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27 maggio 03 giugno 2019

La Parola > Parola della settimana

RIFLESSIONI SULLA PAROLA
27 maggio - 01 giugno 2019


Lunedì 27 maggio
Santi del giorno: sant’Agostino di Canterbury, sant’Eutropio.

Dagli Atti degli Apostoli
Salpati da Tròade, facemmo vela direttamente verso Samotràcia e, il giorno dopo, verso Neàpoli e di qui a Filippi, colonia romana e città del primo distretto della Macedònia. Restammo in questa città alcuni giorni. Il sabato uscimmo fuori della porta lungo il fiume, dove ritenevamo che si facesse la preghiera e, dopo aver preso posto, rivolgevamo la Parola alle donne là riunite. Ad ascoltare c’era anche una donna di nome Lidia, commerciante di porpora, della città di Tiàtira, una credente in Dio, e il Signore le aprì il cuore per aderire alle parole di Paolo.Dopo essere stata battezzata insieme alla sua famiglia, ci invitò dicendo: «Se mi avete giudicata fedele al Signore, venite e rimanete nella mia casa». E ci costrinse ad accettare.
Paolo giunge a Filippi, colonia romana e città del primo distretto della Macedonia. Il cammino dell’apostolo non si ferma, la sua itineranza d’amore continua e in questa città la Parola apre il cuore di una donna: Lidia, una commerciante di porpora, la prima credente europea. Quando un cuore si apre al Signore, una città non è più quella di prima. Anche un solo cuore serve al Signore per compiere grandi cose e Lidia è la prescelta in questo annuncio missionario di Paolo. In quella città Lidia è la primizia della comunità, della chiesa. La Parola opera misteriosamente nei cuori, non ha uno standard, opera nella libertà e nella disponibilità dei cuori che si aprono a lei. Libertà disponibilità, grazia sono la danza della Parola, il gioco misterioso della Parola. Lidia ha aperto il cuore. Lo Spirito, anche oggi, apre tanti cuori e il sogno di Lidia continua.     
Pensiero del giorno: Signore, fa’ che invochi spesso santa Lidia, questa donna che ha avuto l’audacia nella tua grazia di innamorarsi della tua Parola.  
Martedì 28 maggio
Santi del giorno: san Germano, sant’Ubaldesca.
Dagli Atti degli Apostoli
In quei giorni, la folla [degli abitanti di Filippi] insorse contro Paolo e Sila, e i magistrati, fatti strappare loro i vestiti, ordinarono di bastonarli e, dopo averli caricati di colpi, li gettarono in carcere e ordinarono al carceriere di fare buona guardia. Egli, ricevuto quest’ordine, li gettò nella parte più interna del carcere e assicurò i loro piedi ai ceppi. Verso mezzanotte Paolo e Sila, in preghiera, cantavano inni a Dio, mentre i prigionieri stavano ad ascoltarli. D’improvviso venne un terremoto così forte che furono scosse le fondamenta della prigione; subito si aprirono tutte le porte e caddero le catene di tutti.
Il carceriere si svegliò e, vedendo aperte le porte del carcere, tirò fuori la spada e stava per uccidersi, pensando che i prigionieri fossero fuggiti. Ma Paolo gridò forte: «Non farti del male, siamo tutti qui». Quello allora chiese un lume, si precipitò dentro e tremando cadde ai piedi di Paolo e Sila; poi li condusse fuori e disse: «Signori, che cosa devo fare per essere salvato?». Risposero: «Credi nel Signore Gesù e sarai salvato tu e la tua famiglia». E proclamarono la Parola del Signore a lui e a tutti quelli della sua casa.
Egli li prese con sé, a quell’ora della notte, ne lavò le piaghe e subito fu battezzato lui con tutti i suoi; poi li fece salire in casa, apparecchiò la tavola e fu pieno di gioia insieme a tutti i suoi per avere creduto in Dio.
A Filippi la folla insorge contro Paolo e Sila perché aveva visto la fecondità dell’annuncio dei due, che vengono gettati nella parte più interna del carcere. Essi di notte cominciano a pregare e a cantare inni a Dio e il terremoto sconvolge e distrugge il carcere di Filippi. Ma Paolo e Sila non ricevono alcun danno, anzi da questo terremoto arriva la grazia della conversione del carceriere e di tutta la sua famiglia. Quante volte l’azione della grazia avviene per strade misteriose e non consone al buon senso della mente! Certi terremoti spirituali dell’anima sono grazie donate per scoprire la vera fede e il vero senso della vita in Gesù.  

Pensiero del giorno: Signore, nessun carcere per Te è un carcere di sicurezza, perché il terremoto del tuo Spirito abbatte muri e spezza catene.


Mercoledì 29 maggio

Santi del giorno: san Massimino, sant’Orsola Ledochowska.

Dagli Atti degli Apostoli
In quei giorni, quelli che accompagnavano Paolo lo condussero fino ad Atene e ripartirono con l’ordine, per Sila e Timòteo, di raggiungerlo al più presto. Paolo, in piedi in mezzo all’Areòpago, disse: «Ateniesi, vedo che, in tutto, siete molto religiosi. Passando infatti e osservando i vostri monumenti sacri, ho trovato anche un altare con l’iscrizione: “A un Dio ignoto”. Ebbene, colui che, senza conoscerlo, voi adorate, io ve lo annuncio. Il Dio che ha fatto il mondo e tutto ciò che contiene, che è Signore del cielo e della terra, non abita in templi costruiti da mani d’uomo né dalle mani dell’uomo si lascia servire come se avesse bisogno di qualche cosa: è lui che dà a tutti la vita e il respiro e ogni cosa. Egli creò da uno solo tutte le nazioni degli uomini, perché abitassero su tutta la faccia della terra. Per essi ha stabilito l’ordine dei tempi e i confini del loro spazio perché cerchino Dio, se mai, tastando qua e là come ciechi, arrivino a trovarlo, benché non sia lontano da ciascuno di noi. In lui infatti viviamo, ci muoviamo ed esistiamo, come hanno detto anche alcuni dei vostri poeti: “Perché di lui anche noi siamo stirpe”. Poiché dunque siamo stirpe di Dio, non dobbiamo pensare che la divinità sia simile all’oro, all’argento e alla pietra, che porti l’impronta dell’arte e dell’ingegno umano. Ora Dio, passando sopra ai tempi dell’ignoranza, ordina agli uomini che tutti e dappertutto si convertano, perché egli ha stabilito un giorno nel quale dovrà giudicare il mondo con giustizia, per mezzo di un uomo che egli ha designato, dandone a tutti prova sicura col risuscitarlo dai morti».
Quando sentirono parlare di risurrezione dei morti, alcuni lo deridevano, altri dicevano: «Su questo ti sentiremo un’altra volta». Così Paolo si allontanò da loro. Ma alcuni si unirono a lui e divennero credenti: fra questi anche Dionigi, membro dell’Areòpago, una donna di nome Dàmaris e altri con loro.
Dopo questi fatti Paolo lasciò Atene e si recò a Corìnto.

Paolo arriva ad Atene e all’Areopago trova un altare al dio ignoto, perciò comincia ad annunciare alla cultura greca, alla città supponente nella propria cultura e filosofia, la notizia evangelica di Gesù Cristo, morto e risorto. Ma viene deriso perché per la filosofia greca il corpo era negatività e carcere dell’anima. Paolo non si scoraggia perché anche lì, in quella città così difficile, Dio si fa strada e arriva il primo gruppo di credenti: Dionigi, Damaris ed altri. L’annuncio accompagnato dalla grazia apre sempre nuove strade a Dio.   

Pensiero del giorno: Oggi ricordiamo le apparizioni della Madonna a Fatima. Maria, ha letto la storia umana con gli occhi di Dio, richiamando tutti alle proprie responsabilità. Grazie, Maria


Giovedì 30 maggio
Santi del giorno: santa Giovanna d’Arco, san Giuseppe Marello

Dagli Atti degli Apostoli
In quei giorni, Paolo lasciò Atene e si recò a Corìnto. Qui trovò un Giudeo di nome Aquila, nativo del Ponto, arrivato poco prima dall’Italia, con la moglie Priscilla, in seguito all’ordine di ClauDio che allontanava da Roma tutti i Giudei. Paolo si recò da loro e, poiché erano del medesimo mestiere, si stabilì in casa loro e lavorava. Di mestiere, infatti, erano fabbricanti di tende. Ogni sabato poi discuteva nella sinagoga e cercava di persuadere Giudei e Greci. Quando Sila e Timòteo giunsero dalla Macedònia, Paolo cominciò a dedicarsi tutto alla Parola, testimoniando davanti ai Giudei che Gesù è il Cristo. Ma, poiché essi si opponevano e lanciavano ingiurie, egli, scuotendosi le vesti, disse: «Il vostro sangue ricada sul vostro capo: io sono innocente. D’ora in poi me ne andrò dai pagani». Se ne andò di là ed entrò nella casa di un tale, di nome Tizio Giusto, uno che venerava Dio, la cui abitazione era accanto alla sinagoga. Crispo, capo della sinagoga, credette nel Signore insieme a tutta la sua famiglia; e molti dei Corìnzi, ascoltando Paolo, credevano e si facevano battezzare.

Paolo continua il suo cammino e a Corinto trova un credente di nome Aquila con la moglie Priscilla, fabbricanti di tende. Paolo è ospite nella loro casa, e lì, oltre che evangelizzare, lavora e continua ad annunciare Gesù il Cristo davanti ai Giudei, nonostante l’opposizione di molti. Paolo entra nelle case e continua la sua corsa d’amore per il vangelo, per Gesù. La corsa d’amore della Parola è veramente una corsa vittoriosa, Paolo non ha paura dei Giudei e continua con la tenacia dell’amore ad annunciare Gesù il Signore.

Pensiero del giorno: Fa’, o Signore, che annunci sempre la tua signoria per salvaguardare gli uomini e le donne del mio tempo dai tiranni oppressivi e dittatoriali.   


Venerdì 31 maggio
Santi del giorno: visitazione della beata Vergine Maria

Dal libro del profeta Sofonìa
Rallégrati, figlia di Sion,
grida di gioia, Israele,
esulta e acclama con tutto il cuore,
figlia di Gerusalemme!
Il Signore ha revocato la tua condanna,
ha disperso il tuo nemico.
Re d’Israele è il Signore in mezzo a te,
tu non temerai più alcuna sventura.
In quel giorno si dirà a Gerusalemme:
«Non temere, Sion, non lasciarti cadere le braccia!
Il Signore, tuo Dio, in mezzo a te
è un salvatore potente.
Gioirà per te,
ti rinnoverà con il suo amore,
esulterà per te con grida di gioia».

Oggi leggiamo il brano del profeta Sofonia che ci invita a gridare di gioia, ad esultare e ad acclamare, perché il Signore visita il suo popolo. Oggi l’Israele di Dio è il mio cuore, oggi il nuovo Israele è il popolo dei credenti, oggi il vero Israele è la chiesa santa di Dio.
Quando Dio visita la sua chiesa, il suo popolo, i cuori che gli appartengono, egli porta un annuncio di pace, di vittoria, è Lui che dice anche a me: “Non temere, non lasciarti cadere le braccia” e aggiunge proprio per me: “Egli gioirà per te, ti rinnoverà con il suo amore”. Queste sono le visite quotidiane di Dio nel cuore, che molte volte non colgo, non sento, perché sono troppo auto centrato nella mia bravura o nella mia attività frenetica, che mi fa dimenticare la parte migliore e la priorità: ascoltare Dio. Ascoltandolo, accolgo la sua visita che è sempre una visita d’amore.

Pensiero del giorno: Maria visita santa Elisabetta, Maria visita la mia vita e mi ricorda che, anche in me, la sterilità non vincerà sulla fecondità della grazia di Dio.        


Sabato 01 giugno
Santi del giorno: san Giustino

Dagli Atti degli Apostoli
Trascorso ad Antiòchia un po’ di tempo, Paolo partì: percorreva di seguito la regione della Galàzia e la Frìgia, confermando tutti i discepoli. Arrivò a Èfeso un Giudeo, di nome Apollo, nativo di Alessandria, uomo colto, esperto nelle Scritture. Questi era stato istruito nella via del Signore e, con animo ispirato, parlava e insegnava con accuratezza ciò che si riferiva a Gesù, sebbene conoscesse soltanto il battesimo di Giovanni.
Egli cominciò a parlare con franchezza nella sinagoga. Priscilla e Aquila lo ascoltarono, poi lo presero con sé e gli esposero con maggiore accuratezza la via di Dio. Poiché egli desiderava passare in Acàia, i fratelli lo incoraggiarono e scrissero ai discepoli di fargli buona accoglienza. Giunto là, fu molto utile a quelli che, per opera della grazia, erano divenuti credenti. Confutava infatti vigorosamente i Giudei, dimostrando pubblicamente attraverso le Scritture che Gesù è il Cristo.

Trascorso ad Antiochia un po’ di tempo, Paolo parte e percorre la Galazia e la Frigia, confermando nella fede. Arriva ad Efeso e trova Apollo, nativo di Alessandria, che desidera entrare nella via di Dio, nella profondità della Parola. Anche Priscilla ed Aquila si aprono alla grazia di Dio. Paolo continua ad annunciare Gesù, confutando i giudei ed aprendo i cuori di coloro che la Parola affascinava con il fascino del vero volto e del vero vangelo di Dio.  

Pensiero del giorno: Signore, quanta sete di profondità, di spiritualità e di fede c’è oggi! Quanta gente muore disidratata perché non riceve l’acqua viva della tua Parola, ma il macigno pesante della nostra rassegnazione.  
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