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25-30 ottobre 2021

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RIFLESSIONI SULLA PAROLA
25-30 ottobre 2021


Lunedì 25 ottobre

Santi del giorno san Miniato, san Gaudenzio, Beato Carlo Gnocchi


Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani

Fratelli, noi siamo debitori non verso la carne, per vivere secondo i desideri carnali, perché, se vivete secondo la carne, morirete. Se, invece, mediante lo Spirito fate morire le opere del corpo, vivrete.
Infatti tutti quelli che sono guidati dallo Spirito di Dio, questi sono figli di Dio. E voi non avete ricevuto uno spirito da schiavi per ricadere nella paura, ma avete ricevuto lo Spirito che rende figli adottivi, per mezzo del quale gridiamo: «Abbà! Padre!».
Lo Spirito stesso, insieme al nostro spirito, attesta che siamo figli di Dio. E se siamo figli, siamo anche eredi: eredi di Dio, coeredi di Cristo, se davvero prendiamo parte alle sue sofferenze per partecipare anche alla sua gloria.

San Paolo ci ricorda che non siamo debitori verso la carne, ma verso lo Spirito e che lo Spirito di Dio è proprio il sigillo della nostra identità di figli, infatti è lo spirito che grida: “Abbà, Padre,”. Siamo figli di Dio ed eredi. Lo spirito è il grande maestro della nostra vita, il grande motore, il grande ispiratore, perché è lo Spirito che ci fa desiderare secondo i desideri di Dio, ci fa passare dall’essere semplicemente umani a dimora del suo fuoco e del suo vento. Dobbiamo diventare uomini e donne spirituali che collaborano con lo Spirito nella preghiera cosmica universale e che sono con lo Spirito collaboratori dell’intercessione del mondo.

Pensiero del giorno: Signore, senza lo Spirito santo io sono un’entità sperduta nell’universo; donami il tuo Spirito per essere vela gonfia d’amore nel mare della vita.   


Martedì 26 ottobre
Santi del giorno: santi Luciano e Marciano


Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani

Fratelli, ritengo che le sofferenze del tempo presente non siano paragonabili alla gloria futura che sarà rivelata in noi. L’ardente aspettativa della creazione, infatti, è protesa verso la rivelazione dei figli di Dio. La creazione infatti è stata sottoposta alla caducità – non per sua volontà, ma per volontà di colui che l’ha sottoposta – nella speranza che anche la stessa creazione sarà liberata dalla schiavitù della corruzione per entrare nella libertà della gloria dei figli di Dio. Sappiamo infatti che tutta insieme la creazione geme e soffre le doglie del parto fino ad oggi. Non solo, ma anche noi, che possediamo le primizie dello Spirito, gemiamo interiormente aspettando l’adozione a figli, la redenzione del nostro corpo. Nella speranza infatti siamo stati salvati.
Ora, ciò che si spera, se è visto, non è più oggetto di speranza; infatti, ciò che uno già vede, come potrebbe sperarlo? Ma, se speriamo quello che non vediamo, lo attendiamo con perseveranza.

Anche noi, come la creazione, siamo in attesa della piena rivelazione della nostra identità e della piena rivelazione della potenza e dell’amore di Dio. Abbiamo le primizie dello Spirito e gemiamo interiormente in questa attesa di pienezza, di visione, di grazia e di pace. La speranza è proprio quella virtù teologale che lo Spirito mette in noi per tenere aperta la ferita immensa verso Dio e la sua gloria. Con la creazione anche noi gemiamo e soffriamo le doglie del parto per poter generare in noi il sogno di Dio nella potenza dello Spirito che rende questo sogno pienezza e visibilità d’amore.  

Pensiero del giorno: Signore, non farmi partorire vento, fammi partorire grazia e luce.


Dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo, diceva Gesù: «A che cosa è simile il regno di Dio, e a che cosa lo posso paragonare? È simile a un granello di senape, che un uomo prese e gettò nel suo giardino; crebbe, divenne un albero e gli uccelli del cielo vennero a fare il nido fra i suoi rami». E disse ancora: «A che cosa posso paragonare il regno di Dio? È simile al lievito, che una donna prese e mescolò in tre misure di farina, finché non fu tutta lievitata».
Il vangelo di oggi ci presenta il regno di Dio con la similitudine del granello di senape, che è il più piccolo dei semi, ma diventa un albero grande in cui gli uccelli fanno il nido. Il regno di Dio non si espande con strategie di forza umana, con sapienza e conoscenza umana, il regno di Dio non si espande con la forza organizzativa dei grandi eventi o con il logorroismo di agenti pastorali che pensano di costruire il regno dissertando e facendo dotte conferenze sul regno di Dio. Il regno di Dio si espande per una grazia interiore, per una potenza interiore, per una forza interiore che Dio mette nella dinamica del suo regno. Il regno di Dio si espande soprattutto con coloro che si lasciano fare santi dal suo amore e diventano quel nido che accoglie le persone che cercano radici stabilità, casa e calore.   
Pensiero del giorno: Signore, rendimi umile operatore del tuo regno e convincimi che non hai bisogno di me, ma mi hai chiamato nella logica dell’amore solamente per una tua grazia.


Mercoledì 27 ottobre
Santi del giorno: sant’Evaristo, san Gaudioso


Dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo, Gesù passava insegnando per città e villaggi, mentre era in cammino verso Gerusalemme. Un tale gli chiese: «Signore, sono pochi quelli che si salvano?». Disse loro: «Sforzatevi di entrare per la porta stretta, perché molti, io vi dico, cercheranno di entrare, ma non ci riusciranno. Quando il padrone di casa si alzerà e chiuderà la porta, voi, rimasti fuori, comincerete a bussare alla porta, dicendo: “Signore, aprici!”. Ma egli vi risponderà: “Non so di dove siete”. Allora comincerete a dire: “Abbiamo mangiato e bevuto in tua presenza e tu hai insegnato nelle nostre piazze”. Ma egli vi dichiarerà: “Voi, non so di dove siete. Allontanatevi da me, voi tutti operatori di ingiustizia!”. Là ci sarà pianto e stridore di denti, quando vedrete Abramo, Isacco e Giacobbe e tutti i profeti nel regno di Dio, voi invece cacciati fuori. Verranno da oriente e da occidente, da settentrione e da mezzogiorno e siederanno a mensa nel regno di Dio. Ed ecco, vi sono ultimi che saranno primi, e vi sono primi che saranno ultimi».

Gesù ci ricorda che la porta che conduce alla salvezza e alla libertà è stretta e per quella porta non entrano coloro che si sentono di famiglia con Gesù, e nemmeno entrano coloro che si ritengono ormai sicuri e assodati nel discepolato. Gesù ha detto che tanti gli diranno: “Abbiamo pregato, abbiamo mangiato e bevuto in tua presenza”, ma il Signore risponderà che non sa di dove siano.  La porta stretta è Gesù crocifisso, è una porta stretta perché è una porta che non si lega né alle mode né alle opinioni né alle facilonerie né ai buonismi del nostro tempo, quella porta è stretta perché non si piega alle opinioni di maggioranza, non è un cartello pubblicitario, ma è la porta della vita. La misura della porta l’ha creata Dio in Gesù crocifisso: o entri per questa porta o non ci entri, è l’unica porta che ti conduce alla vita e alla libertà, devi adattarti tu alla porta, non la porta a te. Le porte elastiche, girevoli e capienti sono figlie delle ideologie degli anni ‘70 del secolo scorso e fanno ormai parte di una storia passata.    
Pensiero del giorno: Signore Gesù, la porta l’hai costruita tu con la tua passione e morte, e con il tuo amore, io sono solo utente di questa porta, non farmi disquisire sulle misure, ma fammi entrare nel tuo amore.


Giovedì 28 ottobre
Santi del giorno: santi Simone e Giuda apostoli


Dalla lettera di san Paolo apostolo agli Efesìni

Fratelli, voi non siete più stranieri né ospiti, ma siete concittadini dei santi e familiari di Dio, edificati sopra il fondamento degli apostoli e dei profeti, avendo come pietra d’angolo lo stesso Cristo Gesù.
In lui tutta la costruzione cresce ben ordinata per essere tempio santo nel Signore; in lui anche voi venite edificati insieme per diventare abitazione di Dio per mezzo dello Spirito.

Paolo ci ricorda che noi siamo familiari di Dio e concittadini dei santi; siamo edificati sopra il fondamento degli apostoli e siamo chiamati a costruire il tempio santo di Dio, la sua chiesa,  nella potenza dello Spirito. Questa Parola ci ricorda anche che per fare questo bisogna essere familiari di Dio, intimi di Dio, essere familiari della vibrazione del suo cuore, della sua gioia, della sua forza e della sua presenza. Se non siamo familiari di Dio, annunciamo un estraneo, una dottrina, delle parole. Gli apostoli e coloro che amano Dio ricevono questa grazia: la familiarità di Dio e con Dio, che non diventa mai banalità di abitudine o non finezza d’amore, ma è sempre intimità profetica di una presenza che ci manda ad annunciare.

Pensiero del giorno: Signore, essere tuoi familiari è camminare in punta di piedi dentro lo stupore della tua grazia.  


Venerdì 29 ottobre
Santi del giorno: sant’Onorato di Vercelli


Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani

Fratelli, dico la verità in Cristo, non mento, e la mia coscienza me ne dà testimonianza nello Spirito Santo: ho nel cuore un grande dolore e una sofferenza continua.
Vorrei infatti essere io stesso anàtema, separato da Cristo a vantaggio dei miei fratelli, miei consanguinei secondo la carne. Essi sono Israeliti e hanno l’adozione a figli, la gloria, le alleanze, la legislazione, il culto, le promesse; a loro appartengono i patriarchi e da loro proviene Cristo secondo la carne, egli che è sopra ogni cosa, Dio benedetto nei secoli. Amen.

Paolo ricorda il suo popolo che ha ricevuto la gloria, le alleanze, le promesse e lui spera che possa arrivare alla piena conoscenza di Cristo. Oggi si è molto attenuato nella chiesa questo atteggiamento, perché per essere “politicamente ed ecclesialmente corretti” non si deve parlare di conversione o di stimolazione spirituale perché altri arrivino a Cristo. Paolo, invece, ci insegna che il suo grande dolore era per il suo popolo che aveva rifiutato Cristo, che non voleva aprirsi all’alleanza con Gesù. Oggi in nome di un rispetto, di un dialogo e di un ecumenismo, molte volte poco motivato, veniamo zittiti o restiamo silenziosi di fronte ad una precisa testimonianza: annunciare Gesù e la sua vittoria e portare più anime a Lui. Questo non è proselitismo, è amore puro, è contagio d’amore. Ecco perché Paolo per questo suo popolo che non ha accolto Cristo ha sofferto e ha pregato.

Pensiero del giorno: Signore, non voglio essere politicamente corretto voglio essere audace e trasgressivo della tua trasgressività d’amore.    


Sabato 30 ottobre
Santi del giorno: san Marciano di Siracusa, san Germano di Capua.


Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani

Fratelli, Dio ha forse ripudiato il suo popolo? Impossibile! Anch’io infatti sono Israelita, della discendenza di Abramo, della tribù di Beniamino. Dio non ha ripudiato il suo popolo, che egli ha scelto fin da principio.
Ora io dico: forse inciamparono per cadere per sempre? Certamente no. Ma a causa della loro caduta la salvezza è giunta alle genti, per suscitare la loro gelosia. Se la loro caduta è stata ricchezza per il mondo e il loro fallimento ricchezza per le genti, quanto più la loro totalità!
Non voglio infatti che ignoriate, fratelli, questo mistero, perché non siate presuntuosi: l’ostinazione di una parte d’Israele è in atto fino a quando non saranno entrate tutte quante le genti. Allora tutto Israele sarà salvato, come sta scritto:
«Da Sion uscirà il liberatore,
egli toglierà l’empietà da Giacobbe.
Sarà questa la mia alleanza con loro
quando distruggerò i loro peccati».
Quanto al Vangelo, essi sono nemici, per vostro vantaggio; ma quanto alla scelta di Dio, essi sono amati, a causa dei padri, infatti i doni e la chiamata di Dio sono irrevocabili!

Paolo ricorda che il Signore non ha ripudiato il popolo d’Israele, perché le promesse di Dio sono fedeli. Il popolo d’Israele è stato il destinatario primo e se la loro caduta è stata ricchezza per il mondo e il loro fallimento ricchezza per le genti, quanto più la loro totalità. Dio è fedele, Dio salverà il suo popolo, il suo primo popolo dell’alleanza perché i suoi doni e la sua chiamata sono irrevocabili. Dio non si arrende di fronte al rifiuto dell’uomo, Dio non si arrende alla chiusura dell’uomo, Dio è fedele, tenace e perseverante nella vittoria dell’amore perché lui vuole condurre tutti gli uomini alla conoscenza della verità. L’attesa paziente di Dio, che è la sua misericordia intelligente ed operativa, ci danno una ferma speranza: un giorno tutti i popoli e tutte le razze proclameranno e crederanno nella signoria di Gesù.

Pensiero del giorno: Signore, la tua missione e il tuo annuncio sono per gli audaci che non hanno paura di parlare per la tua gloria e per il tuo amore.
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