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29-31 marzo 2021

La Parola > Parola della settimana

RIFLESSIONI SULLA PAROLA
29 marzo – 31 marzo 2021


Settimana santa


Lunedì 29 marzo

Santi del giorno: san Guglielmo Tempier

Dal libro del profeta Isaìa

«Ecco il mio servo che io sostengo,
il mio eletto di cui mi compiaccio.
Ho posto il mio spirito su di lui;
egli porterà il diritto alle nazioni.
Non griderà né alzerà il tono,
non farà udire in piazza la sua voce,
non spezzerà una canna incrinata,
non spegnerà uno stoppino dalla fiamma smorta;
proclamerà il diritto con verità.
Non verrà meno e non si abbatterà,
finché non avrà stabilito il diritto sulla terra,
e le isole attendono il suo insegnamento».
Così dice il Signore Dio,
che crea i cieli e li dispiega,
distende la terra con ciò che vi nasce,
dà il respiro alla gente che la abita
e l’alito a quanti camminano su di essa:
«Io, il Signore, ti ho chiamato per la giustizia
e ti ho preso per mano;
ti ho formato e ti ho stabilito
come alleanza del popolo
e luce delle nazioni,
perché tu apra gli occhi ai ciechi
e faccia uscire dal carcere i prigionieri,
dalla reclusione coloro che abitano nelle tenebre».

Il profeta Isaia ci presenta il servo del Signore che non griderà, non alzerà il tono, non spezzerà una canna, è il servo umile Gesù. In questi oracoli di Isaia, che la chiesa contempla nella settimana santa, vediamo lo stile d’amore di Gesù, la presenza di Gesù, di questo Gesù umile, grande nell’amore, di questo Gesù attento a non spezzare, a non spegnare, ma anche a proclamare con forza la verità di Dio. Gesù non verrà meno e  non si abbatterà: la forza di Gesù è inesauribile, il suo ottimismo la sua speranza devono contagiare i discepoli che oggi molte volte, a differenza del servo di Dio, si abbattono, si lasciano andare e pensano che di essere sconfitti nella loro battaglia per l’amore. Questo santo servo di Dio che apre la settimana santa, cuore della fede, ci insegna veramente che quando noi siamo in Gesù e per Gesù non siamo perdenti, non dobbiamo lasciarci andare, perché tutto non viene da noi, ma viene da Lui. In questa settimana santa dobbiamo credere alla signoria della grazia in noi e non alla nostra forza o alle nostre strategie, perché noi non possiamo fecondare, è solo Gesù che feconda attraverso di noi con la nostra umiltà e la nostra apertura alla sua grazia.
Pensiero del giorno: Signore, quando sono depresso perché penso di essere sconfitto nella battaglia della fede, fa’ che la tua speranza e la tua forza vengano in me e mi donino la forza dell’amore.     


Martedì 30 marzo
Santi del giorno: san Secondo, san Leonardo M.

Dal libro del profeta Isaìa

Ascoltatemi, o isole,
udite attentamente, nazioni lontane;
il Signore dal seno materno mi ha chiamato,
fino dal grembo di mia madre ha pronunciato il mio nome.
Ha reso la mia bocca come spada affilata,
mi ha nascosto all’ombra della sua mano,
mi ha reso freccia appuntita,
mi ha riposto nella sua farètra.
Mi ha detto: «Mio servo tu sei, Israele,
sul quale manifesterò la mia gloria».
Io ho risposto: «Invano ho faticato,
per nulla e invano ho consumato le mie forze.
Ma, certo, il mio diritto è presso il Signore,
la mia ricompensa presso il mio Dio».
Ora ha parlato il Signore,
che mi ha plasmato suo servo dal seno materno
per ricondurre a lui Giacobbe
e a lui riunire Israele
– poiché ero stato onorato dal Signore
e Dio era stato la mia forza –,
e ha detto: «È troppo poco che tu sia mio servo
per restaurare le tribù di Giacobbe
e ricondurre i superstiti d’Israele.
Io ti renderò luce delle nazioni,
perché porti la mia salvezza
fino all’estremità della terra».

Il servo del signore dice al suo Dio: “Invano ho faticato, per nulla e invano ho consumato le mie forze”. Quando si lavora per il Signore non c’è mai l’invano e il nulla, lavorare per il regno e per la maggior gloria di Dio non è mai inutile. Molte volte la sensazione dell’inutilità e del fallimento è quel veleno che il nemico mette dentro il nostro cuore per stancarci, per non renderci entusiasti discepoli di un Signore che per noi ha dato la vita, il cuore, ha dato tutto. In questa contemplazione vogliamo ritrovare la nostra forza nella vittoria di Dio. Gesù ha vinto il mondo e noi, essendo di Gesù, vinceremo il mondo con una modalità e una strategia nota solo a Dio. Un cristiano pieno di speranza e di gioia è già una vittoria, è già la vittoria del suo Dio attraverso la sua entusiastica grande speranza che contagia.

Pensiero del giorno: Signore, non voglio alzare la bandiera bianca della resa, voglio alzare la tua croce della vittoria.


Mercoledì 31 marzo
Santi del giorno: san Beniamino, san Bonaventura da Forlì.

Dal libro del profeta Isaìa

Il Signore Dio mi ha dato una lingua da discepolo,
perché io sappia indirizzare
una parola allo sfiduciato.
Ogni mattina fa attento il mio orecchio
perché io ascolti come i discepoli.
Il Signore Dio mi ha aperto l’orecchio
e io non ho opposto resistenza,
non mi sono tirato indietro.
Ho presentato il mio dorso ai flagellatori,
le mie guance a coloro che mi strappavano la barba;
non ho sottratto la faccia
agli insulti e agli sputi.
Il Signore Dio mi assiste,
per questo non resto svergognato,
per questo rendo la mia faccia dura come pietra,
sapendo di non restare confuso.
È vicino chi mi rende giustizia:
chi oserà venire a contesa con me? Affrontiamoci.
Chi mi accusa? Si avvicini a me.
Ecco, il Signore Dio mi assiste:
chi mi dichiarerà colpevole?

Oggi leggiamo la terza parte dell’oracolo di Isaia in cui il servo del Signore viene flagellato, insultato, ma non prende paura. È il prezzo dell’amore, della testimonianza, il prezzo della presenza, della visibilità. Bonhoeffer parlava sempre di una grazia a caro prezzo che viene quando io do il mio cuore, la mia vita, la mia gioia, la mia intelligenza e tutto me stesso a Gesù, all’amore di Dio, perché come il servo del Signore anch’io abbia una lingua da discepolo, perché anch’io possa, nella forza dell’amore crocifisso, indirizzare una parola allo sfiduciato. Oggi la passione di Gesù continua nella passione dei suoi figli in cui, attraverso la fedeltà, la costanza, la continuità di un discepolato in una missione, noi portiamo Gesù in un mondo che lo rifiuta, che non lo vuole, ma che ne ha estremo bisogno, e lo facciamo attraverso la nostra santità e la nostra testimonianza.

Pensiero del giorno: Signore, dammi una lingua da discepolo perché possa risanare il vuoto di tante parole umane e possa portare al cuore dell’uomo di oggi la vera parola che dà la vita e non la chiacchiera che stordisce.    
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