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26novembre-01dicembre 2018

La Parola > Parola della settimana

RIFLESSIONI SULLA PAROLA
26 novembre- 01 dicembre 2018

Lunedì 26 novembre

Santi del giorno: san Corrado, san Leonardo da P.M., beato Giacomo Alberione.

Dal libro dell’Apocalisse di san Giovanni apostolo
Io, Giovanni, vidi: ecco l’Agnello in piedi sul monte Sion, e insieme a lui centoquarantaquattromila persone, che recavano scritto sulla fronte il suo nome e il nome del Padre suo. E udii una voce che veniva dal cielo, come un fragore di grandi acque e come un rimbombo di forte tuono. La voce che udii era come quella di suonatori di cetra che si accompagnano nel canto con le loro cetre. Essi cantano come un canto nuovo davanti al trono e davanti ai quattro esseri viventi e agli anziani. E nessuno poteva comprendere quel canto se non i centoquarantaquattromila, i redenti della terra. Essi sono coloro che seguono l’Agnello dovunque vada. Questi sono stati redenti tra gli uomini come primizie per Dio e per l’Agnello. Non fu trovata menzogna sulla loro bocca: sono senza macchia.

Giovanni ci presenta la folla dei salvati: centoquarantaquattromila persone, che recavano scritto sulla fronte il nome di Dio,  una grande folla che nessuno poteva contare che dava lode a Dio, lo glorificava e seguiva l’Agnello. In questa visione Giovanni ci presenta una liturgia dell’eternità, del Paradiso, del cielo, dove l’eternità sarà una continua lode alla presenza del volto di Dio che non stanca di stupire gli eletti, coloro che hanno raggiunto nell’eternità beata la pace, la serenità e la gioia. Il Paradiso, il desiderio della visione, il desiderio di eternità, il desiderio di Dio in una certa spiritualità odierna sono stati censurati e dimenticati. Oggi si sottolinea molto l’impegno nel mondo e nella storia, si è rubata ai cristiani la nostalgia della pienezza, della visione, del respiro di Dio. Eppure tutti i santi hanno dato priorità a questo desiderio, a questa nostalgia, a questo anelito. Avere nostalgia del Paradiso, dell’eternità, del volto e della visione non è sfuggire alla storia umana, anzi è contagiare la storia umana che si riempie dell’anelito, del desiderio di Dio. Il vero problema di oggi, anche nella nostra Europa, è questo: l’esistenza di Dio, l’anelito a Dio, la nostalgia di Dio, perché li c’è tutto.     
Pensiero del giorno: Signore, rendimi testimone efficace del tuo desiderio e della tua nostalgia verso una categoria molto difficile, che sono i praticanti non credenti; fa’ che non abbia paura di testimoniare la priorità della nostalgia, del desiderio, dell’eternità di fronte ad un mondo che rinchiude tutto nell’attimo che passa.  


Martedì 27 novembre

Santi del giorno: san Virgilio, san Laverio.

Dal libro dell’Apocalisse di san Giovanni apostolo
Io, Giovanni, vidi: ecco una nube bianca, e sulla nube stava seduto uno simile a un Figlio d’uomo: aveva sul capo una corona d’oro e in mano una falce affilata.
Un altro angelo uscì dal tempio, gridando a gran voce a colui che era seduto sulla nube: «Getta la tua falce e mieti; è giunta l’ora di mietere, perché la messe della terra è matura». Allora colui che era seduto sulla nube lanciò la sua falce sulla terra e la terra fu mietuta.
Allora un altro angelo uscì dal tempio che è nel cielo, tenendo anch’egli una falce affilata. Un altro angelo, che ha potere sul fuoco, venne dall’altare e gridò a gran voce a quello che aveva la falce affilata: «Getta la tua falce affilata e vendemmia i grappoli della vigna della terra, perché le sue uve sono mature». L’angelo lanciò la sua falce sulla terra, vendemmiò la vigna della terra e rovesciò l’uva nel grande tino dell’ira di Dio.

San Giovanni ci parla del giudizio finale attraverso il linguaggio simbolico della mietitura, della falce, della vendemmia e del raccolto. La storia avrà una fine e sarà quando essa verrà accolta da Dio ed entrerà nell’eternità di Dio, allora tutto ciò che è stato operato e fatto fuori di Dio conoscerà l’annientamento del non amore. I Novissimi non sono un ricordo del passato, annunciare i Novissimi, le ultime cose, è per i cuori forti e per dare un senso alla storia che deve camminare in Dio e con Dio. È Dio che salva l’uomo, è Dio che darà senso a tutta la storia umana nella sua visione, nella sua potenza, nel suo amore.    

Pensiero del giorno: Signore, toglimi il calendario umano dalle mani e riempimi della tua eternità, perché mi ricordi che anche la mia piccola storia è orientata a Te.


Mercoledì 28 novembre
Santi del giorno: san Giacomo della Marca, santa Teodora.

Dal libro dell’Apocalisse di san Giovanni apostolo
Io, Giovanni, vidi nel cielo un altro segno, grande e meraviglioso: sette angeli che avevano sette flagelli; gli ultimi, poiché con essi è compiuta l’ira di Dio.
Vidi pure come un mare di cristallo misto a fuoco; coloro che avevano vinto la bestia, la sua immagine e il numero del suo nome, stavano in piedi sul mare di cristallo. Hanno cetre divine e cantano il canto di Mosè, il servo di Dio, e il canto dell’Agnello:
«Grandi e mirabili sono le tue opere,
Signore Dio onnipotente;
giuste e vere le tue vie,
Re delle genti!
O Signore, chi non temerà
e non darà gloria al tuo nome?
Poiché tu solo sei santo,
e tutte le genti verranno
e si prostreranno davanti a te,
perché i tuoi giudizi furono manifestati».

Lo scrittore ci presenta un altro segno grande e meraviglioso: sette angeli con sette flagelli, poi ci mostra un mare di cristallo misto a fuoco e i vincitori della bestia che celebravano e cantavano Dio con il canto di Mosè. Gli angeli con i sette flagelli saranno il discernimento purificante che Dio farà della storia: egli brucerà nel suo amore e nella sua giustizia tutto ciò che non si è costruito nella sua grazia e nella sua potenza d’amore. È molto bello vedere questi salvati che cantano davanti al mistero di Dio il cantico di Mosè perché il vero esodo è quando noi lasceremo l’egitto di questo mondo e saremo portati presso il Signore per essere sempre con Lui. In questa folla della lode la chiesa contempla se stessa nell’eternità dove solamente la lode avrà diritto di cittadinanza, perché vedremo Dio nel suo mistero d’amore.    

Pensiero del giorno: Signore, quanto tristi sono le nostre celebrazioni e le nostre liturgie! Donaci il carisma della lode perché possiamo fare di ogni celebrazione un anticipo di eternità, in un tempo in cui il fiato corto della cronologia soffoca i cuori.


Giovedì 29 novembre
Santi del giorno: san Saturnino, sant’Illuminata.

Dal libro dell’Apocalisse di san Giovanni apostolo
Io, Giovanni, vidi un altro angelo discendere dal cielo con grande potere, e la terra fu illuminata dal suo splendore.
Gridò a gran voce:
«È caduta, è caduta Babilonia la grande,
ed è diventata covo di demòni,
rifugio di ogni spirito impuro,
rifugio di ogni uccello impuro
e rifugio di ogni bestia impura e orrenda».
Un angelo possente prese allora una pietra, grande come una màcina, e la gettò nel mare esclamando:
«Con questa violenza sarà distrutta
Babilonia, la grande città,
e nessuno più la troverà.
Il suono dei musicisti,
dei suonatori di cetra, di flauto e di tromba,
non si udrà più in te;
ogni artigiano di qualsiasi mestiere
non si troverà più in te;
il rumore della macina
non si udrà più in te;
la luce della lampada
non brillerà più in te;
la voce dello sposo e della sposa
non si udrà più in te.
Perché i tuoi mercanti erano i grandi della terra
e tutte le nazioni dalle tue droghe furono sedotte».
Dopo questo, udii come una voce potente di folla immensa nel cielo che diceva:
«Alleluia!
Salvezza, gloria e potenza
sono del nostro Dio,
perché veri e giusti sono i suoi giudizi.
Egli ha condannato la grande prostituta
che corrompeva la terra con la sua prostituzione,
vendicando su di lei
il sangue dei suoi servi!».
E per la seconda volta dissero:
«Alleluia!
Il suo fumo sale nei secoli dei secoli!».
Allora l’angelo mi disse: «Scrivi: Beati gli invitati al banchetto di nozze dell’Agnello!».

Giovanni ci presenta la caduta di Babilonia, infatti cadrà ogni potenza che non viene radicata in Dio. Tutto ciò che non nasce da Dio, cadrà; cadranno le ideologie, le strutture, perché solo Dio dà forza ed eternità agli sforzi dell’uomo. In un tempo in cui si vuole costruire senza di Lui, raccoglieremo rovine, perché dove Dio non edifica, crolla tutto. Questo non è pessimismo, è profezia della signoria di Dio e della sua potenza.  

Pensiero del giorno: Signore, le macerie dell’uomo mi ricordino che solo tu sei costruttore perenne della vita, della storia e del cuore.


Venerdì 30 novembre
Santi del giorno:sant’Andrea apostolo. Insieme al padre e al fratello Pietro si dedicava alla pesca nel lago di Tiberiade e risiedeva a Cafarnao. Fu discepolo di Giovanni Battista, presso il quale conobbe l’apostolo Giovanni e con lui seguì Gesù, a cui portò anche Pietro. è chiamato da Gesù tra i primi apostoli e l’ha seguito con il fratello. Si pensa che abbia subito il martirio a Patrasso, inchiodato su una croce ad x. Sant’Andrea è venerato dagli Ortodossi, che ne custodiscono le reliquie e le memoria, come festa principale e patronale della chiesa d’Oriente.

Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo, mentre camminava lungo il mare di Galilea, Gesù vide due fratelli, Simone, chiamato Pietro, e Andrea suo fratello, che gettavano le reti in mare; erano infatti pescatori. E disse loro: «Venite dietro a me, vi farò pescatori di uomini». Ed essi subito lasciarono le reti e lo seguirono. Andando oltre, vide altri due fratelli, Giacomo, figlio di Zebedèo, e Giovanni suo fratello, che nella barca, insieme a Zebedèo loro padre, riparavano le loro reti, e li chiamò. Ed essi subito lasciarono la barca e il loro padre e lo seguirono.

In questo vangelo di Matteo leggiamo la chiamata di Pietro e di Andrea a seguire Gesù. Gesù ha chiamato, chiama e chiamerà. Le non risposte alla sua chiamata non avvengono perché Gesù delude, ma perché siamo pieni di auto chiamate, siamo noi che ci siamo farciti di chiamate e di risposte, facciamo il fai da te, il tutto noi e in questo modo di fare, che potremmo chiamare la cultura delle reti (cioè degli strumenti di lavoro dell’uomo) e non di Gesù, non possiamo captare una chiamata liberante, santificante e bellissima per la nostra libertà. Il non rispondere alla sua chiamata è far sì che quelle reti da pesca diventino le reti della nostra prigionia.

Pensiero del giorno: Signore Gesù, tu continui a passare e continui a chiamare, aiutami a non creare alibi alle mie non risposte, magari mascherandole con argomenti intelligenti ed eleganti.


Sabato 01 dicembre
Santi del giorno: beato Charles de Foucauld

Dal libro dell’Apocalisse di san Giovanni apostolo
L’angelo del Signore mostrò a me, Giovanni, un fiume d’acqua viva, limpido come cristallo, che scaturiva dal trono di Dio e dell’Agnello. In mezzo alla piazza della città, e da una parte e dall’altra del fiume, si trova un albero di vita che dà frutti dodici volte all’anno, portando frutto ogni mese; le foglie dell’albero servono a guarire le nazioni.
E non vi sarà più maledizione.
Nella città vi sarà il trono di Dio e dell’Agnello:
i suoi servi lo adoreranno;
vedranno il suo volto
e porteranno il suo nome sulla fronte.
Non vi sarà più notte,
e non avranno più bisogno
di luce di lampada né di luce di sole,
perché il Signore Dio li illuminerà.
E regneranno nei secoli dei secoli.
E mi disse: «Queste parole sono certe e vere. Il Signore, il Dio che ispira i profeti, ha mandato il suo angelo per mostrare ai suoi servi le cose che devono accadere tra breve. Ecco, io vengo presto. Beato chi custodisce le parole profetiche di questo libro».

L’angelo del Signore mostra a Giovanni un fiume di acqua viva, limpida come cristallo, e la santa città dove c’è il trono di Dio e dell’Agnello. In quella città, il Paradiso, non vi sarà più notte né bisogno di luce, di lampada o di sole, perché il Signore Dio la illuminerà. Egli è la luce, Egli è la gioia e la pace di ogni anima che l’accoglie. Le parole di Dio, che Egli ispira ai profeti, sono certe e vere e la vera profezia ci porta sempre a Dio, al suo amore, al suo abbraccio, alla sua misericordia e alla sua eternità.
 
Pensiero del giorno: Signore, voglio essere orientato alla tua città, alla santa città di Dio perché lì voglio che sia il mio domicilio, la mia casa e la mia gioia.
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