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24-29 febbraio 2020

La Parola > Parola della settimana

RIFLESSIONI SULLA PAROLA  
24 - 29 febbraio 2020


Lunedì 24 febbraio

Santi del giorno: san Modesto, beato Tommaso M. Fusco.

Dalla lettera di san Giacomo apostolo
Fratelli miei, chi tra voi è saggio e intelligente? Con la buona condotta mostri che le sue opere sono ispirate a mitezza e sapienza. Ma se avete nel vostro cuore gelosia amara e spirito di contesa, non vantatevi e non dite menzogne contro la verità. Non è questa la sapienza che viene dall’alto: è terrestre, materiale, diabolica; perché dove c’è gelosia e spirito di contesa, c’è disordine e ogni sorta di cattive azioni. Invece la sapienza che viene dall’alto anzitutto è pura, poi pacifica, mite, arrendevole, piena di misericordia e di buoni frutti, imparziale e sincera. Per coloro che fanno opera di pace viene seminato nella pace un frutto di giustizia.

Continuiamo a leggere la lettera di san Giacomo. L’apostolo contrappone la sapienza che viene dall’alto a quella che non viene dall’alto. Della sapienza che viene da Dio descrive gli attributi e le specificità: essa è pura, pacifica, mite, arrendevole, piena di misericordia e di buoni frutti, imparziale e sincera, mentre la sapienza terrestre materiale e diabolica porta gelosia, spirito di contesa, disordine e ogni sorta di azioni cattive. La Parola ci invita, oggi, a fare una cosa che in questo nostro tempo e in questa nostra cultura è sempre meno presente: operare delle scelte di vita chiare, definitive, trasparenti, scegliendo di essere insipienti o veri sapienti, scegliendo tra le due sapienze: la diabolica e la celeste. Quando scegliamo nello Spirito la sapienza celeste, sappiamo che porteremo frutto nello Spirito e faremo opera di pace, non il pacifismo politico, ma quella pace personale, quotidiana dei cuori. Questa opera di pace deriva da questo abbraccio con la sapienza celeste, cioè con Dio, infatti quando ci lasceremo abbracciare dalla sapienza celeste, diventeremo veramente quegli operatori di pace che Gesù esalta nel discorso della montagna. Scegliere chiaramente, definitivamente, luminosamente, intelligentemente, ecco la profezia urgente di oggi in un mondo che non sceglie, ma subisce se stesso e l’insipienza diabolica.

Pensiero del giorno: Signore, quando vorrei scegliere di non scegliere, liberami da questa suggestione diabolica.      


Martedì 25 febbraio
Santi del giorno: san Nestore, san Cesario.

Dalla lettera di san Giacomo apostolo
Fratelli miei, da dove vengono le guerre e le liti che sono in mezzo a voi? Non vengono forse dalle vostre passioni che fanno guerra nelle vostre membra? Siete pieni di desideri e non riuscite a possedere; uccidete, siete invidiosi e non riuscite a ottenere; combattete e fate guerra! Non avete perché non chiedete; chiedete e non ottenete perché chiedete male, per soddisfare cioè le vostre passioni. Gente infedele! Non sapete che l’amore per il mondo è nemico di Dio? Chi dunque vuole essere amico del mondo si rende nemico di Dio. O forse pensate che invano la Scrittura dichiari: «Fino alla gelosia ci ama lo Spirito, che egli ha fatto abitare in noi»? Anzi, ci concede la grazia più grande; per questo dice: «Dio resiste ai superbi, agli umili invece dà la sua grazia».Sottomettetevi dunque a Dio; resistete al diavolo, ed egli fuggirà lontano da voi. Avvicinatevi a Dio ed egli si avvicinerà a voi. Peccatori, purificate le vostre mani; uomini dall’animo indeciso, santificate i vostri cuori. Riconoscete la vostra miseria, fate lutto e piangete; le vostre risa si cambino in lutto e la vostra allegria in tristezza. Umiliatevi davanti al Signore ed egli vi esalterà.

L’apostolo, con il suo stile rude, immediato e vero, ci parla delle guerre che operano nelle nostre membra: le passioni, le guerre dell’invidia, le guerre dei desideri irrisolti, le guerre che derivano dall’insoddisfazione che le nostre passioni, che sono moti dell’anima e dell’affetto disordinati che non vengono raccolti dalla grazia di Dio, combattono dentro di noi. La Parola ci parla di una guerra interiore che combatte in noi, che ci lacera, che ci distrugge, che ci rende alle volte aggressivi dal nostro dentro. Questa guerra ci porta ad essere amici del mondo e nemici di Dio. Egli ci ama fino alla gelosia, perché solo chi ti ama e per chi sei importante, indispensabile, essenziale, diventa geloso e la gelosia divina non è patologica, ma è una gelosia di grazia e positiva. Ecco perché la Parola di oggi ci invita a questa resistenza al diavolo. Egli fuggirà lontano da noi, dice l’apostolo, perché le nostre guerre hanno origine nel preternaturale e misterioso spirito che le suscita e le origina. Una vita cristiana che non tenesse conto dell’azione del nemico diventerebbe una vita cristiana ingenua, naif, superficiale e ininfluente.
   
Pensiero del giorno: Signore, fa’ che mi ricordi spesso che il nemico vuole il tesoro che tu mi hai dato, la mia anima, aiutami a prenderne le dovute distanze di sicurezza.


Mercoledì 26 febbraio
Santi del giorno: sant’Alessandro di Alessandria, san Faustiniano, san Porfirio

Le Ceneri

Dal libro del profeta Gioèle
Così dice il Signore:
«Ritornate a me con tutto il cuore,
con digiuni, con pianti e lamenti.
Laceratevi il cuore e non le vesti,
ritornate al Signore, vostro Dio,
perché egli è misericordioso e pietoso,
lento all’ira, di grande amore,
pronto a ravvedersi riguardo al male».
Chi sa che non cambi e si ravveda
e lasci dietro a sé una benedizione?
Offerta e libagione per il Signore, vostro Dio.
Suonate il corno in Sion,
proclamate un solenne digiuno,
convocate una riunione sacra.
Radunate il popolo,
indite un’assemblea solenne,
chiamate i vecchi,
riunite i fanciulli, i bambini lattanti;
esca lo sposo dalla sua camera
e la sposa dal suo talamo.
Tra il vestibolo e l’altare piangano
i sacerdoti, ministri del Signore, e dicano:
«Perdona, Signore, al tuo popolo
e non esporre la tua eredità al ludibrio
e alla derisione delle genti».
Perché si dovrebbe dire fra i popoli:
«Dov’è il loro Dio?».
Il Signore si mostra geloso per la sua terra
e si muove a compassione del suo popolo.

Oggi apriamo il santo tempo della Quaresima leggendo il profeta Gioele. La sua Parola risuona con forza nell’invito di ritornare al Signore con tutto il cuore, con digiuni, con pianti e con lamenti. La Quaresima è la stagione nella quale dovremmo tornare all’amore, al fervore e all’entusiasmo di un tempo. Il secondo verbo che apre la Quaresima è lacerare il cuore e non le vesti, cioè dobbiamo fare in modo che la grazia di questo santo tempo possa veramente lacerare il profondo della nostra vita, perché non viviamo più di atteggiamenti rituali o falsi, ma di vere scelte profonde che nascono dalla lacerazione del cuore mediante la potenza della Parola. Ritornare e lacerare il cuore: la Quaresima è la stagione nella quale, attraverso la disciplina penitenziale che la madre Chiesa ci dona nella sua sapienza, dobbiamo ritornare all’amore, al lacerare il cuore, al celebrare come chiesa il Signore ad implorare il suo perdono. La Quaresima non è un tempo triste, violaceo, pesante, è il tempo dell’amore. Potremmo vivere la Quaresima con una Parola del Cantico: “L’inverno è cessato, la pioggia se ne è andata, il canto della tortora si fa sentire nelle nostre campagne”. La Quaresima è la primavera di Dio nel ritorno all’amore, nella lacerazione del cuore indurito e nella celebrazione della sua stupenda misericordia.

Pensiero del giorno: Signore, non voglio iniziare la Quaresima con tanti propositi che non farò, ma vorrei iniziarla con un impegno con Te: nutrirmi della tua Parola abbondantemente e fervorosamente, perché essa è la dieta necessaria per l’obesità delle opinioni umani.     


Giovedì 27 febbraio
Santi del giorno: san Gabriele dell’Addolorata, san Gregorio di Narek

Dal libro del Deuteronòmio
Mosè parlò al popolo e disse: «Vedi, io pongo oggi davanti a te la vita e il bene, la morte e il male. Oggi, perciò, io ti comando di amare il Signore, tuo Dio, di camminare per le sue vie, di osservare i suoi comandi, le sue leggi e le sue norme, perché tu viva e ti moltiplichi e il Signore, tuo Dio, ti benedica nella terra in cui tu stai per entrare per prenderne possesso. Ma se il tuo cuore si volge indietro e se tu non ascolti e ti lasci trascinare a prostrarti davanti ad altri dèi e a servirli, oggi io vi dichiaro che certo perirete, che non avrete vita lunga nel paese in cui state per entrare per prenderne possesso, attraversando il Giordano. Prendo oggi a testimoni contro di voi il cielo e la terra: io ti ho posto davanti la vita e la morte, la benedizione e la maledizione. Scegli dunque la vita, perché viva tu e la tua discendenza, amando il Signore, tuo Dio, obbedendo alla sua voce e tenendoti unito a lui, poiché è lui la tua vita e la tua longevità, per poter così abitare nel paese che il Signore ha giurato di dare ai tuoi padri, Abramo, Isacco e Giacobbe».

Mosè si rivolge al popolo e pone davanti agli ascoltatori la vita e la morte, il bene e il male. La Quaresima è il tempo della grande decisione, il tempo della scelta che gioca con la nostra libertà. In questo tempo la Parola ci esorta ad evitare un pericolo: non far tornare indietro il nostro cuore, non tornare indietro nel nostro Egitto che ci ha imprigionato, per scegliere la vita che è la grazia santificante di Dio nella nostra anima; la grazia di Dio dà vita a tutta la nostra persona, a tutta la nostra storia, a tutta la nostra attesa.

Pensiero del giorno: Signore, ti chiedo umilmente di togliere dalla macchina della mia anima la retromarcia, perché non voglio più tornare indietro, ma proseguire il mio cammino verso la terra promessa del tuo amore.


Venerdì 28 febbraio
Santi del giorno: san Romano

Dal libro del profeta Isaìa
Così dice il Signore:
«Grida a squarciagola, non avere riguardo;
alza la voce come il corno,
dichiara al mio popolo i suoi delitti,
alla casa di Giacobbe i suoi peccati.
Mi cercano ogni giorno,
bramano di conoscere le mie vie,
come un popolo che pratichi la giustizia
e non abbia abbandonato il diritto del suo Dio;
mi chiedono giudizi giusti,
bramano la vicinanza di Dio:
“Perché digiunare, se tu non lo vedi,
mortificarci, se tu non lo sai?”.
Ecco, nel giorno del vostro digiuno curate i vostri affari,
angariate tutti i vostri operai.
Ecco, voi digiunate fra litigi e alterchi
e colpendo con pugni iniqui.
Non digiunate più come fate oggi,
così da fare udire in alto il vostro chiasso.
È forse come questo il digiuno che bramo,
il giorno in cui l’uomo si mortifica?
Piegare come un giunco il proprio capo,
usare sacco e cenere per letto,
forse questo vorresti chiamare digiuno
e giorno gradito al Signore?
Non è piuttosto questo il digiuno che voglio:
sciogliere le catene inique,
togliere i legami del giogo,
rimandare liberi gli oppressi
e spezzare ogni giogo?
Non consiste forse nel dividere il pane con l’affamato,
nell’introdurre in casa i miseri, senza tetto,
nel vestire uno che vedi nudo,
senza trascurare i tuoi parenti?
Allora la tua luce sorgerà come l’aurora,
la tua ferita si rimarginerà presto.
Davanti a te camminerà la tua giustizia,
la gloria del Signore ti seguirà.
Allora invocherai e il Signore ti risponderà,
implorerai aiuto ed egli dirà: “Eccomi!”».

Oggi leggiamo il profeta Isaia che esorta il suo popolo a tornare al Signore, denunciando tutti i propri peccati. Il profeta smaschera il digiuno rituale che non corrisponde alla verità del cuore. Il digiuno nel tempo di Quaresima, unito all’astinenza, è quell’atteggiamento penitenziale che la Chiesa raccomanda ai suoi figli. Il digiuno non è solamente sobrietà nel cibo o nelle cose, ma un digiuno spirituale nel quale dovremmo smorzare le nostre parole e le parole dell’uomo, essere sobri nel parlare e nell’ascoltare le parole orizzontali per essere affamati e per essere nutriti dalla Parola di Dio che è libera, santa, vera e riempirà la nostra anima della sazietà del suo amore. Il vero digiuno che il Signore vuole in questo santo tempo di Quaresima è veramente la sobrietà dai discorsi, dalla verbosità, dall’eloquenza opinionistica dell’uomo, per diventare affamati ed assetati dell’unica Parola di verità che non conosce mode, approvazioni, sondaggi, semplicemente perché è la verità e la verità si impone nell’amore ai cuori che bramano di possederla.

Pensiero del giorno: Signore, rendimi anoressico delle parole umane e rendimi sazio delle tue parole, questa è la differenza per passare dallo stato di fotocopia a persona interessante e diversa.       


Sabato 29 febbraio
Santi del giorno: sant’Ilario, sant’Osvaldo di Worcester

Dal libro del profeta Isaìa
Così dice il Signore:
«Se toglierai di mezzo a te l’oppressione,
il puntare il dito e il parlare empio,
se aprirai il tuo cuore all’affamato,
se sazierai l’afflitto di cuore,
allora brillerà fra le tenebre la tua luce,
la tua tenebra sarà come il meriggio.
Ti guiderà sempre il Signore,
ti sazierà in terreni aridi,
rinvigorirà le tue ossa;
sarai come un giardino irrigato
e come una sorgente
le cui acque non inaridiscono.
La tua gente riedificherà le rovine antiche,
ricostruirai le fondamenta di trascorse generazioni.
Ti chiameranno riparatore di brecce,
e restauratore di strade perché siano popolate.
Se tratterrai il piede dal violare il sabato,
dallo sbrigare affari nel giorno a me sacro,
se chiamerai il sabato delizia
e venerabile il giorno sacro al Signore,
se lo onorerai evitando di metterti in cammino,
di sbrigare affari e di contrattare,
allora troverai la delizia nel Signore.
Io ti farò montare sulle alture della terra,
ti farò gustare l’eredità di Giacobbe, tuo padre,
perché la bocca del Signore ha parlato».

Il profeta Isaia esorta il popolo, e oggi noi, a togliere di mezzo l’oppressione, il puntare il dito, il parlare empio. Ci invita ad aprire il cuore all’affamato, all’afflitto, allora la nostra luce brillerà. Se saremo uomini e donne dell’amore di Dio, potremo riedificare le rovine antiche del nostro tempo e della nostra storia e potremo essere ricostruttori delle fondamenta di passate generazioni. Quando un uomo o una donna si lasciano afferrare dalla potenza di Dio, dando la priorità a Lui nella celebrazione, nella lode, nella festa, allora potranno essere amici dell’affamato, dell’afflitto e del povero. Se saremo uomini e donne di Dio, veramente faremo della nostra vita un giardino irrigato ed una sorgente.

Pensiero del giorno: Signore, rendimi uomo e donna del tuo amore, perché sono stanco della ripetitività superficiale di atteggiamenti vuoti e tossici.
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