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20-25 luglio 2020

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RIFLESSIONI SULLA PAROLA
20-25 luglio 2020


Lunedì 20 luglio

Santi del giorno: sant’Aurelio, sant’Apollinare, sant’Elia profeta.

Dal libro del profeta Michèa
Ascoltate dunque ciò che dice il Signore:
«Su, illustra la tua causa ai monti
e i colli ascoltino la tua voce!».
Ascoltate, o monti, il processo del Signore,
o perenni fondamenta della terra,
perché il Signore è in causa con il suo popolo,
accusa Israele.
«Popolo mio, che cosa ti ho fatto?
In che cosa ti ho stancato? Rispondimi.
Forse perché ti ho fatto uscire dalla terra d’Egitto,
ti ho riscattato dalla condizione servile
e ho mandato davanti a te
Mosè, Aronne e Maria?».
«Con che cosa mi presenterò al Signore,
mi prostrerò al Dio altissimo?
Mi presenterò a lui con olocausti,
con vitelli di un anno?
Gradirà il Signore
migliaia di montoni
e torrenti di olio a miriadi?
Gli offrirò forse il mio primogenito
per la mia colpa,
il frutto delle mie viscere
per il mio peccato?».
Uomo, ti è stato insegnato ciò che è buono
e ciò che richiede il Signore da te:
praticare la giustizia,
amare la bontà,
camminare umilmente con il tuo Dio.

La chiesa legge un brano di Michea, un profeta che predice Betlemme come la città del Messia. Egli  oggi ci dice che il Signore è in causa con il suo popolo. Si tratta del caratteristico rib profetico cioè la denuncia, l’urlo del profeta contro un popolo infedele, ma Michea mette in bocca a dio una parola tenera: “Popolo mio, che cosa ti ho fatto, in che cosa ti ho stancato?”. Anche oggi il Signore fa a noi, suo popolo, la stessa domanda, oggi che assistiamo ad un’apostasia silenziosa ma efficace in cui tante persone si staccano dal Dio di Gesù Cristo per affogare in un divino generico e fluttuante.
Il Signore ci ricorda che innanzitutto ci chiede tre cose: praticare la giustizia, cioè essere riflesso del suo amore, amare la bontà, cioè essere carezza di Dio e tenerezza nel cuore dell’uomo e camminare umilmente con il nostro Dio. Sono questi i tre segni che Lui vuole da noi più delle celebrazioni curate con le quali noi molte volte celebriamo la nostra arroganza. La voce del Signore risuona per ogni anima ed attende una risposta personale, perché ognuno di noi siamo storie di Dio, ed egli esige di trovare sui suoi passi le nostre orme di umili discepoli fedeli.      

Pensiero del giorno: Signore, quante volte incolpiamo Te di ciò che non va nella nostra vita: è l’ennesima arroganza e l’ennesimo alibi dei cuori. Signore, non farmi vivere più di alibi, ma fammi vivere di intensità d’amore.  


Martedì 21 luglio
Santi del giorno: san Lorenzo da Brindisi.



Mercoledì 22 luglio
Santi del giorno: santa Maria Maddalena, san Gualtiero.
Santa Maria Maddalena Accanto alla Vergine Madre, Maria Maddalena fu tra le donne che collaborarono all’apostolato di Gesù (Lc 8, 2-3) e lo seguirono fino alla croce (Gv 19, 25) e al sepolcro (Mt 27, 61). Secondo la testimonianza dei vangeli, ebbe il privilegio della prima apparizione di Gesù risorto e dallo stesso Signore ricevette l’incarico dell’annunzio pasquale ai fratelli (Mt 28, 9-10); Gv 20, 11-18). La sua memoria è ricordata il 22 luglio nel martirologio di Beda e dai Siri, dai Bizantini e dai Copti.

Dal Cantico dei Cantici
Così dice la sposa:
«Sul mio letto, lungo la notte, ho cercato
l’amore dell’anima mia;
l’ho cercato, ma non l’ho trovato.
Mi alzerò e farò il giro della città
per le strade e per le piazze;
voglio cercare l’amore dell’anima mia.
L’ho cercato, ma non l’ho trovato.
Mi hanno incontrata le guardie che fanno la ronda in città:
“Avete visto l’amore dell’anima mia?”.
Da poco le avevo oltrepassate,
quando trovai l’amore dell’anima mia».

Questa mattina la chiesa ci propone un brano del Cantico dei Cantici come lettura, perché rappresenta la storia di Maria Maddalena, l’innamorata. Ella ha cercato l’amore anche quando non lo trovava. La donna del Cantico, infatti, sta cercando l’amore e domanda a tutti se hanno visto l’amore della sua anima. Il lirismo del brano non è un romanticismo vuoto o una Parola dolcificata sull’amore sentimentale, ma è proprio la dinamica profonda di ogni anima. L’anima che cerca Dio è un’anima innamorata ed in questo sta la differenza fondamentale: le anime innamorate sono capaci di incendiare, di toccare, di portare altri nella seduzione dell’amore. Le anime innamorate, con il loro amore e con la loro passione, destrutturano strutture senza amore. Maria Maddalena, chiamata dagli orientali la proto apostola, è una grande donna che ci mostra nella sua vita l’intensità dell’amore. Essere anime amanti, ecco la vera profezia, che urge nel nostro tempo dove tutto diventa ideologia, sceneggiata arrogante ed egocentrica. Le anime innamorate sono le anime che fanno storia, la storia di Dio nella storia dell’uomo.    

Pensiero del giorno: Signore, non acquietarmi mai nell’amore, rendimi passionale come Maria Maddalena, rendimi capace di correre per amore, come Maria maddalena, rendimi capace di intensità e di pianto, come Maria Maddalena, non farmi fotocopia degli altri, ma unica immagine del tuo amore.


Giovedì 23 luglio
Santi del giorno: santa Brigida, san Giovanni Cassiano.

Santa Brigida nacque in Svezia nel 1303. Sposata in giovane età, ebbe otto figli che educò con cura esemplare. Associata al Terz’Ordine di san Francesco, dopo la morte del marito, si diede a una vita più ascetica, pur rimanendo nel mondo. Fondò allora un ordine religioso e, messasi in cammino verso Roma, fu per tutti esempio di grande virtù. Intraprese pellegrinaggi a scopo di penitenza e scisse molte opere in cui narrò le esperienze mistiche da lei stessa vissute. Morì a Roma nel 1373.

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Gàlati
Fratelli, mediante la Legge io sono morto alla Legge, affinché io viva per Dio.
Sono stato crocifisso con Cristo, e non vivo più io, ma Cristo vive in me.
E questa vita, che io vivo nel corpo, la vivo nella fede del Figlio di Dio, che mi ha amato e ha consegnato se stesso per me.

Oggi leggiamo la lettera di Paolo apostolo ai Galati. Essa ci presenta la spiritualità, l’intensità, la vita di Brigida. Perché Brigida era una donna diversa? Perché viveva per Dio, perché Cristo viveva in lei. La santità è avere Cristo dentro, oggi che è urgente leggere nella sapienza dello Spirito i cuori massacrati degli uomini. Oggi la gente della strada non ci chiede più informazioni teologiche, ma ci domanda una luce per l’enigma del cuore, per capire nella luce di Dio tutte le vibrazioni del cuore spirituale di ciascun uomo e di ciascuna donna che, non comprendendo il cuore, si sentono soli, appesantiti e rassegnati. Per capire il cuore e per riconquistare a Cristo ciò che le scienze psicoanalitiche hanno rubato al suo primato è necessario averlo dentro. Cristo dentro è la differenza. Cristo dentro fa la differenza. Quando Cristo è dentro ciascuno di noi non siamo più grancassa del nostro sapere, ma siamo vibrazione d’amore della sua presenza. La via del cuore non è esclusiva della new age ma è priorità del vangelo di Gesù. Brigida è stata una donna di Dio, ha illuminato il suo tempo perché Cristo viveva in lei, come in Paolo.
Oggi la Parola ci domanda chi c’è dentro di noi: il vuoto, troppe cose? Chiediamo allo Spirito di rispondere.
    
Pensiero del giorno: Signore, vivi in me perché se non vivi in me il mio interiore non rimane sfitto, ma si riempie di altro da Te e questo è tristezza.


Venerdì 24 luglio
Santi del giorno: san Charbel Makhluf, santa Cristina di Bolsena.



Sabato 25 luglio
Santi del giorno: san Giacomo apostolo, san Cristoforo.

Dalla seconda lettera di san Paolo apostolo ai Corìnzi
Fratelli, noi abbiamo un tesoro in vasi di creta, affinché appaia che questa straordinaria potenza appartiene a Dio, e non viene da noi. In tutto, infatti, siamo tribolati, ma non schiacciati; siamo sconvolti, ma non disperati; perseguitati, ma non abbandonati; colpiti, ma non uccisi, portando sempre e dovunque nel nostro corpo la morte di Gesù, perché anche la vita di Gesù si manifesti nel nostro corpo. Sempre infatti, noi che siamo vivi, veniamo consegnati alla morte a causa di Gesù, perché anche la vita di Gesù si manifesti nella nostra carne mortale. Cosicché in noi agisce la morte, in voi la vita. Animati tuttavia da quello stesso spirito di fede di cui sta scritto: «Ho creduto, perciò ho parlato», anche noi crediamo e perciò parliamo, convinti che colui che ha risuscitato il Signore Gesù, risusciterà anche noi con Gesù e ci porrà accanto a lui insieme con voi. Tutto infatti è per voi, perché la grazia, accresciuta a opera di molti, faccia abbondare l’inno di ringraziamento, per la gloria di Dio.

Oggi la chiesa legge un brano di Paolo ai Corinzi. Paolo ci ricorda che abbiamo un tesoro in vasi di creta perché appaia che questa straordinaria potenza appartiene a dio e non viene da noi. La fragilità di ciascuno di noi diventa per Dio grembo potente della sua grazia. La fragilità accompagna la nostra vita e ci impedisce di essere autoreferenziali e di gloriarci in autocelebrazioni vuote che lasciano il cuore ancora più vuoto. La potenza di Dio è la priorità, il primato della grazia. Dobbiamo essere uomini e donne che vivono questo primato della grazia che ci impedisce di ridurci ad essere uomini orizzontali, organizzativi, cerebrali, razionali dove sembra quasi che per la potenza della nostre mani facciamo qualcosa per l’affascinante amore di Dio. Il santo Padre richiama spesso l’errore del pelagianesimo cioè di pretendere di costruirci con le nostre forze senza la grazia di Dio. Ecco il tesoro che Dio ci dà: la sua grazia, in vasi di creta fragili e precari della nostra vita. Il fascino della grazia genera uomini e donne di Dio che si fidano e operano in quella grazia che li precede e solamente nella sua grazia possono vedere le sue vittorie.    

Pensiero del giorno: Signore, quando il mio protagonismo esaltato mi conferma che io sono il centro dell’universo, s-centrami e ricentrami nella tua grazia.
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