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26-31 ottobre 2020

La Parola > Parola della settimana

RIFLESSIONI SULLA PAROLA
26 ottobre – 31 ottobre 2020


Lunedì 26 ottobre

Santi del giorno: san Luciano e Marciano.

Dalla lettera di san Paolo apostolo agli Efesìni
Fratelli, siate benevoli gli uni verso gli altri, misericordiosi, perdonandovi a vicenda come Dio ha perdonato a voi in Cristo.
Fatevi dunque imitatori di Dio, quali figli carissimi, e camminate nella carità, nel modo in cui anche Cristo ci ha amato e ha dato se stesso per noi, offrendosi a Dio in sacrificio di soave odore.
Di fornicazione e di ogni specie di impurità o di cupidigia neppure si parli fra voi – come deve essere tra santi – né di volgarità, insulsaggini, trivialità, che sono cose sconvenienti. Piuttosto rendete grazie! Perché, sappiatelo bene, nessun fornicatore, o impuro, o avaro – cioè nessun idolatra – ha in eredità il regno di Cristo e di Dio.
Nessuno vi inganni con parole vuote: per queste cose infatti l’ira di Dio viene sopra coloro che gli disobbediscono. Non abbiate quindi niente in comune con loro. Un tempo infatti eravate tenebra, ora siete luce nel Signore. Comportatevi perciò come figli della luce.

L'Apostolo raccomanda ai cristiani di Efeso degli atteggiamenti d'amore ispirati dal grembo di Dio quali la misericordia, il perdono, la carità e l'amore e insegna gli atteggiamenti da evitare: la fornicazione, la volgarità, le insulsaggini etc...... generate dalle parole vuote.
Nel nostro tempo non c'è solamente l'epidemia di Ebola, ma l'epidemia di parole vuote che generano mostri e zombie, che fanno dei nostri paesi una filiale della tristezza.

Pensiero del giorno: Signore, preservami dal contagio delle parole vuote con gli anticorpi della tua Parola.


Martedì 27 ottobre

Santi del giorno: san Evaristo, san Gaudioso.

Dal Vangelo secondo Luca
In quel tempo, diceva Gesù: «A che cosa è simile il regno di Dio, e a che cosa lo posso paragonare? È simile a un granello di senape, che un uomo prese e gettò nel suo giardino; crebbe, divenne un albero e gli uccelli del cielo vennero a fare il nido fra i suoi rami». E disse ancora: «A che cosa posso paragonare il regno di Dio? È simile al lievito, che una donna prese e mescolò in tre misure di farina, finché non fu tutta lievitata».

Il vangelo di oggi ci presenta il regno di Dio con la similitudine del granello di senape, che è il più piccolo dei semi, ma diventa un albero grande in cui gli uccelli fanno il nido. Il regno di Dio non si espande con strategie di forza umana, con sapienza e conoscenza umana, il regno di Dio non si espande con la forza organizzativa dei  grandi eventi o con il logorroismo di agenti pastorali che pensano di costruire il regno dissertando e facendo dotte conferenze sul regno di Dio. Il regno di Dio si espande per una grazia interiore, per una potenza interiore, per una forza interiore che Dio mette nella dinamica del suo regno. Il regno di Dio si espande soprattutto con coloro che si lasciano fare santi dal suo amore e diventano quel nido che accoglie le persone che cercano radici stabilità, casa e calore.   
Pensiero del giorno: Signore, rendimi umile operatore del tuo regno e convincimi che non hai bisogno di me, ma mi hai chiamato nella logica dell’amore solamente per una tua grazia.


Mercoledì 28 ottobre

Santi del giorno: Simone e Giuda Taddeo. Simone, soprannominato Cananeo o Zelota, divenne successore di san Giacomo sulla cattedra di Gerusalemme e Taddeo, che significa magnanimo, buono, evangelizzò la Palestina, la Siria e la Mesopotamia. È invocato per le cause impossibili.

Dalla lettera di san Paolo apostolo agli Efesìni
Fratelli, voi non siete più stranieri né ospiti, ma siete concittadini dei santi e familiari di Dio, edificati sopra il fondamento degli apostoli e dei profeti, avendo come pietra d’angolo lo stesso Cristo Gesù.
In lui tutta la costruzione cresce ben ordinata per essere tempio santo nel Signore; in lui anche voi venite edificati insieme per diventare abitazione di Dio per mezzo dello Spirito.
Paolo ricorda agli Efesini che sono concittadini dei Santi e familiari di Dio. Quando riposiamo nel cuore e nell’amore di Dio, facciamo parte della famiglia di Dio e non banalizziamo con l'abitudine ciò che è stupore e grazia.
Nella famiglia di Dio nulla è banale, ma tutto è eleganza d'amore.
Oggi il nemico distrugge le famiglie proprio perché non sopporta l'eleganza d'amore.

Pensiero del giorno: Signore, in una civiltà di single dammi nostalgia della tua famiglia che non abita il condominio della promiscuità.

Dal Vangelo secondo Luca
In quei giorni, Gesù se ne andò sul monte a pregare e passò tutta la notte pregando Dio. Quando fu giorno, chiamò a sé i suoi discepoli e ne scelse dodici, ai quali diede anche il nome di apostoli: Simone, al quale diede anche il nome di Pietro; Andrea, suo fratello; Giacomo, Giovanni, Filippo, Bartolomeo, Matteo, Tommaso; Giacomo, figlio di Alfeo; Simone, detto Zelota; Giuda, figlio di Giacomo; e Giuda Iscariota, che divenne il traditore. Disceso con loro, si fermò in un luogo pianeggiante. C’era gran folla di suoi discepoli e gran moltitudine di gente da tutta la Giudea, da Gerusalemme e dal litorale di Tiro e di Sidòne, che erano venuti per ascoltarlo ed essere guariti dalle loro malattie; anche quelli che erano tormentati da spiriti impuri venivano guariti. Tutta la folla cercava di toccarlo, perché da lui usciva una forza che guariva tutti.

Il vangelo di oggi ci presenta Gesù che chiama a sé i suoi apostoli di cui l’evangelista Luca fa l’elenco. Gesù, chiamando questi apostoli, ne fa i collaboratori dell’annuncio del regno e della buona notizia del vangelo. Essere collaboratori di Dio non è proporsi ed autocandidarsi, ma è rispondere ad una chiamata, ad una sollecitudine. Gesù non chiama i migliori, ma quelli più disponibili, quelli che sono consci di essere peccatori, fragili, piccoli, poveri, ma altrettanto sono consci di essere strumenti di una grazia che in loro agisce per la gloria e la potenza di Dio. Gesù non forza la nostra collaborazione, Egli ci chiama per nome, chiama la nostra vita, possiamo rispondere sì o no. Gesù non cerca indaffarati o manager, Gesù non cerca persone capaci di strategie aziendali per il vangelo, Gesù cerca piccoli uomini e piccole donne affascinati da Lui, figli di una notte di preghiera, figli di una grazia che ci viene donata per annunciare solamente il suo regno.      

Pensiero del giorno: Signore Gesù, fa’ che non sia mai protagonista della mia gloria, ma umile servo del tuo amore.


Giovedì 29 ottobre
Santi del giorno: san Onorato di Vercelli, san Gaetano Errico.

Dalla lettera di san Paolo apostolo agli Efesìni
Fratelli, rafforzatevi nel Signore e nel vigore della sua potenza. Indossate l’armatura di Dio per poter resistere alle insidie del diavolo. La nostra battaglia infatti non è contro la carne e il sangue, ma contro i Principati e le Potenze, contro i dominatori di questo mondo tenebroso, contro gli spiriti del male che abitano nelle regioni celesti.
Prendete dunque l’armatura di Dio, perché possiate resistere nel giorno cattivo e restare saldi dopo aver superato tutte le prove. State saldi, dunque: attorno ai fianchi, la verità; indosso, la corazza della giustizia; i piedi, calzati e pronti a propagare il vangelo della pace. Afferrate sempre lo scudo della fede, con il quale potrete spegnere tutte le frecce infuocate del Maligno; prendete anche l’elmo della salvezza e la spada dello Spirito, che è la parola di Dio.
In ogni occasione, pregate con ogni sorta di preghiere e di suppliche nello Spirito, e a questo scopo vegliate con ogni perseveranza e supplica per tutti i santi. E pregate anche per me, affinché, quando apro la bocca, mi sia data la parola, per far conoscere con franchezza il mistero del Vangelo, per il quale sono ambasciatore in catene, e affinché io possa annunciarlo con quel coraggio con il quale devo parlare.

Paolo parla agli Efesini della lotta misteriosa contro lo spirito maligno in noi: la nostra vita è una battaglia contro il mondo delle tenebre.
Il nemico è raffinato in questa battaglia contro di noi e si riveste di scienza, di fascino e di inganno.
L'unico suo scopo è rubarci il cuore con il quale amiamo Dio e la vita, per riempirci del suo veleno disperato.
Pensiero del giorno: Signore, solo tu sei il mio cardiologo, non accetto furti.


Venerdì 30 ottobre

Santi del giorno: san Marciano di Siracusa, san Germano di Capua

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Filippési
Paolo e Timòteo, servi di Cristo Gesù, a tutti i santi in Cristo Gesù che sono a Filippi, con i vescovi e i diaconi: grazia a voi e pace da Dio, Padre nostro, e dal Signore Gesù Cristo. Rendo grazie al mio Dio ogni volta che mi ricordo di voi. Sempre, quando prego per tutti voi, lo faccio con gioia a motivo della vostra cooperazione per il Vangelo, dal primo giorno fino al presente. Sono persuaso che colui il quale ha iniziato in voi quest’opera buona, la porterà a compimento fino al giorno di Cristo Gesù.
È giusto, del resto, che io provi questi sentimenti per tutti voi, perché vi porto nel cuore, sia quando sono in prigionia, sia quando difendo e confermo il Vangelo, voi che con me siete tutti partecipi della grazia. Infatti Dio mi è testimone del vivo desiderio che nutro per tutti voi nell’amore di Cristo Gesù.
E perciò prego che la vostra carità cresca sempre più in conoscenza e in pieno discernimento, perché possiate distinguere ciò che è meglio ed essere integri e irreprensibili per il giorno di Cristo, ricolmi di quel frutto di giustizia che si ottiene per mezzo di Gesù Cristo, a gloria e lode di Dio.

Paolo parla ai Filippesi della sua vita di missionario di Gesù che subisce persecuzione e prigionia, poi l’Apostolo apre loro il suo cuore proclamando i suoi sentimenti per loro perché il cuore e i sentimenti sono gli amplificatori dell'amore di Dio per noi.

Pensiero del giorno: Signore, anafettivo mai, errante sempre.


Sabato 31 ottobre
Santi del giorno: san Quintino

Dal vangelo secondo Luca
Un sabato si recò a casa di uno dei capi dei farisei per pranzare ed essi stavano a osservarlo. Diceva agli invitati una parabola, notando come sceglievano i primi posti: «Quando sei invitato a nozze da qualcuno, non metterti al primo posto, perché non ci sia un altro invitato più degno di te, e colui che ha invitato te e lui venga a dirti: «Cedigli il posto!». Allora dovrai con vergogna occupare l'ultimo posto. 1Invece, quando sei invitato, va' a metterti all'ultimo posto, perché quando viene colui che ti ha invitato ti dica: «Amico, vieni più avanti!». Allora ne avrai onore davanti a tutti i commensali. 1Perché chiunque si esalta sarà umiliato, e chi si umilia sarà esaltato».

Si tratta di una Parola di una potenza e di una profondità immense. Luca narra che Gesù era entrato di sabato in casa di uno dei capi dei farisei per pranzare, egli andava anche nelle case dei potenziali nemici e la gente stava ad osservarlo, perché era un invitato ragguardevole, ma anche Gesù osservava gli invitati. Anche noi chiediamo a Dio che il nostro occhio sappia scrutare i fatti della vita per poter capirla, che sia un occhio attento a quello che la vita ci dona, perché anche lì è nascosto il segreto di Dio. Gesù osservava come gli invitati sceglievano i primi posti, il cristiano deve decidersi per tempo per una cosa: se sarà un uomo banale, scontato, borghese, non sarà cristiano. La gente osservata da Gesù era gente tronfia, piena di sé, gente che sapeva di contare, che voleva raggiungere i primi posti, facendosi largo tra gli altri sgomitando, per imporre la propria borghesia scontata. Anche oggi nelle nostre comunità ci sono i primi posti e coloro che si impongono per arrivarci. Gesù ci invita a non voler raggiungere con le nostre forze ciò che non si è o ciò che non ci spetta, ma ad avere il senso del possibile in noi stessi, allora la grazia di Dio ci raggiungerà e ci dirà: “Amico, passa più avanti”. Dobbiamo essere raggiunti dalla grazia, non dobbiamo raggiungere con le nostre gambe quello che pensiamo di essere, ma non siamo. Spesso spariamo giudizi sugli altri o sgomitiamo, perché ci sentiamo migliori degli altri ma, solo se ci metteremo in fondo, il padrone stesso, colui che ci ha invitato, ci dirà di avanzare e ne avremo onore.  Non mettersi al primo posto significa non esasperare la propria fame di potere, di successo, di presenzialismo, usando magari il manto della madre Chiesa. Gesù “disse poi a colui che l’aveva invitato: - Quando offri un pranzo o una cena, non invitare i tuoi amici, né i tuoi fratelli, né i tuoi parenti, né ricchi vicini perché anch’essi non ti invitino a loro volta e tu abbia il contraccambio. Al contrario,, quando dai un banchetto, invita poveri, storpi, zoppi, ciechi; e sarai beato perché non hanno da ricambiarti -” cioè Egli invita a non essere banali, a non fare pranzi di società perché, se si entra nella logica di Dio, si debbono invitare nella propria vita, nella propria storia, coloro che apparentemente non possono ricambiare: storpi, zoppi, ciechi, occorre, cioè, amare le persone ferite, le persone che non si sono realizzate e che attendono da Dio una realizzazione, quella della grazia, allora avremo la ricompensa alla risurrezione dei giusti.
Pensiero del giorno: Signore Gesù, insegnami lo stile del discepolo, lo stile di Dio.
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