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29 giugno 04 luglio 2020

La Parola > Parola della settimana

RIFLESSIONI SULLA PAROLA

29 giugno - 04 luglio 2020


Lunedì 29 giugno

Santi del giorno: santi Pietro e Paolo

Dagli Atti degli Apostoli
In quel tempo il re Erode cominciò a perseguitare alcuni membri della Chiesa. Fece uccidere di spada Giacomo, fratello di Giovanni. Vedendo che ciò era gradito ai Giudei, fece arrestare anche Pietro. Erano quelli i giorni degli Àzzimi. Lo fece catturare e lo gettò in carcere, consegnandolo in custodia a quattro picchetti di quattro soldati ciascuno, col proposito di farlo comparire davanti al popolo dopo la Pasqua.
Mentre Pietro dunque era tenuto in carcere, dalla Chiesa saliva incessantemente a Dio  una preghiera per lui. In quella notte, quando Erode stava per farlo comparire davanti al popolo, Pietro, piantonato da due soldati e legato con due catene, stava dormendo, mentre davanti alle porte le sentinelle custodivano il carcere.
Ed ecco, gli si presentò un angelo del Signore e una luce sfolgorò nella cella. Egli toccò il fianco di Pietro, lo destò e disse: «Àlzati, in fretta!». E le catene gli caddero dalle mani. L’angelo gli disse: «Mettiti la cintura e légati i sandali». E così fece. L’angelo disse: «Metti il mantello e seguimi!». Pietro uscì e prese a seguirlo, ma non si rendeva conto che era realtà ciò che stava succedendo per opera dell’angelo: credeva invece di avere una visione. Essi oltrepassarono il primo posto di guardia e il secondo e arrivarono alla porta di ferro che conduce in città; la porta si aprì da sé davanti a loro. Uscirono, percorsero una strada e a un tratto l’angelo si allontanò da lui. Pietro allora, rientrato in sé, disse: «Ora so veramente che il Signore ha mandato il suo angelo e mi ha strappato dalla mano di Erode e da tutto ciò che il popolo dei Giudei si attendeva».

La prima lettura di questa solennità ci presenta la liberazione di Pietro dal carcere: un angelo del Signore fa cadere le catene dai piedi e dalle mani di Pietro e gli ridona la libertà. Pietro rivive un esodo, non più quello dall’Egitto, ma quello dalla prigionia per il nome di Gesù. Gesù è il liberatore, Dio è colui che libera tramite la figura dell’angelo. Dio entra nelle prigioni della nostra vita e del nostro cuore e spezza catene e ceppi che la rendono molto triste e molto sola. Dio sa dov’è la nostra prigionia, Dio sa che cos’è il nostro ceppo, conosce l’oscurità della nostra cella, ci viene vicino, ci libera e ci manda ancora a proclamare il suo nome. Dio  libera il primo papa della chiesa perché continui il suo ministero di annuncio. Ci siamo disabituati a questi interventi di Dio  e abbiamo misurato Dio con le nostre misure e con il nostro buon senso, ritenendo che ciò sia impossibile che avvenga per noi, ma il Signore è più grande della nostra stoltezza e della nostra piccola misura e ancora oggi passa e libera.

Pensiero del giorno: Signore, hai fatto evadere Pietro dal carcere, fai evadere il mio cuore dal carcere dei piccoli schemi e delle piccole precomprensioni della mente.


Martedì 30 giugno
Santi del giorno: santi Primi martiri Chiesa di Roma, sant’Adolfo.

Dal libro del profeta Amos
Ascoltate questa parola,
che il Signore ha detto riguardo a voi,
figli d’Israele,
e riguardo a tutta la stirpe
che ho fatto salire dall’Egitto:
«Soltanto voi ho conosciuto
tra tutte le stirpi della terra;
perciò io vi farò scontare
tutte le vostre colpe.
Camminano forse due uomini insieme,
senza essersi messi d’accordo?
Ruggisce forse il leone nella foresta,
se non ha qualche preda?
Il leoncello manda un grido dalla sua tana,
se non ha preso nulla?
Si precipita forse un uccello a terra in una trappola,
senza che vi sia un’esca?
Scatta forse la trappola dal suolo,
se non ha preso qualche cosa?
Risuona forse il corno nella città,
senza che il popolo si metta in allarme?
Avviene forse nella città una sventura,
che non sia causata dal Signore?
In verità, il Signore non fa cosa alcuna
senza aver rivelato il suo piano
ai suoi servitori, i profeti.
Ruggisce il leone:
chi non tremerà?
Il Signore Dio ha parlato:
chi non profeterà?
Vi ho travolti
come Dio aveva travolto Sòdoma e Gomorra,
eravate come un tizzone
strappato da un incendio;
ma non siete ritornati a me».
Oracolo del Signore.
Perciò ti tratterò così, Israele!
Poiché questo devo fare di te:
prepàrati all’incontro con il tuo Dio, o Israele!
Oggi il profeta ricorda ad Israele tutto ciò che il Signore ha detto e ha fatto per lui, liberandolo dall’Egitto. Perciò il Signore ricorda a questo popolo che dovrà espiare le sue colpe e, attraverso degli esempi tratti dal mondo umano e animale, ricorda che è solo Lui la guida e il fondamento della storia. Qui Amos fa un’affermazione stupenda: “Il Signore non fa cosa alcuna senza aver rivelato il suo piano ai suoi servitori, i profeti”. I profeti sono gli intimi di Dio, coloro che ricevono le confidenze di Dio, coloro che ricevono il mandato di ricordare ad un popolo errante che dovrà prepararsi all’incontro con il suo Dio. Oggi ci si illude di non dover rispondere a nessuno, se non a noi stessi, mentre i profeti ci ricordano che dovremo incontrarci e dovremo rendere conto a quella Parola di verità che molte volte viene ignorata, massacrata e rinnegata dalle opinioni umane. Le opinioni umane gratificano il nostro orgoglio generatore di nulla, ma quando ci incontreremo con la Parola, essa farà verità su di noi.
Pensiero del giorno: Signore, fammi ricordare più spesso i Novissimi, in questo mondo che è diventato una giostra di luna park e non mi dà più tempo di pensare al domani e all’eterno.       


Mercoledì 01 luglio
Santi del giorno: sant’Aronne, beato Antonio Rosmini

Dal libro del profeta Amos
Cercate il bene e non il male,
se volete vivere,
e solo così il Signore, Dio degli eserciti,
sarà con voi, come voi dite.
Odiate il male e amate il bene
e ristabilite nei tribunali il diritto;
forse il Signore, Dio degli eserciti,
avrà pietà del resto di Giuseppe.
«Io detesto, respingo le vostre feste solenni
e non gradisco le vostre riunioni sacre;
anche se voi mi offrite olocausti,
io non gradisco le vostre offerte,
e le vittime grasse come pacificazione
io non le guardo.
Lontano da me il frastuono dei vostri canti:
il suono delle vostre arpe non posso sentirlo!
Piuttosto come le acque scorra il diritto
e la giustizia come un torrente perenne».

Il profeta Amos, ancora una volta, con la sua durezza profetica esorta Israele  a cercare il bene e non il male, a odiare il male e ad amare il bene; poi il profeta ricorda a questo popolo che tutte le sue celebrazioni liturgiche, le sue feste, le sue parate celebrative vengono respinte dal Signore perché non sono celebrazioni di verità, ma sono solamente gratificazioni di superbia. Che parola dura oggi viene rivolta anche alle nostre celebrazioni e alle nostre liturgie! Pensiamo di gratificare Dio gratificando le nostre velleità protagoniste e facendo molte volte delle celebrazioni liturgiche divine non tanto una lode e una gloria al festeggiato, ma celebrando noi stessi, la nostra arroganza e il nostro antropocentrismo. Molte volte non ci rendiamo conto che non celebriamo più Lui, perché Lui non è più dentro ai nostri cuori; celebriamo atteggiamenti, eventi, desideri, programmi, ma senza di Lui ed egli le respinge. Dio non può accogliere celebrazioni estranee a se stesso, Dio non può accogliere la lode che facciamo a noi stessi al posto di quella rivolta a Lui, perché Dio non ama la menzogna ma la verità.

Pensiero del giorno: Signore, il nostro celebrare è il termometro del nostro amore: se celebreremo con ardore infuocato la tua presenza, questo sarà un indizio della nostra salute interiore. Amen.  


Giovedì 02 luglio
Santi del giorno: san Bernardino Realino, san Lidano.

Dal Vangelo secondo Matteo
In quel tempo, salito su una barca, Gesù passò all’altra riva e giunse nella sua città. Ed ecco, gli portavano un paralitico disteso su un letto. Gesù, vedendo la loro fede, disse al paralitico: «Coraggio, figlio, ti sono perdonati i peccati». Allora alcuni scribi dissero fra sé: «Costui bestemmia». Ma Gesù, conoscendo i loro pensieri, disse: «Perché pensate cose malvagie nel vostro cuore? Che cosa infatti è più facile: dire “Ti sono perdonati i peccati”, oppure dire “Àlzati e cammina”? Ma, perché sappiate che il Figlio dell’uomo ha il potere sulla terra di perdonare i peccati: Àlzati – disse allora al paralitico –, prendi il tuo letto e va’ a casa tua». Ed egli si alzò e andò a casa sua. Le folle, vedendo questo, furono prese da timore e resero gloria a Dio che aveva dato un tale potere agli uomini.
Oggi il vangelo ci mostra Gesù che guarisce un paralitico che gli viene portato e la guarigione comincia dal perdonare i suoi peccati. I nostri peccati sono la vera paralisi della nostra vita perché il peccato indurisce il cuore e, indurendo il cuore, lo rende chiuso alla dinamica, alla tenerezza, alla forza della Parola di Dio. Il peccato indurisce il mio rapporto con Dio, indurisce il mio rapporto con me stesso e con gli altrui e quando il peccato è amato, cercato, voluto, consumato, provoca questo deserto di indurimento che mi impedisce di camminare con Gesù. Quando il peccato diventa il padrone della nostra vita, ci dà l’illusione di essere noi il centro dell’universo e ci rende incapaci di un cammino profondo di libertà, inchiodandoci nelle nostre fissazioni di metodi, di opinioni, di punti di vista. Il peccato genera paralisi e ci inganna con una auto gratificazione delle nostre capacità e del nostro protagonismo, ma Gesù ci rimette in piedi quando ci dona il suo perdono, che riceviamo nel sacramento della riconciliazione.
Oggi non è un sacramento popolare, è il sacramento degli innamorati, è un grande dono di Dio che pochi celebrano, usano e ricevono, ma questi pochi sono una minoranza profetica che cammina e nell’intercessione a Gesù misericordioso ottiene molte volte che la folla di paralitici ricominci a camminare nella sua misericordia.

Pensiero del giorno: Gesù dammi la gioia del figliol prodigo quando vado a ricevere il sacramento del perdono, ritorno ostinatamente a casa sempre con i miei difetti ma con una certezza unica: la tua misericordia è inesauribile e tu non ti stanchi di abbracciare il mio cuore ostinato, perché il tuo abbraccio è l’unica terapia che può guarirmi.    


Venerdì 03 luglio
Santi del giorno: san Tommaso apostolo, sant’Eliodoro, san Leone II.

Dalla lettera di san Paolo apostolo agli Efesìni
Fratelli, voi non siete più stranieri né ospiti, ma siete concittadini dei santi e familiari di Dio, edificati sopra il fondamento degli apostoli e dei profeti, avendo come pietra d’angolo lo stesso Cristo Gesù.
In lui tutta la costruzione cresce ben ordinata per essere tempio santo nel Signore; in lui anche voi venite edificati insieme per diventare abitazione di Dio per mezzo dello Spirito.

Oggi leggiamo un brano di san Paolo apostolo agli Efesini che ci ricorda che non siamo più né stranieri né ospiti, ma concittadini dei santi, familiari di Dio, edificati sul fondamento degli Apostoli. Che meravigliosa identità dà oggi la Parola ai credenti, in un tempo in cui la figura del credente è stata ridotta e tradita! Spesso, infatti, il credente viene presentato come un uomo ecumenico, di pace, un uomo volenteroso, aperto alle tematiche sociali, costruttore della storia con gli altri, che non si differenzia più per la sua identità, ma è salito nel carrozzone del buonismo e dell’ideologia, smarrendo ciò che lo rendeva affascinante. Il fascino del credente è proprio nelle parole che questa mattina l’apostolo Paolo ci dice: “Siamo concittadini dei santi e familiari di Dio”. Dov’è la nostra familiarità con Dio, quando il nostro parlare è uguale ai pagani, quando la nostra relazione, il nostro dire, è uguale al mondo? Quando ci viene derubata l’identità profonda, viviamo dell’effimero e dell’ideologico, ma non siamo più sale della terra e luce del mondo. Allora a che cosa serviamo? Ad essere calpestati dagli uomini. È giunta l’ora, urgente, di recuperare chi siamo, di recuperare quell’identità radicata nella Parola e non nell’illusione della maggioranza ideologica e vuota di oggi.

Pensiero del giorno: Signore, donami la grazia della familiarità con te, una familiarità rispettosa, adorante e stupita altrimenti, se non sarò familiare del tuo amore, diventerò basso prodotto di quest’epoca decadente.    


Sabato 04 luglio
Santi del giorno: sant’Elisabetta del Portogallo, beato Piergiorgio Frassati

Dal libro del profeta Amos
Così dice il Signore:
«In quel giorno rialzerò la capanna di Davide,
che è cadente;
ne riparerò le brecce, ne rialzerò le rovine,
la ricostruirò come ai tempi antichi,
perché conquistino il resto di Edom
e tutte le nazioni
sulle quali è stato invocato il mio nome.
Oracolo del Signore, che farà tutto questo.
Ecco, verranno giorni
– oracolo del Signore –
in cui chi ara s’incontrerà con chi miete
e chi pigia l’uva con chi getta il seme;
i monti stilleranno il vino nuovo
e le colline si scioglieranno.
Muterò le sorti del mio popolo Israele,
ricostruiranno le città devastate
e vi abiteranno,
pianteranno vigne e ne berranno il vino,
coltiveranno giardini e ne mangeranno il frutto.
Li pianterò nella loro terra
e non saranno mai divelti da quel suolo
che io ho dato loro».

Oggi il profeta ci presenta il Signore come riparatore di brecce e di rovine, come ricostruttore, come nei tempi antichi. È il Signore che cambia la sorte di un popolo, che gli dà l’abbondanza dei beni, perché questo popolo ha ritrovato l’amore di Dio. Egli ricostruisce le città devastate, egli pianta vigne, coltiva giardini e dona frutto e vino. Il Signore è il vero rigeneratore della storia. È il Signore che ricostruisce le rovine dell’ateismo, del secolarismo e della ribellione a Lui. Se guardiamo il nostro tempo vediamo come l’opera distruttiva delle anime è stata continuamente portata avanti da maestri del sospetto, da falsi profeti e da nemici dell’uomo. Ma oggi la parola ci dà speranza: sarà Dio che ricostruirà, non saranno i nostri progetti, i nostri pronunciamenti e le nostre strutture, ma sarà Dio. Noi saremo testimoni di questa ricostruzione e di questo amore.

Pensiero del giorno: Signore, ferma i nostri cantieri che apparentemente ricostruiscono, invece distruggono, ed apri il tuo cantiere, il cantiere dell’amore, del frutto, del giardino.     
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