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27 settembre-02 ottobre 2021

La Parola > Parola della settimana

RIFLESSIONI SULLA PAROLA
27 settembre - 02 ottobre 2021


Lunedì 27 settembre

Santi del giorno: San Vincenzo de’ Paoli, san Bonfilio

Dal libro del profeta Zaccarìa
La Parola del Signore degli eserciti fu rivolta in questi termini:
«Così dice il Signore degli eserciti:
Sono molto geloso di Sion,
un grande ardore m’infiamma per lei.
Così dice il Signore: Tornerò a Sion e dimorerò a Gerusalemme. Gerusalemme sarà chiamata “Città fedele” e il monte del Signore degli eserciti “Monte santo”.
Così dice il Signore degli eserciti: Vecchi e vecchie siederanno ancora nelle piazze di Gerusalemme, ognuno con il bastone in mano per la loro longevità. Le piazze della città formicoleranno di fanciulli e di fanciulle, che giocheranno sulle sue piazze.
Così dice il Signore degli eserciti: Se questo sembra impossibile agli occhi del resto di questo popolo in quei giorni, sarà forse impossibile anche ai miei occhi? Oracolo del Signore degli eserciti.
Così dice il Signore degli eserciti:
Ecco, io salvo il mio popolo
dall’Oriente e dall’Occidente:
li ricondurrò ad abitare a Gerusalemme;
saranno il mio popolo e io sarò il loro Dio,
nella fedeltà e nella giustizia.

Il profeta annuncia che il Signore è molto geloso di Sion e un grande ardore lo infiamma per Gerusalemme. Egli profetizza che le piazze della città formicoleranno di fanciulli e di fanciulle. Il profeta vede la vita di Dio, vede l’amore di Dio e lo racconta. Il profeta ha sempre davanti a sé un ottimismo che non è frutto di un umano, ma è frutto di uno sguardo che va più in là degli avvenimenti. Occorre vedere l’azione di Dio, vedere la mano di Dio che agisce nel mistero della storia senza farsi inghiottire dalla cronaca di un evento dal respiro corto. Lo sguardo dei profeti dovrebbe insegnare anche a noi a guardare la vita e la storia attraverso l’azione affascinante, misteriosa della mano, della grazia e della potenza di Dio. È Dio il grande costruttore e ricostruttore della storia. Solamente i profeti sono le vedette che vedono lontano, tutto il resto racconta la cronaca di un giorno che la sera è già vecchia.    
Pensiero del giorno: Signore, donami lo sguardo del profeta perché il mio occhio non muoia nel ristretto orizzonte della mia visuale.  
Dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo, nacque una discussione tra i discepoli, chi di loro fosse più grande.
Allora Gesù, conoscendo il pensiero del loro cuore, prese un bambino, se lo mise vicino e disse loro: «Chi accoglierà questo bambino nel mio nome, accoglie me; e chi accoglie me, accoglie colui che mi ha mandato. Chi infatti è il più piccolo fra tutti voi, questi è grande». Giovanni prese la Parola dicendo: «Maestro, abbiamo visto uno che scacciava demòni nel tuo nome e glielo abbiamo impedito, perché non ti segue insieme con noi». Ma Gesù gli rispose: «Non lo impedite, perché chi non è contro di voi, è per voi».

Il vangelo di oggi ci mostra la domanda che i discepoli fecero a Gesù: chi di loro fosse il più grande. Il carrierismo, il voler apparire, il protagonismo non lasciano mai la nostra vita, vorremmo essere sempre i primi, i migliori, gli unici; vogliamo sentirci importanti, contare, comandare, vogliamo essere persone di riferimento, ma in questa maniera non saremo quel bambino che Gesù mette in mezzo e mostra come icona viva dell’accoglienza del suo vangelo e della grandezza della sua comunità. Il vangelo prosegue: “Giovanni prese la parola dicendo: Maestro, abbiamo visto uno che scacciava demoni, ma glielo abbiamo impedito perché non ti segue insieme con noi”. Gesù, nella larghezza del suo cuore e nell’intelligenza della sua mente, non pone paletti a coloro che lo amano. Quante strade diverse e complementari per testimoniare Gesù e quanto forte è la tentazione, anche nelle nostre comunità, di emarginare coloro che non vogliono camminare nella strada percorsa da noi, ma che vogliono arrivare a Gesù attraverso strade diverse che portano a Lui.
Quanto forte è il senso dell’escludere e quanto forte è invece in Gesù il senso dell’includere. Questa è la vera libertà di Gesù.

Pensiero del giorno: Signore Gesù, non rendermi fondamentalista ed intollerante, ma ricordami che la mia strada è una delle tante strade che Tu hai preparato per arrivare al tuo amore.


Martedì 28 settembre

Santi del giorno: san Venceslao santi Lorenzo Ruiz e compagni

Dal Vangelo secondo Luca
Mentre stavano compiendosi i giorni in cui sarebbe stato elevato in alto, Gesù prese la ferma decisione di mettersi in cammino verso Gerusalemme e mandò messaggeri davanti a sé. Questi si incamminarono ed entrarono in un villaggio di Samaritani per preparargli l’ingresso. Ma essi non vollero riceverlo, perché era chiaramente in cammino verso Gerusalemme. Quando videro ciò, i discepoli Giacomo e Giovanni dissero: «Signore, vuoi che diciamo che scenda un fuoco dal cielo e li consumi?». Si voltò e li rimproverò. E si misero in cammino verso un altro villaggio.

Il vangelo di oggi ci mostra Gesù che decide di andare con fermezza a Geruslemme, ma in un villaggio di samaritani gli impediscono di passare. I discepoli domandano a Gesù che faccia scendere un fuoco dal cielo e li consumi. Che bella questa icona di Luca di Gesù che cammina e che sa accogliere anche il rifiuto di persone che non si aprono al suo amore! Che dolcezza e tenerezza è la misericordia di Gesù, egli sa che gli uomini che lo rifiutano non hanno bisogno di un fuoco distruttore, ma hanno bisogno di un fuoco d’amore e Gesù, roveto ardente di Dio, dona questo fuoco e questo calore anche a coloro che lo rifiutano, sapendo che l’attesa è la forza della sua misericordia.

Pensiero del giorno: Signore, non rendermi inquisitore intollerante di coloro che non ti accolgono, ma rendimi capace di pregare, di offrire e di soffrire per il ritorno di tanti nel tuo cuore d’amore.


Mercoledì 29 settembre

Santi del giorno: san Michele, san Gabriele, san Raffaele arcangeli

Dal libro dell’Apocalisse di san Giovanni apostolo
Scoppiò una guerra nel cielo: Michele e i suoi angeli combattevano contro il drago. Il drago combatteva insieme ai suoi angeli, ma non prevalse e non vi fu più posto per loro in cielo.
E il grande drago, il serpente antico, colui che è chiamato diavolo e il Satana, e che seduce tutta la terra abitata, fu precipitato sulla terra e con lui anche i suoi angeli.
Allora udii una voce potente nel cielo che diceva:
«Ora si è compiuta
la salvezza, la forza e il regno del nostro Dio
e la potenza del suo Cristo,
perché è stato precipitato
l’accusatore dei nostri fratelli,
colui che li accusava davanti al nostro Dio
giorno e notte.
Ma essi lo hanno vinto
grazie al sangue dell’Agnello
e alla Parola della loro testimonianza,
e non hanno amato la loro vita,
fino alla morte.
Esultate, dunque, o cieli
e voi che abitate in essi».
Leggiamo oggi dal libro dell’Apocalisse la guerra di Michele che con i suoi angeli ha combattuto contro il grande drago, il serpente antico. La chiesa, celebrando la figura di san Michele, che non è una figura mitica e leggendaria, ma una presenza viva e vera dell’amore creativo di Dio, ci ricorda che la battaglia è in atto tra due schieramenti opposti, come ci dice Romano Guardini. Lo scontro è pronto tra Michele, che ci ricorda la signoria e la sovranità di Dio, e tutte le schiere di satana che vorrebbero rendere l’uomo signore e dio di se stesso. Ai nostri giorni Michele combatte contro la religiosità in cui l’uomo è celebrato e deificato, secondo cui anche la natura non è più creazione, ma diventa solo un bene da tutelare per un benessere fisico e storico. Michele ci ricorda il primato di Dio, e dove Dio è al primo posto l’uomo è al sicuro, al contrario le schiere di satana proclamano la religione dell’uomo, ma quando l’uomo diventa dio di se stesso, distrugge se stesso, e la sua identità di creatura amata e salvata da Dio.       
Pensiero del giorno: Signore, è giunta l’ora di deciderci a quale schiera appartenere perché la guerra è imminente.


Giovedì 30 settembre  
Santi del giorno: san Girolamo, nacque a Stridone in Dalmazia, fu battezzato a 25 anni, ordinato sacerdote a 38. Amò follemente Cristo e passò la prima parte della sua vita come collaboratore di papa Damaso, ritirandosi a Betlemme alla sua morte, dove tradusse la Bibbia in latino, la Vulgata.
È un grande santo, un grande biblista che ha amato la Parola di Dio, ha coniato la famosa frase: “L’ignoranza della Parola è ignoranza di Cristo”.

Dal libro di Neemìa
In quei giorni, tutto il popolo si radunò come un solo uomo sulla piazza davanti alla porta delle Acque e disse allo scriba Esdra di portare il libro della legge di Mosè, che il Signore aveva dato a Israele. Il primo giorno del settimo mese, il sacerdote Esdra portò la legge davanti all’assemblea degli uomini, delle donne e di quanti erano capaci di intendere.
Lesse il libro sulla piazza davanti alla porta delle Acque, dallo spuntare della luce fino a mezzogiorno, in presenza degli uomini, delle donne e di quelli che erano capaci d’intendere; tutto il popolo tendeva l’orecchio al libro della legge. Lo scriba Esdra stava sopra una tribuna di legno, che avevano costruito per l’occorrenza.
Esdra aprì il libro in presenza di tutto il popolo, poiché stava più in alto di tutti; come ebbe aperto il libro, tutto il popolo si alzò in piedi. Esdra benedisse il Signore, Dio grande, e tutto il popolo rispose: «Amen, amen», alzando le mani; si inginocchiarono e si prostrarono con la faccia a terra dinanzi al Signore.
I leviti spiegavano la legge al popolo e il popolo stava in piedi. Essi leggevano il libro della legge di Dio a brani distinti e spiegavano il senso, e così facevano comprendere la lettura. Neemia, che era il governatore, Esdra, sacerdote e scriba, e i leviti che ammaestravano il popolo dissero a tutto il popolo: «Questo giorno è consacrato al Signore, vostro Dio; non fate lutto e non piangete!». Infatti tutto il popolo piangeva, mentre ascoltava le parole della legge. Poi Neemia disse loro: «Andate, mangiate carni grasse e bevete vini dolci e mandate porzioni a quelli che nulla hanno di preparato, perché questo giorno è consacrato al Signore nostro; non vi rattristate, perché la gioia del Signore è la vostra forza». I leviti calmavano tutto il popolo dicendo: «Tacete, perché questo giorno è santo; non vi rattristate!». Tutto il popolo andò a mangiare, a bere, a mandare porzioni e a esultare con grande gioia, perché avevano compreso le parole che erano state loro proclamate.

Anche Neemia fa parte di quelle figure, come Esdra, che hanno contribuito a ricostruire la storia di un popolo. Al centro del brano di oggi troviamo la lettura sulla piazza del libro della legge fatta dai Leviti, vi assiste tutta la gente che, ritrovando l’amore e la profondità della Parola, si commuove e piange. Neemia ricorda che è un giorno di grande gioia e di festa perché il popolo d’Israele riscopre la Parola.
Riscoprire la Parola di Dio come sovranità della nostra vita è riscoprire il respiro della nostra libertà. La Parola di Dio non può essere accostata e commentata dall’orgoglio sufficiente di un’intelligenza, dalla riduzione di un’ideologia o dallo svuotamento della sua radicalità mediante il compromesso del nostro comodo. La Parola deve brillare nella sua bellezza, nella sua esigenza, nella sua santità, allora resta di Dio.
Sarà questa Parola che ricomincerà a narrare la storia dell’uomo, vittima di se stesso, perché orfano della Parola.    
 
Pensiero del giorno: Signore, liberami dal commentare la tua Parola con le mie misure, fammi stupire della tua Parola con il tuo amore.

Dal Vangelo secondo Luca
In quel tempo, il Signore designò altri settantadue e li inviò a due a due davanti a sé in ogni città e luogo dove stava per recarsi. Diceva loro: «La messe è abbondante, ma sono pochi gli operai! Pregate dunque il Signore della messe, perché mandi operai nella sua messe! Andate: ecco, vi mando come agnelli in mezzo a lupi; non portate borsa, né sacca, né sandali e non fermatevi a salutare nessuno lungo la strada.
In qualunque casa entriate, prima dite: “Pace a questa casa!”. Se vi sarà un figlio della pace, la vostra pace scenderà su di lui, altrimenti ritornerà su di voi. Restate in quella casa, mangiando e bevendo di quello che hanno, perché chi lavora ha diritto alla sua ricompensa. Non passate da una casa all’altra.
Quando entrerete in una città e vi accoglieranno, mangiate quello che vi sarà offerto, guarite i malati che vi si trovano, e dite loro: “È vicino a voi il regno di Dio”. Ma quando entrerete in una città e non vi accoglieranno, uscite sulle sue piazze e dite: “Anche la polvere della vostra città, che si è attaccata ai nostri piedi, noi la scuotiamo contro di voi; sappiate però che il regno di Dio è vicino”. Io vi dico che, in quel giorno, Sòdoma sarà trattata meno duramente di quella città».

Il vangelo di oggi ci presenta il discorso missionario di Gesù che manda altri 72 discepoli e li invia due a due davanti a sé;  Luca ci elenca anche lo stile per andare in missione. Quello che colpisce in questo vangelo è che i destinatari della missioni dei discepoli sono le case, non tanto quelle in muratura, gli edifici, ma coloro che vi abitano, infatti Gesù dice: “In qualunque case entriate, prima dite: Pace a questa casa”. Che bella che era la tradizione di benedire le case viventi di Dio, cioè il cuore degli uomini, che bello che era vedere i pastori che entravano nelle case nel nome del Signore con la sua benedizione. Oggi una prima urgenza pastorale è proprio entrare nella casa, molte volte sigillata, complessa e difficile del cuore degli uomini. Se non entriamo in quella casa tutto diventa inutile perché il primo annuncio del vangelo passa dalla casa del cuore. Quando tu entri, nel nome di Gesù,  nella casa del cuore della gente e auguri a questa vita interiore, a questa dimensione misteriosa, la pace di Dio, la pace discenderà.
Il primo atteggiamento di essere discepoli, annunciatori del vangelo, è proprio cominciare dal cuore della gente, dalla casa interiore della gente. Le grandi strutture, i grandi progetti forse oggi non sono più opportuni, perché abbiamo cuori frantumati, esistenze difficili, solitudini abbandonate che non attendono un progetto, ma attendono un discepolo innamorato di Gesù che porta la sua pace, ridonando speranza e vita a coloro che desiderano fortemente questa pace e questa benedizione.

Pensiero del giorno: Signore, rendimi discreto, umile e silenzioso come evangelizzatore del cuore degli altri. Rendimi capace di entrare con pieno rispetto nel cuore dell’altro, senza pretese di cambiare, senza arroganze di comandare, ma di entrare con il passo delicato che è il passo della tua misericordia allora, diventato riflesso del tuo amore, io porterò la tua pace e la casa del cuore degli uomini si aprirà alla tua vita.   


Venerdì 01 ottobre  
Santi del giorno: Santa Teresa di Gesù Bambino, nacque ad Alencon nel 1873, entrò nel Carmelo a 15 anni, diventò una grande mistica, scrive il libro Storia di un’anima. Si offrì in olocausto a Dio e pregò per i sacerdoti e i missionari, morì a soli 24 anni. Pio XI l’ha proclamata santa e patrona delle missioni. Giovanni Paolo II l’ha nominata Dottore della chiesa.
Preghiamo santa Teresina che oggi faccia piovere dal cielo una rosa d’amore anche per noi.



Sabato 02 ottobre

Santi del giorno: santi angeli custodi

Dal libro dell’Esodo
Così dice il Signore: «Ecco, io mando un angelo davanti a te per custodirti sul cammino e per farti entrare nel luogo che ho preparato. Abbi rispetto della sua presenza, da’ ascolto alla sua voce e non ribellarti a lui; egli infatti non perdonerebbe la vostra trasgressione, perché il mio nome è in lui. Se tu dai ascolto alla sua voce e fai quanto ti dirò, io sarò il nemico dei tuoi nemici e l’avversario dei tuoi avversari.
Il mio angelo camminerà alla tua testa».
Oggi leggiamo il libro dell’Esodo che ci parla della figura dell’angelo custode. Egli è vicino a noi, cammina con noi e noi gli dobbiamo un rispetto di presenza e di amore. L’angelo ci ricorda l’amore tenero e sollecito di Dio, che ci accompagna tramite i suoi ministri, potenti esecutori della sua Parola, fiamme ardenti del suo amore. Il popolo di purissimi spiriti ci ricordano il primato della lode, dell’adorazione, della sacralità e della santità del mistero di Dio. Gli angeli si uniscono anche alle nostre celebrazioni, che molte volte sono rumorose e desacralizzate, e ci ricordano invece il mistero santo di Dio davanti al quale è giusto prostraci nello stupore di un’adorazione e di un amore.     
Pensiero del giorno: Signore, se mi dimenticassi del tuo angelo custode, ricordami che andrò in mano agli sbirri della vita.
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