presentarci, gli uni e gli altri,
al Padre in un solo Spirito.
Così dunque voi non siete più stranieri né ospiti, ma siete concittadini dei santi e familiari di Dio, edificati sopra il fondamento degli apostoli e dei profeti, avendo come pietra d’angolo lo stesso Cristo Gesù. In lui tutta la costruzione cresce ben ordinata per essere tempio santo nel Signore ; in lui anche voi venite edificati insieme per diventare abitazione di Dio per mezzo dello Spirito.

Paolo si rivolge ancora agli Efesini e ricorda loro che, un tempo lontani, in Cristo Gesù sono diventati vicini grazie al sangue stesso di Cristo. Paolo definisce Gesù: “nostra pace, colui che di due ha fatto una cosa sola”, infatti Egli ha abolito la legge, fatta di prescrizioni, e ha creato in se stesso dei due popoli un uomo nuovo. Accogliere Gesù è abbattere i muri che abbiamo creato dentro di noi con le nostre paure e le nostre manie, accogliere Gesù è accogliere la vera pace e riconciliare in noi i due aspetti della vita nell’unico amore suo. Accogliere Gesù è venire edificati, mediante lo Spirito, per diventare dimora di Dio.

Pensiero del Giorno: Signore, quando non mi accorgo che sono morto, mandami uno scossone tramite qualche tuo profeta che mi ricordi il dovere di accogliere la tua vita.   


Mercoledì 21 ottobre

Santi del giorno: sant’Orsola, beato Pino Puglisi

Dalla lettera di san Paolo apostolo agli Efesìni
Fratelli, penso che abbiate sentito parlare del ministero della grazia di Dio, a me affidato a vostro favore: per rivelazione mi è stato fatto conoscere il mistero, di cui vi ho già scritto brevemente. Leggendo ciò che ho scritto, potete rendervi conto della comprensione che io ho del mistero di Cristo. Esso non è stato manifestato agli uomini delle precedenti generazioni come ora è stato rivelato ai suoi santi apostoli e profeti per mezzo dello Spirito: che le genti sono chiamate, in Cristo Gesù, a condividere la stessa eredità, a formare lo stesso corpo e ad essere partecipi della stessa promessa per mezzo del Vangelo, del quale io sono divenuto ministro secondo il dono della grazia di Dio, che mi è stata concessa secondo l’efficacia della sua potenza. A me, che sono l’ultimo fra tutti i santi, è stata concessa questa grazia: annunciare alle genti le impenetrabili ricchezze di Cristo e illuminare tutti sulla attuazione del mistero nascosto da secoli in Dio, creatore dell’universo, affinché, per mezzo della Chiesa, sia ora manifestata ai Principati e alle Potenze dei cieli la multiforme sapienza di Dio, secondo il progetto eterno che egli ha attuato in Cristo Gesù nostro Signore , nel quale abbiamo la libertà di accedere a Dio in piena fiducia mediante la fede in lui.

L’apostolo parla del suo ministero e della sua missione sostenuta dalla grazia di Dio e ricorda che il mistero si è svelato adesso e non nelle precedenti generazioni perché è Dio che ha stabilito la pienezza dei tempi perché il mistero venisse svelato, consegnato ed affidato a noi. Ecco perché Paolo si sente l’ultimo tra tutti i santi, si sente anche messaggero e annunciatore delle impenetrabili ricchezze di Cristo. La Parola ci esorta ad essere audaci ed andare anche fino alle periferie più lontane dell’esistenza per portare la Parola di Gesù, che è guarigione, pace e vita.

Pensiero del Giorno: Signore, fa’ che non abbia paura di rivolgermi ai lontani per portare la ricchezza della tua grazia, sapendo che essa mi sostiene e mi consola sempre.


Giovedì 22 ottobre
Santi del giorno: sant’Albercio, san Giovanni Paolo II

Dalla lettera di san Paolo  apostolo agli Efesìni
Fratelli, io piego le ginocchia davanti al Padre, dal quale ha origine ogni discendenza in cielo e sulla terra, perché vi conceda, secondo la ricchezza della sua gloria, di essere potentemente rafforzati nell’uomo interiore mediante il suo Spirito.
Che il Cristo abiti per mezzo della fede nei vostri cuori, e così, radicati e fondati nella carità, siate in grado di comprendere con tutti i santi quale sia l’ampiezza, la lunghezza, l’altezza e la profondità, e di conoscere l’amore di Cristo che supera ogni conoscenza, perché siate ricolmi di tutta la pienezza di Dio.
A colui che in tutto ha potere di fare
molto più di quanto possiamo domandare o pensare,
secondo la potenza che opera in noi,
a lui la gloria nella Chiesa e in Cristo Gesù
per tutte le generazioni, nei secoli dei secoli! Amen.
Paolo piega le ginocchia davanti al Padre e augura agli Efesini che il Cristo abiti dentro i loro cuori per mezzo della fede, perché possano comprendere l’ampiezza, la lunghezza, l’altezza e la profondità dell’amore di Cristo. Quando vogliamo aiutare un’anima ad arrivare a Gesù, la dobbiamo condurre nel mistero e nella profondità del cuore di Gesù. Gesù è insostituibile, è unico e, accompagnandola alla fonte di un uomo che ha scelto Dio nell’umiltà e nella povertà, conduciamo un’anima alla vita e gliela facciamo rigustare, le diamo la gioia della vita. Tutto, però, comincia quando pieghiamo le ginocchia davanti a Dio, perché tutto è fecondità di preghiera.

Pensiero del Giorno: Signore, se non prego non permettermi che faccia apostolato, vorrei guidare la macchina senza la benzina.


Venerdì 23 ottobre
Santi del giorno: san Giovanni da Capestrano, san Severino Boezio

Dalla lettera di san Paolo apostolo agli Efesìni
Fratelli, io, prigioniero a motivo del Signore, vi esorto: comportatevi in maniera degna della chiamata che avete ricevuto, con ogni umiltà, dolcezza e magnanimità, sopportandovi a vicenda nell’amore, avendo a cuore di conservare l’unità dello spirito per mezzo del vincolo della pace. Un solo corpo e un solo spirito, come una sola è la speranza alla quale siete stati chiamati, quella della vostra vocazione; un solo Signore, una sola fede, un solo battesimo. Un solo Dio e Padre di tutti, che è al di sopra di tutti, opera per mezzo di tutti ed è presente in tutti.

Paolo ricorda agli Efesini il comportamento secondo il Signore e cita le virtù dell’umiltà, della dolcezza, della magnanimità e della sopportazione. Solamente lo Spirito santo può fare amare gli uomini e il loro cuore, solo lo Spirito santo può operare in noi il miracolo per farci diventare uomini  di unità nel grembo della chiesa. Solamente lo Spirito santo ci può portare a quell’unità profonda che Lui crea tra le anime, unità spirituale fortissima e saldissima.
Paolo ci ricorda che l’unità è possibile, che la comunione profonda nella comunità è possibile quando scopriamo l’unica paternità di Dio, che è infinita, immensa, potente ed efficace. La grazia, che ci prepara ad entrare nel mistero di Dio, ci viene data continuamente, basta che pieghiamo le ginocchia e diventiamo umili e piccoli davanti al suo amore.

Pensiero del Giorno: Signore, fa’ che faccia con più fede, con più devozione e più spesso la genuflessione, perché non genuflettere davanti a Te, presenza viva d’amore, è dimenticare il grande amore ricevuto.


Sabato 24 ottobre
Santi del giorno: sant’Antonio Claret

Dalla lettera di san Paolo apostolo agli Efesìni
Fratelli, a ciascuno di noi, è stata data la grazia secondo la misura del dono di Cristo. Per questo è detto:
«Asceso in alto, ha portato con sé prigionieri, ha distribuito doni agli uomini». Ma cosa significa che ascese, se non che prima era disceso quaggiù sulla terra? Colui che discese è lo stesso che anche ascese al di sopra di tutti i cieli, per essere pienezza di tutte le cose. Ed egli ha dato ad alcuni di essere apostoli, ad altri di essere profeti, ad altri ancora di essere evangelisti, ad altri di essere pastori e maestri, per preparare i fratelli a compiere il ministero, allo scopo di edificare il corpo di Cristo, finché arriviamo tutti all’unità della fede e della conoscenza del Figlio di Dio, fino all’uomo perfetto, fino a raggiungere la misura della pienezza di Cristo. Così non saremo più fanciulli in balìa delle onde, trasportati qua e là da qualsiasi vento di dottrina, ingannati dagli uomini con quella astuzia che trascina all’errore. Al contrario, agendo secondo verità nella carità, cerchiamo di crescere in ogni cosa tendendo a lui, che è il capo, Cristo. Da lui tutto il corpo, ben compaginato e connesso, con la collaborazione di ogni giuntura, secondo l’energia propria di ogni membro, cresce in modo da edificare se stesso nella carità.

Paolo parla dell’Ascensione di Gesù e con questa Cristo ha portato con sé prigionieri e ha distribuito doni agli uomini. Quando Cristo ci afferra, siamo capaci di grande fede e di grande audacia, ma Egli deve afferrarci, deve farci sentire appartenenti a sé. Nel nostro tempo, in cui non vogliamo nessuna appartenenza e nessuna misericordia, se veramente sapremo essere afferrati dalla pienezza di Cristo, non saremo più in balia delle onde delle ideologie umane che rendono triste e vuota la nostra vita.

Pensiero del Giorno: Signore, dammi la grazia di scoprire sempre l’infinita misura del dono di Cristo per farlo fruttificare e perché questo frutto porti bene alle anime.
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